I deputati pugliesi del PD scrivono a Renzi

CdG PDQuesta la lettera inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri dai deputati pugliesi del Pd  Vico, Pelillo, Ginefra, Capone, Grassi, Mariano, Bordo, Ventricelli, Mongello,Cassano, Losacco, Massa., in relazione all’ emendamento sull’ emergenza sanitaria di Taranto.

Noi deputati pugliesi del PD con l’emendamento presentato in Legge di Bilancio abbiamo segnalato la necessità di assumere l’Emergenza Sanitaria di Taranto al fine di contrastare le criticità sanitarie fin ad ora riscontrate in base alle evidenze epidemiologiche nel territorio della provincia di Taranto per assicurarne la continuità nell’erogazione dei servizi sanitari.  L’impegno del Governo per Taranto fino a questo momento è stato titanico in tutte le direzioni e di questo ne siamo orgogliosi. Ora, il recente e mancato emendamento del relatore in Commissione Bilancio relativo a quanto suddetto non corrisponde alle aspettative della Comunità jonica, alla quale in diverse circostanze diversi rappresentanti del nostro Governo avevano dato rassicurazione.  A questo punto sarebbe utile che possa essere annunciato in queste ore che il tema sarà affrontato al Senato passando per un approfondimento nel Tavolo per Taranto convocato dal sottosegretario De Vincenti per il 12 dicembre.”




Deputati PD Puglia: I picchi di diossina nel quartiere “Tamburi” di Taranto esigono risposte precise sulle cause e sui controlli.

CdG camera deputatiI deputati pugliesi del PD, Vico, Pelillo, Ginefra, Bordo, Capone, Cassano, Grassi, Mariano, Massa, Mongiello, Ventricelli hanno presentato un’interrogazione a risposta in commissione ai Ministri dell’ Ambiente Galletti, e della Salute Lorenzin. Questa l’interrogazione:

Per Sapere, Premesso che:

Gli organi di informazione hanno riportato la notizia , di una relazione messa a punto dal Politecnico di Torino, nella quale si descrive un forte aumento e concentrazione di diossine particolarmente nel Quartiere “Tamburi” di Taranto, a seguito di una serie di analisi raccolte a novembre 2014 e a febbraio 2015 nei “deposimetri” installati all’esterno dello stabilimento siderurgico dell’Ilva di Taranto;

Lo studio del Politecnico di Torino, commissionato dall’Ilva, esplicita che la composizione delle diossine rilevate nel “deposimetro” ubicato nel quartiere Tamburi è differente da quella delle diossine rilevate all’interno dello stabilimento e che gli alti valori della diossina non dipendono dalla produzione ma da altre fonti;

l’Arpa Puglia, con una nota inviata alla presidenza della Regione in data 2 marzo 2016 mette in discussione la risultanza del Politecnico, sottolineando come “all’eccezionale aumento di diossine rilevato nel “deposimetro” del quartiere Tamburi non ha corrisposto un aumento della quantità complessiva di polveri raccolta dal deposimetro (…), che il “confronto tra i profili dei congeneri delle diossine delle polveri raccolte dai deposimetri nei due mesi incriminati e quelli delle polveri di abbattimento dell’impianto di sinterizzazione dello stabilimento, porta a credere che le polveri abbiano la stessa matrice”;

Il Presidente della Regione, Michele Emiliano, ha dato mandato ad Arpa e alla Asl Taranto di effettuare ulteriori accertamenti al fine di comprendere le ragioni e le origini della diossina e dei picchi rilevati per pubblicare entro la fine di marzo i dati della rete dei deposimetri che saranno gestiti di rettamente da Arpa;

Dall’8 marzo u.s. è entrata in vigore una delle misure previste dall’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) rilasciata nel 2012 dal ministero per l’Ambiente, che impone di scendere dall’attuale soglia di 0,30 nanogrammi di diossina per metro cubo a 0,15;

Si chiede pertanto di sapere in considerazione di quanto espresso in premessa se il Governo è a conoscenza di tale rapporto e quali iniziative intenda adottare, con la massima trasparenza e oggettività scientifica, al fine di appurare gli effettivi livelli di presenza di diossina nell’ambito delle attività industriali e della città, sottraendo rilievi e analisi ad ogni tipo di strumentalizzazione , nell’interesse prioritario della salute della città di Taranto.

 




Emendamento del Pd al “mille proroghe” per l’ ILVA. Salari dei contratti solidarietà da aumentare del 10 per cento

I deputati pugliesi del Pd  Pelillo, Vico, Ginefra, Capone, Bargero, Grassi, Bordo, Mongiello, Cassano, Massa, Losacco, Mariano e Ventricelli  hanno presentato un emendamento al decreto “Mille proroghe” in discussione alla Camera dei Deputati chiedendo che sulla copertura economica dei contratti di solidarietà siano postati 50 milioni per il 2016 per riportare la copertura economica dei contratti di solidarietà ai lavoratori dell’ ILVA in amministrazione straordinaria dal 60 al 70 per cento della retribuzione.

CdG camera_approva_divorziobreveA tal fine l’ammontare del trattamento di integrazione salariale relativo ai contratti di solidarietà – è scritto nell’emendamento Demè aumentato nella misura del 10 per cento della retribuzione persa a seguito della riduzione di orario. Al relativo onere, pari a 50 milioni, si provvede a valere sulle risorse del Fondo sociale per occupazione e formazione“. La necessità di intervenire sull’aumento della copertura economica dei contratti di solidarietà per il personale ILVA è stata evidenziata anche nei lavori del Consiglio comunale di Taranto in corso questa mattina.

Forza Italia ha presentato un ordine del giorno chiedendo “che il Consiglio comunale deliberi formale istanza alla Regione Puglia ed al Governo affinchè – chiede Forza Italia – sia finanziata l’integrazione salariale fino al raggiungimento della misura dell’80 per cento per i lavoratori dello stabilimento di TarantoUna delibera che, raccogliendo l’appello a fare quadrato lanciato dai lavoratori dall’aula del Consiglio comunale, va approvata con urgenza non solo per coinvolgere tutti i rappresentanti istituzionali del territorio, ma anche per chiamare a raccolta la politica nazionale, trasmettendo l’atto approvato a tutti i capigruppo, alla Camera ed al Senato, dei partiti presenti in Parlamento“.

Nei giorni scorsi i sindacati della Fim-Cisl, Fiom-CGIL e Uilm di Taranto hanno inviato una lettera di richiesta al Governo Renzi,  alla Regione Puglia ed ai commissari dell” ILVA ponendo nuovamente la questione , sollecitando anche un intervento  affinchè la Regione Puglia attraverso le  proprie risorse copra la percentuale mancante del 10 per cento di solidarietà. Ad oggi i numerosi appelli lanciati non hanno però trovato alcun riscontro e per questo motivo spiegano i sindacati, i lavoratori dell’ILVA di Taranto che sono sotto in “contratto di solidarietà”,  “rischiano di prendere a febbraio 850 euro al mese” cioè tanto quanto la cassa integrazione.