Il bluff del “salumaio” è finito. Il Taranto è ben poca cosa, la città ed i tifosi meritano rispetto

La partita è stata “giocata” sin dai primi minuti con la voglia di entrambe le squadre  di vincere. Ma i padroni di casa hanno confermato di di essere una squadra di livello superiore alla categoria. L’ Andria corre,   pressa in maniera asfissiante , gioca a memoria trovando sempre un uomo smarcato su cui scaricare la palla.  Una padronanza del campo ed una gestione completa del gioco che ha messo in evidenza (per chi non li avesse visti prima….) i grandi limiti e la pochezza sdella squadra rossoblù.  Quando si afferma che Mirarco il portiere del Taranto  e’ stato il migliore della sua squadra  si dice tutto. Nessuna sua responsabilità sul goal subito dal  gran bolide scagliato del giovane Matera che si è infilato sotto il sette, realizzando all’Andria il goal-partita e consolidando il primato in classifica.

E il Taranto? Nel primo tempo bisognava chiamare la redazione di “Chi l’ha visto ?” salvo qualche sporadica azione, che non ha prodotto neanche qualche rischio per l’estremo difensore dei padroni di casa. La Fidelis Andria dopo il goal del vantaggio  si è sistemato a cinque in difesa controllando senza rischi la partita contro un Taranto che non è mai stato in grado di costituire alcuna pericolosità, con il suo gioco dalla lentezza imbarazzante e senza idee in attacco. Più che strameritata la vittoria  dell’Andria che consolida legittimamente il proprio primato in classifica a + 10  sul Taranto che ha perso oggi la sua imbattibilità dopo averla rischiata domenica scorsa sino all’ 88′ contro il fanalino di coda, l’ Arzanese.

Montervino Campitiello

nella foto, da sx  Francesco Montervino e Domenico Campitiello

Ora per Favo e Montervino è venuta giù la maschera delle ridicole giustificazioni ,  tipo “siamo imbattuti….” con cui hanno sinora cercato di giustificare la pochezza di una squadra composta da calciatori a spasso e senza ingaggio. E meno male che Montervino parlava di contatti con “importanti giocatori di serie A e B”  in caso di ripescaggio del Taranto in Lega Pro !  Basta questo particolare per capire come la società abbia perso domenica dopo domenica  la fiducia dei tifosi che era stata parzialmente concessa in questi mesi di assestamento . La società o meglio il presidente “decisionista” Domenico Campitiello  invece di ricattare la tifoseria, invece di illudere i tifosi, deve dichiarare il vero obiettivo di questo campionato.  Occorre dirlo subito per ristabilire un rapporto onesto  e vero con la sempre sofferente tifoseria tarantina, che non merita questo trattamento e sopratutto merita più rispetto.  Altrimenti il signor Campitiello può anche tornarsene a Pagani  ed occuparsi di pallamano. Anche perchè a Taranto nella pineta di Cimino non crescono calciatori….

nuovi_mostri_sordi_pernacchiaP.S.  Dimenticavamo qualcosa. Complimenti… all’ addetto stampa del Taranto, che per la seconda volta, ha eliminato la nostra testata dalla “mailing list” dei suoi comunicati stampa.  Ci ha risparmiato la fatica di cestinarli.

ANDRIA    TARANTO    1 -0

ANDRIA (4-4-2 )  : Cilli, Lavopa, Bova, Allegrini, Saias ; Matera, D’Agostino (23°s.t. Piccinni) , Lattanzio ; Strambelli, Olcese, Moscelli (28° s.t. Aprile)

In panchina : Masserano, Di Santo, Cifarelli, Ola , Aprile, Piccinni, Lorusso, Giallonardo, Grumo

All.Favarin

TARANTO (4-3-3) : Mirarco, Colantoni , Pambianchi, Ibojo, Porcino;  Oretti (22° s.t. Gabrielloni), Marsili,Conti ( 1° s.t. Mignogna) ; Carbone (35° s.t. Russo), Genchi, Pia

In panchina : Maraglino, Tarallo, Prosperi,  Cimino, Fonzino, Russo, Mignogna, Gabrielloni,  Di Pietro

All. Favo

Arbitro :    Volpi  di  Arezzo

Marcatori:    Matera (F.Andria)

Ammoniti:    Pambianchi (T)  , Pia(T),  Matera (A) , Lattanzio (A) ,

Angoli   :   Andria    7      Taranto   2

Spettatori      5.000 circa

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Sarà Matera la Capitale della Cultura europea 2019

L’annuncio della designazione di Matera a Capitale europea della Cultura 2019 ha fatto esplodere la festa in piazza San Giovanni, nel pieno centro storico della Città dei Sassi, dove in migliaia si sono ritrovati davanti al maxischermo per assistere in diretta al verdetto. In tanti si stanno abbracciando e stanno sventolando le bandiere con il logo “Matera 2019″Una città che nonostante sia senza aeroporto, praticamente senza linee ferroviarie, ha saputo conservare, custodire e valorizzare le proprie origini e la propria cultura.

