La Cisa, Tamburrano e la “macchina del fango”

La Cisa, Tamburrano e la “macchina del fango”

di Antonello de Gennaro

Non è piacevole criticare un collega, ma a volte tocca farlo, nella speranza che la critica venga interpretata come “costruttiva” e non come un atto di presunzione. E’ il caso del giornalismo del Nuovo Quotidiano di Puglia “firmato” Michele Montemurro,  sulla vicenda della Cisa di Massafra.

Come non dare ragione al presidente della Provincia di Taranto quando parla di un “giornalismo vergognoso“, dopo aver letto le carte in questione ? Ci spiace constatarlo ma ha ragione proprio Tamburrano. Avere un figlio (vedi Donato Dilonardo) socio in una società  con Antonio Albanese sarebbe un conflitto d’interessi qualora questo figlio fosse socio nella Cisa. Ma così non è ! Ed è quindi un diritto di chiunque,  avere delle partecipazioni azionarie in altre attività che non sono quelle per cui l’ing. Martino Dilonardo era chiamato a dare il suo consenso, che risulta essere stato sottoscritto sulla base di documentazioni che sono state consegnate per conoscenza dalla Cisa anche alla Guardia di Finanza ed al Noe dei Carabinieri i quali, come confermato anche da Tamburrano e Dilonardo in conferenza stampa, e verificato direttamente dal sottoscritto, non hanno trovato alcun rilievo ostativo o violazione di Legge. Quindi di che conflitto parla Montemurro ?

CdG macchina fango

Sarebbe molto interessante vedere e leggere Montemurro ed i colleghi del Nuovo Quotidiano di Puglia all’opera “giornalistica” (e c’è tanto materiale di cui occuparsi….) anche sulla presenza della Cementir a Taranto, società di proprietà del suo editore e datore di lavoro Gruppo Caltagirone ed i suoi affari con l’ ILVA e l’ Autorità Portuale . O forse non se ne occupano, autocensurandosi , avendo paura di rischiare il posto di lavoro al Quotidiano ?

La determina dirigenziale firmata dall’ ing. Dilonardo, peraltro è un atto amministrativo che è cosa ben diversa da una delibera (come ha sostenuto nei giorni scorsi il Quotidiano) e nel caso in questione era un “atto dovuto”. Nel suo ennesimo attacco di ieri di Montemurro al Presidente della  Provincia di Taranto, non si legge nessun riferimento alla circostanza… che il Comitato consultivo è stato voluto proprio da Tamburrano, e che i suoi predecessori alla Presidenza della Provincia si erano ben guardati dal nominare !

Il “prode” eroico…. giornalista del Quotidiano peraltro stranamente si dimentica, e da tempi non sospetti… (appena 8 mesi) che nei corridoi della Provincia di Taranto “circola” senza alcun motivo e ruolo,  Luigi Romandini , accusato dalla Procura della Repubblica di Taranto, di aver intenzionalmente procurato un ingiusto vantaggio economico all’imprenditore Vito Fasano (condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione) l’ 84enne, napoletano trapiantato a Taranto molti anni fa,  in qualità di rappresentante legale della  RARE srl società che, secondo il dr. Pietro Argentino procuratore aggiunto della Procura di Taranto, avrebbe effettuato a suo tempo  “attività di raccolta recupero e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da materiale edile, da scavo ferroso, sabbia e fresato stradale per un quantitativo superiore a 85mila tonnellate in mancanza della prescritta autorizzazione” ottenendo in tal modo previa presentazione di documentazione “taroccata” alla Provincia di Taranto,  un illecito vantaggio economico.

Come mai Montemurro non si è mai occupato della responsabilità addebitata a Luigi Romandini  dalla Procura della Repubblica di Taranto e riconosciuta dal collegio giudicante del Tribunale che lo ha condannato (leggi QUI) per aver rilasciato alla società del Fasano, attraverso una determina dirigenziale “autorizzazione allo scarico delle acque meteoriche con il metodo della  subirrigazione“. Tutto ciò però presentava delle illegalità, in quanto “l’istanza di rinnovo fosse stata presentata oltre il termine previsto dalla normativa” e la circostanza non irrilevante (in realtà fondamentale) che l’impianto della società RARE srlnon fosse idoneo a a captare l’intera massa delle eventuali precipitazioni piovose” e che non tutta “l’aerea aziendale fosse dotata di di pavimentazione e di un idoneo sistema di canalizzazione a raccolta delle acque meteoriche, disattendo anche le prescrizioni del Comitato Tecnico“ ?

