Quanto vale il diritto alla mobilità?

di ANTONIO GAUDIOSO*

Chiedere al Governo di chiarire con una semplice norma che una persona con disabilità non debba pagare la sosta del suo veicolo sulle strisce blu, non è cosa facile nel nostro Paese. Non lo è neppure in un periodo come questo dove l’emergenza CoronaVirus colpisce, ancor di più, le famiglie che hanno persone con disabilità.

Dal 2018 con Cittadinanzattiva, UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare e VERA “giriamo a vuoto per Palazzi” per chiedere al Parlamento e al governo questo chiarimento.

Vi sono stati infatti numerosi casi nei quali, cittadini con disabilità, non trovando liberi gli stalli a loro deputati e costretti a parcheggiare l’auto sulle strisce blu, sono stati poi oggetto di contravvenzione stradale pur esibendo il regolare contrassegno; oltre il danno la beffa.

Molti Comuni, specie quelli di dimensioni ridotte, hanno infatti emanato delibere nelle quali viene scritto – a chiare lettere – che il veicolo al servizio di un disabile pur se dotato di regolare contrassegno deve comunque pagare la sosta oraria. Alcuni hanno persino installato nei parcheggi il segnale stradale con il disegno della sedia a rotelle e sotto la scritta sosta a pagamento sulle strisce blu. Viva la faccia!

Ma vi è di più, perché le persone con disabilità vivono anche una discriminazione territoriale, perché se un disabile vive a Roma e malauguratamente è costretto a parcheggiare sulle strisce blu non è tenuto al pagamento della sosta, mentre se vive a Orbetello paga. Ora, non che la cosa meravigli in sé, visto che siamo uno dei paesi più arretrati e insensibili alle esigenze di chi ha una mobilità ridotta, basti guardare al tema delle barriere architettoniche.

Tuttavia ingenuamente ci si aspetta che, posto il problema alle istituzioni competenti, la cosa si possa risolvere non diciamo in una settimana e neppure in un mese, ma in un anno magari sì. Soprattutto ce lo si aspetta dagli ultimi due governi nei cui programmi veniva dichiarata la massima attenzione e impegno per risolvere le tante problematiche delle persone con disabilità e delle loro famiglie.

Nel 2018, oltre 50 deputati di diverse forze politiche (PD, FI, FdI e LeU) prima firmataria l’on. Maria Chiara Gadda (Italia Viva), avevano sottoscritto la richiesta di chiarimento e anche il M5S aveva presentato la sua proposta. Dopodiché non è cambiato nulla. E infatti ne stiamo ancora a parlare. Una differenza però va fatta. Perché mentre la commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha almeno provvisoriamente accolto all’unanimità la proposta nel corso dell’iter di riforma del codice della strada, il governo invece latita e in alcuni casi fa ostruzionismo.

Le obiezioni tecnico/burocratiche che sono state sollevate sono le più varie. Tralasciamo quelle meno serie del tipo “ma cosi un’auto che ha il contrassegno parcheggia gratis anche se non c’è la persona con disabilità”, dimenticando che l’utilizzo abusivo del contrassegno è già severamente sanzionato.

Quelle apparentemente più serie hanno sollevato il tema della copertura per le eventuali e non quantificabili mancate entrate comunali. Questa obiezione è politicamente molto pericolosa perché – al di là della sua fondatezza o meno – comporterebbe di fatto che il riconoscimento del diritto alla mobilità della persona con disabilità verrebbe accolto solo in subordine al reperimento di presunte entrate a favore di un Comune o, peggio ancora, per tutelare società che gestiscono i parcheggi a pagamento in concessione.

Seguendo questo ragionamento, se oggi si volesse ridurre l’importo di una contravvenzione stradale, perché la si ritiene eccessiva sotto il profilo della proporzionalità della sanzione rispetto alla gravità della violazione, dovremmo prima individuare la copertura finanziaria, poiché da quella riduzione scaturirebbero meno entrate comunali.

Siamo giunti al paradosso che la “contabilità di Stato prevale su diritti e principi costituzionali della persona. Detto questo, appare evidente che il tema della copertura su questa proposta neppure c’è, per due evidenti ragioni: la prima è che si tratta di chiarire ciò che è già previsto dal nostro ordinamento (a legislazione vigente) sia pure non in maniera puntuale, prova ne è che tanti Comuni non si sono mai sognati di far pagare alcunché.

La seconda è che nel testo approvato e da tempo fermo alla Camera dei Deputati è già prevista una copertura, attraverso l’incremento della contravvenzione per coloro che sostano sugli stalli per disabili senza averne diritto. Ci chiediamo, quindi, perché tanta approssimazione e superficialità. Forse una ragione è che oggi molte questioni vengono lasciate al parere degli uffici tecnici ai quali manca (e d’altronde non è richiesta) una visione sociale e politica dei problemi.

Il risultato è che la classe politica non è in grado di decidere, al massimo promette volentieri senza mantenere. Per esempio, l’ultima obiezione di questi giorni è che il tema delle strisce blu sarebbe di competenza dei Comuni e, quindi, il governo non può intervenire. Altra cosa manifestamente errata perché la norma è relativa al Codice della Strada (art.188) ed è di competenza statale.

Sul tema Comuni vogliamo concludere ricordando che il vice presidente vicario dell’ANCI on. Roberto Pella (Forza Italia ) ha già pubblicamente dichiarato che questo chiarimento normativo è giusto e necessario tanto da avere già presentato un ordine del giorno per chiedere al governo di agire.

