Hevolus: da Molfetta alla conquista del mondo dell’innovazione

ROMA – Antonella La Notte, è a capo di Hevolus una piccola impresa pugliese di serramenta tecnica specializzatasi nel settore del mobile, che grazie alla sua intuizione, è diventata un vero e proprio  laboratorio avveniristico di tecnologie riuscendo a conquistare in poco tempo i grandi nomi dell’ industria italiana ed estera dell’arredamento. A 25 chilometri da Bari nella campagna pugliese di Molfetta, sono stati creati avatar, ologrammi, dimensioni virtuali al servizio di chi progetta, produce e vende sistemi di arredo per la casa, alberghi e navi da crociera.

“Benvenuti in un mondo diverso, tutto questo prima non c’era”.  La Notte, 45 anni, dopo essersi diplomata in ragioneria e frequentato alcuni master,  coordina attualmente un gruppo di esperti di informatica e di marketing, architetti multimediali, che insieme ad alcuni “cervelli” dell’Università di Bari, ogni giorno studiano e realizzano le soluzioni digitali più innovative per il settore dell’arredamento .

Antonella La Notte ha iniziato a lavorare ad appena 19 anni.Ho fatto solo ragioneria e master un po’ dovunque. Ora mi occupo di finanza e amministrazione, sono una sorta di factotum“.  L’amministrazione della società è nelle mani di quattro donne, sua sorella Paola responsabile della logistica e la socia Maria Picca, e due nella segreteria .Si lavora in gruppo con l’idea che siamo bravi insieme e, dando il meglio, tutti quanti siamo vincenti e generatori di profitto“.

A capo del reparto innovazione è Antonio Squieo il “numero uno” del team . E’ sua l’invenzione da cui  è nato tutto: la sala cinebox, uno schermo che riproduce lo show room dove l’industria o un falegname con i loro clienti possono definire fin nei minimi particolari l’ambiente che si vuole realizzare. Squieo , tramite il dipartimento di Informatica di Bari, si avvale della collaborazione di Danilo Caivano e Antonello D’Uva. Gli architetti multimediali sono Ignazio del Pinto e Valeria Loliva, che è anche l’ art director .

“Siamo nati per servire chi fabbricava cucine, fornivamo guide, sponde, cerniere – racconta Antonellail nostro intento è quello di aiutare le aziende a poter vendere di più, presentandosi meglio ai loro clienti. Io dicevo sempre alla nostra rete commerciale: chiediamo quali sono i bisogni e cerchiamo di risolvere i problemi, anche quelli che loro nemmeno sanno di avere. Oggi siamo in grado di dare tutto ciò che serve su misura, qui è come stare in sartoria“. Nella sala cinebox sono presenti in ogni materiale possibile che si possono vedere e toccare con mano oltre  tremila campioni . “Vogliamo coinvolgere, emozionare  il consumatore. Abbiamo trasformato un modello di business. Potrei sembrare presuntuoso ma non abbiamo concorrenti, né in Italia né all’estero. E forse qualcuno sta già copiando il nostro business“.

“Il mio hobby è viaggiare, dappertutto  – dice Antonella La Notte – ho girato e visitato buona parte del mondo. Staccare dal lavoro ogni tanto è necessario e fa bene. Ma nel weekend sono sempre in Puglia, faccio nuoto libero, cardio fitness e lunghe passeggiate“. Si auotodefinisce “un’allenatrice di cavalli di razza“, e spiega che “è l’unico merito che riesco a riconoscermi , in passato ero molto riservata, quasi chiusa, negli anni però è cresciuto l’entusiasmo. Le responsabilità sono tante, ma vengono ricambiate. Continuo sempre ad investire sulla formazione, non bisogna mai smettere di studiare“. Nell’azienda che guida ha coinvolto  persone dal talento innegabile che ricoprono ognuno dei ruoli ben definiti, che spaziano dall’ideazione alla gestione strategica e finanziaria.

E’ stata Würth Italia, il colosso tedesco che fattura 12 miliardi di euro, che ha 70 mila dipendenti, 18 mila falegnami e un campionario di 40mila articoli, dalla colla alla vite, per tutti i settori dell’artigianato, delle medie e piccole imprese, con sede  nel nostro Paese in provincia di Bolzano ad Egna,  a “scoprire” le potenzialità di questo laboratorio di innovazione tecnologica, grazie ad un incontro  avvenuto con Ivo Thaler, responsabile della divisione legno di Würth Italia a Pordenone nel 2011 presso la Sicam , la fiera nazionale numero uno del settore.
“Per noi è stato il trampolino di lancio” racconta la manager pugliese.  Nicola Piazza amministratore delegato di Würth Italiaè sceso con il suo staff a Molfetta, ed ha proposto alla Hevolus di diventare loro partner. “Quando sono arrivati qui con il loro aereo privato hanno detto: non riusciamo a credere che un’azienda nell’Italia del Sud, possa fare tutto questo“. Nel dicembre del 2015 la sala cinebox è stata ceduta ai tedeschi come ramo d’azienda e da lì è cominciata la crescita aziendale. “Un partner industriale, quello che ci voleva per noi. Come succede per le multinazionali – spiega Antonella La Notteloro hanno una forza finanziaria incredibile ma sono pesanti, quindi hanno bisogno di una gazzella. E noi abbiamo fatto passi avanti incredibili. Inventiamo i progetti e loro li acquistano. Chiedono sempre novità. Ne abbiamo pronte sette”.