Schermata 2015-08-27 alle 00.06.14Caro Montemurro,  forse è più facile attaccare una persona per bene come l’ing. Dilonardo e dimenticare persone condannate e sospese dal ruolo e funzioni pubbliche come Luigi Romandini ? Come non definire a dir poco “equivoca” la presenza di Romandini alla conferenza stampa, ed inquietante vederlo parlottare nel corridoio con qualche giornalista sempre a caccia di “veline” e spifferi di corridoio ….?

Devo rendere onore alla cronaca giornalistica  di Francesco Casula (da me spesso “pizzicato” in passato) che nel suo resoconto sulla Gazzetta del Mezzogiorno ha raccontato esattamente quanto è accaduto. Senza faziosità. Riportando la dichiarazione eloquente di TamburranoContro di me la macchina del fango. Sono a posto con la coscienza per rispondere a tutte le ulteriori bufale“. E spiegato nel dettaglio la vicenda, confermando un’attenta oculata lettura delle documentazioni consegnate alla stampa dal Presidente della Provincia di Taranto. Devo solo rimproverargli di aver fermato, per ben due volte il suo “mentore” e collega Mazza, bloccandolo nella sua aggressione al sottoscritto. Se fosse stato fermo mi avrebbe consentito di avvalermi del diritto di legittima difesa e  di poterlo fare dinnanzi agli occhi dei Carabinieri. E così la Gazzetta del Mezzogiorno  avrebbe portato a casa finalmente  un’ “esclusiva”, e Di Leo avrebbe potuto esprimere una nuova “solidarietà”, questa volta al suo rappresentante sindacale…

Come si fa non essere capaci di leggere e capire che la determina dirigenziale firmata dall’ ing. Dilonardo era un atto “dovuto” in adempienza a quanto previsto da una Legge Regionale ed una Legge Nazionale, e puntualmente rispettato dalla Cisa di Massafra ? Se il collega Montemurro avesse letto meglio la determina e gli allegati e se li fosse fatti spiegare da qualcuno più competente di alcune “manine”….avrebbe potuto capire che la società di Antonio Albanese, ancora una volta ha rispettato “puntualmente” le norme di Legge. Infatti la Cisa una volta verificato attraverso i rivelatori radiometrici, l’eventuale presenza di materiale radioattivo, fra i rifiuti da smaltire,  grazie al monitoraggio effettuato dalla società specializzata “Nucleco“, quest’ultima provvederà a trasferire e consegnare gli eventuali rifiuti radioattivi ad altri impianti autorizzati a smaltire questi tipo di rifiuti. Che  quindi non vengono trattati all’interno degli stabilimenti della Cisa a Massafra.

CdG macchina_del_fangoE vogliamo parlare poi anche della presenza (inutile) del giornalista Angelo Di Leo, disoccupato in cassa integrazione, il quale  dopo aver fatto da “ventriloquo-portavoce” alla consigliera regionale Annarita Lemma (un’ ex Pd area Civati) , recentemente trombata alle ultime Regionali dal responso degli elettori, pur essendo la capolista, adesso cerca di fare il “capopopolino” illudendosi di scrivere su un giornale, utilizzando e scrivendo in realtà solo e soltanto su una “paginetta” (dal nome infelice che ricorda non pochi suicidi) su Facebook. Così come inutile a dir poco… (non ha scritto una sola parola !) era la presenza alla conferenza stampa del giornalista-sindacalista-novello ambientalista Mimmo Mazza, il quale invece di limitarsi a fare il giornalista, ed il sindacalista di poco successo….come comprovano le vicende del  Corriere del Giorno di Puglia e Lucania (che non ha alcun collegamento alla nostra testata storica) , di Studio 100, di Taranto Oggi, ha ben pensato all’uscita del Palazzo della Provincia, di aggredirmi e diffamarmi in presenza di una pattuglia di Carabinieri  venendo ripreso dalle telecamere della Prefettura, continuando nella sua reiterata attività di diffamatore seriale e stalker nei miei confronti, comportamenti dei quali risponderà dinnanzi alla Magistratura di Taranto e di Roma.

Concludendo, una domanda ai colleghi di Quotidiano: a chi vi riferite quando parlate di “quelli delle interviste inginocchiate, non sono giornalisti ma più volgarmente lacchè. Sarebbe più corretto fare i nomi ed i cognomi. Troppo facile fare allusioni… anche se vi confesso che abbiamo in molti un’idea (o meglio, quasi una certezza) sull’identità del “lacchè” in questione !

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