Controlli rigidi anti-terrorismo in Puglia: “Per i migranti passaggio obbligato dall’Hot Spot di Taranto”

 Schermata 2016-05-22 alle 10.21.12Tutti i migranti che arriveranno in Puglia dovranno transitare rigorosamente  dall’hot spot di Taranto, tappa obbligatoria per chiunqui tocchi il suolo italiano sia da navi militari che da imbarcazioni clandestine. All’interno della struttura allestita dal Ministero dell’ Interno nel porto di Taranto, infatti,  è possibile effettuare tutte le identificazioni in maniera più rigida, attenendosi ai controlli di sicurezza previsti dall’allarme terrorismo. L’hot spot non è una struttura restrittiva ma è sicuramente più controllata dei vecchi centri di accoglienza come il Don Tonino Bello di Otranto.

Non è un caso che il passaggio dal centro di Otranto  martedì scorso sia stato saltato in occasione dell’ultimo sbarco avvenuto nel Salento ed i quindici somali, trasportati in Italia da un 56enne brindisino, che è stato arrestato sono stati immediatamente trasferiti a Taranto dove sono stati interrogati ed hanno potuto fornire informazioni importanti per scoprire e verificare come si stiano organizzando le organizzazioni criminali che gestiscono i viaggi della disperazione.

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Il primo elemento ritenuto molto importante dagli investigatori è che nelle ultime settimane i “traghettatori” offrono i viaggi della “disperazione” a prezzi molto bassi, chiedendo 2-3.000 dollari in meno rispetto a quanto era necessario un anno fa. Gli sbarcati arrivate a Tricase, per esempio, hanno riferito alla Polizia di avere pagato circa 5.000 dollari per il viaggio dall’Africa ed altri  1.500 per la tratta finale dalla costa greca, davanti all’isola di Corfù, per arrivare su a quella pugliese. Altra aspetto da non sottovalutare è proprio il “buco” nei controlli in mare attuati dalla Grecia, che era risultato già in precedenza grazie alle testimonianze dei migranti e confessioni degli scafisti arrestati. L’esempio più lampante ed assurdo fu quello della Blue Sky ritenuta in regola dopo essere stata controllata dalle autorità greche, che il 30 dicembre 2014 consentì a 796 siriani di poter sbarcare a Gallipoli.

CdG migranti GdFIl “buco” degli sbarchi dalla Grecia, è contenuto nelle motivazioni della sentenza con cui il gup Giovanni Gallo ha condannato i quattro membri dell’equipaggio della Blue Sky,  uno dei quali il comandante Rani Sarkas ha riferito di essere stato contattato da un’organizzazione turca che aveva a disposizione una nave da far salpare in direzione dell’ Italia piena di clandestini, che “i migranti sarebbero stati portati a bordo mentre era al largo di Mersin” e che “a causa del maltempo, previa autorizzazione delle competenti autorità, avremmo sostato due giorni in acque greche, dove non avremmo subito alcun controllo”.

Tutto ciò che non era stato pianificato a caso avvenne effettivamente. E secondo gli investigatori  continua probabilmente ad accadere anche con le piccole imbarcazioni che continuano a raggiungere il Salento, come l’ultima fermato dal Gruppo aeronavale della Guardia di Finanza di Bari. Attualmente le rotte via mare più “libere sono quelle dalla Turchia, come testimoniano i viaggi offerti e venduti addirittura tramite Facebook, e quelli dalla Grecia, come nel caso dei natanti arrivati a Castro e Tricase il 31 marzo e il 17 maggio scorso dai quali  è emersa la componente di immigrati somali che si aggiungono ai siriani, afgani

 e pachistani.
Sono stati infatti proprio i somali a riferire che il costo dei viaggi era sceso annunciando che molte altre persone si preparavano  a partire per l’ Italia. Da Lecce il presidente della Commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre, ha escluso ogni legame diretto tra immigrazione e terrorismo e ribadito la necessità di “controllare la frontiera europea, lavorando anche per la stabilizzazione dell’area del Mediterraneo”.



Il marò’ Latorre ha un malore. Il Ministro della Difesa Pinotti vola in India

Uno dei due marò trattenuti in India Massimiliano Latorre, ha avuto ieri sera un malore per il quale è stato necessario il ricovero nel dipartimento di neurologia di un ospedale di New Delhi, ove tuttora è stato ricoverato e trattenuto in osservazione. Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, è volata stanotte in India per accertarsi delle condizioni del fuciliere di marina, che comunque non sarebbero gravi. Il ministero della Difesa sottolinea che “i sanitari si sono dichiarati soddisfatti di come ha reagito alle prime cure”.