Nella stessa direzione si è mossa la Lega con un’iniziativa dell’on. Elena Maccanti. Il governo però non agisce e nel frattempo migliaia di famiglie aspettano di avere un diritto che già gli spetta. Ma è credibile che in questa ridda di decreti legge con tanti articoli, commi, rubriche e con tanti miliardi di euro messi a disposizione, non si trovi il modo di approvare questa piccola norma di civiltà? La risposta è no, non è credibile.




Ecco cosa si rischia con il cellulare al volante: divieti e sanzioni

ROMA – L’utilizzo del cellulare mentre ci i trova al volante di un autoveicolo è diventato un gesto fin troppo frequente sulle strade, portatore di distrazione e conseguentemente  di incidenti. Il Codice della Strada è stato inasprito di recente: chiunque violi il comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 422 a 1.697 euro.

L’utilizzo del telefono da parte di automobilisti che pensano che dare uno sguardo al display sia del tutto innocuo. La distrazione è la prima causa di incidentalità e una delle cause principali è proprio  Ma non è così: anche pochi secondi di distrazione di traduco in un allungamento dei tempi di reazione ad una situazione di pericolo.

Facciamo un esempio pratico: se si percorrono 14 metri al secondo viaggiando ad una velocità di 50 km/ , distraendosi anche solo per 5 secondi, anche se solo per verificare delle notifiche, di fatto si percorrono come si suol dire “alla cieca” 70 metri, che bastano a costituire uno spazio sufficiente per provocare un incidente, soprattutto in caso di pericolo improvviso, come ad esempio il tragico incidente alle due ragazze 16 anni in corso Francia a Roma.

L’utilizzo del telefono alla guida è vietato dall’art. n°173 del C.d.S., che al comma 2 così recita: “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore“. Sono esonerati dal divieto i conducenti dei veicoli delle forze dell’ordine, delle Forze armate nonché i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade e delle autostrade. Non è quindi consentito indossare le cuffie o gli auricolari ad entrambe le orecchie, perché limita o impedisce la capacità di percepire i suoni.

Sempre lo stesso comma 2 consente l’uso di dispositivi vivavoce: “È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani“.

Recentemente le norme del  Codice della Strada sono state inasprite con misure mirate a contrastare l’uso del cellulare al volante, vietato e sanzionato in maniera netta durante la marcia. Bisogna anche ricordare che ormai quasi tutti i veicoli di nuova generazione sono dotati di bluetooth collegato all’impianto radio e che quindi consente agli automobilisti di gestire il telefono in modalità viva voce e gestendo le chiamate con i comandi vocale. Così come sono in commercio impianti viva voce in bluetooth che partono dalla modica cifra di appena 50 euro. Di conseguenza gli alibi alla guida dell’auto sono terminati. E’ arrivato il momento ed il tempo per pensare alla propria sicurezza, ed a quella degli altri, quando siamo alla guida.

Per i trasgressori sono previste sanzioni severe, esplicate nel comma 3bis dell’articolo 173 C.d.S. e inasprite con le modifiche introdotte nel 2019. Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da da 422 a 1.697 euro.

È prevista anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio. I punti decurtati a seguito di un’eventuale sanzione vengono recuperati dopo due anni se il titolare della patente di guida non commette di nuovo la stessa infrazione. Se si azzera il numero di punti disponibili diventa necessario ripetere l’esame della patente entro 30 giorni dalla multa.

La scorsa settimana, la polizia in Australia ha annunciato fiera un suo successo. E’ la prima polizia al mondo a installare delle telecamere “intelligenti” per individuare e multare gli automobilisti che usano lo smartphone al volante.  In soli sette giorni ha sanzionato più di 3mila trasgressori. Telecamere che presto potrebbero arrivare anche in Italia.




Polizia Stradale ed Aiscat festeggiano i 70 anni della Polstrada

MILANO –  Al via i lavori dell’ormai tradizionale appuntamento annuale tra  la Polizia Stradale, che quest’anno festeggia il 70° anniversario della sua costituzione, e l’  AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori). A Milano, ospiti della dell’Associazione e della Società Milano Serravalle-Milano Tangenziali, è cominciata la due giorni di lavori dedicati al tema “Dalle strategie alle azioni: una visione comune per il governo della mobilità”, che si concluderanno martedì 10 ottobre.

Momento celebrativo di un rapporto operativo che si è sempre più consolidato nei decenni, l’incontro è soprattutto occasione di confronto propositivo e di approfondimento tecnico e strategico tra i principali attori della sicurezza stradale in autostrada con l’obiettivo di garantire i più elevati livelli di sicurezza ed efficienza lungo la grande viabilità.

Questa mattina,  è stato siglato dal Presidente AISCAT, Fabrizio Palenzona, e dal Direttore Centrale delle Specialità della Polizia di Stato , Roberto Sgalla, la dichiarazione di intenti per la proroga della “Sperimentazione per il piano nazionale di attività istruttoria e sanzionatoria in caso di pedaggio autostradale non corrisposto all’atto dell’uscita dall’autostrada”, con la presenza del Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Sen. Riccardo Nencini.

