Processo Berlusconi & escort: oggi la Consulta valuterà se la legge Merlin è incostituzionale

ROMA – I giudici della Corte Costituzionale sono chiamati oggi a discutere e dirimere la questione relativa alla incostituzionalità della legge Merlin, sollevata dagli avvocati Niccolò Ghedini e Francesco Paolo Sisto, difensori di Silvio Berlusconi, nel processo barese sulle escort portate tra il 2008 e il 2009 dall’imprenditore Gianpaolo Tarantini nelle residenze estive dell’ex presidente del Consiglio dei ministri, Berlusconi, proprio mentre il vicepremier Matteo Salvini tornava a parlare  nei giorni scorsi di modifica della legge Merlin per la riapertura delle case chiuse,

Il sostituto procuratore generale Emanuele De Maria si era opposto all’eccezione di anticostituzionalità: “è un lavoro che fa soffrire chi lo esercita – aveva detto – per questo, che lo di eserciti in locali di lusso o per strada, la sostanza non cambia“. Secondo il magistrato chi si prostituisce, di fatto, rinuncia alla libertà di scegliere.

Berlusconi era stato rinviato a giudizio  lo scorso  16 novembre dalla giudice Rosa Anna Depalo, secondo la quale “Il più delle volte al pagamento delle prestazioni” sessuali delle escort reclutate da Gianpaolo Tarantiniprovvedeva lo stesso Berlusconi: e ciò non era propriamente indifferente per la reputazione interna ed internazionale di un presidente del Consiglio”. È questo il motivo per cui Silvio Berlusconi avrebbe mantenuto e pagato Tarantini inducendolo a mentire ai pm baresi che indagavano sulle escort.

La giudice Depalo prima di disporre il rinvio a giudizio aveva affrontato le questioni relative alla competenza del Tribunale dei ministri e all’incompetenza territoriale, escludendo la prima e ribadendo la seconda. Dal procedimento giudiziario in corso era stata già stralciata e trasmessa per competenza alla Procura di Napoli, la posizione di Valter Lavitola, il quale – secondo i pm baresi – avrebbe fatto da tramite tra Berlusconi e Tarantini. I difensori di Berlusconi erano convinti che il giudice avrebbe tenuto conto dell’impegno politico del presidente , sostenendo “che questo processo non durerà molto e sarà un processo tranquillo, finalizzato al l’esclusivo accertamento della verità“., dimenticando che la Legge è e deve essere uguale per tutti. Anche per chi li ha portati in Parlamento.

la Corte Costituzionale

La Corte Costituzionale dovrà quindi valutare oggi l’incostituzionalità della legge nella parte in cui punisce coloro che reclutano ragazze che hanno deciso di prostituirsi liberamente. Si sono costituite in giudizio  contro tale ipotesi otto associazioni femministe e persino  la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il processo d’appello a Bari nei confronti dei quattro imputati  già condannati in primo grado per reclutamento e favoreggiamento della prostituzione: Gianpaolo Tarantini, condannato a 7 anni e 10 mesi, accusato di aver portato 26 giovani donne affinché si prostituissero al leader di Forza Italia, Sabina Began un anno e 4 mesi , ‘l’ape regina’ dei party berlusconiani, Massimiliano Verdoscia (3 anni e sei mesi)  e il pr milanese Peter Faraone (due anni e sei mesi) ,  entrambi amici di ‘Gianpi‘,  ì è stato infatti sospeso in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sulla questione.

I giudici del Tribunale  di Bari avevano trasmesso gli atti alla procura perchè valutasse la posizione di Silvio Berlusconi sull’ipotesi che abbia messo in atto azioni per intralcio alla giustizia. Atti in procura anche per valutare l’ipotesi di reato di falsa testimonianza nei confronti di alcune delle ragazze portate da Gianpaolo Tarantini nelle ville di Silvio Berlusconi affinché si prostituissero.

