La “parentopoli” di Taranto: ecco tutti i nomi dei parenti illustri…

di Antonello de Gennaro

Dalle registrazioni trasmesse da Striscia la Notizia sulle conversazioni ed affermazioni di Michele Mazzarano, il consigliere regionale del PD di Massafra (Taranto)  dimessosi da assessore dopo la vicenda del voto di scambio finita in Procura a Taranto, sono emerse non poche strane coincidenze relative ai dipendenti di aziende che gravitano intorno alla ASL di Taranto. . Nella puntata andata in onda ieri sera (vedi QUI) , l’inviato Pinuccio ha fornito alcuni elementi per evidenziare un giro di parentele “illustri” tutti assunti presso un azienda informatica tarantina

Il CORRIERE DEL GIORNO è in grado di rivelarvi tutti i nomi, come sempre in “esclusiva”Pinuccio in apertura del servizio ha parlato del “fratello di un politico di spessore dell’ Ente Provincia di Taranto” e cioè di Giovanni Tamburrano, fratello di Martino Tamburrano ( Forza Italia) attuale presidente della Provincia di Taranto, il quale ci ha precisato che “mio fratello lavora alla SINCON dal 2001“.

Giovanni Gugliotti e Pinuccio

Dopodichè l’inviato di Striscia ha parlato dellamoglie di un Sindaco di un Comune vicino a Taranto”, e cioè della signora Gianna Ludovico, moglie di Giovanni Gugliotti Sindaco di Castellaneta che abbiamo provato a contattare lasciandogli persino dei messaggi in segreteria telefonica a cui ha fatto seguito soltanto un laconico silenzio. Nessuna risposta.

Dopodichè si è parlato del “cugino di un ex-consigliere della Provincia di Taranto, già candidato sindaco in un Paese” che sarebbe Domenico Miccolis , cugino di Vito Miccolis candidato sindaco di Massafra nel 2011 ed ex consigliere provinciale del Partito Democratico .

Altri due riferimenti sono stati fatti a 2 esponenti del coordinamento del PD di Massafra, che sarebbero Piermario Pagliari e Gianpiero Pagliari, entrambi legati al gruppo di Michele Mazzarano, che fanno capo alla corrente Fronte Democratico che fa capo a  Michele Emiliano. Come meravigliarsi quindi quando un cittadino manda un mail-PEC al presidente della Regione Puglia e nessuno gli risponde dopo quasi due anni ? Trattasi di politica “monnezza” !

 

Ma nella SINCON hanno trovato lavoro facilmente anche non pochi parenti illustri” di dirigenti dell’ ASL Taranto. Come “il figlio di un ex direttore amministrativo dell’ ASL Taranto” che sarebbe il “rampollo” Giuseppe Mancini, figlio del dr. Massimo Mancini, ( a lato nella foto)  attuale direttore direttore amministrativo dell’ Ospedale Oncologico di Bari.

La lista dei parenti elencati da Pinuccio continua con “2 cognati di un dirigente area invalidità ASL” . Il dirigente in questione è Nehludoff Albano responsabile Sistemi Informativi e Telematici e Commissione Invalidità dell’ ASL Taranto, che ha sistemato la cognata Rita Palmisano e lavora nello stesso settore (invalidi) del parente “illustre” , mentre l’altro cognato Giovanni Lombardi  lavora per la VIS vigilanza chiaramente sempre presso l’ ASL.

Fra i riferimenti emersi nel servizio di Striscia la Notizia, si parla anche della “figlia di un responsabile di dipartimento, sempre dell’ ASL Taranto” che sarebbe Nicoletta Pisconti figlia del dottor  Salvatore Pisconti responsabile dipartimento oncoematologico dell’ ASL Taranto. Quindi Pinuccio  è parlato di una famiglia “marito e moglie che lavorano all’ ASL ed i due figli che lavorano in un’azienda che prende appalti” e cioè di Francesco e Marica  Gravina  figli di Giovanni Gravina (Organismo Indipendente di Valutazione ASL Taranto) ed Aurora Ciulli ( Staff Ufficio Gestione Amministrativa del Personale Convenzionato ASL Taranto) .

Concludono la “carrellata” della puntata di Parentopoliil figlio e genero di una dipendente dell’ area tecnica dell’ ASL, che ha sistemato l’altro figlio in una società che fa vigilanza che prende appalti sempre dall’ ASL“. La dipendente sarebbe  Piera Fiorentino segretaria dell’Ing. Paolo Moschettini (area Gestione TecnicaASL di Taranto), la quale ha “sistemato” la  figlia Claudia Galluzzo che è sposata con Giannico Andrea anch’egli dipendente  della stessa società che lavora per l’ ASL.  E Gianluca Galluzzo l’altro figlio della Fiorentino  lavora invece alla VIS. Un vero “cuore di mamma” !