Questo accordo rinnovato dà continuità anche per il 2018 al lavoro di contrasto al fenomeno dei mancati pagamenti del pedaggio già svolto nel corso di quest’anno lungo molte tratte autostradali, attraverso l’applicazione di una specifica procedura che regola l’attività di cooperazione tra Società concessionarie e Sezioni Polizia Stradale per l’accertamento e la contestazione della violazione. Il mancato pagamento del pedaggio, oltre ad essere una condotta antigiuridica, ha una grande rilevanza anche per l’evasione fiscale conseguente, dal momento che quasi il 50% circa degli introiti lordi da pedaggio è di competenza dell’Erario (tra imposte dirette e indirette, canoni concessori, ecc.). Nel 2017 (1 gennaio – 30 settembre) sono state già 81.655 le violazioni contestate per mancato pagamento del pedaggio in base all’art. 176 del Codice della Strada, nonostante la procedura sia stata attuata su poche tratte.

Nel corso della giornata sono stati approfonditi inoltre i profili relativi all’implementazione ed all’attuazione della nuova convenzione Aiscat- Polizia Stradale, nella quale sono stati introdotti criteri innovativi per il potenziamento degli standard di servizio e per la valorizzazione delle risorse. La rete autostradale in concessione rappresenta una “città lineare” popolata da milioni di persone e tonnellate di merci e beni in movimento quotidiano, che garantisce investimenti in lavori di potenziamento e manutenzione continuativi e che vede transitare circa 5 milioni di viaggiatori ogni giorno, che nel 2016 hanno percorso 82 miliardi di km.

Una rete che è stata l’unico sistema stradale nazionale ad aver raggiunto e superato l’obiettivo fissato dall’ Unione Europea di riduzione del 50% della mortalità sulla rete stradale europea nel decennio 2001-2010 e lungo la quale, ad oggi, c’è stata un’ulteriore riduzione del 28% delle vittime, confermandosi come il segmento più sicuro. Il sistema autostradale e la sicurezza della mobilità generale rappresentano una priorità per la Polizia di Stato che, con la Specialità Polizia Stradale, è da sempre alla ricerca di soluzioni avanzate in termini di tecnologia, procedure e modelli operativi, per garantire servizi più efficaci di prevenzione e di controllo.

Proprio quest’anno la Direttiva del Ministro Minniti  del 15 agosto 2017,  riafferma che in autostrada tali servizi sono svolti in via esclusiva, dalla Specialità Polizia Stradale, in ragione della elevata e specifica capacità di operare in tali peculiare contesto, acquisita e consolidata nel tempo. Gli obiettivi sono: più pattuglie in autostrada e più controlli mirati in ambito autostradale sulla guida sotto l’influenza di alcool e stupefacenti, sull’eccesso di velocità, sui conducenti professionali, meno incidenti e morti sulle autostrade.

Nel 2017 (1 gennaio -30 settembre) le pattuglie impiegate nelle autostrade in concessione sono state 161.817 (+2,9%) rispetto allo stesso periodo del 2016). Nel corso dell’anno 2017 in autostrada sono state accertate 665.545 violazioni del Codice della Strada.  Sono state controllati 331.019 conducenti con precursori ed etilometri (+1,7%) ed accertate 3.576 violazioni per guida in stato d’ebbrezza alcolica (-2,5%) e 215 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti (-16 %); 136.784 (+1,3%) sono stati gli interventi di soccorso prestati a persone in difficoltà.

Nel corso della convention tra Aiscat e la Polizia di Stato iniziata oggi a Milano e che dura fino a domani , sono stati premiati dal Presidente AISCAT Dott. Fabrizio Palenzona e dal Direttore Centrale delle Specialità Pref. Roberto Sgalla gli operatori della Polizia Stradale che si sono distinti per la loro professionalità e coraggio in interventi ed attività di soccorso in ambito autostradale.

Premiati gli Agenti Scelti della Polizia di Stato Riccardo Pacitto ed Alberto Esposito, della Sottosezione Polizia Stradale Pian del Voglio (BO), l’ Assistente Capo Cora Stefanini e dall’Agente Alessandro Perrone della Sottosezione di Firenze Nord, e l’ Assistente Capo della Polizia di Stato Daniele Cavallo in servizio presso il Centro Operativo Autostradale di Novate Milanese.




Da gennaio in arrivo multe stradali più alte

Il consueto adeguamento biennale delle sanzioni amministrative comminate per le violazioni delle norme che regolano la circolazione stradale, scatterà dal primo gennaio 2017  e l’aumento sarà di appena lo 0,1%. L’articolo 195 del codice della strada, infatti, prevede che, per conformarsi all’inflazione, “la misura delle sanzioni amministrative pecuniarie è aggiornata ogni due anni in misura pari all’intera variazione, accertata dall’ISTAT, dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (media nazionale) verificatasi nei due anni precedenti”. E, visti gli andamenti del 2015 e del 2016, il rincaro quest’anno sarà quasi impercettibile, cioè di appena lo 0,1%. Quindi, ne saranno interessate solo le sanzioni di importo superiore a 500 euro, visto che per le altre non si arriverà a superare il limite dei 50 centesimi richiesto per l’arrotondamento all’euro superiore.

Inoltre, anche se superiori ai 500 euro, non subiranno alcun rincaro quelle multe inserite nel codice della strada a seguito della depenalizzazione di inizio 2016, visto che l’adeguamento scatta ogni due anni. Si tratta, in particolare, dei casi di guida senza patente o di guida con licenza di categoria inferiore a quella che il veicolo richiede. Sono esclude dall’aumento anche tutte le sanzioni penali, come per esempio quelle clegate alla guida in stato di ebbrezza media o grave e alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Per fare qualche esempio da oggi superare il limite di velocità per oltre 60 chilometri orari potrebbe costare da 1 a 2 euro in più, guidare con il veicolo sospeso per la mancata revisione ( oggi è prevista una sanzione di 1842 euro), costerà 2 euro in più. Mettersi alla guida senza patente oggi prevede una multa tra i 2257 e  i 9000 euro, il rincaro oscillerà dunque tra i 2 e i 9 euro. Costerà di più anche la guida in stato di ebbrezza, una delle condizioni considerate aggravanti in caso di omicidio stradale: oggi il codice della strada prevede sanzioni tra i 500 e i 6mila euro, quindi il rincaro sarà di uno o al massimo 6 euro.

