Taranto. Detenuti al lavoro anche in Tribunale

ROMA – Sottoscritta  una convenzione a Taranto dalla presidente (facente funzione) del Tribunale, Anna De Simone, dal procuratore della Repubblica Carlo Maria Capristo e dalla direttrice della Casa Circondariale  Stefania Baldassari, che rientra nella visione delle attività di recupero dei detenuti che avranno la possibilità di venire impiegati in lavori utili in Tribunale ed in Procura.

Lo scopo che si vuole raggiungere  è quindi quello di far vivere ai detenuti una esperienza diversa rispetto alla detenzione carceraria, favorendo così il reinserimento nella società civile e nella legalità. Nasce da questo obbiettivo l’iniziativa concordata con la magistratura di sorveglianza, di stipulare una convenzione che consenta ai detenuti di prestare il proprio lavoro nell’ambito di interventi che riguardino anche gli uffici del Tribunale e della Procura jonica.

La convenzione punta a far vivere i due uffici non più come luoghi in cui viene unicamente amministrata la giustizia e comminata la pena, ma dove poter riparare al danno provocato alla collettività con la commissione di reati, attraverso lavori di pubblica utilità».  I firmatari, “in linea con la recente Riforma dell’Ordinamento penitenziario in materia di lavori di pubblica utilità hanno condiviso l’iniziativa, in sinergia con la magistratura di Sorveglianza e con gli enti territoriali, puntando a percorsi di riabilitazione e reinserimento che trovano nello svolgimento di attività lavorative a beneficio della collettività il loro punto cardine”  spiega in una nota proprio la dr.ssa Baldassari direttrice del carcere di Taranto .

 




La “parentopoli” di Taranto: ecco tutti i nomi dei parenti illustri…

di Antonello de Gennaro

Dalle registrazioni trasmesse da Striscia la Notizia sulle conversazioni ed affermazioni di Michele Mazzarano, il consigliere regionale del PD di Massafra (Taranto)  dimessosi da assessore dopo la vicenda del voto di scambio finita in Procura a Taranto, sono emerse non poche strane coincidenze relative ai dipendenti di aziende che gravitano intorno alla ASL di Taranto. . Nella puntata andata in onda ieri sera (vedi QUI) , l’inviato Pinuccio ha fornito alcuni elementi per evidenziare un giro di parentele “illustri” tutti assunti presso un azienda informatica tarantina

Il CORRIERE DEL GIORNO è in grado di rivelarvi tutti i nomi, come sempre in “esclusiva”Pinuccio in apertura del servizio ha parlato del “fratello di un politico di spessore dell’ Ente Provincia di Taranto” e cioè di Giovanni Tamburrano, fratello di Martino Tamburrano ( Forza Italia) attuale presidente della Provincia di Taranto, il quale ci ha precisato che “mio fratello lavora alla SINCON dal 2001“.

Giovanni Gugliotti e Pinuccio

Dopodichè l’inviato di Striscia ha parlato dellamoglie di un Sindaco di un Comune vicino a Taranto”, e cioè della signora Gianna Ludovico, moglie di Giovanni Gugliotti Sindaco di Castellaneta che abbiamo provato a contattare lasciandogli persino dei messaggi in segreteria telefonica a cui ha fatto seguito soltanto un laconico silenzio. Nessuna risposta.

Dopodichè si è parlato del “cugino di un ex-consigliere della Provincia di Taranto, già candidato sindaco in un Paese” che sarebbe Domenico Miccolis , cugino di Vito Miccolis candidato sindaco di Massafra nel 2011 ed ex consigliere provinciale del Partito Democratico .

Altri due riferimenti sono stati fatti a 2 esponenti del coordinamento del PD di Massafra, che sarebbero Piermario Pagliari e Gianpiero Pagliari, entrambi legati al gruppo di Michele Mazzarano, che fanno capo alla corrente Fronte Democratico che fa capo a  Michele Emiliano. Come meravigliarsi quindi quando un cittadino manda un mail-PEC al presidente della Regione Puglia e nessuno gli risponde dopo quasi due anni ? Trattasi di politica “monnezza” !

 

Ma nella SINCON hanno trovato lavoro facilmente anche non pochi parenti illustri” di dirigenti dell’ ASL Taranto. Come “il figlio di un ex direttore amministrativo dell’ ASL Taranto” che sarebbe il “rampollo” Giuseppe Mancini, figlio del dr. Massimo Mancini, ( a lato nella foto)  attuale direttore direttore amministrativo dell’ Ospedale Oncologico di Bari.