Pinuccio si è recato presso la società informatica tarantina, il cui amministratore unico Antonio Nicola Galeone (a lato nella foto)  che vi lavora  dal 1989, ha preferito non farsi trovare e non rispondere ad eventuali domande e richieste di chiarimenti. Avrà forse qualcosa da nascondere ? L’inviato di Striscia la Notizia ha correttamente ricordato che la società in questione è una società privata e quindi libera di assumere chi vuole, solo che quando assume parenti dei propri principali clienti, forse è necessario soffermarsi a fare qualche considerazione di ordine morale. Per gli aspetti legali è “competenza della Procura” come ama ricordare il Procuratore capo di Taranto, dr. Carlo Maria Capristo

Facendo qualche ulteriore ricerca abbiamo trovato qualcosa di pruriginoso. Infatti proprio Galeone, nel 2010 fu unico destinatario, del provvedimento giudiziario con il quale il pm Enrico Bruschi chiese il rinvio a giudizio a carico della società, e della Asl di Taranto ipotizzando  i reati di “Abuso d’ufficio e frode in pubbliche forniture a vario titolo le contestazioni“.

La gestione dei servizi informatici dell’ ASL Taranto venne affidata attraverso una convenzione diretta. Qualche anno  dopo scattata l’inchiesta  gli investigatori eseguirono delle perquisizioni negli uffici della direzione generale dell’azienda sanitaria e in tutti  gli ospedali. Volevano verificare l’iter attraverso il quale il servizio di informatiz­zazione della ASL era stata affidato e le modalità con le quali il  servizio era stato espletato. Al centro delle indagini un appalto per la fornitura di servizi di help disk per un valore di oltre 2 milioni e mezzo di euro. Gli investigatori coordinati dalla Procura tarantina nel corso delle indagini hanno ascoltato  numerosi dipendenti della società  che lavoravano distaccati presso le varie sedi dell’Azienda sanitaria locale. Hanno inoltre acquisito numerosi documenti riguardanti la convenzione tra ASL e la società, fatture, progetti per la realizzazione della rete informatica.

Ma come dicevano i Greci “Se Atene piange Sparta non ride…”. Infatti i principali oppositori della gestione della Camera di Commercio di Taranto, e cioè i vertici della CONFCOMMERCIO  TARANTO che in queste ore stanno festeggiando l'”inchiesta Parentopoli“, in realtà hanno ben poco da sorridere. Anche loro hanno non pochi scheletri negli armadi, anche nei rapporti con Michele Mazzarano e con il suo predecessore Loredana Capone, per l’erogazione “allegra” di contributi da parte della Regione Puglia e la eccessivamente costosa progettazione e realizzazione di portali internet pressochè inutili ed abbandonati al loro destino, a spese del contribuente.

Soldi che guarda caso finivano sempre nelle casse della società e consorzi gestiti e controllati da Aldo Manzulli (un professore di istituto tecnico) la cui società di famiglia INFOSYSTEM è pressochè inattiva vicina al fallimento e che ora opera con nuove società dal nome simile, la INFOSYSTEM SMART SECURITY. Ma questo ve lo racconteranno nelle prossime puntate di questa inchiesta.

E possiamo garantirvi sin d’ora che anche alla CONFCOMMERCIO di Taranto avranno ben poco da ridere e festeggiare…

Lunedì andrà in onda su STRISCIA LA NOTIZIA una nuova puntata dedicata alle altre società che lavorano con l’ ASL Taranto specializzate in sistemare gli “amici degli amici

LE PUNTATE DELL’INCHIESTA LE TROVATE NELL’APPOSITA SEZIONE “LE INCHIESTE DEL CORRIERE” (Vedi QUI

P.S. CHIARAMENTE IL CORRIERE DEL GIORNO E’ SEMPRE A DISPOSIZIONE DEI LETTORI O DELLE PERSONE CITATE PER EVENTUALI RETTIFICHE E/O PRECISAZIONI DA FORMULARSI NELLE FORME E TERMINI PREVISTI DALLE NORME DI LEGGE SULLA STAMPA.




La Confcommercio (Colella e Manzulli) a giudizio per abuso d’ufficio

di Antonello de Gennaro

Era il 29 novembre 2011 quando la Camera di Commercio di Taranto pubblicò un avviso pubblico per l’erogazione di 105mila euro di contributi alle piccole e medie imprese per l’installazione di sistemi di videoallarme e videosorveglianza antirapina da collegare alle centrali operative della Polizia di Stato, Carabinieri o istituti di vigilanza privata. A seguito del bando furono numerose le richieste di adesione, ma agli organismi di vigilanza e controllo della Camera di Commercio balzo agli occhi un’anomalia: un’impresa esecutrice degli impianti, la Infosystem srl controllata da Aldo Manzulli (un professore di scuola statale n.d.r.) e suo fratello Gaetano, amministrata dalla moglie Daniela Caforio, presentava “una ricorrenza anomala” sul totale, con “un’incidenza pari al 56,9%. Detta percentuale si incrementa fino a raggiungere il 93,9% nell’ambito delle istanze inoltrate da Confcommercio Taranto“, associazione di cui Aldo Manzulli nonostante sia indagato da più Procure della repubblica italiane, ricopre la carica di vice presidente vicario. Ed è proprio grazie a Confcommercio che il Manzulli, violando la Legge è componente del consiglio dell’ Ente Camera di Commercio di Taranto.

