Transformers

Transformers

di Paolo Campanelli

Inspirato dalla serie Armada, questo titolo di Transformers ha dettato per un decennio lo stile dei titoli successivi. Transformers Armada applica al classico conflitto tra Autobot e Decepticons una terza fazione: i Minicon. Data la loro pacifica natura e la loro caratteristica di rendere gli altri Transformers estremamente potenti una volta connessi con loro, I Minicon abbandonarono il pianeta Cybertron per sfuggire alla guerra, ma un brutale schianto sulla Luna fa precipitare i robottini, ora in fase di animazione sospesa, sulla terra precedentemente all’alba dell’umanità.

Passano i millenni, ma la guerra non si placa, e I Decepticon lanciano quello che potrebbe essere l’assalto finale; ma improvvisamente, un segnale si frappone tra i due leader: I Minicon si sono risvegliati. Consci che i piccoli robot potrebbero ribaltare l’esito della guerra, Optimus Prime, Red Allert e Hot Shot partono alla volta della Terra, con l’intero esercito dei Decepticon sulle loro tracce.

Schermata 2016-02-22 alle 02.08.17Il gioco è uno sparatutto in terza persona, in cui il giocatore controlla uno dei 3 Autobot disponibili, che rientrano nell’archetipo del personaggio lento e potente, quello equilibrato e quello meno adatto al combattimento ma in grado di correre tra un proiettile e l’altro con grande agilità, in grado di trasformarsi nella loro forma veicolare di motrice di camion, SUV e auto sportiva rispettivamente; come già accennato, Transformers ha influenzato i titoli successivi collegati ai film di Michael Bay e alla Alligned continuity (Transformer Prime, War for Cybertron e Fall of Cybertron), escludendo infatti la possibilità di sparare anche in forma di veicolo dei titoli successivi, infatti, i personaggi si comportano alla stessa maniera da un punto di vista di Gameplay.

Il giocatore comincia armato solo con un fucile automatico, ma trovando i vari Minicon, sarà possibile creare un arsenale a malapena in grado ad affrontare I decepticon e il loro esercito; la difficoltà è infatti brutale, persino al più semplice dei tre livelli selezionabili, e la curva di apprendimento è elevatissima, buttandoti in una situazione di totale svantaggio già dai primi 15 minuti di gioco, e di li la situazione non fa altro che peggiorare.

L’armamentario fornito dai Minicon comprende fucili d’assalto, lanciamissili, lanciagranate, scudi, corazze, e alcune abilità speciali tra cui planata, mimetizzazione e scatto ad alta velocità; ogni Minicon appartiene ad un gruppo in base al proprio colore, equipaggiando più Minicon dello stesso colore si ottengono affetti speciali come energia extra e ricarica più veloce delle armi.

Il gioco è suddiviso in livelli, ambientati in sud-America, nell’Antartico, in Canada e un’isola del pacifico; i livelli sono molto grandi e spingono il giocatore all’esplorazione (e indirettamente al combattimento), e pieni di Minicon e Data-com (che sbloccano parte della galleria). Le musiche sono anonime e tutt’altro che memorabili, ma molto adatte ai livelli e alle battaglie.

La varietà dei nemici è uno dei punti di forza del gioco, con una decina di differenti Decepticlone, Transformers privi della capacità di trasformarsi ma pesantemente armati, molti dei quali in possesso di abilità corpo-a-corpo in grado di far volare via il giocatore, fucili da cecchino, missili a ricerca, mimetizzazione (o in un caso, tutte le suddette abilità contemporaneamente), a cui si uniscono i Decepticon Cyclonus (elicottero), Starscream (jet da combattimento), Tidal Wave (una combinazione tra una portaerei, una nave da battaglia e un sottomarino), Megatron (carrarmato) e, nell’ultimo livello, Unicron.

La galleria è molto grande, e contiene tutto ciò che si può volere: schizzi preparatori, tracce musicali, foto dei giocattoli, una serie di mini pubblicità progresso con i personaggi del cartone degli anni ’80 e altro ancora. Il gioco non è esente da critiche, prima tra tutte la difficoltà del gioco, spesso nettamente al di sopra delle possibilità di un giocatore medio, seguite dalla rigidità dei personaggi in alcuni movimenti e della pressoché totale mancanza di indicazioni all’interno dei livelli, al limite dei personaggi selezionabili, e al ridicolo aumento della difficoltà nel caso si ritorni ad esplorare un livello dopo averlo completato e alla totale incapacità di reagire nel caso un nemico riesca a scagliare via il giocatore, che rimane vulnerabile fino a due secondi dopo essersi completamente arrestato (che in questo genere di giochi sono un’eternità).

Prodotto dalla Melbourne House, Il gioco è stato rilasciato ad aprile 2004 per PS2 dalla Atari e nuovamente un anno dopo; il gioco avrebbe dovuto far parte della “Trilogia di Unicron” e conseguentemente avere due seguiti, ma variazioni nel piano originale della trilogia (la serie Cybertron in Italia e altre parti del mondo non ne fa parte) e l’abbandono del progetto nonostante il sesto e settimo posto nei giochi più venduti dell’anno su PlayStation2 e multipiattaforma in generale rispettivamente, hanno messo fine a tale possibilità

Il gioco è stata venduto abbastanza bene in Italia, e pressoché qualsiasi fan ne ha posseduto una copia, rendendolo possibile da trovare anche di seconda mano. Si può facilmente trovare su internet a prezzi che variano tra 5 e 15 euro circa

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