Sulla ipotesi che Berlusconi abbia poi pagato Tarantini perché fornisse una falsa testimonianza ai magistrati baresi che indagavano sulla vicenda delle escort, pende dinanzi al Tribunale di Bari un altro processo nei confronti dell’ex premier Berlusconi, imputato per induzione rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Il processo rinviato su richiesta della difesa di  Silvio Berlusconi  a dopo le elezioni Europee,  inizierà il prossimo 17 giugno. Si tratta di Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro, Ioana Visan, Barbara Montereale e Dino Mastromarco, quest’ultimo ex autista di Gianpaolo Tarantini. Due di loro, Patrizia D’Addario Terry De Nicolo, si sono costitute parti civili. In primo grado infatti i giudici non avevano riconosciuto loro alcun risarcimento.




Cassazione, condanna per l’ avvocato che fece da tramite per l’incontro di Berlusconi con le escort a Bari

l’ avvocato Salvatore Castellaneta

ROMA – La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2399 depositata oggi, relativo all’udienza svoltasi lo scorso cinque ottobre,  ha convalidato la sentenza emessa dalla Corte di Appello di Bari nel 2015, con  la condanna a 10 mesi di reclusione, e 1.200 euro di multa, dell’ Avvocato Salvatore Castellaneta (originario di Fasano, Totò per gli amici) per induzione e favoreggiamento della prostituzione.

Castellaneta era stato accusato, indagato ed imputato di aver presentato nel 2008 all’imprenditore Giampaolo Tarantini una ragazza, con aspirazioni nel mondo dello spettacolo, disponibile ad avere rapporti sessuali con l’allora premier Silvio Berlusconi, l’aveva presentata a un amico del politico affinché la conducesse a casa sua, cosa che poi puntualmente avvenne.

Grazia Capone

L’ avvocato barese Salvatore Castellaneta era stato condannato con rito abbreviato in primo grado,  ad un anno di reclusione nel processo sulle escort portate nelle residenze di Silvio Berlusconi. Nel processo celebrato con rito abbreviato vennero presi in considerazione oltre agli atti raccolti dalla Procura durante la fase delle indagini preliminari, anche le dichiarazioni della 29enne (all’epoca dei fatti) Grazia Capone una delle ragazze indotte da Castellaneta e da Gianpi Tarantini a prostituirsi per Silvio Berlusconi. 

La Capone era nota alle cronache come ‘l’Angelina Jolie di Bari’, venne ascoltata come testimone nell’udienza del 30 settembre 201,  affermando in relazione ad una serata ad Arcore, trascorsa il 28 settembre 2008, con Berlusconi, di essere stata’‘tutta la notte a chiacchierare”.

Il secondo episodio contestato all’avvocato Castellaneta riguarda il presunto reclutamento della 29enne Lucia Rossini, risalente all’autunno dello stesso anno. La Rossini è nota per essersi fotografata assieme a Barbara Montereale in uno dei bagni di Palazzo Grazioli.

 

 

 




La Procura di Bari chiude le indagini sulle escort: “Le ragazze hanno mentito sui rapporti con Berlusconi”

ROMA –   Questa volta Silvio Berlusconi non è coinvolto direttamente nell’inchiesta. Tutte le ragazze interrogate e che hanno testimoniato, avevano sempre negato di essersi prostituite e di essere state poi pagate per quelle prestazioni. Ma secondo la magistrati mentono. È quanto sostiene la Procura di Bari, contenuto nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dalla magistratura barese, in cui si ipotizza il reato di “falsa testimonianza” sul caso escort.

Quattro delle 26 ragazze portate da Giampaolo Tarantini nelle residenze di Silvio Berlusconi dichiararono nel “processo escort” di aver soltanto “scherzato un po’” col premier, “una cosa sempre superficiale, tipo mani, queste cose, si è limitato tipo a baci” o di essere rimaste “in camera da letto a parlare” e poi a dormire. Invece, secondo la Procura di Bari, dopo le cene a Palazzo Grazioli e a Villa Certosa, ci sarebbe stato qualcosa di più. È quanto emerge dal provvedimento di conclusione indagini emesso dai magistrati.