Schermata 2015-10-30 alle 09.45.00Furono queste anomalie ad indurre la Camera di Commercio di Taranto ad informare l’ Autorità Giudiziaria, in quanto dall’esame delle pratiche presentate attraverso la Confcommercio di Taranto, si accertò documentalmente  che la Infosystem fra le varie anomalie ed abusi, aveva attestato il falso, cioè, autocertificato una quietanza liberatoria per una domanda di contributo ad un impianto che aveva realizzato per la ditta “Jenny Gold di Gualtiero Gennarina“, attestando contrariamente al vero che era stato pagato tutto regolarmente, allegando nello stesso tempo “copia fotostatica di numero 3 assegni datati e posteriori rispetto alla data di quietanza e addirittura uno priva di data” come si evince dal verbale di sommarie informazioni del 28 gennaio 2014 sottoscritto e firmato alla Sezione di Polizia Giudiziaria Carabinieri della Procura della Repubblica di Taranto, a seguito delle indagini ed accertamenti disposti dal pm Daniela Putignano, indagini che si sono rivelate a dir poco lacunose ed incomplete.

Schermata 2015-10-30 alle 09.42.23A dire questo è stato il GIP dr. Giuseppe Tommasino che martedì scorso 27 ottobre 2015, accogliendo l’opposizione della Camera di Commercio, rappresentata dall’ avv. Vincenzo Vozza che ha chiesto la prosecuzione delle indagini preliminari indicando l’oggetto della investigazione suppletiva e i relativi elementi di prova ai sensi dell’art. 409 e 410 cpp, alla frettolosa archiviazione richiesta dal pm dr.ssa. Putignano, ha fissato un procedimento in camera di consiglio per il prossimo 22 gennaio 2016 quando davanti al Tribunale di Taranto dovranno comparire Aldo Manzulli ed Angelo Colella, rispettivamente vice presidente vicario e direttore della Confcommercio di Taranto indagati entrambi ai sensi dell’art. 323 cp (“abuso d’ufficio“).

Arriva quindi dal Tribunale la conferma delle ipotesi e notizie che questo quotidiano online aveva raccontato e denunciato con una propria inchiesta giornalistica dello scorso 19 aprile (vedi QUI ).

Siamo certi che un magistrato attento e competente come il dr. Tommasino valuterà e giudicherà l’accaduto molto meglio di quanto accaduto sinora. Anche a Taranto, e non solo a Berlino, c’è un giudice !




Sete di idee…di “markette…o di soldi pubblici ?

di Antonello de Gennaro

I giovani della Confcommercio  di Taranto, tanto per far vedere che esistono, hanno organizzato la settimana scorsa una specie di conferenza stampa in un noto bar del Borgo di Taranto,   con alcuni “pubblicisti” (diventare e fare il “giornalista professionista” non è per tutti…)  invitando la cittadinanza ad un appuntamento dinnanzi allo storico cinema tarantino che è stato rilevato dal Comune di Taranto, giunta di centrodestra guidata dall’ormai ex-sindaco Rossana Di Bello. Questi giovani un pò troppo cresciuti…. solo anagraficamente parlando, vogliono “Salvare il teatro Fusco e tutti gli altri luoghi della città dall’azione incessante dell’oblio” . Ma come al solito lo vogliono fare con i soldi degli altri. Cioè quelli pubblici.

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della serie “eravamo quattro amici al bar...”

Invece di preoccuparsi di incentivare il commercio con iniziative più concrete, supportare i giovani (ma anche i vecchi !) commercianti del Borgo,  questi quattro “ragazzotti” veicolati dal direttore Angelo Colella, e dall’addetta stampa Simona Giorgi (che non ha mai lavorato un solo giorno della sua vita in una redazione giornalistica) e che vive dispensando baci  e non solo… a destra e sinistra, in realtà si preoccupano solo e soltanto di creare iniziative che diano visibilità sui giornali, “accontentando” chi come il loro presidente Giangrande, fra un carrello ed un altro dei supermercati di cui è socio (di minoranza) ormai vive ed è “contento” solo di questo, essendo stato escluso dai tavoli politici ed economici che “contano” a seguito anche di una sentenza del Consiglio di Stato.

Puntuali e seduti ai tavolini, intenti a sorseggiare bevande più che prendere appunti, i soliti “pubblicisti” a cerca di notorietà e magari qualche contributo pubblicitario per i propri siti online semi-clandestini (nel senso che non li legge nessuno !) di cui campano, dopo aver elemosinato qualche “mi piace” sui social network convinti che servano a qualcosa… nessuno di loro che abbia avuto il coraggio di fare domande “vere” e chiedere: “possiamo avere il bilancio della Confcommercio Taranto ? ” (da cui verificare lo stato economico e finanziario  dell’associazione) “quanti contributi pubblici hanno ricevuto la Confcommercio, le società controllate e partecipate ? ” (e verificare quanti soldi pubblici “succhiano” dalle tasche indirette dei contribuenti )  , “quanti affari fanno i vertici della Confcommercio con gli Enti Pubblici ? ” ( e scoprire tanti “affarucci” dietro le quinte, ma anche la valanga di debiti di qualcuno….), “possiamo avere i CV dei membri della Giunta di Confcommercio Taranto ?“.  Ma dimenticavo…queste sono domande da veri giornalisti, e non per scrivani da un tanto… ad articolo !

