di Marta Bonfiglio
Una straordinaria Federica Brignone in lacrime dalla gioia, trionfa e vince l’oro olimpico nel SuperG femminile dei Giochi di Milano Cortina 2026. La campionessa azzurra, maresciallo dell’Arma dei Carabinieri, sotto gli occhi e gli applausi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha chiuso con il tempo di 1.23.41. Un tempo che vale la storia e che colloca Federica nella leggenda dello sport italiano. Seconda la francese Romane Mirandoli (a +0.41) e terza l’austriaca Cornelia Huetter (a +0.52). Quinta l’azzurra Laura Pirovano che cede 0″76 alla compagna di squadra e può recriminare per un errore nella parte superiore del tracciato che l’ha separata dal podio; la rendenese nella classifica finale è pari merito con la norvegese Kajsa Lie, con un solo centesimo di margine su Elena Curtoni, settima a 0″77. Anche la valtellinese ha affrontato bene l’Olympia delle Tofane, sfiorando per poco più di due decimi il podio.
L’Italia torna sul trono olimpico del SuperG 24 anni dopo il titolo conquistato da Daniela Ceccarelli a Salt Lake City 2002, mentre l’ultimo oro a cinque cerchi assoluto è quello conquistato da Sofia Goggia nella discesa di PyeongChang 2018. Le sciatrici azzurre assolute protagoniste, così come Sofia Goggia, interprete di una prima parte di gara inavvicinabile, prima di incappare in errori di linea che l’hanno portata fuori da un tracciato che ha tradito diverse favorite, da Aicher a Ledecka.
Mattarella incontra Federica Brignone e assiste alla premiazione
La vittoria dopo l’infortunio
La Brignone, era reduce da un brutto infortunio al ginocchio e da un lungo stop, che aveva destato preoccupazione ieri in allenamento per aver risentito un dolore al ginocchio, ma questa mattina ancora una volta ha stupito il mondo. Vincitrice dell’ultima Coppa del Mondo e protagonista di un recupero record dopo il terribile infortunio dello scorso 3 aprile ai campionati italiani, con la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra e la rottura del legamento crociato anteriore, la “Tigre di La Salle”, atleta del Centro Sportivo Carabinieri, è riuscita nell’impresa di conquistare la sua quarta medaglia olimpica, la prima d’oro, dopo il bronzo nel 2018, l’argento nel 2022 in gigante e l’argento in combinata sempre nel 2022.
Il sogno che diventa realtà, dopo una rincorsa incredibile: Federica Brignone ha fatto la gara della vita e 10 mesi dopo l’infortunio che ha rischiato di chiuderle la carriera, è medaglia d’oro in superG ai Giochi olimpici di Milano Cortina. La campionessa valdostana a quasi 36 anni entra così di diritto, se ancora ce ne fosse bisogno, nell’Olimpo dello sci mondiale, materializzando quel sogno che sembrava compromesso sulle nevi dell’Alpe Lusia. In una giornata coperta e su una Olympia delle Tofane meno ruvida della discesa, la campionessa azzurra riesce a trovare le linee perfette e la velocità migliore per piazzare la discesa vincente.

Brignone: “Qualcosa di incredibile”
“È qualcosa di incredibile, ho pensato a sciare e fare il mio massimo, ho detto ‘o la va o la spacca“, ma non pensavo di poter vincere l’oro, sinceramente. Non me lo sarei aspettata, mai nella vita, è davvero qualcosa di speciale”. Queste le parole della campionessa azzurra Federica Brignone affidate ai microfoni della Rai dopo il Superg ai Giochi di Milano Cortina. “Forse ce l’ho fatta oggi perché non mi mancava, sapevo di aver fatto il massimo, è stata la mia forza, mi valutavo un’outsider, oggi è veramente qualcosa di speciale”.
La mamma di Fede, Nina Quario, ex campionessa pure lei ha commentato: “E’ fantastica, non so cosa dire – Credevo che sarebbe tornata ma vincere l’oro in superG è incredibile, ora non manca più l’oro olimpico. Grazie a tutti quelli che ci sono stati vicini in questo periodo, spero siano felici come noi oggi. Come festeggiamo? Come sempre, a dirle brava quando è brava e sbagli quando sbaglia”.
“Siamo italiani e siamo forti!”
Il presidente del Coni Luciano Bonfiglio alle telecamere della Rai: “Federica ha dimostrato come si deve reagire, arrivando qui con grande professionalità. Dietro c’è tutto lo staff, è una delle poche volte in cui mi sono commosso – dice il presidente del Coni – Gareggiare in Italia hai la pressione di tutti, isolarsi vuol dire essere dei fenomeni, ne abbiamo tante di atlete così. Mi dispiace per Sofia, ma abbiamo dimostrato di essere uno squadrone. Che volete di più: siamo forti, siamo italiani e stiamo vincendo. Il presidente Mattarella è molto competente ed è presente, è il nostro primo tifoso. Non siamo ancora stanchi di vincere“.