Restano invariati tutti gli importi più  bassi, al divieto di sosta, al mancato rispetto della ztl.




Per le cartelle di Equitalia, prevista una rottamazione rateale su due o tre anni

cdG renzi stop equitaliaSi va verso la rottamazione delle cartelle di Equitalia anche a rate e quindi  possibilità di arrivare alla chiusura e definizione dei conti con l’agente della riscossione anche attraverso un meccanismo dilazionato su due o tre anni. Il primo versamento dovrà pero essere effettuato a stretto giro rispetto all’adesione alla definizione “scontata” dei ruoli , e le altre tranche da saldare entro 12 e 24 mesi dal pagamento iniziale.

Il lavoro di messa a punto del testo del Dl fiscale esaminato sabato scorso dal Consiglio dei Ministri  “salvo intese”  continua, e potrebbe quindi ricevere il via libera definitivo in settimana. Il decreto dovrebbe contenere l’addio a Equitalia per trasformarsi in  quel “fisco amico” il cui ispiratore è stato Ernesto Maria Ruffini attuale amministratore delegato di Equitalia,  il quale come ha dichiarato ieri aRadio 105 il premier Matteo Renzi  sin dalla Leopolda 2010 parlava di fisco 2.0: ci stavano dentro la fatturazione elettronica, la dichiarazione precompilata , tutte cose che abbiamo fatto ed un fisco amico anziché il fisco vessatorio».

Dalla sanatoria per le vecchie cartelle di Equitalia il Governo Renzi prevede di poter incassare 4,2 miliardi di euro. Attualmente l’orientamento sembra quello di definire con esattezza il perimetro di quanto sarà effettivamente definibile. In attesa di conoscere le norme finali,  l’ipotesi più accreditata è quella di definire il campo ai tributi contestati dall’ Agenzia delle Entrate e ai contributi previdenziali e assistenziali, che sono invece di competenza rispettivamente di Inps e Inail, che verrebbero affidati per la riscossione o inseriti in ruoli ordinari o straordinari entro il 31 dicembre 2015.

CdG renzi_stop equitaliaSe questa risulterà la decisione finale, la rottamazione escluderà però le multe per le violazioni al Codice della strada, in quanto sarebbe, un’operazione troppo complicata  anche per la contabilità statale sanare gli importi affidati all’agente della riscossione dai Comuni e dagli altri enti locali. Sui tempi di varo definitivo del Dl fiscale peserà la scadenza di giovedì prossimo. Infatti,  i contribuenti decaduti da piani di rateazione con Equitalia possono presentare entro il 20 ottobre, la richiesta per poter essere riammessi.

L’annuncio di Renzi di sabato scorso potrebbe però spingere a non mettersi in regola in attesa di accedere alla sanatoria, in quanto prevede tra l’altro  costi molto più ridotti. La rottamazione dovrà inoltre giocoforza tener presente anche della possibilità già prevista dalle regole attuali di poter riprendere i versamenti a rate versando in un’unica soluzione tutte le “mensilità” saltate, soprattutto per poter evitare di penalizzare i contribuenti più virtuosi.

Il 60% (cioè poco più di 51 miliardi di euro) del potenziale aggredibile dalla rottamazione, infatti, riguarda ruoli di provenienza dell’ Agenzia delle Entrate. Circa il 21% è di competenza dell’Inps. a cui sommando anche il dato dell’Inail  che detiene ruoli per 1,1 miliardi, sarebbero interessati  circa 42,5 miliardi dalla cancellazione dei ruoli. Analizzando l’identità  dei soggetti debitori, si è accertato  che il 38,2% sono persone fisiche, il 23,5% sono cittadini con un’attività economica (impresa o professione) ed il restante 38,3% riguarda le società.

La previsione minima prevista dal Governo sul gettito stimato significherebbe poter recuperare circa il 10% di quella montagna di tasse non ancora riscosse. Per poterlo fare  le norme consentiranno la possibilità di cancellare completamente la voce legata alle sanzioni oltre che agli interessi dalla ritardata iscrizione a ruolo e alle more (mentre sembrerebbe dovuta la voce degli interessi legali)  ma è meglio attendere il testo finale del decreto per averne certezza ed indicazioni.

In questo modo  si potrebbe ottenere uno sconto significativo sull’importo indicato nella cartella di pagamento. Le variabili sono diverse in qualche caso,  a determinare come la sanzione applicata e il tempo trascorso dalla data in cui si sarebbe dovuto pagare, si può arrivare a riduzioni anche del 50-52 per cento. Dopodichè sarà necessario ed  interessante valutare se sarà prevista o meno la quota forfettaria del 3% da calcolare sulle somme iscritte a ruolo,compresi gli interessi di mora che, di fatto, rappresenta un dimezzamento dell’aggio o dell’onere della riscossione, ossia il compenso spettante a Equitalia per l’attività di recupero.




Cassazione. E’ finita la festa dei parcheggi orari su cui campavano i Comuni.