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Il nostro giornale non era stato invitato a questa conferenza stampa, in quanto la Confcommercio è l’unica associazione che ha paura dei nostri giornalisti e delle nostre domande (vero presidente Giangrande ?) e siamo ben felici di confrontarci con certa gente,  ma poichè la conferenza stampa si svolgeva all’aperto in un luogo pubblico, mi sono trovato casualmente nello stesso bar, e quindi ho potuto ascoltare praticamente quasi tutto. “La nostra iniziativa – ha detto il “tale” Salvatore Cafiero, presidente della Sezione Giovani di Confcommercio Tarantomira a sensibilizzare l’intera popolazione sul tema dei troppi contenitori chiusi che impoveriscono il tessuto socio-culturale della città. Per veicolare le idee, per rendere un luogo attrattivo servono le strutture dove dare cittadinanza ai progetti di rilancio economico. Il teatro Fusco, al pari dei Baraccamenti Cattolica e di diversi palazzi storici ubicati in città vecchia, devono essere riconsegnati a questo territorio dopo anni d’inspiegabile oblio. Specie, come nel caso del Fusco, quando esistono consistenti somme di denaro già messe a disposizione dalla Comunità Europea”.  Povero Cafiero, ma perchè non si documenta meglio prima di parlare ?  Eviterebbe le pessime figure in “stile” …. Confcommercio !

Un “pubblicista” dopo essere rimasto al “verde” …  ci risulta venga “finanziato” con la pubblicità per il suo sito semi-clandestino dalla Confcommercio, ha sostenuto che l’acquisto del Cinema-Teatro Fusco sia costato “oltre cinque milioni di euro” parlando di un’ “operazione compiuta con i soldi dei contribuenti, un lauto investimento al quale non si è dato mai seguito“. In realtà il povero “pubblicista” non sa di cosa parla o non ha neanche visto la targa apposta accanto al Fusco , da cui avrebbe potuto apprendere che è stato comprato dal Comune di Taranto utilizzando i fondi e finanziamenti comunitari “Polsfer”, cioè gli stessi soldi con cui è stato realizzato dalla Confcommercio (e la Infosystem di Manzulli incassa…) il portale-“bufala” Navatar ignoto al 99,99% dei tarantini, ed i cui post-commenti sono stati inseriti da dipendenti e sostenitori della Confcommercio e del dipendente pubblico (nella vita ufficialmente è professore di liceo statale)  Aldo Manzulli , un  “sodale-sostenitore” di Giangrande.  Ma su tutto questo la Confcommercio tarantina tace….

Puntuale l’attacco al “sindaco Stefàno – e la sua sconclusionata squadra di governo – rischiano di perdere un finanziamento di oltre 6 milioni di euro se entro il prossimo 31 dicembre l’opera non dovesse essere completata. Ad oggi i lavori non sono ancora iniziati e, cosa ancora più grave, non si sa ha certezza sul fatto che possano avviarsi“.

Cioè le stesse persone a cui la Confcommercio Taranto si rivolge periodicamente cercando di ottenere altri finanziamenti comunitari, regionali ed “appaltucci” comunali, attività queste che il CORRIERE DEL GIORNO ha ampiamente documentato !

Il “pubblicista” a banner (cioè a gettone) in questione , dimostra con i suoi articoli…di essere  completamente disinformato ignorando che il termine del 31 dicembre 2015 è per il bando dei lavori da appaltare, che dovranno essere completati entro il 2017.

Bellissimo ( o meglio patetico !) il suo finale: “Confcommercio si batterà perché tutto ciò non avvenga. Ad incominciare dall’iniziativa in programma questa sera che ha come slogan l’espressione “Sete di idee“. Sarebbe opportuno che la città intera, una volta tanto, potesse non dividersi su questo tipo di battaglia. E’ in gioco la tenuta civica di un territorio posto di fronte al rischio concreto del fallimento“. Neanche l’ addetta stampa della Confcommercio avrebbe  saputo e potuto scrivere di meglio (cioè di peggio) …!

Sete di idee” o sete di soldi pubblici  ? “Buona la seconda” direbbe il comico Guzzanti . A proposito… ma alla Confcommercio Taranto sanno che le affissioni su beni pubblici si pagano anche le imposte ? E poi hanno anche il coraggio…. di lamentarsi degli “abusivi“, quando in realtà i primi ad “abusare” sono proprio loro !!!

CdG debiti

P.S. Chissà se quando qualche presunto giovane parla di “fallimento“, si riferisce a qualcuno dei vertici della Confcommercio di Taranto sui cui gravano debiti e sofferenze per circa un milione di euro con le banche….!!!???!!! Come titolava un vecchio film: “Vieni avanti cretino !“….