La designazione di Matera è un esempio di civiltà e riscatto che da Matera e dal Sud arriva all’Europa“. Così il sindaco di Matera Salvatore Adduce. “Non stiamo più a pietire, ma a dare un contributo su come la cultura possa trasformare un territorio – ha detto visibilmente emozionato -. Non era un esito scontato, ma l’abbiamo raggiunto grazie al lavoro di tutti“.

Matera è stata designata Capitale europea della cultura per il 2019, con sette voti su tredici. Il titolo, oltre all’Italia, sarà assegnato anche a Plovdiv in Bulgaria. Il verdetto è stato comunicato da Steve Green, presidente della Giuria di selezione composta da 13 membri (6 italiani e 7 stranieri) al Ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che ha dato l’annuncio.

Non vince solo Matera, capitale europea della cultura 2019: le cinque città finaliste ‘perdenti’, Siena, Ravenna, Lecce, Perugia-Assisi e Cagliari saranno capitali italiane della cultura nel 2015 e nel 2016. E’ l’orientamento – a quanto si apprende – emerso dalla riunione tra il ministro Franceschini e i sindaci delle diverse città al Collegio Romano prima della proclamazione. Un’ipotesi di lavoro – dovrà confermarla il Consiglio dei ministri – che punta a non disperdere il patrimonio costruito in questi mesi.

Cdg Matera panoramica

LA DELUSIONE DELLE ALTRE CANDIDATE

Matera ha avuto la meglio su una rosa di sei candidate che comprendeva anche Cagliari, Perugia-Assisi, Siena, Lecce e Ravenna. L’annuncio è stato fatto dal ministro Franceschini nella sede del dicastero di via del Collegio Romano assediata da delegazioni, giornalisti e fotografi.

Grande delusione a Siena per le 400 persone che hanno atteso il verdetto per la Capitale Europea della cultura 2019. Al momento dell’annuncio, seguito in diretta da Roma con un maxi schermo, in molti hanno abbandonato subito la piazza. I pochi rimasti si sono lasciati andare anche alle lacrime. Presenti anche alcuni studenti materani che hanno esultato per la vittoria della loro città, invitando Siena a “non arrendersi“.

Qualche lacrima nella sede della Fondazione che ha sostenuto la candidatura di Perugia a Capitale europea della cultura dopo l’annuncio della scelta di Matera. A Roma i vertici dell’organismo, diversi di coloro che hanno lavorato al progetto si sono ritrovati negli uffici nel centro del capoluogo umbro (dove è cominciata Eurochocolate, con le strade già affollate di turisti). Hanno seguito dai computer in streaming l’annuncio della città scelta. Alcuni si sono abbracciati mentre altri hanno preferito isolarsi davanti ai computer. Dopo l’annuncio i volti sono apparsi delusi. Alcuni hanno anche pianto. Nessuno ha voluto comunque commentare la scelta.

Quando il ministro della Cultura ha pronunciato la parola Matera, tra gli oltre duecento che stavano seguendo in streaming la lettura del verdetto alla Galleria comunale, in fondo ai Giardini Pubblici di Cagliari, è calato il gelo. Durato quasi una frazione di secondo. Perché l’assessore comunale alla Cultura, Enrica Puggioni, ha subito lanciato l’invito a un lungo applauso. Anche a Matera, la “rivale” che in un attimo ha mandato in frantumi i sogni cagliaritani di Capitale della cultura 2019. Ed è stata sempre Puggioni a consolare chi in lacrime si avvicinava per abbracciarla: “Basta facce depresse – ha urlato – abbiamo fatto un ottimo lavoro. E continueremo a farlo per dimostrare che in Europa nel 2019 ci siamo anche noi. Abbiamo tantissimi progetti, questa città è comunque viva“. E poi i complimenti ed i ringraziamenti quasi a uno a uno per chi ha partecipato alla lettura del verdetto in diretta. “Bravi i cittadini – ha detto Puggionil’Università, i Comuni che ci hanno aiutato. Siamo un territorio che cresce, un patrimonio inaudito. È stata l’esperienza più bella della mia vita. I sardi ci hanno sostenuto in massa nei sondaggi“. Matera? Nessuna polemica. “Sta lavorando a questo risultato– ha detto l’assessore – da sette anni. Complimenti a Matera“.

Confindustria Ravenna ringrazia lo staff di Ravenna 2019, battuta da Matera come capitale della cultura, e chi ha sostenuto il lavora per la candidatura, improntati a una progettualità condivisa. Ma il Sindaco Fabrizio Matteucci dice: “Inutile girarci intorno, dirlo è compito mio: prevale la delusione per aver mancato l’obiettivo di un soffio. Ma possiamo essere sereni perché abbiamo fatto il nostro dovere. Il progetto ci ha fatto arrivare nella rosa delle finaliste: un successo“.

Un esempio questo da seguire, per una città come Taranto che pur essendo stato la capitale della Magna Grecia è ormai diventata la capitale della disperazione, dell’inquinamento ambientale e di quello psicologico a causa di molta gente che sa solo lamentarsi e non riesce a costruire nulla di utile e produttivo.  L’impegno di Matera parla per tutti.