CdG cassazioneUna autentica bastonata legnata, quella arrivata da pochi giorni fa sulla testa dei Comuni che prosperavano rimpinguando le proprie casse comunali grazie ai parcheggi orari. A darla è stata la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza numero 8282/16 con cui la Suprema Corte che ha fissato alcuni punti a favore dalla parte del cittadino. Innanzitutto le multe per chi parcheggia l’auto sulle strisce blu senza pagare il ticket sono valide solo a condizione che il Comune abbia istituito, nelle vicinanze delle strisce blu, delle aree di sosta (strisce bianche) non a pagamento, o che la zona con apposita ordinanza comunale, sia stata dichiarata  di valore storico o di particolare pregio ambientale. Soltanto in questo caso – secondo la la Cassazione – non sussiste più l’obbligo di istituire l’alternanza di strisce blu (a pagamento) e strisce bianche (gratis).

E’ quindi non legittima una multa elevata all’automobilista che ha lasciato l’auto sulle strisce blu senza pagare il ticket se nelle vicinanze del luogo dove ha parcheggiato non sono presenti delle aree di sosta gratuite ossia senza dispositivi di controllo della durata di sosta e, nello stesso tempo, il Comune non riesce a dimostrare che la zona interessata rientra tra quelle individuate come di particolare valore storico o di particolare pregio ambientale.

Schermata 2016-05-07 alle 17.33.04Questo significa che in un ricorso alla Prefettura o causa dinnanzi  per impugnare la contravvenzione dinanzi al giudice di pace , l’automobilista potrà dimostrare se le strisce blu non sono intervallate da strisce bianche in strade limitrofe e quindi vincere ricorso e  causa. E’  stata proprio la Corte di Cassazione a stabilire che è nulla la multa per sosta in zona a pagamento senza l’esposizione del relativo ‘grattino’ se il Comune non fornisce la prova che la zona interessata possa in qualche modo rientrare in quelle individuate come di particolare valore storico o di particolare pregio ambientale e se nelle immediate vicinanze non ha provveduto a istituire un’adeguata area destinata a parcheggio senza custodia o senza dispositivi di controllo della durata di sosta.

Il secondo aspetto riguarda l’esposizione del ticket pagato per la sosta. La Suprema Corte ha ricordato e chiarito che il Codice della strada non presenta una norma che stabilisca espressamente la posizione in cui debba essere collocato il tagliando del pagamento, ma impone solamente che questo sia visibile ai fini di agevolare il controllo da parte del vigile o dell’ausiliare del traffico. E’ importante quindi , quando si tratta di un parcheggio sulle strisce blu, che i conducenti abbiano cura di segnalare in modo accessibile ai controllori l’orario di inizio della sosta, individuando una collocazione facilmente visibile nella parte anteriore della macchina. Il ticket può quindi essere appoggiato sul cruscotto o sul sedile anteriore dalla parte del passeggero, a discrezione del guidatore.

Stop alle multe per il fuori orario.  Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è tornato ad esprimersi sulla dibattuta questione delle multe originate dalla sosta fuori tempo massimo sulle “strisce blu”, in pratica quando la contravvenzione è provocata dal “grattino scaduto“. Con una nota (53284/2015) il Ministero ha chiarito che la disciplina dei parcheggi all’interno dei centri abitati è di competenza del Comune, il quale dovrà regolamentarla per consentire un’organizzazione in linea con le peculiari esigenze che coinvolgono gli spazi e le aree cittadine.

La sanzione è difatti legittima solo in caso di sosta regolamentata, espressione che stante la sua genericità ha provocato numerose critiche ed alimentato i ricorsi al giudice di pace. Il Ministero ha pertanto precisato che una sosta regolamentata non può essere ricondotta alla sola previsione del pagamento di una tariffa, ma deve essere sostenuta da misure più articolare e specifiche tali da rispondere alle concrete e motivate esigenze della mobilità che ne hanno determinato l’adozione. La sola tariffazione non è dunque elemento sufficiente, ma può semmai “costituire un ausilio alla corretta attuazione della disciplina“.

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L’ordinanza comunale dovrà in particolare indicare quando è necessario il pagamento del ticket, in sostanza in quali fasce orarie, in quali giorni della settimana (festivi e/o feriali) e per quali categorie di veicoli. Solo in presenza di tale regolamentazione la contravvenzione per sosta oltre il limite di tempo (già pagato) sarà ritenuta valida. Le multe per veicolo parcheggiato oltre tempo massimo, in assenza di regolamentazione, saranno invece invalide.
Diversa la situazione laddove la sosta non sia regolamentata e/o tariffata a tempo indeterminato (es. parcheggi pubblici in cui non è previsto limite di durata a fronte del pagamento di una somma).  In tal caso il Ministero ritiene che “i l protrarsi della sosta oltre il termine per il quale è stato effettuato il pagamento, non si sostanzia in una violazione di obblighi previsti dal Codice, ma si configura come una inadempienza contrattuale“; quindi, in caso di sforamento del limite temporale, l’ente creditore potrà recuperare le tariffe non riscosse (il pagamento della sosta residua) attivando le procedure coattive ex lege e prevedendo eventualmente anche una penale.




“Alto impatto” operazione dei Carabinieri all’indisciplina ed illegalità stradale.

Schermata 2016-02-03 alle 23.27.26Continuano i fitti controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto, nei confronti degli automobilisti e motociclisti in transito sulle strade del capoluogo jonico. L’attività è mirata principalmente a sanzionare la guida indisciplinata di automobilisti e quindi ad accertare il rispetto delle norme stradali soprattutto nell’ambito del contrasto alla guida senza casco dei motocicli. L’obiettivo è garantire agli utenti della strada una maggiore e crescente sicurezza, sensibilizzando gli automobilisti ad una scrupolosa osservanza del Codice della Strada.

