Ecco l’ “affare” illegale della famiglia Cassalia nel project financing della piscina comunale

di Antonello de Gennaro

ROMA – Ancora una volta il CORRIERE DEL GIORNO è in grado di rivelarvi come i soliti “furbetti del quartierino” hanno prosperato a Taranto, facendo affari a spese della cittadinanza, grazie a politici e dirigenti comunali collusi.  Abbiamo più volte parlato dell’operazione-truffa sulla piscina comunale di via Bruno, assegnata per 30 anni grazie ad una delibera “allegra” della Giunta Di Bello ad una società della famiglia Cassalia, la Mediterraneo s.r.l. che le due successivegiunte guidate dal sindaco Ippazio Stefàno non non hanno mai avuto il coraggio di revocare. Avrebbero potuto, e dovuto. Grazie ai documenti del Comune di Taranto di cui il   CORRIERE DEL GIORNO è entrato in possesso,e  che vi mostriamo in ESCLUSIVA , vi spieghiamo di seguito il perchè parliamo di una vera e propria truffa alle tasche dei cittadini di Taranto.

Nel dicembre 2015 l’ing. Sergio Tracuzzi ha redatto una relazione per il sindaco Stefàno,che  a seguito dei nostri articoli aveva chiesto una “relazione di congruità della spesa secondo elaborati di progetto esecutivo“. Il documento  che vi mostriamo è a disposizione del nuovo sindaco Melucci, che volendo potrebbe intervenire e risparmiare il continuo esborso-truffa alla società dei Cassalia, con una nuova delibera. Avrà il coraggio di farlo ?

Comune TA_rel tecnica piscina comunale

Il progetto esecutivo presentato dai Cassalia al Comune di Taranto a marzo 2004 e prevedeva lavori di ristrutturazione per 2.457.082,15 euro, e come segnala il professionista incaricato, è sparito un documento (“si segnala che manca in elenco la tav.27“) . A seguito del 1° progetto comparve nell’ ottobre 2004,  si è arrivati al progetto esecutivo di “variante in corso d’opera con data giugno 2005come si evince dai documenti forniti dalla Direzione Lavori Pubblici del Comune di Taranto all’ ing. Tracuzzi.

nella foto Antonello Cassalia, “gestore” della piscina comunale

“Da un punto di vista economico – scriveva l’ingegnere nella sua relazione al Sindaco Stefàno i tre progetti elaborati, ovvero il progetto esecutivo, il progetto esecutivo  “rivisitato” che è stato “rivisitato” ed il progetto di variante in corso avevano i seguenti importi: progetto esecutivo Euro 2.457.082,15;  progetto esecutivo “rivisitato”  Euro 1.676.466,61; progetto di variante 2.483.652,186″

Con la rivisitazione del  progetto esecutivo – continua la relazione dell’ingegnere – si è abbattuto l’importo dei lavori, che è passato da 2.457.082,15 a   1.676.466,61 € comprensivo degli oneri di sicurezza e sono diminuite le somme a disposizione che sono passate da 467.422,64 a 389.360,99 euro, per cui il totale generale è passato  da 2.924.504,69 a 2.065.827,60 €.“. Incredibilmente si evince dalla relazione che “il progetto è stato rivisitato per contenere i costi dell’intervento e gli oneri economici a carico dell’ Amministrazione Comunale.

Comune TA_Piscina vle Bruno

“Da segnalare che sempre nel CSA, all’art. 14.2 rimane anche invariato l’importo corrisposto dall’ Amministrazione Comunale al Concessionario (famiglia Cassalia n.d.r.) pari a  € 826.331,04  in disattesa delle premesse del progetto rivisitato.

