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28 Gennaio 2026 10:38

Lo sport italiano ed il movimento paralimpico piangono la scomparsa di Antonio Monduzzi

Tra i direttori dei mondiali di calcio di Italia '90 e degli Internazionali di tennis, è stato responsabile della comunicazione della FISD dal 1992 al 2000
di Luna Masi

Toto Monduzzi non è stato solo un grande professionista ma soprattutto un lavoratore instancabile sin da quella straordinaria avventura che è stata l’organizzazione dei Mondiali di calcio di Italia ’90, seguita dagli Internazionali di Tennis di Roma, e finendo con la crescita del movimento paralimpico in Italia. Portava con se, nella sua simpatia, quel sorriso quasi beffardo ma dolce e buono al tempo stesso, dotato di un bagaglio di esperienze di altissimo livello ed una caratura professionale ed umano che ha messo al servizio del mondo paralimpico, di cui è stato stato un pilastro fondamentale come responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne della FISD ​dal 1992 al 2000.

Un cammino del mondo paralimpico in tre edizioni dei Giochi Paralimpici, da Barcellona a Sydney, lavorando accanto all’allora presidente Antonio Vernole dimostrandosi un vero pioniere della comunicazione sportiva: allorquando lo sport per persone con disabilità non aveva lo spazio attuale sulle cronache nazionali, ma Antonio Monduzzi ha saputo comunicare e rendere interessante una disciplina sportiva nuova, restando sempre rispettoso dei giornalisti, senza tralasciare mai la sua autorevolezza, anche grazie all’organizzazione di grandi eventi che hanno contribuito alla divulgazione del messaggio intimo dell’allora FISD.

Impossibile dimenticare il suo impegno profuso in occasione dei Giochi Paralimpici di Torino 2006 edizione, che ha dato la svolta per il movimento paralimpico. Il suo contributo è stato determinante, soprattutto per curare l’immagine di un mondo che allora era ancora poco conosciuto, trasformandolo, agli occhi dei media e del pubblico, in una realtà d’eccellenza che oggi tutti ammiriamo.

Antonio Monduzzi se ne va lasciando un profondo vuoto per gli amici e chi l’ha conosciuto e frequentato con ammirazione, lasciando nel mondo dello sport un’eredità preziosa con la sua competenza e per la tua semplicità ed umanità. Ciao Antonio fai un buon viaggio, che la terra ti sia lieve. La Direzione e la redazione del CORRIERE DEL GIORNO si uniscono al dolore che ha colpito la sua famiglia.

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