 

Sono cinque i capi d’imputazione contestati alle quattro ragazze ed all’autista di Tarantini, risalenti alle testimonianze rese durante sei udienze del processo “escort”, fra ottobre 2014 e maggio 2015. Il procedimento ha origine con la sentenza del 13 novembre 2015, attualmente pendente in appello, che emise la condanna per quattro imputati per reclutamento della prostituzione: 7 anni e 10 mesi per Gianpaolo Tarantini, 1 anno e 4 mesi per Sabina Began, l’”ape regina” delle feste berlusconiane; 3 anni e 6 mesi per Massimiliano Verdoscia e 2 anni e 6 mesi per il p.r. milanese Peter Faraone, questi ultimi amici di “Gianpi” Tarantini.  Nel dispositivo della sentenza i giudici disposero la trasmissione degli atti alla Procura per procedere nei confronti delle ragazze per “falsa testimonianza e nei confronti di Berlusconi per “intralcio alla giustizia.

Barbara Montereale

Gli accertamenti dei magistrati della Procura barese sono stati effettuati incrociando le deposizioni rese durante le udienze del processo, con quelle rilasciate agli inquirenti dalle stesse ragazze nella fase delle indagini e con il contenuto delle intercettazioni telefoniche, in particolar modo nelle conversazioni con Gianpaolo Tarantini.

Il processo è sull’attività svolta dall’ex-imprenditore barese negli anni 2008 e 2009 ed accaduto nelle residenze dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il pm Marco D’Agostino ha ipotizzato il reato di “falsa testimonianza” per le quattro ragazze coinvolte  Sonia Carpentone, Vanessa Di Meglio, Barbara Montereale, Roberta Nigro, ma anche per Dino Mastromarco  l’ex autista di Gianpaolo Tarantini, il quale avrebbe dichiarato falsamente di “non conoscere le ragioni per le quali le ragazze reclutate da Tarantini venissero accompagnate nelle residenze del premier Berlusconi, di non interessarsene e di limitarsi a svolgere il proprio lavoro di autista”.

È quanto scrive la Procura di Bari nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dalla magistratura barese, in cui si ipotizza il reato di falsa testimonianza. Le intercettazioni disposte nel procedimento ‘escort’ smentirebbero le dichiarazioni di Mastromarco, in quanto emergerebbe, secondo quanto scrive la Procura di Bari, “la sua piena consapevolezza che le ragazze procurate da Tarantini e spesso prelevate e accompagnate a Palazzo Grazioli si prostituissero in favore dell’allora Presidente del Consiglio, del quale conosceva in realtà le abitudini sessuali e la consuetudine di elargire in loro favore e per compensarle delle prestazioni ricevute cospicue somme di denaro e altre generose utilità”.

Vanessa Di Meglio

Vanessa Di Meglio si legge nell’imputazione affermò  “soltanto di aver ricevuto approcci ed effusioni di carattere superficiale con il presidente Berlusconi  ma negando di essersi prostituita, di aver intrattenuto con Berlusconi dei veri e propri rapporti sessuali, di essere stata pagata per quelle prestazioni”. Secondo la Procura queste sarebbero delle “circostanze non veritiere” in quanto nelle successive telefonate con Tarantini avrebbe lasciato intendere di essere stata “ricompensata da Berlusconi per le sue prestazioni sessuali con un importante regalo (non semplici foulard o bigiotteria, come riferito al Tribunale)“.

La barese Barbara Montereale a sua volta ha dichiarato di essersi “limitata a lavorare come ragazza immagine, percependo il solo gettone di presenza di mille euro da Tarantini, mentre dalle intercettazioni “emergeva che era al corrente delle ben più laute prospettive di guadagno realizzabili nel caso avesse intrattenuto rapporti sessuali con Berlusconi” ed infatti non a caso “per le prestazioni sessuali effettivamente rese, ricevette due buste contenenti ciascuna 5 mila euro, giustificando tuttavia tali elargizioni come gesti compassionevoli del Oresidente“.