A pagina 4 della relazione emerge una macrospica illegalità, che potrebbe o meglio, dovrebbe indurre la Procura di Taranto ed i Vigili del Fuoco ed anche la Corte dei Conti di Puglia ad intervenire immediatamente. “Inoltre, non risulta essere stato effettuato l’adeguamento sismico delle opere esistenti e delle nuove, obbligatorie per Legge, ricadendo l’impianto (100 utenti) tra quelle opere civili rilevanti in relazione alle conseguenze di un eventuale collasso; la relazione di calcolo allegata al progetto rivisitato riporta soltanto calcoli inerenti a modifiche strutturali

il geom. Domenico Cassalia

Le sorprese non finiscono qui. A pagina 5 della relazione tecnica del dicembre 2015, richiesta e disposta dal Sindaco Stefàno, emerge che “occorre tener presente che tale approccio, per la congruità dell’importo del progetto, non è significativo ed affidabile, in quanto tutti i parametri di riferimento sono ricavati da nuovi impianti” e continua segnalando che “Per la parte impiantistica, almeno per le voci principali, i prezzi a corpo esposti avrebbero dovuto avere una documentazione tecnica di offerta (che quindi manca n.d.r.) comprovante la loro validità sul mercato del tempo. Tale documentazione non risulta acquisita e presente nei fascicoli e conclude sull’argomento ” D’altra parte, oggi a circa dieci anni dalla realizzazione dell’intervento risulta difficile esprimere giudizi sulla congruità dei costi degli impianti, ed in particolare sulle forniture e montaggio di apparecchiature o monoblocchi di impianti, non disponendo, fra l’altro, del manuale di installazione degli stessi impianti, con le effettive caratteristiche dei componenti installati“. Legittimo quindi a questo punto chiedersi: come mai nessuno per 10 anni se ne è mai accorto ? Chi ha chiuso gli occhi ?

I piani economici finanziari . Sui documenti allegati in merito, l’ ingegnere incaricato dal Sindaco Stefàno osservava quanto si può evincere e leggere dal documento che pubblichiamo sotto.

 

quindi si evince che è prevista e possibile ogni tre anni la revisione  della Concessione, ed ogni qualvolta si mutano alcune condizioni originarie da una delle parti. Ma evidentemente la Giunta Stefàno non ha avuto il coraggio e la volontà di intervenire tutelando gli esborsi dell’amministrazione Comunale, sopratutto considerando che la società di gestione dei Cassalia incassa circa 40 mila euro al mese dal Comune di Taranto, per un totale di 480.000 euro/anno che moltiplicati 10 anni fanno 4 milioni e 800mila euro, cioè il doppio delle spese previste di ristrutturazione dal Concessionario che contengono prevedono un congruo utile in quanto realizzate dall’impresa di famiglia Geom. Domenico Cassalia s.a.s. ! Altrettanto sta facendo da 6 mesi la Giunta guidata dall’attuale sindaco Rinaldo Melucci.

Ma lo scandalo che abbiamo più volte denunciato, nell’indifferenza di una magistratura locale un pò troppo addormentata…, è che la convenzione allegata al progetto esecutivo del marzo 2004, oltre “a confermare il contributo dell’ Amministrazione Comunale, riporta anche la somma di € 403.000,00 da versare annualmente per fini sociali ( quali sarebbero ? n.d.r.) per 128.329 utenti sportivi” cioè praticamente 10.694 utenti al mesi, cioè 256 persone al giorno. che avrebbero potuto e dovuto usufruire gratis della piscina di proprietà del Comune di Taranto ! ! ! A pagina 7 della relazione si evince qualcos’altro di molto strano, e cioè che “la convenzione del febbraio 2004 riporta “stranamente”  gli importi del progetto rivisitato avente data ottobre 2004“.

La relazione si conclude richiamando l’attenzione “infine sugli articoli 32 e 35, relativi alla decadenza della concessione e penali“. Articoli e norme contrattuali che gli avvocati del Comune di Taranto dovrebbero rileggersi ed applicare nell’interesse delle casse comunali e sopratutto dei contribuenti che hanno sinora consentito, senza alcuna responsabilità, questo vero e proprio furto a danno delle loro tasche.

Determina_Piscina Mediterraneo

ecco quanto costa ogni mese ai contribuenti tarantini

la piscina “comunale”  di Taranto gestita dalla Mediterraneo

In data 28.12.2015 la 10a DirezioneLavori Pubblici, a firma del suo dirigente Avv. Erminia Irianni, scriveva con protocollo riservato al Sindaco (ma quando mai un Comune ha un protocollo riservato ???) , segnalando che è “opportuna è altresì la verifica del programma manutentivo dell ‘impianto facente carico al concessionario. Per quanto evidenziato  si segnala che sarà cura di questa Direzione segnalare al concessionario la rilevata mancanza di adeguamento sismico della struttura affinchè, a cura e spese dello stesso si adempia a questo adempimento“.