La lista dei parenti elencati da Pinuccio continua con “2 cognati di un dirigente area invalidità ASL” . Il dirigente in questione è Nehludoff Albano responsabile Sistemi Informativi e Telematici e Commissione Invalidità dell’ ASL Taranto, che ha sistemato la cognata Rita Palmisano e lavora nello stesso settore (invalidi) del parente “illustre” , mentre l’altro cognato Giovanni Lombardi  lavora per la VIS vigilanza chiaramente sempre presso l’ ASL.

Fra i riferimenti emersi nel servizio di Striscia la Notizia, si parla anche della “figlia di un responsabile di dipartimento, sempre dell’ ASL Taranto” che sarebbe Nicoletta Pisconti figlia del dottor  Salvatore Pisconti responsabile dipartimento oncoematologico dell’ ASL Taranto. Quindi Pinuccio  è parlato di una famiglia “marito e moglie che lavorano all’ ASL ed i due figli che lavorano in un’azienda che prende appalti” e cioè di Francesco e Marica  Gravina  figli di Giovanni Gravina (Organismo Indipendente di Valutazione ASL Taranto) ed Aurora Ciulli ( Staff Ufficio Gestione Amministrativa del Personale Convenzionato ASL Taranto) .

Concludono la “carrellata” della puntata di Parentopoliil figlio e genero di una dipendente dell’ area tecnica dell’ ASL, che ha sistemato l’altro figlio in una società che fa vigilanza che prende appalti sempre dall’ ASL“. La dipendente sarebbe  Piera Fiorentino segretaria dell’Ing. Paolo Moschettini (area Gestione TecnicaASL di Taranto), la quale ha “sistemato” la  figlia Claudia Galluzzo che è sposata con Giannico Andrea anch’egli dipendente  della stessa società che lavora per l’ ASL.  E Gianluca Galluzzo l’altro figlio della Fiorentino  lavora invece alla VIS. Un vero “cuore di mamma” !

Pinuccio si è recato presso la società informatica tarantina, il cui amministratore unico Antonio Nicola Galeone (a lato nella foto)  che vi lavora  dal 1989, ha preferito non farsi trovare e non rispondere ad eventuali domande e richieste di chiarimenti. Avrà forse qualcosa da nascondere ? L’inviato di Striscia la Notizia ha correttamente ricordato che la società in questione è una società privata e quindi libera di assumere chi vuole, solo che quando assume parenti dei propri principali clienti, forse è necessario soffermarsi a fare qualche considerazione di ordine morale. Per gli aspetti legali è “competenza della Procura” come ama ricordare il Procuratore capo di Taranto, dr. Carlo Maria Capristo

Facendo qualche ulteriore ricerca abbiamo trovato qualcosa di pruriginoso. Infatti proprio Galeone, nel 2010 fu unico destinatario, del provvedimento giudiziario con il quale il pm Enrico Bruschi chiese il rinvio a giudizio a carico della società, e della Asl di Taranto ipotizzando  i reati di “Abuso d’ufficio e frode in pubbliche forniture a vario titolo le contestazioni“.

La gestione dei servizi informatici dell’ ASL Taranto venne affidata attraverso una convenzione diretta. Qualche anno  dopo scattata l’inchiesta  gli investigatori eseguirono delle perquisizioni negli uffici della direzione generale dell’azienda sanitaria e in tutti  gli ospedali. Volevano verificare l’iter attraverso il quale il servizio di informatiz­zazione della ASL era stata affidato e le modalità con le quali il  servizio era stato espletato. Al centro delle indagini un appalto per la fornitura di servizi di help disk per un valore di oltre 2 milioni e mezzo di euro. Gli investigatori coordinati dalla Procura tarantina nel corso delle indagini hanno ascoltato  numerosi dipendenti della società  che lavoravano distaccati presso le varie sedi dell’Azienda sanitaria locale. Hanno inoltre acquisito numerosi documenti riguardanti la convenzione tra ASL e la società, fatture, progetti per la realizzazione della rete informatica.

