Le minacce sbiadite di Emiliano e Melucci sulla questione ILVA

di Antonello de Gennaro

Come questo giornale ha più volte evidenziato e scritto, la “strana coppia”  Emiliano-Melucci , rispettivamente presidente della Regione Puglia e Sindaco di Taranto entrambi eletti grazie al sostegno dei voti pugliesi del Partito Democratico dopo aver ottenuto il loro quarto d’oro di  ribalta nazionale con il ricatto del ricorso al Tar sulla vicenda ILVA, ed essersi atteggiati a strateghi industriali e super-esperti (millantati) di ambiente e problemi ecologici, sono ritornati nel loro “orticello” di campagna senza aver ottenuto nulla di quello che si prefiggevano.

Fa a dir poco pena e ridere, giornalisticamente parlando, leggere le dichiarazioni di Michele Emiliano diffuse ieri dalle agenzie di stampa,  in concomitanza di un convegno a Bari sul nuovo Regolamento Ue sulla tutela della privacy, quando dice  “Immagino che stiano studiando” “la nostra proposta è equilibrata e accettabile. E l’equilibrio della nostra proposta è un elemento politico importantissimo che mi auguro il presidente Gentiloni colga” affermazioni rimaste nel vuoto prive di alcun commento e riscontro da parte del Governo.

Accordo-ILVA-bozza-finale

La proposta di accordo di programma della Regione Puglia-Comune di Taranto

Ad Emiliano deve essere sfuggita la circostanza che da Roma, sono stati chiarissimi: il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha sicuramente esperienza e competenza politica, e sopratutto manageriale, ed  è stato pienamente legittimato con l’assenso del presidente del Consiglio a gestire la trattativa. Quindi la “strana coppia” levantina-crispianese, cioè  di Emiliano e Melucci messi insieme, che non sono stati ricevuti dal presidente del consiglio Gentiloni come aspiravano, sono rimasti come si suol dire con il cerino in mano. E qualcuno….adesso rischia persino di bruciarsi.

il governatore Michele Emiliano

Il presidente della Regione Puglia, Emiliano, ieri ha risposto a chi gli chiedeva se il Governo avesse risposto dopo l’invio dell’Accordo di programma sull’Ilva da parte della Regione Puglia e Comune di Taranto, che hanno impugnato il decreto che contiene il Piano ambientale del siderurgico. Emiliano con la sua solita nota arrogante umiltà… non avendo il coraggio di dire “ci hanno ignorato” ha sostenuto che “la nostra proposta è talmente equilibrata ed è talmente accettabile, che alcuni esponenti, sopratutto dell’ala estrema del M5S, l’hanno giudicata riduttiva“. aggiungendo “se l’accordo viene stipulato e accettato, è chiaro che in futuro danni alla salute non ce ne saranno”. E chi ha parlato il mago Otelma ? Il Ministro della Salute ? Il presidente dell’ Istituto Superiore della Sanità ? Il Ministro della Salute ? Emiliano, lasci decidere al Governo se è accettabile o meno. Abbia rispetto per le Istituzioni, e si ricordi che una Legge Nazionale è superiore di una regionale…e quindi va rispettata.

Emiliano e la portavoce Elena Laterza

Voci di corridoio molto bene informate raccontano che il “grande”… consulente-esperto dietro le quinte di cui Emiliano si avvale sulla vicenda ILVA sarebbe l’ing. Barbara Valenzano, balzata agli onori delle cronache per aver fatto anni fa il commissario giudiziario dello stabilimento siderurgico tarantino , nominata dalla Procura di Taranto all’epoca guidata da un’altra “strana coppia” e cioè quella formata dall’attuale assessore del Comune di Taranto, Franco Sebastio, magistrato in pensione ed ex-procuratore capo di Taranto e dal suo vice Pietro Argentino, trasferito a Matera. E la circostanza che il Governatore Emiliano tenga molto in considerazione le teorie dell’ ing. Valenzano sarebbe comprovata, secondo frequenti attendibili voci circolanti a Bari ed all’interno dello stesso Partito Democratico pugliese,  da un’assidua frequentazione  fra il governatore barese e la Valenzano, agevolata anche (dicono…) a seguito della rottura sentimentale avvenuta la scorsa estate fra Michele Emiliano e la sua storica  brava e seria “portavoce”, la giornalista Elena Laterza.