Francesco Cosa, Ippazio Stefàno e Lucio Lonoce

Tante belle parole e buoni propositi burocratici da parte dei funzionari e dirigenti comunali , a cui non ha mai fatto seguito alcun adeguamento, circostanza questa che rende di fatto per Legge illegale la piscina comunale di via Bruno per ovvie responsabilità dell’ impresa Cassalia (che fece i lavori di ristrutturazione) e della società Mediterraneo srl che la gestisce. In poche parola la famiglia Cassalia al completo.

La dirigente comunale dr.ssa Irianni ricordava e precisava al Sindaco Stefàno che invece “all’aspetto gestionale dell’impianto ed alla verifica del PEF in relazione all’effettiva utilizzazione della piscina, si rinnoverà alla Direzione P.I. Cultura e Sport (che risponde all’ Assessore competente n.d.r. ) competente sulla questione, l’invito (cfr. nota prot. 157707/09.10.2015) a procedere alle opportune verifiche ai sensi dell’ art. 31 della Concessione in ragione delle effettive condizioni di utilizzo dell’impianto ai sensi dell’art. 31 della Concessione in ragione delle effettive condizioni di utilizzo dell’impianto da parte di questa civica Amministrazione e dei conseguenti esborsi economici sulla medesima gravanti“.

Ricordate chi erano gli ultimi due assessori allo Sport delle giunte Stefano ? Ve lo ricordiamo noi: gli ormai ex-consiglieri comunali Francesco Cosa e Gionatan Scasciamacchia attuali ispettori della Polizia di Stato in servizio in provincia di Taranto (cioè i due consiglieri-ombra dell’ex-sindaco Ippazio Stefàno) , ormai tornati finalmente a fare soltanto gli agenti della Polizia di Stato, dopo la reciproca “trombatura” elettorale ricevuta dagli elettori in occasione delle ultime elezioni amministrative dello scorso giugno 2017.

Davanti a tutto ciò il Comune di Taranto tace da troppo tempo, fingendo che va tutto bene. Anzi gli attuali assessori si fanno fotografare persino con il gestore della piscina Antonello Cassalia, laureatosi come “il trota” (il figlio di Umberto Bossi, l’ex-leader della Lega Nord ) nella solita università albanese che dispensa lauree a pagamento . Come mai…. ?  Cosa aspetta il Comune di Taranto, dopo 15 anni a rientrare in possesso della propria struttura “comunale” ?  O forse preferisce sottrarsi alle proprie responsabilità per non manifestare la propria incapacità gestionale ? Dove sono finiti i “tecnici” millantati dal sindaco di Taranto ?

Tutto ciò accade mentre l’assessore Di Paola parla di ristrutturazione di impianti sportivi a spese del Comune grazie ai finanziamenti del credito sportivo, i cui interessi non gravano sulle tasche dei contribuenti. Esattamente il contrario di quanto accade in realtà per la piscina comunale.

La famiglia Cassalia ringrazia…ma come ?

 




Mentre la Camera di Commercio di Taranto ignora il suo futuro, la politica inizia la campagna elettorale

Ieri mattina, presso la Cittadella delle imprese di Taranto,  il Presidente della Camera di commercio di Taranto, Luigi Sportelli, ha consegnato nella Sala Monfredi al Comune di Taranto il Piano operativo di sviluppo del Distretto Urbano del Commercio di Taranto (DUC) elaborato dall’Ente insieme al consigliere camerale Vito Lobasso, presidente di Confesercenti Taranto, associazione che ha fortemente collaborato alla definizione del Piano camerale.

A ricevere il progetto non era presente come annunciato il Sindaco ma i due neo- assessori , Giovanni Guttagliere e Giovanni Cataldino, nominati da qualche giorno dall’ennesima Giunta Stefàno,  rispettivamente alle Attività produttive ed all’Urbanistica cioè i due settori sulla carta maggiormente coinvolti nell’attuazione,  i quali hanno preso l’impegno  a parole…. visto che in realtà avranno solo 6 mesi  in vista delle prossime elezioni comunali per “avviare rapidamente le prime azioni consequenziali“. L’ennesima passerella pre-elettorale ?