Ma come dicevano i Greci “Se Atene piange Sparta non ride…”. Infatti i principali oppositori della gestione della Camera di Commercio di Taranto, e cioè i vertici della CONFCOMMERCIO  TARANTO che in queste ore stanno festeggiando l'”inchiesta Parentopoli“, in realtà hanno ben poco da sorridere. Anche loro hanno non pochi scheletri negli armadi, anche nei rapporti con Michele Mazzarano e con il suo predecessore Loredana Capone, per l’erogazione “allegra” di contributi da parte della Regione Puglia e la eccessivamente costosa progettazione e realizzazione di portali internet pressochè inutili ed abbandonati al loro destino, a spese del contribuente.

Soldi che guarda caso finivano sempre nelle casse della società e consorzi gestiti e controllati da Aldo Manzulli (un professore di istituto tecnico) la cui società di famiglia INFOSYSTEM è pressochè inattiva vicina al fallimento e che ora opera con nuove società dal nome simile, la INFOSYSTEM SMART SECURITY. Ma questo ve lo racconteranno nelle prossime puntate di questa inchiesta.

E possiamo garantirvi sin d’ora che anche alla CONFCOMMERCIO di Taranto avranno ben poco da ridere e festeggiare…

Lunedì andrà in onda su STRISCIA LA NOTIZIA una nuova puntata dedicata alle altre società che lavorano con l’ ASL Taranto specializzate in sistemare gli “amici degli amici

LE PUNTATE DELL’INCHIESTA LE TROVATE NELL’APPOSITA SEZIONE “LE INCHIESTE DEL CORRIERE” (Vedi QUI

P.S. CHIARAMENTE IL CORRIERE DEL GIORNO E’ SEMPRE A DISPOSIZIONE DEI LETTORI O DELLE PERSONE CITATE PER EVENTUALI RETTIFICHE E/O PRECISAZIONI DA FORMULARSI NELLE FORME E TERMINI PREVISTI DALLE NORME DI LEGGE SULLA STAMPA.




Il Ponte Girevole di Taranto corre seri rischi. Ed anche chi ci passa sopra. Chi se ne occupa ?

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ecco le condizioni del Ponte Girevole di Taranto

Da mesi correva voce a Taranto che il Ponte Girevole abbia bisogno di un’urgente ristrutturazione, ma in molti, forse troppi, fra coloro che dovrebbero occuparsene, fanno finta di niente. Non resta che pregare che non accada mai il peggio e che sopratutto qualcuno fra Prefettura, Procura, Vigili del Fuoco, Comune intervenga immediatamente. O dobbiamo rischiare di dover aspettare e celebrare una possibile tragedia ?

La fotografia che pubblichiamo accanto è stata effettuata dal Consigliere comunale Alfredo Spalluto che l’ha pubblicata sulla sua pagina Facebook. Resta da chiedergli: ma lui cosa aspetta a presentare un esposto alla Procura, ad andare dal Prefetto, a chiamare i Vigili del Fuoco. A Martina la magistratura ha bloccato e messo sotto sequestro una strada per molto meno ! O Spalluto cerca solo visibilità ?




I magistrati Argentino e Petrucci si salvano “tecnicamente” in Procura a Potenza . Ma la vicenda finisce alla commissione disciplina del CSM. E non solo …

nella foto il procuratore aggiunto dr. Pietro Argentino

nella foto il procuratore aggiunto dr. Pietro Argentino

Nell’ottobre scorso il nostro giornale ha pubblicato tutta la sentenza integrale della vicenda giudiziaria che ha portato prima agli arresti e poi alla sospensione dal servizio il pm Matteo Di Giorgio, precedentemente in servizio presso la Procura della Repubblica di Taranto, con a capo il procuratore Aldo Petrucci. per cui il Tribunale di Potenza ordinò ai sensi dell’ art. 207 c.p.p. la trasmissione degli atti alla Procura per procedere nei confronti del procuratore aggiunto Pietro Argentino ed il Petrucci  “per il reato di falsa testimonianza“, i quali alle rispettive udienze dibattimentali del 6 e 27 febbraio 2014 avevano reso “dichiarazioni che, alla luce delle altre acquisizioni processuali, venivano ritenute  non credibili dal Collegio giudicante“.