Roberta Nigro

Sulla stessa falsariga le dichiarazioni di Sonia Carpentone e di Roberta Nigro.

Mi ricordo che ci ha provato un pò così, però poi alla fine non era successo niente“, aveva deposto ai giudici la Carpentone, mentre la Nigro dichiarò che “l’unica effusione che ho visto, contatto fisico con questa ragazza è stata una…che l’ha accarezzata dolcemente e gli diceva delle cose a bassa voce».

Il Corriere della Sera pubblicò a suo tempo degli estratti dai verbali di Gianpaolo Tarantini. L’imprenditore sotto processo a Bari parlava a ruota libera delle escort e di Berlusconi. Un altro nome è quello di: “Vanessa di Meglio è una mia carissima amica che ho conosciuto circa 10 anni fa. Da allora ho continuato a frequentarla invitandola a feste nelle quali la riempivo di attenzioni anche fornendole cocaina. Tendenzialmente la stessa non è una professionista del sesso ma all’occorrenza non disdegna di essere retribuita per prestazioni sessuali. Ho anche favorito le prestazioni sessuali della Di Meglio con il presidente Silvio Berlusconi, in due circostanze a Roma il 5 settembre e l’8 ottobre 2008. Ricordo che il 5 settembre la Di Meglio si fermò a palazzo Grazioli“.

Sonia Carpentone

Sonia Carpentieri, detta Monia, era da me conosciuta come una persona che a Milano esercitava la prostituzione- diceva ancora Tarantini – sicché sempre nella prospettiva che la stessa potesse effettuare prestazioni anche in favore del presidente Berlusconi, la invitai a Roma pagandole il biglietto aereo e le spese di soggiorno. La stessa giunse con una ragazza che si presentò come sua sorella. Non ricordo che le due si siano fermate a Palazzo Grazioli“: evidentemente il magistrato inquirente è piuttosto attento a cercare di evidenziare dove abbiano dormito le ragazze. Ci sarà un perché. Graziana Capone, avvocato” è un altro dei nomi fatti dall’imprenditore, così come Barbara Guerra, “conosciuta a Milano presentatami da un mio amico Peter Faraone, mentre Ioana Visan detta Ana l’ho conosciuta tramite lo stesso Peter o Massimo Verdoscia. Ho invitato le due a Roma unitamente a Vanessa di Meglio, limitandomi per quest’ultima a pagare il biglietto aereo e il soggiorno in hotel; Ioana e Barbara si fermarono a casa del presidente…“.




Escort & Berlusconi: 7 anni e 10 mesi a Tarantini e 16 mesi a Sabrina Began

CdG sentenza Tarantini BariSono state necessarie 5 ore di camera di consiglio ai giudici della seconda sezione penale (presidente Luigi Forleo) del Tribunale di Bari, per emettere la sentenza del processo ‘Escort‘ che si è concluso oggi a Bari, con cui Gianpaolo Tarantini  è stato condannato a 7 anni e 10 mesi, mentre Sabina Beganovic (in arte Began), ‘l’ape regina’ delle feste organizzate dall’ex premier Silvio Berlusconi se l’è cavata con una condanna 16 mesi. Al pierre milanese Peter Faraone sono stati inflitti 2 anni e 6 mesi, a Massimiliano Verdoscia 3 anni e sei mesi. Claudio Tarantini, il fratello di Gianpaolo, è stato assolto così come aveva chiesto chiesto il pubblico ministero, cioè l’accusa.  Assolte anche Francesca Lana e Letizia Filippi. Il Tribunale ha escluso la sussistenza del reato di “associazione a delinquere“. Nella mattinata il pm Eugenia Pontassuglia aveva preso la parola nell’aula al piano terra del palazzo di giustizia di via Nazariantz per chiedere ai giudici di respingere la questione di legittimità costituzionale della Legge Merlin sollevata dall’avvocato di uno degli imputati.