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Presenti alcuni consiglieri camerali in rappresentanza di diversi i comparti economici, organizzazioni delle categorie economiche e sindacali (fra le quali ancora un volta assente la Confcommercio di Taranto ) operatori commerciali, ed alcune associazione operanti nell’ambito della promozione del territorio tarantino (con pochi risultati)

Cinque anni fa – ha esordito il Presidente Sportelli – introdussi il concetto di Intelligenza Economica Territoriale (IET) quale modalità di confronto sia fra le Istituzioni di un territorio, sia fra istituzioni e stakeholder in merito alle priorità di sviluppo locale, individuazione delle soluzioni e pianificazione condivisa delle azioni necessarie. Il Piano operativo di sviluppo del Distretto Urbano del Commercio di Taranto (DUC) è uno dei più concreti esempi di questo approccio” ha aggiunto Sportelli. “Nel 2015 la Camera di commercio di Taranto, a ciò sollecitata dai consiglieri camerali in rappresentanza del comparto commerciale e dalle altre principali Associazioni di categoria, ha, infatti, inserito nella propria programmazione pluriennale l’obiettivo di promuovere e sostenere la costituzione di DUC nella provincia di Taranto”.

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L’ Ente camerale jonico, dal futuro incerto a seguito della riforma legislativa nazionale sulle Camere di Commercio, ha manifestato al Comune di Taranto, soggetto che promuove il DUC del capoluogo presso la Regione Puglia, come previsto dalla normativa regionale, la disponibilità a svolgere un ruolo attivo nella compagine operativa a livello locale, predisponendo, in collaborazione con Confcommercio e Confesercenti, i documenti tecnici di sviluppo del Distretto anche sulla base degli atti di indirizzo dell’Amministrazione comunale.

Riunendo competenze diversificate, attraverso l’ascolto di Focus Group di imprese e consumatori, la Camera di commercio ha elaborato un Piano che, partendo dall’individuazione iniziale di 5 Centri del Commercio Naturale (aree simili per configurazione urbana e vocazione commerciale prevalente), razionalizzati poi in 2 Centri (Città Vecchia/Borgo e Tre Carrare/Solito/Italia –Montegranaro), rappresenta un progetto unico nel suo genere, se posto a confronto con simili elaborazioni realizzate a livello nazionale, e fortemente innovativo. Esso costituisce, altresì, strumento operativo fondamentale per una programmazione ed una esecuzione efficaci delle politiche di intervento nel settore” commenta il Presidente Sportelli.

Il Piano di DUC consegnato oggi al Comune ha come ambito di riferimento primario lo sviluppo delle attività e gli intrecci delle piccole e medie imprese del commercio, dell’artigianato e dei servizi. Si posiziona, inoltre, tra tutti quegli interventi utilizzati per rilanciare l’immagine urbana non solo a livello estetico-architettonico, ma anche a livello culturale, sociale, economico e ambientale, finalizzato a un incremento della qualità della vita dei residenti e dell’accoglienza turistica, specificamente volte a sostenere le attività commerciali nelle aree individuate.

Non solo – conclude il Presidente della Camera di commercio di Taranto -, integrandosi con le policy urbanistiche locali e le norme nazionali e comunitarie (legge n.20/2015, Europa 2020) il DUC di Taranto offre una prospettiva che, se ben attuata, va anche oltre la tanto auspicata ripresa del commercio, proiettando Taranto in un panorama internazionale di città del futuro e Smart City”.

Nel comunicato stampa ricevuto dalle redazioni giornalistiche si legge che “a partire da questo assunto, l’Ente camerale continuerà a svolgere l’importante azione sussidiaria sin qui condotta, insieme al Comune di Taranto, a sostegno delle piccole e medie imprese operanti sul territorio”. Resta da capire quale sarebbe stata “ l’importante azione sussidiaria sin qui condotta, insieme al Comune di Taranto” di cui per dovere di cronaca non vi è in realtà alcuna traccia.

