Oggi l’ufficio elettorale centrale della Corte d’appello di Bari ha concluso il proprio lavoro con l’individuazione dei nomi e la trasmissione del verbale alle rispettive prefetture. Lo scrutinio concluso corrisponde, nei risultati, a quello presente sul sito del ministero dell’Interno all’indomani del voto regionale pugliese, preferendo affidare al Tar ed eventualmente al Consiglio di Stato ogni eventuale decisione di interpretazione della folle legge elettorale pugliese.

Ieri il collegio di giudici della Corte di Appello guidati da Giovanna De Scisciolo, che avevano già valutato come non fondate le questioni indicate nelle otto memorie depositate da parte di candidati non eletti, hanno respinto l’istanza presentata dall’avvocato Pierluigi Balducci per il Partito Democratico che chiedeva di assegnare al centrosinistra 32 consiglieri contrariamente ai 29 previsti dalla legge regionale.
Se la contestazione fosse stata accolta gli ulteriori tre seggi sarebbero stati sottratti alla minoranza che invece mantiene 21 consiglieri: il 42% del totale a fronte del 36% dei voti. Alla Lega è stato tolto l’ultimo quoziente, il quinto, per garantire il posto al candidato governatore sconfitto Luigi Lobuono (Forza Italia).
Confermati al Pd 3 seggi a Bari (Paolicelli, Vaccarella, Pagano) ed altrettanti nella Bat (Ciliento, De Santis, Vurchio), 2 a Brindisi (Matarrelli, Lettori), Foggia (Piemontese, Falcone), Lecce (Minerva, Capone) e Taranto (Pentassuglia, Borraccino). La lista civica di Decaro si aggiudica 2 seggi a Foggia (Starace, Scapato) ed 1 nelle altre province (Fischetti, Gioia, Miglietta, Rutigliano, Spaccavento, ). Al Movimento Cinque Stelle va solo 1 seggio a Bari (La Ghezza), Foggia (Barone), Lecce (Casili) e Taranto (Angolano). Alla lista “Per” vanno 1 seggio a Bari (Tammacco) , Bat (Passero), Foggia (Tutolo) e Lecce (Leo) .

Il centrodestra all’opposizione, guidata da Fratelli d’Italia ottiene 2 seggi in ogni provincia: nella Bat Spina e Ferri, a Brindisi Caroli e Scianaro , a Foggia De Leonardis e Gatta , a Lecce Basile e Pagliaro, a Taranto Perrini e Vietri, incredibilmente nella provincia in cui è andata meglio cioè Bari eletto solo un consigliere Scatigna. Forza Italia porta in consiglio Minuto (Bari), Lanotte (Bat) Dell’Erba (Foggia), Mazzotta ( Lecce) che però è incompatibile per una lite pendente, e Di Cuia (Taranto). La Lega riconferma come consigliere Romito a Bari , Cera a Foggia, De Blasi a Lecce e Scalera a Taranto, perdendo il seggio della Bat in favore del candidato presidente sconfitto Lobuono (Forza Italia ).
In bilico e tuttora aperta la questione relativa all’assegnazione dei seggi alle province nella ripartizione maggioritaria, su cui la legge non è abbastanza chiara e l’interpretazione della legge elettorale dovrebbe essere collegata a una sentenza del 2021 del Consiglio di Stato.

Non si è svolta alcuna cerimonia formale di proclamazione: a notificare l’elezioni agli eletti delegate le prefetture. Il verbale di proclamazione potrà essere impugnato davanti al Tar con il procedimento previsto in materia elettorale, che dovrebbe garantire almeno teoricamente delle rapide decisioni ma sono previsti numerosi ricorsi in arrivo.
Con la proclamazione del consiglio al via l’iter per la formazione della giunta regionale. E’ previsto un incontro informale di Decaro con i suoi collaboratori per analizzare le decisioni da prender dopo il quale successive, è previsto un passaggio con i partiti della maggioranza, per consultare e contemporaneamente informare i partiti sulle decisioni imminenti. Seguirà la nomina della prima giunta della presidenza Decaro.
Secondo quanto previsto dallo Statuto della Regione Puglia, il presidente Antonio Decaro dalla sua proclamazione entro 10 giorni dovrà nominare gli assessori della giunta. Dei 10 assessori, 8 dovranno essere eletti in Consiglio regionale, e solo 2 esterni (uno già noto: il governatore uscente Michele Emiliano)