Il tribunale barese ha trasmesso gli atti alla procura per l’eventuale esercizio dell’azione penale nei confronti di Silvio Berlusconi ai sensi dell’articolo 377 del Codice penale (intralcio alla giustizia), e quello di falsa testimonianza a cinque delle ragazze che, tra il 2008 e il 2009, parteciparono alle ‘feste elegantì nelle residenze dell’allora premier e che, forse in cambio di danaro, avrebbero mentito ai giudici baresi. Sono Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone, Roberta Nigro, Ioana Visan, Barbara Montereale e Dino Mastromarco, l’ ex autista di Gianpaolo Tarantini.

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nella foto Barbara Montereale

Io la vivo molto tranquillamente perchè mi sono state fatte domande e ho risposto per quello che so, ho sempre detto la verità” dice Barbara Montereale, una delle 26 ragazze che sarebbero state reclutate da Tarantini per partecipare alle serate nelle residenze dell’ex premier Silvio Berlusconi, commentando la disposizione del Tribunale di Bari di restituire gli atti alla Procura perchè valuti alcune presunte false testimonianze, fra le quali appunto anche la sua. Barbara Montereale, assistita dall’ avvocato Daniela Castelluzzo, aveva scelto in questo processo di non costituirsi parte civile, ma è stata citata come testimone in aula .

Non mi sono mai sentita danneggiata da questa storia – ha detto la ragazza barese – e quando sono stata chiamata a testimoniare ho risposto alle domande che mi hanno fatto dicendo la verità. Ho partecipato a quelle serate perchè facevo la ragazza immagine e sono stata pagata con un gettone di presenza per questo. A casa di Berlusconi – aggiunge – ci tornerei perchè mi sono trovata bene. Lui è una persona garbata e gentile. Era il mio lavoro, dovevo vestirmi bene, sorridere e chiacchierare. Se i magistrati hanno bisogno di maggiore chiarezza e di farmi altre domande, io sono qui“.

La corte ha ritenuto non sussistente il reato di associazione per delinquere e quindi conseguentemente non ha riconosciuto alcun risarcimento dei danni in favore alle quattro donne (Patrizia D’Addario, Cinzia Caci, Graziana Capone e Terry De Nicolò) costituitesi parte civile e che reclamavano risarcimenti complessivi per quasi 1,5 milioni. La sola Patrizia D’Addario aveva chiesto un milione di euro per danni morali, di immagine e di salute. La donna, dopo la lettura della sentenza, è stata colta da malore mentre si trovava nel piazzale del Tribunale di Bari, immediatamente soccorsa da sanitari del 118 ,  è stata portata con codice rosso, in ambulanza, al policlinico di Bari.

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nella foto, la disperazione dell’escort Patrizia D’ Addario

La D’Addario è la escort barese che con le sue dichiarazioni nel 2009 fece scoppiare il caso del giro di ragazze a pagamento gestito da Tarantini per le feste a casa dell’allora premier Silvio Berlusconi, ha reagito in modo disperato, alla lettura della sentenza: Non mi resta che il suicidio, ditelo” in un pianto a dirotto davanti alle telecamere spiegando che si aspettava un risarcimento dei danni. Il suo legale, l’ avv. Fabio Campese, ha poi spiegato ai giornalisti che la D’Addario, in preda alla delusione per il mancato risarcimento, ha ingerito 40 compresse di Eutirox, un farmaco per la tiroide, ed ha lasciato una lettera nella quale gli scrive “Fai giustizia e aiuta la mia famiglia“.  La escort barese più famosa in Italia ha subito una lavanda gastrica, ed è stata comunque dichiarata fuori pericolo. Verrà dimessa tra due giorni.