Il risultato finale facilmente prevedibile sull’ ILVA dovrebbe essere questo: l’istanza di sospensiva al TAR presentata dalla Regione Puglia e Comune di Taranto è stata ritirata dopo l’oceano di pressioni ricevute. Alla fine di febbraio l’ Antitrust Europea darà il via libera definitivo  all’acquisizione del Gruppo Arcelor Mittal dello stabilimento siderurgico dell’ ILVA di Taranto. L’ udienza ordinaria al TAR Lecce è stata rinviata al prossimo 6 marzo,  in quanto il presidente del collegio  giudicante si è riservato di decidere e pronunciarsi se accogliere l’istanza di trasferimento per competenza del procedimento dinnanzi al Tar Lazio come richiesto dai legali dell’ ILVA,  o trattenerlo a Lecce . Secondo fonti attendibili del Tribunale di Lecce, il procedimento verrà trasferito al TAR Lazio.  Spetterà quindi certamente al TAR romano  pronunciarsi sull’esito di questo ricorso, che farà la fine di tutti i ricorsi intrapresi dal Governatore Emiliano ai vari Tar,  Consiglio di Stato, persino alla Consulta. Ne avesse mai vinto uno !

Sul ricorso in questione dinnanzi al TAR di Lecce, c’ è qualcosa di molto strano e sospetto sull’iniziativa del Comune di Taranto che il CORRIERE DEL GIORNO è in grado di svelare come sempre documentalmente.

L’ avvocatura del Comune di Taranto con propria determinazione dirigenziale dello scorso 13 novembre aveva incaricato il “chiacchierato” Studio Legale Vernola di Bari (leggi QUI) a predisporre ricorso contro il noto Dpcm sull’ ILVA, indicando come Tribunale competente giustamente il TAR Lazio e non a quello di Lecce presso il quale gli avvocati Vernola hanno deciso (inutilmente a questo punto( di procedere) . Avendo la Presidenza del Consiglio dei Ministri la propria sede unica ed istituzionale a Roma, unico Tribunale Amministrativo Regionale territorialmente competente è quello del Lazio, e non certamente quello di Lecce, come anche un qualsiasi neo-laureato in giurisprudenza è capace di dedurre e capire. Invece guarda caso…gli avvocati Vernola incaricati dal Comune di Taranto lo hanno presentato a Lecce senza ottenere alcunchè.

Sarebbe interessante capire il perchè di questa decisione e sopratutto se è stata condivisa anche da Michele Emiliano (che ha fatto il magistrato…) e dal sindaco Melucci il quale almeno è giustificato non avendo egli alcuna cognizione e competenza giuridica, non avendo titoli di studio giuridici ed avendo sempre e solo fatto nella sua vita imprenditoriale  il mediatore marittimo. Peraltro con poco successo come i recenti bilanci delle sue società testimoniano. Avrà il buon gusto Melucci di farsi restituire dall’ Avv. Vernola le sue competenze per la fase cautelare (che non c’è stata) indicata nel documento che pubblichiamo ?

delibera Vernola COMUNE BIS

l’incarico del Comune di Taranto allo Studio Legale Vernola di Bari per il ricorso al TAR