Nel frattempo dopo aver appreso direttamente dall’ avv. Franz Pesare, che per “motivi personali che non mi consentivano di esercitare serenamente il mio mandato” aveva abbandonato la difesa del magistrato lizzanese Pietro Argentino , questi si è affidato alle “cure” legali dello stesso avvocato del suo collega Di Giorgio, e cioè l’avvocato Donatello Cimadomo di Potenza. Abbiamo quindi provato a contattare per telefono Cimadomo ripetutamente,  per ottenere dei ragguagli sulla vicenda processuale ed anche per sapere se il suo assistito fosse disponibile ad un’intervista giornalistica, ma l’ avvocato lucano in maniera non molto “etica” e sopratutto poco gentile, non si è mai degnato di risponderci o richiamarci telefonicamente.

La registrazione audio della deposizione per pm. Pietro Argentino all’udienza del processo “Di Giorgio ed altri” che si è tenuta giovedì 6 febbraio 2014 a Potenza.

 

 

Chiaramente non ci siamo fermati ed abbiamo rintracciato quale “documento” e delle notizie imbarazzanti per il magistrato Argentino, che in questi giorni supplisce al pensionamento del suo ex-capo Franco Sebastio, nonostante tutti i suoi vari ricorsi e controricorsi amministrativi, in attesa che da Roma venga nominato ed arrivi un nuovo Procuratore Capo.

Il documento che siamo in grado di mostrarvi in esclusiva, conferma la teoria processuale del Tribunale di Potenza esposta in sentenza, e cioè che i procuratori Argentino e Petrucci abbiano mentito ben consapevoli di mentire dinnanzi al Tribunale di Potenza. Infatti la Procura di Potenza ha confermato la tesi accusatoria del Tribunale sulla circostanza delle loro deposizioni inveritiere

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Le accuse processuali espresse e contenute nella sentenza del Tribunale di Potenza nei confronti  dei magistrati Argentino e Petrucci , come anche il pm dr.ssa Laura Triassi della Procura di Potenza, ha precisato nella sua richiesta di archiviazione dello scorso 16 marzo 2015 , erano fondate e veritiere, ed i due si sono “salvati” soltanto  grazie al principio espresso da due sentenze della Corte di Cassazione per cui un testimone non è punibile in forza dell’esimente (art. 384 comma primo Cp) allorquando il testimone (è il caso dei magistrati Argentino e Petrucci – n.d.r.) rende false dichiarazioni per evitare di essere a sua volta incriminato per un reato precedentemente commesso.

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Ma la vicenda non è finita con l’ archiviazione, in quanto siamo un conoscenza di un procedimento pendente dinnanzi alla 7a sezione della Corte di Cassazione, così come sarebbe stato aperto un fascicolo a carico dell’attuale procuratore aggiunto Pietro Argentino dinnanzi alla Commissione disciplinare del CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura. La vicenda processuale di fatto non si è conclusa, stante ancora in piedi l’appello richiesto dal pm. Matteo Di Giorgio, ma sopratutto si sarebbero aperti dei procedimenti penali dinnanzi alla Procura ed al Tribunale di Catanzaro fra i magistrati lucani e quelli tarantini. Una triste vicenda di scontri fra toghe.

Come vi dicevamo all’inizio, avremmo voluto parlare ed intervistare il dr. Argentino, ma il suo avvocato Cimadomo di fatto lo ha reso impossibile. Chiaramente non saranno certamente questi rifiuti o dei “sussurri” e “spifferi”di presunte indagini tarantine sul nostro conto ed operato, che ci impediranno  di informare correttamente i nostri lettori. A qualcuno a Palazzo di giustizia a Taranto evidentemente sfugge…. che il foro di eventuale competenza sul nostro operato editoriale e giornalistico è solo e soltanto quello di Roma, e quindi non rispettarlo sarebbe un “reato“.

Questo il provvedimento di archiviazione della Procura di Potenza nei confronti dei magistrati Argentino e Petrucci:

PDF Provvedimento archiviazione Argentino PZ




Per tre magistrati rinviata la pensione. Per il procuratore Sebastio tutto tace…

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il procuratore generale Maddalena e il procuratore Guariniello

Il procuratore Raffaele Guariniello e il procuratore generale Marcello Maddalena potrebbero restare al loro posto per qualche mese. In realtà al momento non lo sanno nemmeno loro, anche  vi sono buone speranze. Non resta che attendere per capire le decisioni del Governo e del Csm dopo la decisione del Consiglio di Stato che ha accolto soltanto il ricorso presentato da tre alti magistrati, Mario Cicala ex presidente dell’Anm , Antonio Merone e Antonino De Blasi per i quali il Consiglio di Stato  in via cautelare ha “congelato” il loro pensionamento. Decisione che non è stata adottata per altre toghe per le quali una settimana fa lo stesso Consiglio Superiore della Magistratura  aveva ufficializzato la “fine” del servizio per sopraggiunto limite di età che si è abbassata da 75 a 70 anni.

