Ilva, la Bei pronta a finanziare il futuro di Taranto

Ilva, la Bei pronta a finanziare il futuro di Taranto

“Quando ci sarà chiarezza siamo disponibili a sederci con gli amministratori e vedere che si può fare. La Bei ci sarà, perché l’Ilva è il secondo datore di lavoro del Sud dopo lo Stato e la nostra istituzione è nata pensando al Mezzogiorno: per ragioni etiche, morali e storiche non possiamo mancare la partita”

ROMA – La Bei è pronta a valutare il finanziamento sino a metà del piano di rilancio industriale e ambientale dell’Ilva. “Dobbiamo prima attendere di vedere come va a finire la questione della proprietà”, ha precisato però Dario Scannapieco, vicepresidente della Banca europea degli investimenti, nel corso di un’intervista a La Stampa. “Quando ci sarà chiarezza siamo disponibili a sederci con gli amministratori e vedere che si può fare”. “Ora non ci sono contatti, il quadro è incerto, e non è il momento”, ha sottolineato. Però, assicura, “la Bei ci sarà, perché l’Ilva è il secondo datore di lavoro del Sud dopo lo Stato e la nostra istituzione è nata pensando al Mezzogiorno: per ragioni etiche, morali e storiche non possiamo mancare la partita”.

“Gli impianti, secondo i nostri ingegneri che li hanno visitati, sono di qualità – ha detto ancora ScannapiecoOggi dobbiamo aspettare di vedere come va a finire sulla proprietà. Serve chiarezza. Ora come ora, non sapremmo nemmeno a chi rivolgerci per la due diligence”. La Bei, ha puntualizzato, “può finanziare al massimo il 50% di un progetto, in programmi di investimenti pluriennali, se ci sono carte e programmi leggibili. Quando ci sarà il piano cercheremo di massimizzare l’impatto. Ora la palla non è nel nostro campo”.

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