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21 Ottobre 2026 20:49

Tangenti alla Regione Puglia: condannato Mario Lerario ex dirigente Protezione Civile

La Procura di Bari rappresentata dal procuratore aggiunto Alessio Coccioli che ha coordinato le indagini del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Bari insieme al procuratore Roberto Rossi, aveva chiesto una condanna a sei anni

Il Gup di Bari, dr. Francesco Ferraro ha condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione Mario Lerario ex dirigente della Protezione civile della Regione Puglia , che rispondeva delle accuse di corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, avendo percepito due tangenti una da 10mila e l’altra 20mila euro ricevute da due imprenditori, accuse per le quali la Procura di Bari rappresentata dal procuratore aggiunto Alessio Coccioli aveva chiesto una condanna a sei anni, che ha coordinato le indagini del Nucleo Pef della Guardia di Finanza di Bari insieme al procuratore Roberto Rossi.

Lerario ha assistito in aula alla lettura della sentenza e dopodichè è rientrato nella sua abitazione di Acquaviva delle Fonti, dove si trova agli arresti domiciliari.  A quattro anni è la condanna disposta nei confronti dell’imprenditore Luca Ciro Giovanni Leccese, che aveva scelto il rito abbreviato come Lerario. L’altro imprenditore che avrebbe versato una tangente  al dirigente regionale Donato Mottola, è imputato in un separato processo davanti al Tribunale Penale di Bari. 

Lerario e Leccese che si trovano attualmente ristretti ai domiciliari sono stati condannati anche all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e al divieto permanente di contrarre con la pubblica amministrazione, mentre i beni sequestrati sono stati confiscati. Entrambi i due imputati sono stati condannati anche a risarcire la Regione Puglia costituitasi parte civile assistita dall’avvocato Rita Biancofiore, con il pagamento delle spese legali.  Nei confronti di Lerario è stata disposta anche la cessazione del rapporto di lavoro con la Regione Puglia .

L’ avvocato Michele Laforgia difensore di Lerario, al termine della lettura del dispositivo ha parlato di “sentenza equilibrata che ha ridimensionato se pur di poco le richieste del pm. Lerario è provato da una situazione non semplice e dopo oltre un anno di detenzione ai domiciliari”

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