I tre magistrati della Cassazione, ai quali si sono poi aggregati altri due colleghi, avvocati dello Stato, avevano impugnato il loro pensionamento anticipato, presentando un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, in veste di Presidente del Csm il quale  a sua volta aveva trasferimento il procedimento per dovuta competenza al Consiglio di Stato, secondo quanto previsto dalla Legge. La decisione dei giudici amministrativi al momento, e quindi in via cautelare  è stata quella di sospendere il loro pensionamento in attesa che il Ministero della Giustizia e Palazzo dei Marescialli  (sede del Csm) producano la documentazione necessaria per “valutare l’incidenza del loro pensionamento sulla funzionalità degli uffici giudiziari“.

 

Schermata 2015-12-10 alle 01.27.47Il Governo Renzi, con il decreto legge 90/2014 di riforma della pubblica amministrazione, ha abrogato il trattenimento in servizio biennale per tutti i dipendenti pubblici che avessero maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia. La misura, in vigore dall’autunno del 2014, ha travolto anche la possibilità per i magistrati di “trattenersi” in servizio per un ulteriore periodo di 5 anni dopo il compimento dell’età massima ordinamentale, fissata per questo comparto a 70 anni. La riforma ha previsto però un periodo transitorio sino al 31 dicembre di quest’anno, di recente parzialmente prorogato con il decreto legge sulla giustizia (articolo 18, Dl 83/2015) sino al 2016, per consentire la sostituzione graduale dei vertici degli uffici giudiziari, tutti ultra 70enni ed evitando così sconquassi al sistema giudiziario. Il ministro di Giustizia Andrea Orlando in un’intervista al TG1 delle 20, ha preannunciato che ” ricorreremo in tutte le sedi consentite, perchè riteniamo questo intervento abnorme, che rischia di avere un impatto negativo su tutto il funzionamento del sistema-giustizia“.
Aspettiamo e vediamo – ha commentato il procuratore generale Maddalenabisogna vedere cosa deciderà di fare il governo e il parlamento. Al momento c’è una sospensione cautelare, e l’unica cosa che potrebbe cambiare potrtebbe essere se il governo decidesse di fare un decreto legge prorogando per tutti il limite di età ai 75 anni: io guadagnerei dieci mesi, Guariniello tre. Edoardo Denaro 2 anni e 4 mesi. Ma io ammetto che mi sono già abituato all’idea di andare in pensione…”  aggiungendo di non avere intenzione di fare ricorso “se però ci fosse un provvedimento di proroga, certo andrò avanti“. Un comportamento e uno stile questo, molto rispettoso delle istituzioni e ben diverso da altri magistrati che hanno optato per la “guerriglia” giudiziaria contro lo Stato per non abbandonare la propria poltrona. Probabilmente Guariniello potrebbe decidere nella stessa direzione di Maddalena.
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Schermata 2015-12-09 alle 17.39.19La decisione del Consiglio di Stato è stata una “doccia fredda” per chi aveva presentato delle domande per i vari incarichi messi a concorso dal Csm, con più richieste in tutta Italia, basandosi esclusivamente sull’ anzianità ed i  meriti dei concorrenti alle varie Procure. Mentre a Taranto si vocifera del possibile incarico al  procuratore Carlo Maria Capristo, attualmente a capo della procura di Trani, al posto di Franco Sebastio (che ha già perso un ricorso al Tar di Lecce e ne ha presentato un altro a quello del Lazio)  come nuovo  capo della procura tarantina, mentre ricorrono voci da ambienti ministeriali , che  per la poltrona di capo della procura, avrebbe fatto richiesta anche un magistrato  attualmente in organico  alla procura della repubblica di Roma, sul cui nome vige però il riserbo più assoluto.

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nella foto il pm dr. Argentino

Nessuna speranza invece per il procuratore aggiunto di Taranto dr. Pietro Argentino, a causa anche di una disputa giudiziaria pendente dinnanzi alla Procura di Catanzaro per delle reciproche denunce intercorse con dei giudici di Potenza, i quali in occasione del processo  al pm Matteo di Giorgio (con condanna) avevano ordinato ai sensi dell’art. 207 cp la trasmissione al PM in sede degli atti processuali relativi ai testi seguenti, quanto al “reato di falsa testimonianza“, vicenda per la quale vi è anche un procedimento disciplinare a suo carico aperto dinnanzi al Csm.