Il prevedibile silenzio del Governo sull’accordo di programma per l’ Ilva presentato dal Comune di Taranto e Regione Puglia, che in realtà più che un accordo sembra un vero e proprio ricatto contro il Governo ed il Gruppo Arcelor-Mittal, “desta sospetto e preoccupazione” secondo il sindaco Rinaldo Melucci il quale smanioso (ha per caso preso il virus mediatico di Emiliano ?) torna a farsi sentire sul caso ILVA con una breve nota stampa, con delle gravi affermazioni nei confronti del Governo, affermando  “Nonostante tutte le difficoltà e le interferenze di chi è in campagna elettorale, sono certo che il ministro Calenda ritornerà a breve e si sforzerà di proporre un giusto punto di equilibrio. Ci sono tanti modi per definire questa vicenda, ma dopo tutto escludo che Am Investco Italy voglia procedere ad un insediamento di lungo periodo con il rischio di un aspro conflitto con il Comune di Taranto“. Affermazioni queste sicuramente prive di alcun garbo e stile istituzionale.

il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci

Qualcuno dovrebbe spiegare al sindaco Melucci, che una volta ottenuto il via libera dall’ Antitrust Europea,  la cordata Am Investco Italy  (Arcelor Mittal 85% Gruppo Marcegaglia 15%) dovrà esclusivamente attenersi alle norme contrattuali e quelle di Legge emanate dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero dell’ Ambiente e dal Ministero della Salute, e non certamente sui pruriti (o appetiti ?) del Sindaco di Taranto, in quanto come ben noto l’ Amministrazione Comunale di Taranto non ha alcuna competenza in materia ambientale che è prerogativa invece della Provincia, come giustamente ricordato dal Presidente Martino Tamburrano. Quindi di quale “aspro conflitto” parla il sindaco Melucci ?

Melucci nel duo “delirio”(poco) istituzionale conclude “Se mi sto sbagliando avremo modo di riformulare le motivazioni davanti ai giudici del Tar e, anzi, chi oggi guarda ad una sentenza come ad un approdo tutto sommato sicuro, dovrebbe ormai aver inteso che il Sindaco di Taranto non consentirà trattative al ribasso come ai tempi dei Riva e per tutelare gli interessi della propria comunità non trascurerà azioni clamorose, anche in sede europe“. Qualcuno gli ricordi che di sicuro nella vita c’è solo la data di nascita e quella di decesso, e che del domani non vi è certezza alcuna. Anche perchè dovrebbe ricordare le sue esperienze negative di quando era a capo del consorzio di operatori portuali a Taranto e voleva partecipare a delle gare (Porto di Taranto, Ilva Trasporti Marittimi ecc.).

Le trattative al ribasso, il sindaco Melucci dovrebbe ricordare di essere abituato in realtà a farle lui (era il suo lavoro peraltro poco produttivo), e non il precedente sindaco Ippazio Stefàno, che il sottoscritto ha spesso e volentieri criticato e osteggiato giornalisticamente, ma che sulla correttezza istituzionale e sopratutto sulla sua etica gestionale dell’ Amministrazione Comunale di Taranto, più di qualcuno prima di parlare o scrivere dovrebbe farsi un bell’ esame di coscienza. E non solo.

Se poi Melucci vuole procedere sulla scia mediatica degli pseudo-ambientalisti tarantini o di qualche grillino che ha riempito gli uffici dell’ Unione Europea di esposti, faccia pure. Siamo pressochè sicuri ancora una volta tutte queste azioni rimarranno prive di qualsiasi esito. Al suo posto mi preoccuperai della maggioranza sempre più insicura che lo sostiene (per il momento….) in Consiglio Comunale. Durerà… o anche Melucci farà la fine del sindaco di Brindisi ? Ai posteri la facile sentenza.

