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3 Febbraio 2023 04:46
3 Febbraio 2023 04:46

Filippo Paradiso

Csm & Giustizia |
Soltanto a Potenza la procura ha dato incredibilmente piena credibilità alle dichiarazioni di Amara dopo averlo arrestato in relazione all’inchiesta che ha falcidiato la Procura di Taranto mettendo fine alla carriera del procuratore Carlo Maria Capristo, attualmente sotto processo dinnanzi al Tribunale di Potenza, e su cui pende un altro procedimento che lo vede indagato insieme al prof. Ernesto Laghi.
20 Marzo 2022
L’operato della procura lucana aveva già subito ieri un altro “colpo” dalla difesa del prof. Laghi in occasione dell’udienza per l’incidente probatorio che si è svolto dinnanzi al Gip Antonello Amodeo, allorquando l’ avv. Mario Zanchetti ha giustamente eccepito che uno dei verbali di Nicoletti era pieno di omissis e quindi non poteva svolgersi la prova su documenti incompleti
21 Ottobre 2021
La procura di Potenza si è un pò “distratta” sui rapporti dell’attuale procuratore capo di Matera Pietro Argentino (ex procuratore aggiunto facente funzione della procura di Taranto), il cui figlio-avvocato Giuseppe (detto Peppe) è stato “beccato” dal GICO della Guardia Finanza di Roma al lavoro nello studio romano di Amara in via della Frezza 70 a pochi passi dalla centralissima piazza del Popolo. Ed ora lavora alla PWC la Price Waterhouse Cooper, società di cui è socio Nicoletti. Ma evidentemente a Potenza non vogliono dare fastidio ai cugini di Matera…
10 Giugno 2021
ALL” INTERNO LA 1a PARTE DELL’ORDINANZA CAUTELARE Effettuate delle perquisizioni domiciliari nei confronti delle persone colpite dall’ordinanza del procuratore di Potenza Curcio, che per quanto riguarda la vicenda Capristo, potrebbe condizionare in qualche modo il corso del processo in corso, la cui prossima udienza si terrà il 18 giugno dinnanzi al Tribunale di Potenza
8 Giugno 2021
La sentenza sospetta del Consiglio di Stato del 3 marzo 2016   finita sotto la lente dei pm è quella del 2015 che ha restituito al leader di Forza Italia le azioni di Mediolanum, che Bankitalia ed Ivass , oltre il 9,9%, ovvero il 20%,  che valevano circa un miliardo di euro in virtù della condanna del 2013, sia il Tar avevano imposto a Fininvest  di cedere.
8 Marzo 2019

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