Coinvolto Scattaglia fra i quattro indagati a Taranto per l’ ASL. Il Vescovo Santoro tace…

Asl TarantoL’inchiesta sugli acquisti, prestazioni da privati, case di cura danneggiate e favorite dall’ ASL Taranto nel 2011 e nel 2012, svolta su delega del pm Maurizio Carbone, dagli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto comandato dal T.Col. Renato Turco, ed il gruppo guidato dal T.Col. Dario Marano,  che sono giunti a delle conclusioni che hanno indotto la Procura ad ipotizzare il reato di “concorso in abuso d’ufficio” nei confronti di quattro dirigenti: l’ex direttore generale Fabrizio Scattaglia (che il Vescovo di Taranto Mons. Filippo Santoro voleva porre alla guida della struttura ospedaliera della Cittadella della Carità leggi QUI ), il direttore amministrativo Paolo Quarato,   il dirigente istruttore Francesco Bailardi ed il direttore sanitario Maria Leone. 

CdG gdf-autoLe indagini sono partite alla fine del 2012, quando i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria,  su delega dell’autorità giudiziaria, si presentarono negli uffici dell’ ASL Taranto e delle case di cura-cliniche accreditate nella provincia di Taranto, per acquisire le documentazione amministrative e contabili riguardante i contratti sottoscritti nel periodo 2009-2012 con l’azienda sanitaria locale guidata da Fabrizio Scattaglia . Dalle successive indagini è emerso che i quattro indagati, utilizzando (meglio, approfittando) i loro poteri d’ ufficio, avevano adottato illegittimamente  due delibere nel 2011 e nel 2012, che riguardavano il piano di acquisto delle prestazioni erogabili in regime di ricovero presso le case di cura accreditate con l’ ASL Taranto e quindi con la Regione Puglia.

CdG cittadella caritaIn queste delibere illegittime erano state assegnate nel 2011 e nel 2012 ad alcune case di cura attive nel territorio di Taranto delle importanti risorse finanziarie applicando dei criteri difformi a quelli stabiliti dalla Regione. Decisioni queste atte a procurare volutamente un illegittimo vantaggio economico-finanziario  in favore di alcune case di cura fra cui la Clinica D’Amore, al Crm-Centro Medico di Riabilitazione, ed alla Cittadella della Carità (struttura della quale Scattaglia, una volta uscito dall’ ASL Taranto, stava per essere nominato amministratore delegato – vedi nostro articolo) a sfavore e danno delle altre cliniche ed particolarmente della Clinica San Camillo.

Sulla base di quanto verificato ed appurato dalle Fiamme Gialle, sino all’ applicazione della delibera 1494 del 2009 dalla Giunta Regionale pugliese guidata da Nichi Vendola, l’ ASL di Taranto, aveva assegnato le risorse finanziarie provenienti dal fondo regionale   alle singole case di cura, distribuendolo secondo il criterio noto come “spesa storica“.

Schermata 2015-11-08 alle 18.16.31Nel 2010, sulla base di quanto appurato dalla Guardia di Finanza , l’ ASL Taranto aveva correttamente applicato il criterio del posto letto “pesato” , cioè  calcolato sul numero di posti letto accreditati per singola disciplina, sulla base della percentuale di occupazione dei posti letto rilevata l’anno precedente, ed il  peso medio dei Drg cioè il raggruppamento omogeneo di diagnosi. Dall’anno successivo, e siamo nel 2011, sono stati applicati dei criteri differenti quale indicatore di attività, e cioè il  “posto letto grezzo“. Criteri questi, che secondo la Procura di Taranto, sono ben differenti ed in evidente contrasto e disapplicazione delle indicazioni della Regione Puglia.  Una evidente variazione questa che confermerebbe, secondo gli inquirenti, l’assolta consapevolezza dei 4 indagati di aver applicato delle decisioni contrarie alle norme di Legge,  basandosi sulla propria discrezionalità e quindi arbitrarietà.

