Cassazione, condanna per l’ avvocato che fece da tramite per l’incontro di Berlusconi con le escort a Bari

l’ avvocato Salvatore Castellaneta

ROMA – La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2399 depositata oggi, relativo all’udienza svoltasi lo scorso cinque ottobre,  ha convalidato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Bari nel 2015, con  la condanna a 10 mesi di reclusione, e 1.200 euro di multa, dell’ Avvocato Salvatore Castellaneta (originario di Fasano, Totò per gli amici) per induzione e favoreggiamento della prostituzione.

Castellaneta era stato accusato, indagato ed imputato di aver presentato nel 2008 all’imprenditore Giampaolo Tarantini una ragazza, con aspirazioni nel mondo dello spettacolo, disponibile ad avere rapporti sessuali con l’allora premier Silvio Berlusconi, l’aveva presentata a un amico del politico affinché la conducesse a casa sua, cosa che poi puntualmente avvenne.

Grazia Capone

L’ avvocato barese Salvatore Castellaneta era stato condannato con rito abbreviato in primo grado,  ad un anno di reclusione nel processo sulle escort portate nelle residenze di Silvio Berlusconi. Nel processo celebrato con rito abbreviato vennero presi in considerazione oltre agli atti raccolti dalla Procura durante la fase delle indagini preliminari, anche le dichiarazioni della 29enne (all’epoca dei fatti) Grazia Capone una delle ragazze indotte da Castellaneta e da Gianpi Tarantini a prostituirsi per Silvio Berlusconi. 

La Capone era nota alle cronache come ‘l’Angelina Jolie di Bari’, venne ascoltata come testimone nell’udienza del 30 settembre 201,  affermando in relazione ad una serata ad Arcore, trascorsa il 28 settembre 2008, con Berlusconi, di essere stata’‘tutta la notte a chiacchierare”.

Il secondo episodio contestato all’avvocato Castellaneta riguarda il presunto reclutamento della 29enne Lucia Rossini, risalente all’autunno dello stesso anno. La Rossini è nota per essersi fotografata assieme a Barbara Montereale in uno dei bagni di Palazzo Grazioli.

 

 

 




Sfilano le “escort” di Tarantini e Silvio B. in Tribunale a Bari

Vanessa Di Meglio

nella foto con la sciarpa azzurra Vanessa Di Meglio

Un giubbotto in pelle nero molto attillato , camicia bianca, pantaloni aderenti neri e scarpe senza tacco, così si è presentata in Tribunale a Bari  la 42enne Vanessa  Di Meglio, una piacente donna francese che è stata la prima delle 26 tra ragazze ed escort chiamate a deporre per i festini organizzati nelle case dell’ex premier, nel  processo a Gianpaolo Tarantini ed altri sei imputati, fra cui suo fratello Claudio, l’ex socio Massimiliano Verdoscia, il pr milanese Pierluigi Faraone, le showgirl Francesca Lana e Letizia Filippi  e Sabina Beganovic (in arte Began), soprannominata anche “l’ape regina” molto presente ed attiva nelle feste organizzate da Silvio Berlusconi, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, sfruttamento, favoreggiamento e induzione della prostituzione.  Un’altro degli imputati l’avvocato  Salvatore Castellaneta da Fasano, ha già definito la sua posizione processuale con il rito abbreviato, prendensi  una condanna ad un anno di carcere, ottenendo così  benefici della pena ridotta ad un terzo del previsto.  Hanno già annunciato di volersi costituire parte civile due delle 26 ragazze considerate parti lese, si tratta di Grazia Capone (che lavorava nell’ufficio stampa di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli) e Cinzia Caci.

Nel corso della sua deposizione Vanessa  Di Meglio , ha avuto grande difficoltà a pronunciare il nome dell’ex- Cavaliere,   ha risposto con molti “non ricordo” alle domande dei pubblici ministeri, nonostante le sollecitazioni dei pm, Ciro Angelillis e Eugenia Pontassuglia, a non  avere “remore” nel pronunciare quel nome , chiamando Silvio Berlusconi come “il padrone di casa, la persona che ci aveva invitatì“. Solo al termine del suo interrogatorio e  quasi sottovoce, si è lasciata sfuggire: “il Cavaliere“, ammettendo che con  Berlusconi ci furono “baci e carezze, preliminari ma senza atti sessuali“. 