Hevolus ha aperto una sede a Pesaro, spostando lì  che è il fulcro per l’industria del mobile, un distretto particolarmente ricco con i clienti più importanti,  il magazzino del semilavorato  . I semilavorati sono tutti di aziende del pesarese con cui ci sono contratti in esclusiva. “Würth è passata a vendere anche la serramenta speciale, porte scorrevoli, tavole allungabili, letti ribaltabili. Facciamo lavoro di groupage e la spediamo. Il cliente non deve fare che la cucitura finale. Siamo protagonisti di tutti i suoi acquisti, fornitore primario o unico talvolta“.

La società di Molfetta è andata in controtendenza rispetto alla crisi dell’industria del mobile: “Abbiamo fatto investimenti significativi, prima ancora che Würth comprasse – spiega la ceo La Notte -. Le banche con cui lavoriamo ci hanno aiutato in tutti i modi”. La società si è attrezzata anche per usufruire dei fondi europei per la tecnologia. Di recente a fronte a un milione e 800 mila euro di investimento ha ottenuto un altro prestito agevolato con il Pia, Pon europeo per l’innovazione, di un milione e 200 mila euro . “Ci stiamo attivando per avere dei magazzini verticali. Abbiamo comprato un capannone nella zona industriale, spazi enormi che stanno diventando stretti”.

 

 

Oggi l’azienda di Molfetta è arrivata alla mixed reality. Elementi virtuali da aggiungere alla dimensione reale, con proiettori che creano figure in 4d sulla lente. Compagnie marittime come Costa e Carribean, attraverso la rete Würth, utilizzano questi software per fare la manutenzione a distanza delle navi da crociera anche se si trovano ai Caraibi. Dimezzando in questa maniera costi e tempi. Anche Ikea utilizza la realtà virtuale, “ma per noi è già superata – aggiunge Antonella La Nottenoi siamo più avanti”.

L’azienda di Molfetta ha messo a punto anche una app facilitatore di ordini brevettato come il Woe, che sta per Wudesto order easy, un portale web dedicato ai produttori di mobili e ai progettisti, che permette loro di configurare e ordinare la serramenta tecnica in tutte le forme, anche di sabato e domenica, anche  comodamente seduti dal proprio divano di  casa.

Attraverso la rete di vendite del colosso tedesco,  oggi la Hevolus di Molfetta lavora con i “big” dell’arredamento come Balthaup, Berloni, Natuzzi, Scavolini, Schiffini e si stanno aprendo anche le porte dell’estero: l’aziendaè pronta per entrare nel mercato in Spagna ed Austria. “Con loro tutto viaggia in automatico, stiamo finendo i software e poi si va. A Londra abbiamo un nostro responsabile, Paolo Cormio, che sta guidando un progetto. Stiamo chiudendo da soli un contratto importante con Cina e con India. Insomma tante e bellissime opportunità“.

Antonella La Notte parla dirisultati impensabili. Abbiamo in cantiere cose straordinarie. I dati registrano un costante incremento. Il 2016 si è chiuso con un fatturato di 4 milioni di euro, ma nei prossimi tre anni col nostro business plan puntiamo a raggiungere quota 60. Mister Würth ha chiesto di replicare quello che abbiamo fatto in Italia in tutto il mondo. Ad ognuno dei 18 mila falegnami in Italia stanno installando il Woe, ci sono 400 cinebox nell’intera Penisola. La rete vendita di Hevolus è diventata formatore della rete vendita di Würth. Con il kit Magellano, il virtual show room arriva direttamente a casa del cliente con il proiettore in una valigetta, ovunque nel mondo”

Dopo lo show room, è venuta un’altra idea, gli occhiali Wr :”Abbiamo creato un palcoscenico dove il cliente si immerge in un mondo immaginario, isolandosi da tutto ciò che lo circonda, e vede la propria cucina, per esempio, in 3d e con realtà aumentata. Calligaris, big internazionale del mobile, specialista nelle sedie, ha acquistato la nostra piattaforma sostituendola con la tradizionale esposizione di migliaia di metri. Il nostro sistema ha sbancato, Calligaris ha detto: elimino lo show room e faccio vedere tutto il catalogo“.

Antonella La Notte ama citare Thomas Jefferson: “Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non ha mai fatto“. Ed il lavoro alla Hevolus di Molfetta continua.  Altrimenti che innovazione sarebbe?