Schermata 2015-11-08 alle 18.13.37Ammontano a circa 70 milioni di euro i fondi che venivano  assegnati annualmente alle cliniche private di Taranto e provincia, con delle significative preferenze in favore di alcune cliniche, ed a sfavore di altre.  Nel periodo temporale preso in analisi, la Clinica San Camillo avrebbe ricevuto un danno economico stimato in un milione e 600mila euro.

I militari del Nucleo di polizia tributaria, nella loro relazione al pubblico ministero carbone, non hanno esitato ad evidenziare  l’ applicazione di un criterio di ripartizione del fondo unico dell’ ASL Taranto  contrariamente alle norme contenute, che hanno causato negli anni 2011 e 2012 l’applicazione di valori economico-finanziari illegittimi.

Le cliniche indagate, assistite dagli avvocati Egidio Albanese ed Enzo Vozza, hanno depositato memorie difensive al sostituto procuratore Maurizio Carbone . Anche se la decisione finale spetterà al Gip a cui si rivolgeranno certamente gli indagati. E sarà quindi il Giudice a dover decidere  se mandare a processo i rappresentanti legali delle cliniche indagate dalla Procura.




Taranto città di frontiera ? Tutti fanno quello che vogliono… e la Polizia Locale sta a guardare !

Una cittadina tarantina C.S. , racconta che mentre passava venerdì scorso da via Oberdan all’ angolo con via Nitti in pieno centro cittadino,  è stata incuriosita da un uomo che sulla scala poggiata su un albero, armato di segaccio, ravanava tra i rami e tagliava l’albero. “Mi sono detta – racconta – mah forse taglierà un ramo un po’ fastidioso! Ripasso dopo mezz’ora è questo è lo spettacolo che appariva ai miei occhi. Un albero completamente tagliato e la folta chioma buttata con disprezzo davanti ai cassonetti.”

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ecco cosa è rimasto dopo lo scempio del taglio dell’ albero in pieno centro….

Qualcuno si dirà: va beh ricrescerà! Non è detto! Un albero tagliato in quel modo nel periodo vegetativo potrebbe non riprendersi più e molto probabilmente morirà!  “Ma io dico – aggiunge la cittadina segnalatrice del Corriere del Giornosi può tollerare una cosa del genere! Io a quell’ignorante gli taglierei le p…e (se le ha) e lo costringerei a ripiantare un albero!”

Le strade e il verde pubblico sono di tutti i cittadini e non di questi sporcaccioni che si sentono autorizzati a comportarsi in questo modo. Tagliare un albero abusivamente è un reato e  farlo nella città più inquinata d’Italia lo è ancora di più.

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Il problema del verde pubblico, cioè della sua gestione (o non gestione) è sotto gli occhi di tutti. Se poi però a peggiorare le cose ci si mette anche il cittadino comune che in prima persona si permette di potare, tagliare, sradicare il poco verde rimasto… allora siamo messi proprio male!!!  E che dire dell’ AMIU che raccogliendo l’albero tagliato non ha informato la Polizia Locale ?

Lo stesso è stato fatto è accaduto recentemente anche davanti alla farmacia in via Lago d’Arvo dove è stato addirittura tagliato l’albero e chi lo ha tagliato era accompagnato da un funzionario comunale il quale da sciagurato ha tagliato anche gli alberi davanti all’asilo nido della stessa via.

Cosa aspetta a questo punto  il Sindaco Stefàno  a rimuovere il comandante della Polizia Locale di Taranto  Matichecchia ? In una città più seria, e basterebbe andare a Bari….avrebbe già fatto le valigie. Nessuno racconta ai cittadini che i famigerati e sbandierati 16 vigili di rinforzo, che avevano superato il concorso comunale, dopo appena 6 mesi di prova, sono stati già licenziati dal Comune di Taranto. Nessun consigliere comunale lo sa ? Nessun consigliere comunale che parla. Tutti zitti e silenti. E poi parlano di turismo, di cultura, di rilancio….

Attendiamo di sapere a questo punto cosa faranno il Comune di Taranto e la Polizia Locale in proposito. Anche perchè dati i fatti, qualcuno potrebbe anche  denunciarli per “omissioni ed abusi in atti d’ufficio“. Ed in tal caso ci sarebbero molti presupposti che se ne occupi la Procura della Repubblica di Potenza, a causa dei conflitti d’interesse esistenti fra un magistrato della Procura della Repubblica di Taranto e suo marito che ricopre cariche pubbliche in un’ azienda comunale.