Tarantini, ha detto  di essere “sconvolto e dispiaciuto per come è andata. Credo  che la pena sia stata davvero molto alta, pesante”, motivo per cui il suo legale ha preannunciato che farà ricorso in Appello (confidando nella prescrizione n.d.r.) . Parlando di Berlusconi, che lo ha mantenuto economicamente a lungo, Gianpi ha detto : “E’ una persona buona e generosa, quando sei in difficoltà ti dà una mano, come è successo a me, ma non mi ha mai chiesto di mentire“. Sulle donne ha aggiunto con sfacciataggine “se c’è una cosa che nella mia vita ho sempre rispettato sono le donne, figuriamoci se avrei mai fatto quello di cui mi accusano, obbligarle a prostituirsi“. Peccato che le intervettazioni, dichiarazioni testimoniali abbiano comprovato l’esatto contrario. Ricordando le serate con Berlusconi ha sostenuto che “chiunque, uomini e donne, mi chiedevano di partecipare alle feste a casa di Berlusconi o almeno di conoscerlo, perchè Berlusconi non è solo un politico, è un mito“.




Sfilano le “escort” di Tarantini e Silvio B. in Tribunale a Bari

Vanessa Di Meglio

nella foto con la sciarpa azzurra Vanessa Di Meglio

Un giubbotto in pelle nero molto attillato , camicia bianca, pantaloni aderenti neri e scarpe senza tacco, così si è presentata in Tribunale a Bari  la 42enne Vanessa  Di Meglio, una piacente donna francese che è stata la prima delle 26 tra ragazze ed escort chiamate a deporre per i festini organizzati nelle case dell’ex premier, nel  processo a Gianpaolo Tarantini ed altri sei imputati, fra cui suo fratello Claudio, l’ex socio Massimiliano Verdoscia, il pr milanese Pierluigi Faraone, le showgirl Francesca Lana e Letizia Filippi  e Sabina Beganovic (in arte Began), soprannominata anche “l’ape regina” molto presente ed attiva nelle feste organizzate da Silvio Berlusconi, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, sfruttamento, favoreggiamento e induzione della prostituzione.  Un’altro degli imputati l’avvocato  Salvatore Castellaneta da Fasano, ha già definito la sua posizione processuale con il rito abbreviato, prendensi  una condanna ad un anno di carcere, ottenendo così  benefici della pena ridotta ad un terzo del previsto.  Hanno già annunciato di volersi costituire parte civile due delle 26 ragazze considerate parti lese, si tratta di Grazia Capone (che lavorava nell’ufficio stampa di Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli) e Cinzia Caci.

Nel corso della sua deposizione Vanessa  Di Meglio , ha avuto grande difficoltà a pronunciare il nome dell’ex- Cavaliere,   ha risposto con molti “non ricordo” alle domande dei pubblici ministeri, nonostante le sollecitazioni dei pm, Ciro Angelillis e Eugenia Pontassuglia, a non  avere “remore” nel pronunciare quel nome , chiamando Silvio Berlusconi come “il padrone di casa, la persona che ci aveva invitatì“. Solo al termine del suo interrogatorio e  quasi sottovoce, si è lasciata sfuggire: “il Cavaliere“, ammettendo che con  Berlusconi ci furono “baci e carezze, preliminari ma senza atti sessuali“. 

Gianpaolo Tarantini

Gianpaolo Tarantini

Vanessa ha raccontato i suoi rapporti nel tempo con l’amico Gianpaolo Tarantini  dichiarando con il suo evidente accento francese che “all’epoca avevamo una relazione un pò più che amicale” e raccontando che il 5 settembre 2008 ed un’altra sera successivamente,  Gianpi la portò per la prima volta a Palazzo Grazioli al cospetto di Silvio. “La cena si concluse intorno all’una di notte“, ha ricordato la testimone, e  che “gli invitati, piano piano, andarono via e anche Gianpaolo. Io mi sono ritrovata bloccata lì“. Erano in quattro, lei, altre due ragazze e Berlusconi. “Abbiamo chiacchierato, riso, cantato, niente di particolare – ha spiegato ai giudici in Tribunale –  “il padrone di casa (Berlusconi n.d.a.)  era una persona molto carina, scherzava sempre“. Quindi venne chiamata dalle altre due ragazze: “Le effusioni con il Cavaliere – racconta Vanessa  Di Meglio avvennero in piedi vicino al divano ma non ci fu sesso; in camera da letto c’eravamo io e altre due ragazze. Poi io sono uscita e non so cosa sia successo“.