Ecco come la Confcommercio cerca di sopravvivere alla sua crisi interna a causa dell’ esodo degli iscritti a Taranto / 4a puntata

a cura della Redazione Inchieste

Le sorprese sulla gestione dei rapporti istituzionali e politici fra i vertici della Confcommercio di Taranto non finiscono mai, come anche questa volta solo e soltanto i giornalisti del Corriere del Giorno sono in grado di rilevare e provare documentalmente. Vi risparmiamo quindi la lettura dello statuto di questa associazione  e del loro Codice Etico nazionale che viene ripetutamente calpestato da un gruppetto di furbetti ed affaristi che con il commercio, quello serio, basato sulle capacità e sul rispetto delle regole sulla concoreenza e del mercato, hanno ben poco a che fare. Nei giorni scorsi abbiamo scoperto sui social network e sulla compiacente stampa tarantina “svenduta” (come ha detto anche Marco Travaglio) una serie di attacchi sferrati dall’ associazione dei commercianti nei confronti delle istituzioni ed in particolare del Comune di Taranto, che non ha precedenti.

CdG gdf-autoSiamo andati a vedere sulla pagina Facebook di un giornaletto online (non lo citiamo solo per non fargli dell’ immeritata pubblicità gratuita!) , il cui responsabile vive elemosinando i “mi piace“, condividendo i propri articoli sulle pagine dei propri “committenti” ed elemosinando qualche contributo “pubbliredazionale” chiaramente occulto, che sarebbe compito della Guardia di Finanza accertare, e verificare  ed in particolare grazie all’esperienza e le competenze del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressioni Frodi Comunitarie e del  Nucleo Speciale Tutela e Mercato che lavorano centralmente a Roma in affiancamento alla sede italiana della Comunità Europea e dell’ Autorità Garante Antitrust, così come dovrebbe aprire gli occhi il “dormiente” Consiglio di Disciplina dell’ Ordine dei Giornalisti di Puglia,   occupandosi dei “pennivendoli” tarantini che nell’ultimo mese  si sono dedicati anima e cuore ( o portafoglio ?)  per sostenere le accuse ed attacchi rivolti dalla Confcommercio jonica,  alle istituzioni tarantine ed alle multinazionali come Auchan che non aderiscono a questa associazione .

Schermata 2015-06-04 alle 00.52.42Nel solo mese di maggio 2015  (partendo quindi dal 30 aprile)  ne abbiamo trovati non pochi. Questi i titoli:  “Taranto: domenica prossima negozi aperti” (30/04/2015) ,  “Licenziamenti Auchan: oggi giornata di protesta“, (30/04/2015),  “Confcommercio presenta ‘Navatar. It’: naviga e valorizza Taranto commerciale” con l’annuncio “Avrà luogo stamane alle ore 11.00 presso la sede provinciale di Confcommercio di viale Magna Grecia, la conferenza stampa di presentazione delle risultanze del progetto “Navatar. it” – Naviga e valorizza Taranto commerciale” come se fossero loro l’ufficio stampa dell’ associazione….(20/05/2015); “Citta’ Vecchia: non solo cantieri” – sottotitolo “Confcommercio Taranto: “Il progetto di riqualificazione della Città Vecchia deve innanzitutto mirare a ripristinare le condizioni di vivibilità, sicurezza e dignità per i residenti” (22/05/2015);  “Laterza: rinnovato il direttivo di Confcommercio”   – sottotitolo “Luigi Punzi è il nuovo presidente della delegazione Confcommercio di Laterza” (25/05/2015);  “Cattivo gusto e abusivismo in Citta’ Vecchia” – sottotitolo “Degrado, cattivo gusto e abusivismo in Città Vecchia: a rimarcarlo è la Soprintendenza per le Belle Arti e il Paesaggio in una lettera all’indirizzo dell’Amministrazione Comunale jonica. Confcommercio Taranto: “Solo disciplinando la materia dei ‘dehors’ si può dare legalità e qualità al settore, evitando così che aree urbane di pregio (come anche il Lungomare) siano deturpate e ‘requisiste’ da attività illegali” (26/05/2015);  “Confcommercio Taranto e Asl insieme per parlare di sicurezza alimentare” –   sottotitolo: “Confcommercio Taranto e la Asl jonica hanno avviato un percorso a supporto delle imprese del settore alimentare sui temi di sicurezza alimentare, tutela dei consumatori, formazione del personale alimentarista e autocontrollo igienico-sanitario” (27/05/2015); ” La seconda volta di Giangrande” dimenticando che è anche l’ultima…!   (29/05/2015);  “Leonardo Giangrande riconfermato alla guida di Confcommercio Taranto” – sottotitolo: “Giangrande, al suo secondo mandato, è stato eletto all’unanimità nel corso dell’assemblea dei delegati territoriali, di categoria e delle associazioni aderenti che hanno prima proceduto ad eleggere il nuovo Consiglio di Confcommercio” omettendo di dire che non c’era alcun altro vero candidato, e sopratutto che il “nuovo”… Consiglio è in realtà pressochè lo stesso precedente ! (01/06/2015).

Tutti articoletti…del “giornaletto” online in questione, che trovano spazio ed ospitalità esclusivamente sulla pagina pubblica di Facebook della Confcommercio Taranto  e dei suoi dipendenti e rappresentanti Angelo Colella, Simona Giorgi, Aldo Manzulli ecc. Altrimenti cari lettori, chi se li legge ???