Schermata 2014-09-01 alle 13.23.04Si tratterebbe di ischemia, secondo quanto scrive su Facebook,  la figlia del marò, Giulia Latorre:  “Purtroppo le belle notizie non ci sono mai“. In un commento precedente, che successivamento è scomparso dalla rete, aveva scritto: “Ma voi Italia di m… fateli stare lì un altro pò! Vi preoccupate di portare qui gli immigrati che bucano le ruote perchè vogliono soldi e non vi preoccupate dei vostri fratelli che combattono per voi, e alcuni perdono la vita. Italia mi fai schifo“.

Il ministro degli Esteri Federica Mogherini  ha dichiarato  che riportare i marò in Italia rimane una delle priorità del Governo italiano.  «Appena informata del malore che ha colpito Massimiliano Latorre, ha contattato la compagna del marò, Paola Moschetti, per esprimerle la vicinanza sua e del governo». Lo ha reso noto il Ministero degli Esteri.  “Sono vicina a Massimiliano Latorre cui auguro con tutto il cuore di rimettersi al più presto“, ha detto la Mogherini, aggiungendo: “Come è sempre stato in questi mesi, seguiamo ogni giorno il caso dei due fucilieri di Marina con l’obiettivo di riportarli in Italia: per il governo e’ una priorità”. “E come sempre – ha ricordato – il Ministero degli Esteri e tutte le sue strutture sono al lavoro per assistere al meglio i due militari e le loro famiglie“.  Mogherini è stata in queste ore in contatto con il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, rende  infine noto la Farnesina.


IL MINISTRO E’ ARRIVATO IN INDIA Il ministro della Difesa italiano Roberta Pinotti è giunto oggi a New Delhi per verificare di persona le condizioni di salute del sottufficiale di Marina Massimiliano Latorre che ieri è stato ricoverato in un ospedale della capitale indiana per un malore. Hanno accompagnato il ministro nel viaggio dall’Italia l’ambasciatore in India, Daniele Mancini, e il consigliere diplomatico Stefano Pontecorvo.

IL COLLOQUIO DI AGOSTO  Ad agosto il presidente del consiglio Matteo Renzi aveva avuto una lunga telefonata con il primo ministro indiano Narendra Modi, durante la quale entrambi i premier avevano condiviso “l’importanza di un rilancio dei rapporti bilaterali fra le due democrazie, sia per quanto riguarda gli scambi, sia per la cooperazione internazionale e , nel quadro Ue”

LA DIAGNOSI –  Latorre, sarebbe stato vittima di un attacco ischemico transitorio (Tia), dal quale si sarebbe però ripreso, e secondo quanto si è appreso, ha reagito bene alle prime cure dei medici del reparto di neurologia dell’ospedale di New Delhi, dove è stato ricoverato. «Massimiliano Latorre sta meglio e ha ripreso conoscenza. È ricoverato nel reparto di neurologia di un ospedale a New Delhi ed è assistito dalla famiglia e dai funzionari dell’ambasciata italiana in India». Lo ha dichiarato il senatore pugliese Nicola Latorre (Pd), presidente della commissione Difesa a Palazzo Madama, dopo aver parlato al telefono con Salvatore Girone, l’altro marò pugliese detenuto in India che ha seguito da vicino l’evolversi della situazione.

«I medici italiani che seguiranno Latorre arrivano dall’ Italia insieme al ministro Pinotti – ha aggiunto Nicola Latorree la situazione sembra essere sotto controllo. Questa ingiusta detenzione in India, che loro sopportano con grande senso di responsabilità, è sempre più fonte di malessere. Auguriamo al nostro fuciliere di rimettersi al più presto e, consapevoli che questo non sia il momento delle polemiche, continueremo a percorrere ogni strada diplomatica già attivata dal Governo per riportarli in Italia».

Il presidente della commissione Difesa della Camera, on. Elio Vito (Forza Italia) ha commentato la vicenda: “Il Governo italiano attivi immediatamente tutte le iniziative e le procedure necessarie per chiedere ed ottenere il rientro in Italia di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che vivono con le loro famiglie, da oltre 900 giorni, una profonda ingiustizia, che causa loro profondi disagi e grandi sofferenze e che affrontano con onore e senso di responsabilità”  aggiungendo con grande serietà che “non è questo il momento della polemica, interna ed internazionale, è però il momento di dire basta e che i marò siano fatti tornare a casa”.

1 settembre 2014 | ultimo aggiornamento h. 18:03