P.S. A proposito caro Sindaco Melucci, quando si deciderà di finire di pagare il dovuto compenso professionale alla giornalista (vera !)  Maristella Bagiolini la quale ha lavorato per lei come “addetta stampa” durante la sua campagna elettorale ? Qualcuno spieghi al Sindaco di Taranto che il lavoro va sempre retribuito. Si chiama “etica” cioè correttezza ! Ma chissà se Melucci capisce il significato di questa parola, a lui notoriamente sta molto più a cuore la retribuzione della sua “staffista” del cuore …

 




La prima nomina in Regione di Michele Emiliano: la sua compagna-adddetta stampa


Elena Laterza,
37 anni, compagna di Michele Emiliano, è stata nominata “addetto stampa” del Governatore della Regione Puglia.  Già dal lontano 2004, Elena Laterza ha seguito l’inizio della carriera politica dell’ex Sindaco della città di Bari. La Laterza, giornalista professionista, era fra i concorrenti di un concorso bandito dalla Regione Puglia per l’assunzione di 200 funzionari e il cui esito non è stato ancora reso noto. Gli “addetti stampa” dei predecessori di Emiliano in Regione, percepivano tra i 140 mila e 90 mila euro lordi all’anno. Emiliano ha nominato anche il giurista Claudio Stefanazzi, al quale è stato affidato il ruolo di capo di gabinetto.

Stefanazzi, nato a Tricase, in provincia di Lecce, l’8 maggio 1970, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza alla Cattolica di Milano. Ha approfondito, sotto la guida del suo maestro Albert Mazzoni, le tematiche relative al Diritto del Commercio Internazionale e Comunitario presso l’Università del Salento e l’Istituto Universitario Europeo di Firenze. È stato docente di Diritto del commercio internazionale presso la facoltà di Scienza Politiche dell’Università della Calabria. È stato direttore esecutivo dell’Isufi (Istituto Superiore Universitario di formazione Interdisciplinare) Aree Politiche Euromediterranee. Ha fatto parte dell’UTI (Unità Tecnica per l’Internalizzazione) del Ministero degli Esteri a supporto degli enti locali.

Si è abilitato all’esercizio della professione forense nel 1998, ma non si è iscritto all’Ordine degli avvocati. Svolge attività di consulenza stragiudiziale nei confronti di aziende nazionali e internazionali. È componente tecnico di numerosi consigli di amministrazione. Tesserato del Pd, pur risiedendo finora in Lombardia, ha un rapporto con Emiliano piuttosto antico. E’ stato presente ed  partecipato a diverse delle  «sagre del programma» organizzate dal neo-governatore durante la sua campagna elettorale recentemente conclusasi con la sua elezione a Governatore.

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Elena Laterza, 37 anni, è giornalista professionista dal 2009, ha conseguito la laurea in Scienze Politiche con indirizzo politico-sociale presso l’Università degli studi di Bari “Aldo Moro” e il Dottorato di ricerca in Filosofia e teorie sociali contemporanee. Dopo aver collaborato dal 2000 al 2004 come giornalista per il quotidiano La Repubblica, e da undici anni (dal febbraio 2004) ricopre il ruolo di addetto stampa di Michele Emiliano.

Il rapporto è fiduciario, il governatore ha quindi deciso di affidarlo alla persona che lo segue da dieci anni sin da quando Emiliano era sindaco di Bari. Elena Laterza segue Emiliano dall’inizio della sua carriera politica dell’ex pm antimafia: curava le pubbliche relazioni per l’allora primo cittadino del capoluogo pugliese, al quale non era ancora legata sentimentalmente. Il legame sentimentale tra i due è più recente. Emiliano è separato e dalla sua ex moglie ha avuto tre figli.  Elena spiega: “Il mio lavoro è sotto gli occhi di tutti ormai da undici anni. Non intendo buttare a mare la mia vita professionale” .

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A giudizio di Antonella Laricchia, che guida la pattuglia di consiglieri del Movimento 5 Stelle, quella di Emiliano è “una scelta abbastanza inopportuna. Tant’è che, per quanto ci riguarda, abbiamo stabilito di non assumere come collaboratori del gruppo consiliare persone a cui siamo legati sentimentalmente o con cui siamo imparentati“. Una bella teoria che però contrastare con quanto ha rivelato tempo fa il settimanale l’Espresso, riportando la vicenda della senatrice grillina Barbara Lezzi, 40enne leccese la quale non si è fatta troppi problemi a gestire la selezione a modo suo, assumendo come portaborse la figlia del suo fidanzato.