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Vi confessiamo che c’è da ridere quando il responsabile del “giornaletto online” tarantino si autocelebra… affermando che : “Nella giornata di ieri, lunedì 1 giugno, XXXXXXXX ha registrato un numero di lettori pari a 8887 unità. Un risultato eccezionale che ci ripaga del duro lavoro compiuto in questi anni nel valorizzare un’informazione libera e scevra da condizionamenti. Mai urlata ed autoreferenziale. Orgogliosa. Dedita all’approfondimento dei fatti e alla valorizzazione delle opinioni. Anche le più diverse – e distanti – tra loro. Grazie per l’affetto e la crescente considerazione che registriamo attorno al nostro progetto. La libertà s’impara con la libertà…Il Comitato di Redazione“.

Schermata 2015-06-04 alle 00.53.12Ebbene proprio quel giorno la notizia sulla rielezione di Giangrande alla presidenza della Confcommercio è stata letta da appena 77 lettori ! Quindi si deduce che: o il numero dei lettori dichiarati quel giorno è frutto di un forte colpo di sole alla testa, o altrimenti 77 lettori di una notizia, su 8.887 lettori, significa che di Giangrande e della Confcommercio che al 99,9999% dei lettori del “giornaletto” online in questione non gliene frega assolutamente niente ! Lasciamo come sempre ai nostri lettori scegliere l’ipotesi più credibile. Anche perchè dalla pagina pubblica su Facebook, si scopre (dati pubblici) che a seguito “di duro lavoro compiuto in questi anni” (parole testuali), piace appena a soltanto 3.197 persone, cioè la meta di quanto abbiamo fatto noi in solo 9 mesi !

Ma cosa c’entra tutto questo, vi chiederete,  con la crisi irreversibile della Confcommercio di Taranto ? Semplice. L’ associazione dei commercianti tarantini…alterna gli attacchi all’ Amministrazione Comunale tarantina, ai tentativi di qualche suo rappresentante di fare affari proprio grazie ai finanziamenti pubblici possibilmente a fondo perduto, come quello che abbiamo intercettato noi presso il Comune di Taranto, all’ assessorato all’economia e lo sviluppo dove sono stati visti ripetutamente negli ultimi tempi una “coppia” non di fatto, ma quasi… : Angelo Colella  ed il suo “amichetto” Aldo Manzulli, rispettivamente direttore e vicepresidente vicario della Confcommercio tarantina.

Schermata 2015-06-04 alle 00.56.05Fare “lobbying” per un’ Associazione, non è un reato, farlo per i propri associati è giusto, ma vedere che qualcuno cerchi di sistemare i propri ingenti debiti aziendali mungendo dalla “mammella” pubblica (leggasi: Comune di Taranto, Regione Puglia, finanziamenti Polsfer della Comunità Europea)  millantando opere sociali, E’ UNA VERGOGNA e lo scriviamo a caratteri cubitali, augurandoci che qualche magistrato serio voglia documentarsi come abbiamo fatto noi ed allora sì che ne scoprirebbe delle belle.

Schermata 2015-06-04 alle 01.13.47La nostra redazione ha scoperto un progetto denominato “TIC2, Turismo innovazione, cultura e comunicazione“,  che qualche assessore non voleva far uscire dai cassetti del suo assessorato,  che prevedeva di sviluppare nella città vecchia di Taranto (avete letto bene: a Taranto vecchia !) un portale internet con un’operazione sarebbe costata oltre 1 milione e 800 mila euro ai contribuenti. Ma per fortuna l’idea di qualcuno di fare cassa e sistemare i suoi debiti con il sistema bancario, è stato bloccato da chi non se l’è sentita di rischiare un’indagine della Magistratura su una malsana idea-progetto  che includeva come “stakeholder” il Comune di Taranto accanto alla Confcommercio Taranto,  in compagnia…. delle associazioni e sindacati confederati  come la Fipe Taranto (la Federazione Italiana Pubblici Esercizi), la Federalberghi, il Sib Taranto ( il Sindacato Italiano Balneari  che attraverso la FIPE Federazione Italiana Pubblici Esercizi, aderisce a Confcommercio)  e il Silb Taranto , cioè il Sindacato Italiano Locali da Ballo !

CdG Silb Fipe

Ricordate bene questi nomi e sigle perchè leggendo il seguito di questa inchiesta non potrete non inorridire !  Ve l’immaginate il turismo “sociale”… di anziani, minori e disabili nella diroccata città vecchia dove non esiste la rete fognaria e quella idrica ??? Follia allo stato puro ! Cosa c’entrino queste associazioni e sindacati aderenti alla Confcommercio di Taranto  con il progetto sarebbe davvero curioso capirlo, visto che leggendone i propositi, ci sarebbe da rivolgersi alla Guardia di Finanza o alla Procura della Repubblica ! Vi proponiamo di seguito integralmente le finalità del progetto:

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da sinistra, Leonardo Giangrande ed Aldo Manzulli