Così come non si capisce ancora chi sia l’addetto stampa della Camera di Commercio, e quello del Comune di Taranto enti pubblici che continuano a dimenticare e calpestare il rispetto della Legge 150/2000.  Sino a quando ?




Le barzellette della “Volante Stefàno”: Cosa & Scasciamacchia

nella foto Cosa e Scasciamacchia

da sinistra Francesco Cosa e Gionatan Scasciamacchia

Questo è quello che vogliamo: una città che si svesta dai panni di Cenerentola e che sappia cogliere le occasioni per uno sviluppo ecosostenibile”  con riferimento al “boom” (finto)  di presenze di turisti nella capoluogo ionico, il commento-barzelletta  degli assessori Gionatan Scasciamacchia e Francesco Cosa, eletti entrambi nella lista civica del sindaco Stefàno, i quali nel frattempo continuano a fare i poliziotti, il primo al commissariato di Grottaglie ed il secondo in quello di Martina Franca,     .

Secondo i due assessori-poliziotti, “i numeri  crescono di anno in anno grazie sicuramente all’effetto trainante della Regione Puglia indicata ultimamente da National Geographic come la regione più bella del mondo, ma il merito va anche a questa amministrazione e agli operatori del territorio che da anni in primis hanno creduto ed hanno investito ingenti risorse economiche per accogliere gli ospiti in una città decorosa“.

Sempre secondo gli assessori-poliziotti  “Sarebbe miope non riconoscere il netto cambiamento della città dal 2007 ad oggi. Nove anni fa questa città regnava nel caos del fallimento e nell’incertezza del futuro. Turisti non se ne vedevano se non in forma sporadica, la città vecchia tana di degrado e inciviltà. Un’immagine della città deturpata e mal vista anche dal Governo centrale a seguito della catastrofe scaturita dal dissesto e con una classe dirigente senza un minimo di credibilità. In questi anni c’è stato tanto da lavorare a partire dal risanamento delle casse comunali le quali in questi anni hanno accumulato un tesoretto di ben 119 milioni di euro”

Come non ricordare il percorso di risanamento della città vecchia – continuano la nota congiunta degli assessori che forse credono di fare pattuglia su una “Volante” del 113che in questi anni ha visto notevoli miglioramenti a partire dal trasferimento dell’Università grazie alla ristrutturazione della caserma Rossarol da parte della Giunta Stefàno, alla ristrutturazione e all’utilizzo di Palazzo Pantaleo e del Salone degli Specchi, divenuti in questi anni contenitori culturali e sedi di innumerevoli iniziative ( più di 600 eventi). Come non poter menzionare la ristrutturazione della torre dell’orologio, gli ipogei comunali, e in ultimo piazzetta sant’Egidio (ex mercato del pesce). E vi ricordate piazza Fontana come si presentava nel 2007, spenta e desolata? Oggi risulta essere luogo di numerosi alberghi. Come non rammentare i fiumi di gente in visita a città vecchia grazie ai numerosi eventi organizzati dall’amministrazione comunale unitamente alle associazioni culturali del territorio” .

La nota-barzelletta della “Volante Stefàno” come la chiamano in città e persino in Questura, così  continua: ” Come non rammentare le operazioni di intensa pulizia poste in essere anche da parte di soggetti fragili grazie ai progetti dei cantieri cittadinanza adottati dall’attuale amministrazione. Come non ricordare le borse di studio donate dalla Giunta Stefàno per gli archeologi impegnati negli scavi al Castello Aragonese. Sarebbe impossibile non ricordare anche i numerosi interventi del Governo centrale adottati a favore di questo territorio, interventi concreti a partire dal nostro Martà, che è diventato uno dei musei più importanti di Italia. Certo c’è tanto ancora da fare ma di detrattori che parlano male di questa città e che rallentano il percorso di rinascita non ne abbiamo più bisogno. E’ giunta l’ora di far emergere una realtà del territorio caratterizzata da peculiarità che altre città non hanno e che potrebbero davvero permettere al nostro territorio di competere con le realtà più importanti d’Italia in termini di numeri di turismo. Alla fine lo sappiamo, il lavoro ripaga e i numeri parlano ed è per questo che bisogna definitivamente mettere da parte ogni individualismo e concentrarci per riportare la città di Taranto nei posti dove merita”.