La teste ha però ricordato che al termine delle cene a cui ha partecipato, compresa  una delle quali parteciparono anche “George Clooney e Eva Cavalli“. “Tarantini – ha raccontato in aula la Di Megliomi pagò il biglietto dell’aereoLa gente cantava. il Cavaliere si alzava e tornava con ceste di regali: cravatte per gli uomini e foulard e altri oggetti per le donne, perchè tutti ricevevano regali“. Molti, troppi i suoi tanti “non ricordo“, che hanno messo a dura prova la pazienza dei giudici della seconda sezione penale del tribunale presieduta dal giudice  Luigi Forleo, a latere Lucia Depalo e Antonella Cafagna), sino a quando il presidente della corte Forleo alla fine è sbottato: “Signora, gli occhiali da sole ha necessità di tenerli? Altrimenti li tolga!“. La Di Meglio  a questo punto ha chiesto ed ottenuto rassicurazione che non si svolgessero riprese tv e fotografiche da parte dei numerosi giornalisti presenti, ed quindi sollevato gli occhiali poggiandoli testa. Ma mentre la donna francese parlava, qualcun’altro scalpitava tra il pubblico: Patrizia D’Addario, cioè la escort barese che per prima denunciò i “festini” di Berlusconi .

Patrizia D Addario e Barbara Montereale

Patrizia D Addario e Barbara Montereale

Mi sento sola, aggredita e insultata ancora oggi  da persone che dovrebbero semplicemente stare zitte – ha raccontato la D’Addario  ai giornalisti –  penso solo a quello che mi hanno fatto in questi cinque anni e che continuano a fare. Alcune di queste ragazze le ho conosciute ma non ho mai detto niente su di loro, invece loro hanno parlato, hanno detto quello che non era vero, hanno continuato a infangarmi perchè più mi infangavano, più non ero credibile: ora però voglio giustizia“. La D’Addario deporrà nella prossima udienza del processo che si terrà il 27 novembre, assieme a Barbara Montereale e la modenese Chiara Gucciardi che nel frattempo si è sposata e fa stilista.

Il tribunale, su richiesta della D’Addario, che ha parlato di violenti litigi avuti con Montereale, a cui hanno fatto seguito minacce e reciproche denunce, ha dato disposizione alla polizia giudiziaria di evitare che le due donne si incontrino all’interno del palazzo di giustizia in occasione della prossima udienza .

Terry De Nicolò

Terry De Nicolò

Ma qualcuno pur se presente in aula,  non ha mai detto una frase, una battuta, sola parola: la escort barese Terry De Nicolò in quanto sia l’ accusa, cioè i pubblici ministeri,  che gli avvocati difensori hanno deciso di comune accordo di acquisire i verbali di interrogatorio nei quali l’ escort barese ha parlato ampiamente e con dettagli inequivocabili sui suoi incontri mercenari di natura sessuale avuti con  Sandro Frisullo (Pd), ex vicepresidente della Regione Puglia, e dei suoi rapporti-affari poco leciti con l’immancabile Gianpaolo Tarantini. La De Nicolò  che è sia testimone che parte offesa nel processo sulle donne portate da Gianpaolo Tarantini nelle residenze di Silvio Berlusconi,  ha ottenuto dai giudici di non essere ripresa da fotografi e telecineoperatori.

Per questo processo sono prevedibili tempi abbastanza lunghi a causa del numero delle ragazze (sono 26 !) chiamate a testimoniare, fra le quali compare l’attrice Manuela Arcuri e Sara Tommasi ed altri testimoni, come lo stesso Silvio Berlusconi, suo fratello Paolo, l’ex consigliere regionale lombardo Nicole Minetti da poco “redenta” igienista dentale.  I giudici hanno anche ammesso le costituzioni di parti civili presentate dai legali di alcune delle ragazze che hanno partecipato alle feste: Grazia Capone, Cinzia Caci, Terry De Nicolo’ e Patrizia D’Addario.