Avete letto bene. Qualche “furbetto” prevedeva di presentare un progetto informatico da farsi finanziare dalla Comunità europea, parlando di “turismo sociale”  . Infatti si legge: “Si ritiene in modo particolare, che ogni intervento del quale in seguito si parlerà, possa e debba essere calibrato in funzione della fruibilità dei servizi anche da parte delle categorie svantaggiate, quali anziani, disabili fisici, minori ecc. E questo “turismo per le fragilità”, infatti, che rappresenta un ulteriore ed innovativo sviluppo sociale del nostro territorio“. Il bello  (o il peggio ?) è che per realizzare tutto ciò era previsto un vero e proprio spreco ( o furto ?) di denaro pubblico della durata di ben 18 mesi . Con una somma tre volte superiore a quanto è costato anni fa  lo “startup” negli Stati Uniti d’ America del socialnetwork Facebook !Continuando a leggere questo progetto, quando si attesta che “notevolissimo è l’interesse mostrato nei confronti del progetto dalle diverse categorie di imprese che operano nel mercato turistico poichè sono consapevoli di come le nuove tecnologie informatiche favoriscano la loro integrazione territoriale….” ci sarebbe da chiedere anche l’intervento di un pool di psichiatri e specialisti d’igiene mentale, attrezzati con numerose camicie di forza ! E quali sarebbero le categorie interessate al turismo sociale ? Le discoteche e gli stabilimenti balneari ? Ma per favore..! Ma il peggio arriva adesso andando a spulciare nei costi del progetto:

facebook-logoAvete letto bene anche in questo caso, cari lettori:  120 mila euro per il software cioè quanto è costato “scrivere” informaticamente il codice e realizzare quello che fa funzionare Facebook !!!  La spropositata cifra di 90mila euro di cloud computing (cioè lo spazio internet su cui collocare il portale) , altri 100 mila euro di assistenza ed accompagnamento alla progettazione.

Per poi passare alla previsione…. di 1 milione e centomila euro che comprende 165.000 euro di  “sistemistica“, 660mila euro di “sviluppo software“, 110.000 euro per la “gestione dei contenuti” e 165mila euro per la “validazione”, cioè la verifica che tutto funzioni ! Ciliegina sulla torta…. 36mila euro di “comunicazione“, 72mila euro di “spese generali” ed altro….per 36mila euro ! Ma “altro de che” direbbero a Roma ? Totale del progettino…€uro 1.834.923,38 . Una somma non indifferente che ha generato non pochi appetiti…

A proposito. Il “caso”…la circostanza  che Aldo Manzulli, professore “statale” di un istituto tecnico tarantino, sia azionista al 50% (il fratello ha altro 50%) della società informatica Infosystem amministrata da sua moglie, è solo una coincidenza….Secondo noi il poliziotto-assessore Gionatan Scasciamacchia, farebbe bene a “monitorare” i continui sopralluoghi di Manzulli e Colella in assessorato . C’è chi come l’ (ex)assessore Cisberto Zaccheo, di provenienza Confcommercio per molto meno è stato rimosso dal sindaco Ippazio Stefàno dal suo incarico in meno di 24ore….!

I RICAVI…. DEL PROGETTO ?

Secondo i geni del Comune di Taranto e della Confcommercio tarantina che hanno predisposto il progetto in questione naufragato, o meglio “bloccato” dal buon senso legale di qualcuno della Regione Puglia, prevedeva dei ricavi che definire “ridicoli“, ed in alcuni casi “farneticanti” è veramente dir poco.  Come si fa a stimare introiti per 180mila euro, ipotizzando “un’ adesione approssimativa di 3000 iscritti appartenenti alle categorie della Confcommercio di Taranto…ecc” quando quest’ Associazione fa fatica ad incassare persino le quote di associazione annuali dai propri iscritti, ed avendo le casse vuote per pagare degli stipendi più bassi ha persino dovuto ridurre gli orari di lavoro dei propri dipendenti ? Ma come si fa a prevedere dei costi così esagerati di fronte a miseri incassi (potenziali…) provenienti da “Percorsi ed Itinerari specifici” per  appena 15.600 euro l’anno, cioè la stessa somma prevista di ricavi provenienti da” Itinerari Indoor“, oltre alla ridicola voce (prevista ) di profitti di 12.000 euro per “ricavo annuo di gestione da affitti per spazi per convegni nella città vecchia al Palazzo Pantaleo, che è attualmente abbandonato a se stesso ed oggetto di furti continuati  ?

A.A.A. per qualcuno che ha previsto queste voci urge un medico psichiatra !!!  O ancora meglio, una bella cella in carcere !

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La Confcommercio si riunisce solo per il “Corriere del Giorno”. Poverini…

Dopo averci ignorato per 8 mesi senza mandarci un comunicato stampa, una comunicazione, un invito a conferenze e convegni dove è più facile invitare i giornalisti a “telecomando” con cui farsi fare le “interviste-markette” nel centro della città, la Confcommercio di Taranto ha riunito la propria Giunta per discutere sulla nostra inchiesta sugli “affarucci” del loro vicepresidente vicario Aldo Manzulli & famiglia.  Chiaramente per loro quello che abbiamo scritto e documentato “è tutto falso”, strategia abituale di Giangrande & co. quando non sanno che dire !  O sarà forse perchè al Presidente Giangrande servono i voti di “categoria” rappresentanti Manzulli e quelli pilotati dal segretario dell’ associazione Angelo Colella, e quindi non ha il coraggio e gli “attributi” per invitarlo alle dimissioni e metterlo alla porta, come farebbe un’associazione seria che vuole tutelare la propria immagine e trasparenza ?

