Appalti & Tangenti : 20 arresti a Roma tra dipendenti pubblici e imprenditori

Appalti & Tangenti : 20 arresti a Roma tra dipendenti pubblici e imprenditori

L’operazione, denominata “Alter ego” è condotta dalla Guardia di Finanza che sta notificando le ordinanze cautelari agli accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e falso nell’aggiudicazione di appalti pubblici. Il blitz è stato effettuato anche mediante anche decine di perquisizioni in uffici della pubblica amministrazione, società e abitazioni private a Roma, Napoli e Frosinone.

ROMA. Nell’operazione “Alter ego” vede impegnati oltre 100 finanzieri del Nucleo speciale anticorruzione della Guardia di Finanza di Roma sono state scoperte tangenti pagate persino sotto forma di tartufi, smartphone, lavori idraulici a domicilio, assunzioni di parenti in un centro commerciale sono le tangenti pagate per ottenere l’appalto dei cantieri per la ristrutturazione del Tribunale di Roma. Per aggiudicarsi la gara con assegnazione privata nonostante i bandi pubblici, si ricorreva ingiustamente alla pratica dell’urgenza. Venti le misure di custodia cautelare: 4 le persone finite in carcere, 10 ai domiciliari, 6 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il gip Anna Maria Gavoni nella sua ordinanza cautelare non esita a definire la situazione come una “comune corruzione” di otto funzionari pubblici in servizio presso il Provveditorato Interregionale delle opere pubbliche del ministero delle Infrastrutture, il Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria, l’Ater, l’Istituto centrale di formazione per il personale della giustizia minorile e l’Ufficio per i servizi tecnico-gestionali del Ministero dell’Interno. Dodici gli imprenditori “specializzati”  a corrompere offrendo in cambio di telefonini, tartufi, ed agevolazioni nell’acquisito di appartamenti a prezzi vantaggiosi.

Al posto della solita “mazzetta” in contanti che comunque non è mancata, questa volta è comparso questa volta persino l’”appoggio” ad un funzionario che ambiva alla nomina a direttore generale presso il Ministero delle Infrastrutture,  o la disponibilità a sbloccare una pratica e ad agevolare il trasferimento di un dirigente pubblico presso un altro ente. Il Nucleo Anticorruzione della Guardia di Finanza ha scoperto i traffici illeciti per incassare 103 mila euro per la ristrutturazione del camminamento che collega le celle dei detenuti alle aule di udienza del Tribunale di Roma, e 394 mila euro per mettere a posto gli impianti di climatizzazione ed in regola  quelli antincendio presso gli uffici della Corte d’Appello.

Tangenti persino per ottenere lavori per 115 mila euro collegati alla ristrutturazione dei servizi igienici, con eliminazione delle infiltrazioni d’acqua, oltre alla compartimentazione della sala Ced e alla messa a norma della centrale termica del Ministero della Giustizia, del Casellario giudiziario. Persino , un imprenditore  Franco De Angeli, che era stato arrestato in passato , risultato essere la il “perno” centrale dell’indagine,  era arrivato al punto di falsificare la sua data di nascita pur di non essere individuato nel casellario giudiziario.

Per il gip Gavoni, come si legge nelle 70 pagine dell’ordinanza, è “assoluta la naturalezza con cui gli indagati hanno piegato la funzione pubblica a una sorta di “cosa privata”“. L’operazione, denominata “Alter ego” è condotta dalla Guardia di Finanza che sta notificando le ordinanze cautelari agli accusati a vario titolo di corruzione, turbativa d’asta e falso nell’aggiudicazione di appalti pubblici. Il blitz è stato effettuato anche mediante anche decine di perquisizioni in uffici della pubblica amministrazione, società e abitazioni private a Roma, Napoli e Frosinone.

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