Anche questa volta, il modello operativo di controlli straordinario posto in atto dalla Compagnia di Taranto ha permesso nell’ultima settimana di denunciare in stato di libertà 7 persone per diverse tipologie di reato tra cui la guida con patente revocata o mai conseguita e guida di veicoli sotto l’influenza dell’alcool o di  sostanze stupefacenti; 40 sono state le contravvenzioni al Codice della Strada elevate, per lo più connesse al mancato uso del casco, alla mancanza di copertura assicurativa ed omessa revisione di veicoli con sanzioni per complessivi € 9.000,00 ed il contestuale decurtamento di 120 punti sulle relative patenti degli indisciplinati conducenti.

Analoghi servizi continueranno anche nei prossimi giorni in tutte le zone della città.




Continuano controlli stradalidei Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto,

CdG comando CC TarantoContinuano i  controlli serrati , dei Carabinieri del Comando Provinciale di Taranto, nei confronti di automobilisti e motociclette sulle strade di Taranto e della provincia jonica. L’ apprezzabile intensa attività dell’ Arma  è mirata principalmente a fronteggiare e sanzionare gli abusi al codice della strada  di automobilisti indisciplinati che si pongono alla guida dei veicoli sotto l’influenza di sostanze alcooliche o psicotrope, ma anche ad accertare il rispetto delle norme stradali, ed infine, ma non in ultimo, il rispetto dei limiti di velocità, tutte rilevanti cause di incidenti stradali. L’obiettivo dei Carabinieri è quello di garantire agli utenti della strada una maggiore e crescente sicurezza, sensibilizzando gli automobilisti ad una scrupolosa e doverosa osservanza del Codice della Strada.

Per tale motivo il Comando Provinciale dell’Arma di Taranto, ha messo in atto un modello operativo di controlli straordinario in materia di circolazione stradale. Tali servizi, che vedono impegnati un cospicuo numero di militari, hanno permesso nell’ultima settimana di denunciare in stato di libertà 8 persone per diverse tipologie di reato tra cui: guida con patente revocata o mai conseguita e guida di veicoli sotto l’influenza dell’alcool. Comminate ben 208 contravvenzioni al Codice della Strada elevate, con sanzioni per complessivi € 67.496,00 ed il contestuale decurtamento oltre 172 punti sulle relative patenti degli indisciplinati conducenti, per lo più connesse al mancato uso delle cinture di sicurezza, uso di apparecchi telefonici durante la marcia , mancato uso del casco, mancanza della copertura assicurativa ed omessa revisione di veicoli . Ben 21 i documenti di circolazione ritirati e oltre 37 i mezzi sottoposti a sequestro amministrativo.

Analoghi servizi continueranno anche nei prossimi giorni.




2 NOVEMBRE : LA “VERGOGNA” ( DOCUMENTATA ! ) DELLA POLIZIA LOCALE DI TARANTO

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Ancora una volta ci vediamo costretti ad intensificare la nostra attenzione sull’operato pressochè inesistente della Polizia Locale di Taranto, e lo facciamo come sempre fotograficamente, pubblicando a scanso di equivoci…delle prove fotografiche scattate il 2 novembre, giorno retribuito come “straordinario “ai vigili in servizio , i quali confermano ancora una volta  il più totale menefreghismo e  non-operato-legale della stragrande maggioranza degli agenti della Polizia Locale di Taranto. Un “corpo di Polizia”… che è più che legittimo definire inutile.  Un “corpo di Polizia”…. che in realtà è solo e soltanto un costo inutile sulle spalle del Comune di Taranto peraltro pagato utilizzando il portafoglio dei contribuenti !

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uno dei commenti-testimonianze da Facebook

Adesso cosa ci diranno il comandante Michele Matichecchia ed il Sindaco Ippazio Stefàno  ? Avranno il coraggio di dirci che “a Taranto non ci sono abbastanza vigili“….??? In effetti in un certo senso….hanno ragione: questi, cari lettori di Taranto,  non sono vigili, in quanto come vedete dalle fotografie si comportano come degli autentici “fantocci” quando non sono occupati a messaggiare con i loro telefonini ! Come non dare quindi ragione a chi  in città, definisce i vigili urbani come le vere “sanguisughe” del denaro pubblico dei tarantini ?!!!

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In una città seria, con una guida autorevole e seria, il Comandante della Polizia Locale dopo queste foto, che comprovano la sua ennesima documentata incapacità a dirigere questo corpo, dovrebbe manifestare la propria dignità, il rispetto per la divisa e DIMETTERSI, comportandosi finalmente da persona “seria” che rispetta le istituzioni e sopratutto i non pochi soldi “pubblici” con cui viene retribuito.

In una città seria, una Procura della Repubblica più attenta al rispetto delle norme di Legge, aprirebbe immediatamente un procedimento per “omissioni in atti d’ufficio” a carico di questi due agenti di polizia locale, che in realtà così comportandosi altro non sono che “predoni” di stipendi pubblici ! Ma forse chiediamo troppo ? O forse si invita alle dimissioni solo il Presidente dell’ AMIU per la sua mala gestione, dopo averla riconfermato qualche mese prima ? O la città deve “sopportare” il signor Matichecchia alla guida della Polizia Locale con i suoi circa 110 mila euro l’anno di stipendio, solo perchè alle ultime elezioni regionali invitata al voto i suoi amici in favore del presidente del consiglio comunale Bitetti  come abbiamo già documentato ???

