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28 Settembre 2026 14:13

Escort: chiesta la condanna per Laudati ex-procuratore capo di Bari

Avrebbe favorito Tarantini per evitare che danneggiasse Berlusconi

CdG-procu-Motta-DDA-LecceIl procuratore capo della Procura di Lecce, Cataldo Motta, ha chiesto la condanna dell’ex procuratore capo di Bari Antonio Laudati a due anni e due mesi complessivi  di reclusione per abuso d’ufficio e favoreggiamento per avere rallentato l’inchiesta barese sulle escort introdotte e portate da Giampaolo Tarantini nelle residenze dell’ex-premier Silvio Berlusconi.

Nella sua requisitoria, Motta ha sostenuto che l’intento di Antonio Laudati era quello di favorire Gianpaolo Tarantini nell’interesse dell’allora premier Silvio Berlusconi, per annullare il rischio che l’imprenditore barese potesse parlare e in questo modo coinvolgere l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri, danneggiandone l’immagine. Sarebbe questo secondo la pubblica accusa il vero movente della condotta del’ex procuratore capo di Bari nella vicenda escort. Nel dettaglio la procura ha chiesto la condanna ad un anno e sei mesi per “abuso d’ufficio” e ad otto mesi per “favoreggiamento“.

nella foto il magistrato Antonio Laudati
nella foto il magistrato Antonio Laudati

L’ex procuratore della Repubblica di Bari Antonio Laudati che presta attualmente in servizio presso la Procura nazionale antimafia, prima della requisitoria del procuratore di Lecce, Cataldo Motta , come suo diritto di imputato di favoreggiamento personale e abuso d’ufficio con l’accusa di avere rallentato l’inchiesta barese sulle escort portate da Giampaolo Tarantini nelle residenze di Silvio Berlusconi, ha chiesto  di rendere dichiarazioni spontanee per contrastare la memoria depositata al termine della fase dibattimentale da Giuseppe Scelsi, l’ex pm barese, ora alla Procura generale, che è parte civile nel processo.

“Ho un unico padrone, la verità – ha detto Laudati –  Sicuramente avrò commesso sbagli in questa vicenda ma mai reati. Ho agito sempre seguendo il codice nell’interesse di garantire che la Procura agisse senza nessuna speculazione o doppio fine”. Laudati ha ripercorso tutti i passaggi della vicenda processuale ribadendo di aver sempre agito all’insegna “dell’assoluta trasparenza e celerità“, e concludendo ha detto: “Perchè avrei dovuto favorire Tarantini, del quale sono arrivato a dire cose al limite della diffamazione, che appena arrivato a Bari ho fatto arrestare e che ho fatto condannare quattro volte? Così come per Berlusconi, la mia angoscia in questo processo. Mai sentito, mai conosciuto“.

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