Schermata 2015-04-22 alle 10.56.20Abbiamo infatti saputo qualcos’altro sulla Infosystem, società della famiglia Manzulli, che non versa in un buon momento finanziario, con un forte indebitamento che ne mette a rischio l’esistenza e la proprietà del capannone di S. Giorgio Jonico ove hanno sede le attività del vicepresidente vicario dei commercianti tarantini Aldo Manzulli. Abbiamo anche avuto notizia in “ambienti” del Comune di Taranto, circostanza che ci è stata confermata dall’assessore competente, che Manzulli e Colella  hanno un forte “appetito” su un possibile prossimo appalto da circa 1milione 800mila euro che la Regione Puglia ha stanziato in favore del Comune di Taranto per delle iniziative informatiche a supporto del turismo… Ma purtroppo per loro il Sindaco Stefàno ha dato una chiara e forte indicazione ai suoi assessori e dirigenti comunali: il Comune di Taranto assegna solo appalti “chiari e trasparenti” e non tele-pilotati come piacerebbe a qualche questuante-aspirante “furbetto“…

Qualcuno in Confcommercio a Taranto credeva di avere a che fare con noi scambiandoci con quel giornalista che pur di avere una sede dove presentare il proprio anonimo “libro” che come sempre non varcherà il ponte girevole e quello di Punta Penna, in termini di lettori (ammesso che qualcuno li compri….) è sempre pronto e disponibile a mettersi al loro servizio permanente effettivo per fare interviste e paginate di pseudo informazione-elettorale gratuita ! Tutto questo cari lettori, accade dopo che nell’ultimo anno hanno chiuso 1.000 esercizi commerciali con un percentuale del +330% sul 2013 senza che la Confcommercio di Taranto abbia realizzato alcuna iniziativa valida e concreta per sostenere le attività dei propri associati, salvo qualche manifestazione di stampo “paesano” stile molto caro al presidente Giangrande (da Avetrana),  che si limita a “presidiare” la sede di viale Magna Grecia. Poltrona senza della quale lui non esisterebbe.

Basterebbe andarsi a leggere i commenti lasciati dai commercianti tarantini sulle nostre pagine e gruppi Facebook , dove giusto per darvi un parametro , il nostro quotidiano online dopo solo 8 mesi ha superato la Confcommercio in termini di consenso (i cosiddetti “mi piace“). Ma chiaramente tutto ciò è scontato quando si affida, come fa la Confcommercio di Taranto, la comunicazione ed il marketing a dei dilettanti allo sbaraglio, che al massimo sanno pubblicare le foto delle loro “cenette” casalinghe con i “pennivendoli-markettari” sempre pronti ad accettare un piatto di pasta !

CdG tre-porcelliniCome mai la Confcommercio guidata da Giangrande-Manzulli-Colella non ci smentisce, non ci querela per la nostra inchiesta che abbiamo pubblicato ieri, che ha scoperchiato un modo di lavorare e fare il furbetto a dir poco “vergognoso” ? Non temiamo smentite, rettifiche, querele, citazioni per danni. Anche perchè i nostri legali sono pronti a rispondere con efficacia e pieni di documenti che proverebbero davanti a qualsiasi Tribunale la correttezza di quanto abbiamo scritto. O forse hanno paura di dover pagare un avvocato a Roma, ove ha sede la nostra società editrice, ed è registrata la nostra testata e da dove vengono pubblicati questi articoli ? Noi li aspettiamo…con la massima tranquillità !

Stiamo preparando un’inchiesta-reportage sullo stato del commercio e dei commercianti tarantini, ed abbiamo parlato con varie associazioni, con l’ex presidente “storico” della Confcommercio di Taranto Emanuele Papalia che ci ha fornito ampi ragguagli , abbiamo acquisito una copiosa documentazione “parlante”,  ci siamo confrontati con altri imprenditori e commercianti fra cui il consigliere Giancarlo De Bartolomeo  attuale candidato d’opposizione alla presidenza Giangrande (uscente) .

Per questa ragione, e solo per questa, abbiamo invitato per correttezza professionale e deontologica l’attuale presidente uscente Giangrande a farsi intervistare telefonicamente o via Skype dal nostro direttore, fornendo ogni dovuta garanzia e cioè la pubblicazione integrale del file audio dell’ eventuale intervista, ma non abbiamo avuto da loro alcuna risposta. Sarà perchè Giangrande è privo di argomenti, perchè è sin troppo “contento” della sua comunicazione attuale, o perchè ha paura di una nostra intervista ? Ai lettori e commercianti di Taranto la scelta della risposta migliore…

Una cosa è certa. La Confcommercio di Taranto non avrà mai il coraggio di tirare fuori dai cassetti del suo commercialista Cannizzo (quello che voleva farsi rimborsare i soldi dalla Camera di Commercio come contributo a fondo perduto, dopo aver pagato la metà dell’importo reale con un assegno post-bancati) i propri bilanci, i propri numeri “ufficiali”. Ma forse quelli li consulteranno presto altre persone con maggiore Autorità di noi, che siamo solo dei giornalisti. E la storia continua…..

Questa la nostra mail (rimasta senza risposta) inviata alla Confcommercio:

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