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Dopo aver letto e pubblicato per dovere di cronaca, il comunicato dei due politicanti-poliziotti, ci tocca ricordare ( e confutare) loro qualcosa…. :

  1. Taranto è il “fanalino di coda” del turismo in Puglia proprio grazie all’incapacità gestionale e promozionale degli assessori Cosa e Scasciamacchia, che farebbero bene ad occuparsi il primo (Cosa)  dei bed&breakfast di famiglia un pò troppo “chiacchierati” in città occupandosi magari dei furti accaduti alle autovetture dei turisti in città, invece di prodigarsi a far rintracciare (l’estate scorsa) dai “Falchi” della Questura delle biciclette rubate dal portone di un B&B di sua sorella. Forse un corso di aggiornamento turistico nei comuni del Salento o dell’ Emilia Romagna gli farebbe bene ! Così almeno capirebbe qualcosa  di più invece di dire clamorose “fesserie”  tipo “il merito va anche a questa amministrazione e agli operatori del territorio che da anni in primis hanno creduto ed hanno investito ingenti risorse economiche per accogliere gli ospiti in una città decorosa”. Ci spieghi e documenti l’ assessore Cosa , grazie a Dio in carica ancora per solo un semestre , cosa ha fatto per il turismo questa amministrazione comunale ???  Gli risulterà molto facile, dover documentare… il “nulla” !
  2. Come si fa a non ridere a crepapelle quando si legge il richiamo agli “interventi concreti a partire dal nostro Martà, che è diventato uno dei musei più importanti di Italia” ? E quali sarebbero ? Il punto informazioni di fronte al museo, in piazza Garibaldi all’angolo con corso Umberto, finanziato con i Fondi Europei e voluto dalla precedente amministrazione comunale di centrodestra, e lasciato letteralmente abbandonato alla solitudine ed abbandono dalla Giunta Stefàno nei suoi due mandati ? O forse sono edificanti e “fiore all’occhiello”…. per i poliziotti Cosa-Scasciamacchia la presenza imbarazzante di pregiudicati e tossici con la pretesa di legittimare il proprio ruolo di parcheggiatori abusivi, lasciati indisturbati dalle Forze dell’ Ordine, Polizia Locale compresa, mentre presidiano e taglieggiano gli automobilisti ed i turisti con le loro autovetture, i quali vengono costretti non solo a pagare il parcheggio al Comune  in piazza Garibaldi o via Pitagora adiacenti al Marta , ma devono sottostare a pagare il “pizzo” anche ai parcheggiatori abusivi  ?
  3. Leggere chi definisce Palazzo Pantaleo ed il Salone degli specchi  dei ” contenitori culturali e sedi di innumerevoli iniziative” ci aiuta a capire il così basso livello culturale in cui purtroppo vegeta la città di Taranto. Per non parlare poi della Torre dell’Orologio…..o di piazza Fontana che “si presentava nel 2007, spenta e desolata? Oggi risulta essere luogo di numerosi alberghi” . I numerosi alberghi, sono in realtà due alberghetti frutto di iniziativa privata in cui peraltro il Comune di Taranto non ha alcun merito !

 

Cosa e CampitielloPotremmo raccontare le “gesta” …. dello scodinzolante assessore Cosa attorno ai vari presidenti del Taranto Calcio, in particolare del “salumaio” Campitiello, nella foto a sinistra, osannato da lui (e amato in famiglia…),   la mancanza di strutture sportive, l’abbandono di quelle esistenti, le delibere al limite (abbondantemente oltrepassato) della legalità nella gestione della piscina comunale di via Bruno, l’affidamento alla “mafia” dell’impianto sportivo del “Magna Grecia” . Ma forse a Cosa stanno  a cuore soltanto i lavori (oltre due milioni di euro !) allo stadio comunale Erasmo Iacovone ! Chissà come mai….

