Condanna Consales, ex sindaco di Brindisi per abuso d’ufficio

L’ex sindaco di Brindisi Mimmo Consales è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio e assolto dai reati di concussione e truffa.

Insieme a Consales è stato condannato anche Alessio Vincitorio, a un anno e un mese di reclusione. A entrambi è stato concesso il beneficio della pena sospesa. Assolto dal Tribunale  Sabino Porro l’ex socio storico di Consales, . Clamorosa assoluzione anche per l’ex direttore di Equitalia a Brindisi , Giuseppe Puzzovio, che nel frattempo era stato rimosso dall’incarico a capo della sede brindisina dell’agenzia di riscossione. Anche per il dirigente il pm aveva chiesto  la condanna a più di sei anni.

nella foto il Tribunale Brindisi

I giudici hanno ritenuto sussistente solo il reato di abuso d’ufficio in relazione all’affidamento del servizio di rassegna stampa e call center alla News sas, società di cui Consales aveva ceduto le quote a Vincitorio, da parte del Comune.

Il Tribunale di Brinidisi ha invece deciso l’assoluzioneperché il fatto non sussiste“, accogliendo le osservazioni delle difese sostenute dagli avvocati Massimo Manfreda, Michele Laforgia e Carmelo Molfetta, in merito alle accuse più gravidi truffa e di concussione secondo le quali  Puzzovio avrebbe costretto i dipendenti di Equitalia a mettere a disposizione i propri conti correnti, per consentire all’ex sindaco di versare il denaro non tracciato,  accuse  per  quali il pm Giuseppe De Nozza ( a lato nella foto) aveva chiesto una condanna a sei anni e dieci mesi di reclusione.




Il sindaco di Brindisi arrestato per corruzione

nella foto Cosimo Consales

nella foto il Sindaco di Brindisi Cosimo Consales

Il sindaco di Brindisi Cosimo (per tutti Mimmo)  Consales  , l’ imprenditore Luca Screti 46 anni, ed il commercialista Massimo Vergara, sono stati arrestati dalla polizia nell’ambito di un’indagine relativa alla gestione dei rifiuti. Nei confronti del primo cittadino e del commercialista sono stati disposti gli arresti domiciliari mentre per l’imprenditore il Gip ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. I tre sono accusati, in concorso, di abuso d’ufficio, corruzione, concussione e truffa.

I primi due sono ai domiciliari mentre il terzo è  finito in in carcere. Le accuse nei confronti di tutti e tre, sono di abuso d’ufficio, corruzione, concussione e truffa in concorso.  Consales, 57 anni, giornalista, volto assai noto in Puglia per essere stato direttore di Telenorba, tra le principali emittenti regionali, è stato eletto a maggio del 2012 con il centrosinistra ma dal novembre del 2013 si era autosospeso dal Pd dopo il suop coinvolgimento in un’altra inchiesta sull’affidamento del servizio di comunicazione istituzionale e della rassegna stampa che lo vede attualmente a processo per “truffa”.

Consales – giornalista professionista dal 1990, a lungo corrispondente dell’Ansa da Brindisi,  eletto sindaco alla guida di una coalizione di centrosinistra – proprio venerdì scorso era comparso in un’aula del tribunale di Brindisi per partecipare a un’udienza del processo in cui è imputato insieme ad altre tre persone per abuso d’ufficio truffa e concussione per l’affidamento del servizio di rassegna stampa e call center da parte del Comune di Brindisi alla News Sas, società di cui aveva detenuto il controllo attraverso le quote di maggioranza fino a pochi mesi prima dell’elezione. In questo processo il Sindaco di Brindisi era sotto processo per “concussione” in concorso con l’ex direttore  dell’ufficio di Equitalia di Brindisi per aver costretto – secondo l’ipotesi della Procura – i dipendenti dell’ente di riscossione a mettere a disposizione i propri conti correnti bancari per trasformare i contanti in busta chiusa (in un caso 4.550 euro, è stato detto in aula) in assegni circolari da versare per saldare le rate della porzione di 20 mila euro su 315 mila di debito da pagare. Il processo è stato rinviato al 20 maggio prossimo. Le inchieste che riguardano il sindaco di Brindisi, Consales, sono dei pm Giuseppe De Nozza e Savina Toscani.

La nuova indagine e l’appalto revocato  

La nuova indagine infatti nasce proprio dal seguito di quella precedente. Proprio il fatto che quel debito fosse stato saldato in maniera anomala, e tramite provviste di denaro non tracciate, ha indotto gli uomini della Digos della Questura di Brindisi  a scavare ulteriormente nei conti di Consales. I problemi legati allo smaltimento e alla raccolta differenziata erano stati oggetto di molteplici esposti, sia di cittadini che di esponenti politici, ed anche della ditta che in precedenza era affidataria del servizio e successivamente era stata estromessa per far lavorare la Nubile srl del Creti . Le attività della società Nubile che gestisce i rifiuti a Brindisi sono finite contestualmente al centro di un’altra inchiesta, condotta dai Carabinieri del Noe e sfociata nel maggio scorso nel sequestro della discarica di Autigno (BR) , ritenuta a rischio anche sulla base di una relazione dell’Arpa.

In seguito al sequestro, su sollecitazione della Regione Puglia, l’appalto alla società Nubile era stato revocato e la gestione del servizio raccolta rifiuti era passata provvisoriamente all’ Amiu Puglia in attesa di una nuova gara di appalto. Questa è la seconda volta in cui un sindaco di Brindisi  in carica viene arrestato.Infatti prima di Consales, nell’ottobre del 2003 a finire in manette era stato Giovanni Antonino anch’egli accusato di corruzione.

Fra le carte dell’inchiesta sui rifiuti compaiono le attività della “Nubile srl”  azienda del  Creti,  che gestiva per il Comune di Brindisi il trattamento, biostabilizzazione e produzione di Cdr e Css dai rifiuti urbani. Gli uomini della Digos stanno eseguendo in queste ore una serie di perquisizioni finalizzate all’acquisizione di documentazione utile all’indagine e ha sequestrato l’impianto per la produzione di Cdr e Css nella zona industriale di Brindisi. Sequestrato l’impianto di stabilizzazione del Cdr nella zona industriale della città, nonché perquisizioni finalizzate all’acquisizione di documentazione anche informatica che vede partecipe alle indagini la Polizia Postale e delle Comunicazioni.