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ecco quanto sono costati nel 2014 i dirigenti del Comune di Taranto ai contribuenti

Noi nel frattempo auspichiamo un intervento anche della Procura Regionale della Corte dei Conti, perchè i vigili che abbiamo fotografato, non sanzionando i motociclisti che non rispettano il Codice della Strada hanno creato anche un danno alle casse statali e comunali. A proposito lo sapete che alcuni anni (nel 2007 n.d.r.) fa un ufficiale della Polizia Locale di Taranto, fece causa al Comune di Taranto per ottenere persino un compenso di 1.200 euro circa per le sue prestazioni…? (leggi QUI). Pochi sanno che il comandante Matichecchia, ricopre ad interim anche il ruolo di Dirigente della Direzione Contratti ed Appalti del Comune di Taranto (leggi QUI) ….!!! E che competenze giuridiche può avere un vigile urbano (proveniente dai vigili di Grottaglie)  laureato in scienze politiche come lui ?

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E badate bene. Non sono solo questi due vigili i responsabili di questa VERGOGNA ! Lo sono la stragrande maggioranza di loro, e sopratutto chi non li sa guidare ed educare al rispetto delle norme di Legge, del Codice della Strada, a chi non è stato capace di inculcare a questi vigili urbani le principali basi di “educazione civica” , necessarie a chi fa questo lavoro, come ricordava il Colonnello dei Carabinieri Daniele Sirimarco (con cui una volta tanto siamo stati assolutamente d’accordo), nel suo apprezzato intervento avuto la settimana scorsa nel Salone degli Specchi del Comune di Taranto in occasione del suo saluto alla città di Taranto, dinnanzi ai consiglieri comunali e l’intera giunta.

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nella foto il Col. Sirimarco ed il Sindaco Stefàno

In quell’occasione era presente anche il comandante Matichecchia, il quale non ha proferito una sola parola sul discorso del Col. Sirimarco così come non ha proferito una sola parola  sul successivo intervento del nostro Direttore Antonello de Gennaro (applauditi entrambi apertamente da tutti i consiglieri comunali presenti) , il quale ha ricordato e contestato l’inefficienza della Polizia Locale tarantina.

Matichecchia anche con il nostro Direttore, dopo essersi negato telefonicamente per oltre un anno, non ha proferito una sola parola, ma ha bensì trovato il coraggio…. di parlarne alle sue spalle in una successiva riunione in Prefettura, ed avendo anche la sfacciataggine di andarsi a lamentare di noi con vertici militari !

Chissà se il comandante Matichecchia questa volta, dopo queste prove fotografiche inconfutabili,  avrà o troverà ( ?)  il coraggio …. e la correttezza deontologica di accettare con noi del Corriere del Giorno un confronto-intervista filmata, o se preferisce in pubblico ?

Noi, curiosi, aspettiamo sue notizie…Arriveranno ? Ne dubitiamo !!!

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A proposito delle multe con lo street control

Doveva essere la svolta per i vigili urbani di Roma, il sistema “perfetto e infallibile” con cui colpire quelli “da doppia fila”. E invece il famoso “” del Comune di Roma non ha fatto altro che ridicolizzare ancora di piu’ i “municipalotti”. C’è da sei mesi ed è già un problema. Presentato come l’arma letale per le macchine in doppia fila, adesso rischia di diventare un boomerang enorme per tutti, chi l’ha voluto, chi l’ha usato, chi l’ha autorizzato. E in mezzo a questo fallimento totale gli unici che gioiscono sono i cittadini. Cinquantamila cittadini per l’esattezza, a cui probabilmente verrano tolte le multe. Il neocomandante dei vigili urbani, Raffaele Clemente, l’aveva spinto parecchio lo “street control”, ora è stato costretto alla ritirata. In queste settimana stavano partendo le notifiche dei verbali, e sono venuti a galla tutte le falle. Innanzitutto nelle multe non si menziona il fatto che l’infrazione è rilevata da una telecamera, una telecamera che a quanto pare non è neanche tanto intelligente, visto che ha addirittura multato venti macchine in fila dietro un carro funebre. E sembra che le stupidaggini le facciano tutte e cinque le telecamere in dotazione alla Polizia Roma Capitale dal novembre scorso.

CdG matichecchiaLa cosa assurda di questo sistema e’ che le multe vengono fatte fidandosi ciecamente della telecamera, che non sa assolutamente se quella macchina ha contrassegni speciali, se è guasta, se è solo in fila, se è col conducente dentro. E infatti un cittadino romano qualche giorno fa ha ricevuto una multa “Via Prenestina, sostava affiancato ad altri veicoli. Motivo della mancata contestazione: “assenza del trasgressore”. Il cittadino è andato all’Ufficio Contravvenzioni e ha scoperto, lo “Street Control” lo aveva filmato mentre era in fila dietro un carro funebre. Quindi non solo non era in sosta vietata, ma era anche dentro la macchina. Patatrac. Il Comune di Roma adesso è nei casini, decine di migliaia di persone potrebbero chiedere informazioni sulle loro multe fatte dallo “Street Control”, perché i verbali non fanno alcun cenno dell’utilizzo della nuova tecnologia, a vedersi sembrano multe normali.