Potremmo raccontare le “processioni” in ginuflessione dell’ assessore Scasciamacchia presso alcune associazioni di categoria…i ricatti fatti ai commercianti della serie “vi do i contributi per la promozione ma dovete smetterla con gli attacchi”. O le vergognose squallide manifestazioni estive sul lungomare che organizzava, degne di una sagra paesana di qualche comune dell’entroterra napoletano, come ad esempio Casal di Principe . O gli occhi chiusi del Comune di Taranto  sull’energia elettrica rubata dagli ambulanti (che tali nn sono) sempre sul lungomare, o gli scandali giudiziari del suo assessorato che ha visto dirigenti  comunali finire nel registro degli indagati della Procura, ma successivamente gratificati con incarichi nelle aziende comunali.

E come non ridere poi della incoerenza “politica” di Cosa e Scasciamacchia (in buona compagnia del loro sindaco-protettore Stefàno ? Prima contigui a Sel il partito di Sinistra Ecologia e Libertà guidato da Nichi Vendola, ed il successivo salto in lungo…alle scorse primarie del centrosinistra con l’abbraccio al fotofinish com Michele Emiliano, senza però avvicinarsi o entrare nel Pd. La “politica” dello sgabello a gettone !

 




Sequestrato il dehors abusivo del Bar Blanco. Indagati 3 dirigenti del Comune di Taranto

Schermata 2016-02-25 alle 02.21.38I Carabinieri del reparto operativo della Compagnia di Taranto hanno sequestrato un dehors antistante il noto Bar Blanco ubicato in Corso Italia a qualche centinai di metri dal Palazzo di Giustizia, su decreto disposto dal GIP presso il Tribunale di Taranto. Il provvedimento, di natura preventiva, è stato emesso dal Gip  dott.ssa Valeria Ingenito, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Taranto, dott.ssa Daniela Putignano, a seguito di indagini condotte dai Carabinieri del Reparto Operativo, che ne hanno constato – con l’ausilio della perizia di un tecnico – la non conformità alle norme edilizie e ai regolamenti comunali.

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Indagato anche un ex dirigente comunale all’Urbanistica, Silvio Ruffolo, per “abuso d’ufficio” accusato di aver omesso di ordinare la demolizione della struttura, nonostante fin dal 2011 siano fioccate diverse multe da parte della polizia municipale.  Nei giorni scorsi il nome dell’architetto Ruffolo, da poco in pensione, era circolato insistentemente  come probabile assessore (o consulente dell’assessorato) della Giunta Stefàno.

nella foto Carmine Pisano

nella foto, il dirigente Carmine Pisano

Associate al provvedimento sono state notificate, ad altrettanti indagati, cinque informazioni di garanzia per reati inerenti l’abuso d’ufficio, il falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, l’abusivismo edilizio e l’invasione di suolo pubblico. Gli indagati sono Carmine Pisano (Sviluppo economico) , Marcello Vuozzo (sportello unico Attività produttive) dirigenti del Comune di Taranto, il geometra responsabile dei lavori Dario De Giorgi, ed il titolare dell’esercizio commerciale Sebastiano Terracina, accusato anche di “abusivismo edilizio, invasione di suolo pubblico e deturpamento di cose altrui“.

Le indagini, concluse in breve tempo, avrebbero accertato la realizzazione della struttura in assenza di permesso a costruire, con una successiva autorizzazione rilasciata dai dirigenti pubblici in violazione di norme regolamentari. La realizzazione della struttura amovibile, non si sarebbe potuta costruire secondo le previsioni normative, nel corso degli ultimi tre anni è stata più volte sanzionata amministrativamente dagli organi di polizia, senza che il preposto dirigente comunale Ruffolo adottasse l’ordinanza di demolizione, commettendo gravi omissioni che hanno procurato ingiusto vantaggio all’esercente.

Infine, come già detto, la connivenza di altri due dirigenti di settore ( Pisano e Vuozzo) ha permesso al titolare, sulla base di una falsa attestazione del progettista, di ottenere l’autorizzazione illegale a sanatoria. Carmine Pisano è uno “stretto” collaboratore dell’ assessore allo sviluppo Gionatan Scasciamacchia e particolarmente (troppo) “vicino” agli ambienti della Confcommercio di Taranto, siede anche nel consiglio di amministrazione dell’ AMIU Taranto, la società municipale da tempo nel mirino della Corte dei Conti di Puglia.