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12 Ottobre 2026 19:58

Dl crescita: Mise, “Arcelor Mittal già informata”.

Forse è il caso la multinazionale franco -indiana si renda conto che la Legge è e deve essere uguale per tutti, e spieghi loro che l'applicazione delle norme non è mai retroattiva, quindi non si capisce come possa preoccuparsi di problematiche del passato di cui non sono responsabili. E peraltro Arcelor Mittal non ha accettato di investire, ma bensì ha chiesto di investire a Taranto affrontando una gara con un competitor

ROMA – “Sorprende la comunicazione diffusa quest’oggi dalla società Arcelor Mittal, visto che la medesima era stata informata già a febbraio 2019 degli sviluppi circa la possibile revoca dell’immunità penale introdotta nel decreto-crescita, alla luce della questione di legittimità costituzionale sollevata dal Gip ( dr. Ruberto ndr) di Taranto l’8 febbraio scorso sui diversi provvedimenti (tra cui proprio l’immunita’ penale) emessi dai Governi precedenti per salvare lo stabilimento siderurgico” comunica il Mise in una nota.

“In vista dunque della prossima decisione della Consulta e della sentenza adottata nel gennaio 2019 dalla Cedu (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) di condanna dell’Italia sempre sulla vicenda Ilva, – continua la nota – il Mise aveva preventivamente informato Arcelor Mittal della questione, rappresentando allo stesso gestore che si sarebbe individuata una soluzione equilibrata volta alla salvaguardia dello stabilimento e dell’indotto occupazionale, nonché al rispetto, ovviamente, delle decisioni adottate dai giudici. A tal proposito, il Mise e tutto il Governo sono al lavoro affinché l’azienda continui ad operare nel rispetto dei parametri ambientali“.

ArcelorMittal Italia ieri con una nota era tornata a mettere in discussione la possibilità di raggiungere secondo i termini stabiliti gli obiettivi del piano di rilancio sull’ex Ilva di Taranto, rilevata dall’amministrazione straordinaria l’anno scorso e gestita in affitto in attesa dell’acquisto a titolo definitivo. Ma in questo caso non dipende dal mercato , ma dalle decisioni politiche. La nuova proprietà non condivide il testo del futuro decreto crescita, nella parte in cui ha eliminato (giustamente secondo noi) le tutele legali cioè la cosiddettà “immunità”  connessa all’adempimento del piano ambientale.

Secondo ArcelorMittal il Governo, cambia le regole del gioco iniziali, e a suo dire tutto ciò può condizionare il raggiungimento degli obiettivi accordati alla firma del contratto. “Il decreto crescita, nella sua formulazione attuale – commenta una nota del gruppo – cancella le tutele legali esistenti quando ArcelorMittal ha accettato di investire nello stabilimento di Taranto. Tutele che è necessario restino in vigore fino a quando non sarà completato il piano ambientale, per evitare di incorrere in responsabilità relative a problematiche che gli attuali gestori non hanno causato”.

Forse è il caso la multinazionale franco -indiana si renda conto che la Legge è e deve essere uguale per tutti, e spieghi loro che l’applicazione delle norme non è mai retroattiva, quindi non si capisce come possa preoccuparsi di problematiche del passato di cui non sono responsabili. E peraltro Arcelor Mittal non ha accettato di investire, ma bensì ha chiesto di investire a Taranto affrontando una gara con un competitor. Una differenza non da poco…

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