Il danno economico per aver compilato e spedito ai cittadini verbali che potrebbero essere contestati e annullati e’ enorme, e il falso ideologico per i vigili che, involontariamente, utilizzano l’apparecchio ma si limitano a fotografare le targhe dei veicoli senza accertarsi poi della presenza a bordo dei conducenti. Se sui verbali c’è scritto invece “non è stato possibile contestare l’infrazione per assenza del trasgressore” si commette un reato”. Questo il pensiero di Marco Milani, coordinatore romano dell’ Ugl polizia locale. In pratica, il vantaggio di tempo dato dalle telecamere è totalmente annullato dal fatto che il vigile comunque deve controllare se c’è o no il guidatore, e se c’è o no l’infrazione. Insomma, lo Street Control sembra proprio una fregatura.

Il sistema è entrato in funzione  a Taranto da un paio di settimane  installato sul tettuccio di alcune auto della Polizia locale. Secondo un primo bilancio, effettuato con l’ausilio dei dati elaborati dalla Polizia Locale di Taranto nelle prime dieci uscite dello street control sono state elevate circa un migliaio di contravvenzioni. Si viaggia al ritmo di 80-90 multe al giorno. Ed è così che, per evitare il temutissimo verbale da 41 euro (81 nel caso di parcheggio ad inter-sezione), i tarantini hanno deciso di passare al contrattacco preparando una valanga di ricorsi al Prefetto (gratuito) ed al Giudice di Pace (si pagano 37 euro).

Infatti secondo il Ministero dei trasporti questa pratica, molto funzionale per portare un po’ di euro nelle casse comunali, non è rispettosa della norma. Infatti con il parere n. 2291 del 3 maggio 2012 che il CORRIERE DEL GIORNO porta nuovamente all’attenzione, il Ministero ha chiarito mettendole al bando che le sole riprese televisive per accertare i divieti di sosta non bastano. Il codice stradale infatti ammette la notifica postale anche del semplice verbale per divieto di sosta, ma solo in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo.

Come contestare le multe. Questa condizione non è verificabile da una semplice registrazione video. In pratica solo la presenza degli agenti sul posto permette di accertare se effettivamente il veicolo sia senza conducente o senza intestatario della carta di circolazione. Da ora non bastano le sole telecamere per accertare le violazioni della sosta in modalità seriale. Da ora in poi gli operatori della polizia municipale saranno obbligati a verificare, veicolo per veicolo, l’assenza del trasgressore, anche per evitare che vengano sanzionati cittadini nei casi come quelli segnalati e contestati in tutt’ Italia..

Schermata 2015-11-03 alle 11.29.20Il problema del traffico tarantino non si risolve con le multe, ma con la presenza capillare sul territorio, con l’applicazione delle norme del Codice della Strada, che anche l’ex-comandante provinciale dei Carabinieri  di Taranto, Col. Daniele Sirimarco ha ricordato e contestato in occasione del suo saluto ai consiglieri comunali di Taranto la scorsa settimana, dinnanzi ad un silente ed imbalsamato Comandante della Polizia Locale tarantina, Michele Matichecchia, che non ha proferito parola. Il pasticcio potenzialmente in arrivo con le multe da “street control” è enorme. Centinaia e centinaia di persone, potrebbero ed avrebbero il diritto di chiedere trasparenza sui verbali dello “Street Control” paralizzando l’Ufficio Contravvenzioni . Le multe non fanno il minimo cenno all’esistenza delle foto e all’impiego di mezzi tecnologici: ricorsi assicurati a valanga. D’altronde i giudici di pace di tutt’Italia, da anni annullano senza pietà le multe degli autovelox in cui non vengono indicati tipo e omologazione delle macchinette. «Se certi sistemi vengono utilizzati in modo scriteriato solo per fare cassa – dice Gabriele Di Bella, lo storico sindacalista dei vigili che anni fa guidò la guerra alle “multe pazze” – è chiaro che si può finire malissimo». Ed a Taranto siamo solo all’inizio.

Le multe da Codice della strada sono una nuova “tassa” cittadina. Perché le regole sono scritte coi piedi, e il Comune di Taranto sguazzano nella melma, ben sapendo di uscirne potenzialmente vincente grazie alla disinformazione collettiva. D’altronde, sindaci e assessori, comandante dei vigili,  credono di poterla fare sempre franca e di non subire nessuna mazzata: creano strisce blu lì dove non possono, piazzano autovelox illegittimi, installano  telecamere inutili calpestando il diritto alla privacy, inviano ai cittadini verbali pieni di follie, recapitano le contravvenzioni ben oltre i 90 giorni stabiliti dalla legge, i “furbetti” del Comune non hanno nessuna conseguenza negativa. Parliamo di qualche miliardo di euro l’anno. Forse. Perché quelli sono i soldi dichiarati dai Comune e talvolta dalle aziende municipalizzate che gestiscono gli ausiliari del traffico, che non hanno obbligo di rendicontazione e comunque non sono soggetti a un controllo accurato da parte di nessuna autorità. Per il momento…..

Questo giornale che da oltre un anno si batte per il rispetto delle norme del  e per il ritorno alla civiltà nel capoluogo jonico, e da mesi in collaborazione con un associazione nazionale di consumatori, sta raccogliendo un dossier che verrà presentato come denuncia alle Magistrature competenti, con cui si proverà l’incapacità ed ancora più grave la mancata applicazione e rispetto delle norme di Legge non solo da parte dei cittadini, ma sopratutto da parte dei vigili della Polizia Locale, che persino ieri, davanti al Ponte Girevole sia dal lato della città vecchia che della città nuova vedevano passare continuamente motociclette con passeggeri privi di casco. Fermarli? Non ne parliamo ! Erano troppo impegnati a parlare, fumare e mangiarsi un gelato. Questa è Taranto, caro Sindaco Stefàno ?