“Il mondo della pallacanestro non può accettare che soggetti affiliati e massimi rappresentanti di Club prestigiosi, espressione di piazze importanti come Trapani, mettano a repentaglio la credibilità di un movimento sano che dà lustro al nostro sport in ambito interno ed internazionale – dichiarano in un comunicato congiunto la Federbasket e la Legabasket -. Fair play, parità competitiva, lealtà, correttezza e probità rappresentano valori fondamentali, e fondanti, sia per la FIP sia per la LBA, imprescindibili nella partecipazione a qualsiasi evento o manifestazione sportiva organizzati sotto l’egida della Federazione e della componente di vertice del nostro sport. Atti, decisioni, dichiarazioni e prese di posizione gratuitamente finalizzati alla destabilizzazione, immotivata e senza fondamento, delle nostre organizzazioni sportive si pongono in insanabile contrasto con la mission tanto della FIP quanto della LBA e vengono fermamente condannati. FIP e LBA confermano la loro totale unità di intenti nella salvaguardia dell’immagine e della reputazione del basket e comunicano che ogni forma di attentato alla dignità e reputazione dello sport della pallacanestro verrà contrastata in ogni sede competente nella maniera più rigorosa a tutela della regolarità del Campionato di Serie A, di tutte le società, dei tesserati e dei tifosi”.
La squadra del Trapani Shark è stata esclusa dal campionato di Serie A di basket. La decisione è stata adottata dal Giudice Sportivo sulla base del rapporto del sostituto procuratore federale dopo l’ultima giornata di andata contro Trento durata solo quattro minuti, evocando “il principio di lealtà sportiva”. Trapani Shark era già stata penalizzata di 10 punti: nelle ultime partite era rimasta solo con tre giocatori senior e i ragazzi delle giovanili mandati allo sbaraglio, imbarazzando il basket italiano. Il Giudice Sportivo ha motivato la decisione con “una palese alterazione della uguaglianza competitiva delle squadre in campo, alterazione che deriva dallo schieramento in campo da parte della Trapani Shark di una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, al fine di disputare formalmente la gara in questione e non incorrere in una seconda rinuncia che comporterebbe il ritiro definitivo dal presente Campionato” e “ritenuto pertanto corretto ed equo, per il caso in questione, assimilare la disputa della gara con una formazione evidentemente non in grado di competere con l’avversaria, gara poi conclusasi a 5’49” del primo quarto per inferiorità numerica, ad una vera e propria rinuncia alla stessa”.

Antonini non solo è nudo, adesso è pure escluso dal campionato. Da oggi gli potrà continuare a fare il contestatore delle istituzioni esclusivamente nelle aule dei tribunali ordinari. Il campionato di serie A viene di fatto falsato ma non è la prima volta che si chiude una stagione a squadre dispari, ma con questa sacrosanta decisione congiunta , finalmente si mette fine ad una squallida e vergognosa farsa che ha varcato anche i nostri confini, consegnando un’immagine negativa della pallacanestro italiana nel mondo.
La motivazione dell’esclusione di Trapani dal campionato di basket di serie A è stata causata in applicazione nell’articolo 58 del Regolamento Esecutivo Gare, configurando la presentazione in campo con un gruppetto di ragazzini e di giocatori senior che si infortunavasno volontariamente dopo 6 secondi di gioco come una “palese alterazione della uguaglianza competitiva delle squadre in campo, al fine di disputare formalmente la gara e non incorrere in una seconda rinuncia che comporterebbe il ritiro definitivo”.
Alla fine di un braccio di ferro senza tregua, costellato da debiti (veri o fittizi) non pagati , di ripetuti punti di penalizzazione assegnati dal Giudice sportivo federale, condito dai “ricattucci” di Antonini, di triste sindrome vittimismo conclamato («ce l’hanno con noi perché diamo fastidio» il teorema dell’imprenditore romano), di minacce di rivelazioni clamorose e, alla fine, di tristi pseudo esibizioni sportive sul parquet del Trapani Shark , la Federazione d’accordo con la Lega ha preso una giusta e dovuta decisione: la povera Trapani dalla storia gloriosa viene messa fuori dalla serie A, e dovrà ripartire dai campionati a libera iscrizione e ricostruire da zero. con sul groppone una multa da 600 mila euro al club ed anche una causa legale della Federbasket e del suo presidente Gianni Petrucci a Valerio Antonini per aver danneggiato l’immagine della federazione.

Valerio Antonini l’ex Presidente (squalificato ed interdetto per 4 anni) di Trapani Sharks, possiede anche una squadra di calcio in serie C e le penalizzazioni sono arrivate anche al Trapani Calcio, per gli stessi identici motivi della pallacanestro. Antonini sostiene di aver sistemato le sue pendenze col Fisco, oppure quei debiti esistono ancora? E nel caso in cui quei debiti siano ancora pendenti, perché stupirsi se la Federbasket applica un regolamento sottoscritto all’atto dell’iscrizione al campionato, con punti di penalizzazione, chiusura del mercato in entrata, reiterate multe? Perché sindaco di Trapani ce l’avrebbe con lui? Perché un tecnico navigato come Jasmin Repesa e il capitano Alibegovic se ne sono scappati ?
Di Trapani rimane un pubblico meraviglioso ed appassionato di sport, che sabato sera era a palazzo per applaudire quattro ragazzini mandati allo sbaraglio, e senza alcuna dignità e rispetto dal proprietario del Trapani Shark, che dovrà ricordare a lungo il coro “dov’è il buffone ?” indirizzato a un trono vuoto, che Antonini aveva fatto letteralmente installare a bordo campo per seguire comodamente le partite. Una delusione che Trapani e la Sicilia non meritavano, ad opera di uno spregiudicato affarista che con un lungo comunicato si arrampica sugli specchi.
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