Gianpaolo Tarantini

Gianpaolo Tarantini

Vanessa ha raccontato i suoi rapporti nel tempo con l’amico Gianpaolo Tarantini  dichiarando con il suo evidente accento francese che “all’epoca avevamo una relazione un pò più che amicale” e raccontando che il 5 settembre 2008 ed un’altra sera successivamente,  Gianpi la portò per la prima volta a Palazzo Grazioli al cospetto di Silvio. “La cena si concluse intorno all’una di notte“, ha ricordato la testimone, e  che “gli invitati, piano piano, andarono via e anche Gianpaolo. Io mi sono ritrovata bloccata lì“. Erano in quattro, lei, altre due ragazze e Berlusconi. “Abbiamo chiacchierato, riso, cantato, niente di particolare – ha spiegato ai giudici in Tribunale –  “il padrone di casa (Berlusconi n.d.a.)  era una persona molto carina, scherzava sempre“. Quindi venne chiamata dalle altre due ragazze: “Le effusioni con il Cavaliere – racconta Vanessa  Di Meglio avvennero in piedi vicino al divano ma non ci fu sesso; in camera da letto c’eravamo io e altre due ragazze. Poi io sono uscita e non so cosa sia successo“.

La teste ha però ricordato che al termine delle cene a cui ha partecipato, compresa  una delle quali parteciparono anche “George Clooney e Eva Cavalli“. “Tarantini – ha raccontato in aula la Di Megliomi pagò il biglietto dell’aereoLa gente cantava. il Cavaliere si alzava e tornava con ceste di regali: cravatte per gli uomini e foulard e altri oggetti per le donne, perchè tutti ricevevano regali“. Molti, troppi i suoi tanti “non ricordo“, che hanno messo a dura prova la pazienza dei giudici della seconda sezione penale del tribunale presieduta dal giudice  Luigi Forleo, a latere Lucia Depalo e Antonella Cafagna), sino a quando il presidente della corte Forleo alla fine è sbottato: “Signora, gli occhiali da sole ha necessità di tenerli? Altrimenti li tolga!“. La Di Meglio  a questo punto ha chiesto ed ottenuto rassicurazione che non si svolgessero riprese tv e fotografiche da parte dei numerosi giornalisti presenti, ed quindi sollevato gli occhiali poggiandoli testa. Ma mentre la donna francese parlava, qualcun’altro scalpitava tra il pubblico: Patrizia D’Addario, cioè la escort barese che per prima denunciò i “festini” di Berlusconi .

Patrizia D Addario e Barbara Montereale

Patrizia D Addario e Barbara Montereale

Mi sento sola, aggredita e insultata ancora oggi  da persone che dovrebbero semplicemente stare zitte – ha raccontato la D’Addario  ai giornalisti –  penso solo a quello che mi hanno fatto in questi cinque anni e che continuano a fare. Alcune di queste ragazze le ho conosciute ma non ho mai detto niente su di loro, invece loro hanno parlato, hanno detto quello che non era vero, hanno continuato a infangarmi perchè più mi infangavano, più non ero credibile: ora però voglio giustizia“. La D’Addario deporrà nella prossima udienza del processo che si terrà il 27 novembre, assieme a Barbara Montereale e la modenese Chiara Gucciardi che nel frattempo si è sposata e fa stilista.

Il tribunale, su richiesta della D’Addario, che ha parlato di violenti litigi avuti con Montereale, a cui hanno fatto seguito minacce e reciproche denunce, ha dato disposizione alla polizia giudiziaria di evitare che le due donne si incontrino all’interno del palazzo di giustizia in occasione della prossima udienza .

Terry De Nicolò

Terry De Nicolò

Ma qualcuno pur se presente in aula,  non ha mai detto una frase, una battuta, sola parola: la escort barese Terry De Nicolò in quanto sia l’ accusa, cioè i pubblici ministeri,  che gli avvocati difensori hanno deciso di comune accordo di acquisire i verbali di interrogatorio nei quali l’ escort barese ha parlato ampiamente e con dettagli inequivocabili sui suoi incontri mercenari di natura sessuale avuti con  Sandro Frisullo (Pd), ex vicepresidente della Regione Puglia, e dei suoi rapporti-affari poco leciti con l’immancabile Gianpaolo Tarantini. La De Nicolò  che è sia testimone che parte offesa nel processo sulle donne portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze di Silvio Berlusconi,  ha ottenuto dai giudici di non essere ripresa da fotografi e telecineoperatori.

Per questo processo sono prevedibili tempi abbastanza lunghi a causa del numero delle ragazze (sono 26 !) chiamate a testimoniare, fra le quali compare l’attrice Manuela Arcuri e Sara Tommasi ed altri testimoni, come lo stesso Silvio Berlusconi, suo fratello Paolo, l’ex consigliere regionale lombardo Nicole Minetti da poco “redenta” igienista dentale.  I giudici hanno anche ammesso le costituzioni di parti civili presentate dai legali di alcune delle ragazze che hanno partecipato alle feste: Grazia Capone, Cinzia Caci, Terry De Nicolo’ e Patrizia D’Addario.