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23 Marzo 2026 16:58

Referendum Giustizia 2026, la diretta.

Risultati ed exit poll del referendum costituzionale sulla Giustizia dalle 15: lo spoglio delle schede parte dopo la chiusura dei seggi, poi sapremo chi ha vinto. Anche il dato sull'affluenza dalle 15

Si è chiuso alle 15 di oggi 23 marzo 2026 il referendum sulla riforma della giustizia. Con lo stop alle operazioni di voto nei seggi, avviato lo spoglio per i risultati nella sfida tra Sì e No. Gli Exit poll e le proiezioni contribuiranno a delineare il quadro. Sulla scheda, questo era il quesito posto gli elettori: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”.

Alla chiusura delle urne usciranno tre exit poll: Opinio/Rai, Swg/La7 e Youtrend/Sky.  Dal Viminale il Ministero dell’ Interno fornirà i dati aggiornati in tempo reale sulla piattaforma Eligendo. Il dato definitivo sull’affluenza sarà disponibile tra le 15 e le 16, ed in questa diretta seguiremo e commenteremo tutti i dati e registreremo le reazioni e i commenti al voto. ​

Il referendum su cui gli italiani sono andati ad esprimere la propria volontà e prefenza non è il primo che riguarda riforme sulla giustizia. Dal 1987 a oggi gli italiani sono stati chiamati a votare quattro volte su questi temi. Con due differenze importanti rispetto al referendum del 22-23 marzo 2026: in tutti i casi si è trattato di referendum abrogativi, che a differenza di quelli costituzionali prevedono un quorum, e ad eccezione del referendum del 2022 i quesiti erano inseriti in consultazioni più ampie su diversi temi. Ultimo in ordine di tempo, è stato il referendum del 12 giugno 2022 sul funzionamento del Csm, la valutazione dei magistrati, i limiti alla custodia cautelare e la legge Severino. L’affluenza in tale votazione fu molto bassa, al 20,4%, ed il quorum rimase lontano.

I “protagonisti” politici del Referendum sulla Riforma della Giustizia

Cosa prevedeva la riforma, dalla separazione delle carriere all’Alta Corte

La riforma di legge prevedeva per i magistrati due carriere separate: una per i magistrati giudicanti e una per quelli requirenti, ciascuna con un proprio Consiglio Superiore della Magistratura, ricorda il dossier sul sito del Viminale. “La riforma incide in modo diretto sugli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Carta costituzionale e introduce una distinzione formale e funzionale tra magistratura giudicante e magistratura requirente. In altri termini, ‘separazione delle carriere’ significa che i giudici e i pubblici ministeri, che facevano parte di un unico corpo, la magistratura ordinaria, e che condividevano il medesimo Consiglio Superiore della Magistratura, ora, con la riforma, avranno propri organi di autogoverno, autonomi e indipendenti: il Consiglio Superiore della Magistratura giudicante, competente per i giudici; il Consiglio Superiore della Magistratura requirente, competente per i pubblici ministeri. Ognuno di questi organi sarà presieduto dal Presidente della Repubblica e avrà una propria composizione mista: due terzi dei membri saranno magistrati estratti a sorte della rispettiva carriera, mentre un terzo sarà formato da professori universitari e avvocati con almeno quindici anni di esperienza, scelti tramite sorteggio da un elenco predisposto dal Parlamento”.

La riforma introduce anche un nuovo organismo, l’Alta Corte disciplinare, “che sarà composta da quindici giudici – ricorda il Viminale – scelti tra magistrati e giuristi di comprovata esperienza, e che avrà il compito di decidere sulle questioni disciplinari riguardanti tutti i magistrati, garantendo uniformità e indipendenza. In particolare, i quindici giudici dell’Alta Corte disciplinare saranno: o tre giudici nominati dal Presidente della Repubblica, scelti tra professori universitari in materie giuridiche e avvocati con almeno vent’anni di esercizio; o tre giudici estratti a sorte da un elenco di professionisti con i medesimi requisiti, compilato dal Parlamento; o nove magistrati appartenenti: sei alla carriera giudicante, tre alla carriera requirente selezionati per sorteggio tra coloro che abbiano almeno vent’anni di servizio e svolgano o abbiano svolto funzioni di legittimità. La legge prevede anche l’elezione del presidente dell’Alta Corte disciplinare tra i giudici nominati dal Presidente della Repubblica o estratti a sorte dall’elenco compilato dal Parlamento. I giudici dell’Alta Corte durano in carica quattro anni e l’incarico non può essere rinnovato”.

Si è dimesso il presidente dell’ Anm , Cesare Parodi

Subito dopo la chiusura delle urne sono state rese note le dimessioni dal suo incarico del magistrato Cesare Parodi Presidente dell’ ANM, Associazione Nazionale Magistrati, che è bene ricordare è un associazione privata e non un istituzione.. Comitato Camere Penali: La parola d’ordine per il Sì è “attendere” dopo gli exit pool che danno avanti il No nella tornata referendaria. Al momento nel quartier generale di via del Banco di Santo Spirito a Roma c’è massima cautela su questi prima dati. «Attendiamo le prime proiezioni prima di commentare» spiegano dal Comitato. Parodi parlando con le agenzie di stampa ha spiegato che le proprie dimissioni sono state formalizzate sabato scorso e per motivi gravissimi di natura familiare,

Prima proiezione Rai: No al 53,1%, Sì al 46,9%

Gli exit poll non sono il risultato ufficiale delle elezioni: sono una stima statistica costruita intervistando un campione di elettori appena usciti dal seggio. Servono a dare un’indicazione rapida dell’esito, ma non coincidono automaticamente con il dato definitivo dello scrutinio. Per questo, parlare di “margine di errore” è corretto, purché si capisca che non esiste una distanza fissa valida per ogni elezione. Non esiste un numero unico. Alla domanda “di quanto può sbagliare un exit poll?”, la risposta più rigorosa è: dipende.

Secondo la prima “proiezione” Opinio Rai (campione al 12%) il No sarebbe avanti al 53,1%, il si attesta sul 46,9%.

Referendum, Instant Poll YouTrend per Sky TG24: No in lieve vantaggio

Secondo i primi Instant Poll delle ore 15 sul Referendum della Giustizia – realizzati da YouTrend per Sky TG24 – il No appare in lieve vantaggio su .


Referendum: a un quarto dei seggi scrutinati affluenza al 58,51%

L’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è il 58,51%. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. Al momento è relativo a circa il 25% dei seggi. 


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