Maxi evasione fiscale da oltre 30 milioni nel settore dei pneumatici. La Guardia di Finanza arresta un imprenditore nel foggiano

Maxi evasione fiscale da oltre 30 milioni nel settore dei pneumatici. La Guardia di Finanza arresta un imprenditore nel foggiano

I minori costi per l’azienda derivanti dall’omesso versamento delle imposte, consentivano all’ imprenditore di poter offrire al pubblico prezzi di vendita ribassati e nettamente vantaggiosi, al punto tale dal poter incrementare in maniera vortiginosa il proprio volume di affari fino a conseguire un illecito profitto pari a ben 13 milioni di euro.

FOGGIA – I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia guidato dal Col. Ernesto Bruno, hanno tratto in arresto alla fine di una complessa ed articolata indagine, un noto imprenditore di Cerignola (FG) Giacinto Di Benedetto, 39 anni, operante nel settore della vendita di pneumatici, che in due anni ha evaso il fisco per oltre 30 milioni di euro.

Le indagini coordinate del pm Giuseppina Gravina della Procura della Repubblica di Foggia, sono state avviate all’esito di alcune verifiche fiscali condotte dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Cerignola, che hanno permesso di individuare una serie di società operanti nella vendita di pneumatici, riconducibili ad un unico imprenditore, che omettevano sistematicamente di dichiarare al fisco le proprie operazioni imponibili e di versare le relative imposte.

 

Al fine di rendere difficoltoso l’accertamento dell’evasione ed impedire il recupero delle imposte non versate, dopo un anno di attività, le aziende interessate venivano spogliate dei propri beni, i quali venivano conferiti in nuove società create di proposito allo scopo, per proseguire l’attività di impresa, intestate a prestanomi “nullatenenti” chiamati a rispondere anche delle conseguenti responsabilità di natura penale.

I minori costi per l’azienda derivanti dall’omesso versamento delle imposte, consentivano all’ imprenditore di poter offrire al pubblico prezzi di vendita ribassati e nettamente vantaggiosi, al punto tale dal poter incrementare in maniera vortiginosa il proprio volume di affari fino a conseguire un illecito profitto pari a ben 13 milioni di euro.

Al termine delle indagini, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Foggia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, ha emesso un’ordinanza cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’imprenditore di Cerignola e disposto il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente dei beni illecitamente accumulati fino ad un valore di 13 milioni di euro. Allo stato, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza  6 beni immobili tra appartamenti, locali commerciali e box auto, per un valore di oltre 800 mila euro, e. 3 società del valore di 300.000 euro (capitale sociale) e conti correnti su cui erano depositati 60mila euro,  per un saldo complessivo di oltre 360.000 euro.

Le attività investigative della Guardia di Finanza proseguono per rintracciare ulteriori beni costituenti il profitto della maxi frode fiscale.

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