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21 Ottobre 2026 23:15

Renato Altissimo è morto , fu segretario del Pli

Più volte ministro, deputato eletto per cinque legislature

E’ morto Renato Altissimo, ex segretario del Partito Liberale Italiano dal 1986 al 1993 e più volte ministro. Da tempo  era ricoverato malato all’Ospedale Gemelli di Roma. Nato a Portogruaro, Altissimo aveva 75 anni ed era stato  anche vicepresidente Confindustria. Proveniva da una famiglia proprietaria di una fabbrica dell’indotto Fiat vicino a Torino. L’esponente Ncd Fabrizio Cicchitto, in una nota di cordoglio, lo definisce “intelligente e colto“.

 Altissimo è stato uno dei principali protagonisti della 1a Repubblica , esponente di primo piano del “Pentapartito” accoro interpartitico che governò e dominò gli anni Ottanta della politica, in cui si mosse da esponente di spicco del Pli. Deputato in cinque legislature e ministro: nel governo Cossiga I, nei governi Spadolini I e II e ministro della Sanità nel governo Fanfani V, ministro dell’Industria nel governo Craxi I .

All’esplodere di Tangentopoli, per qualche periodo potè sbandierare un singolare record: quello di essere l’unico segretario dell’allora «pentapartito» – ovvero i governi formati da una coalizione composta da Dc, Psi, Pri, Psdi e appunto Pli– a non essere indagato. Tutti gli altri erano stati raggiunti da avvisi di garanzia.

CdG Altissimo

Mentre la “Prima Repubblica” franava travolta dal ciclone di Mani Pulite, Altissimo ebbe buon gioco nel mostrare, solitario, il vessillo immacolato della «questione morale» sventolato dal Pli. Ma il primato però durò poco meno di un anno: il 15 marzo 1993 anche il nome del leader liberale finì nelle carte giudiziarie della procura di Milano. Il 4 dicembre 1993 Altissimo ammise in una conferenza stampa (in effetti tutti gli altri leader di partito fecero la medesima ammissione soltanto in tribunale) di aver ricevuto denaro in maniera illecita, 200 milioni di lire in contanti. .

Dopo la condanna, Altissimo sostanzialmente sparì dalla scena politica. Piemontese, figlio di industriali (per un certo periodo fu anche vicepresidente di Confindustria, la sua attività era nell’indotto Fiat) all’ex segretario Pli (sovente assai abbronzato, sovente sorridente) era accostata la parola «galantuomo», forse perchè – salvo l’inciampo di Tangentopoli – il suo nome non venne mai associato a scandali e a pratiche di lottizzazione. Fama (anche) di seduttore e viveur: nelle foto pre-tangentopoli lo si vedeva sempre accanto a bellissime donne. E con Gianni De Michelis (altro ministro-viveur) lo si vedeva a quel “Tartarughino”  il famoso ristorante-pianobar romano che durante la “Prima Repubblica” fu un buen retiro serale per diversi esponenti della politica e della finanza  .

Altissimo, volto abbronzato, fronte ampia e immancabile basettone, fu travolto, come tanti altri, dal principale processo giudiziario di Mani Pulite, l’inchiesta sulla maxitangente Enimont. Lo scandalo delle mazzette da 150 miliardi non travolse solo Altissimo coinvolgendo nomi celebri come La Malfa o Forlani e sotterrando, di fatto, il Pli. Altissimo, che nel 1993 ammise di aver ricevuto diversi milioni in maniera illecita, fu definitivamente condannato a 8 mesi nel 1998. Venti anni dopo, con un libro scritto a quattro mani con Gaetano Pedullà e pubblicato nel 2012 tornerà su quegli anni raccontando le sue verità ed inediti retroscena sotto un titolo che non lasciava spazio a dubbi: “L’inganno di Tangentopolì“.

Il suo percorso politico, però, non si era concluso. Nel 2014, tornava infatti sulla scena con ‘I Liberali‘, movimento che, promuovendo il rilancio dell’economia e un’accelerazione sulle privatizzazioni, raggruppa, tra gli altri, alcuni pilastri del liberalismo italiano come Alfredo Biondi e Carlo Scognamiglio.

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