Uscirà domani in libreria ‘Il Sistema colpisce ancora – Come salvare la magistratura italiana dal vizio delle correnti e dalle mani dei politici’ (ed. Rizzoli) in cui il giornalista Alessandro Sallusti intervista Luca Palamara. Un nuovo bilancio sulle alleanze segrete tra politica, affari e giustizia: dopo il libro scandalo ‘Il Sistema‘ di cinque anni fa, attraverso alcune storie emblematiche, Sallusti e Palamara ci permettono di capire chi sia a temere il referendum sulla giustizia e quali siano gli schieramenti e le armi che il Sistema sta cercando di mettere in campo per la sua sopravvivenza.
“La piaga delle detenzioni e dei processi ingiusti non dà alcun segno di guarigione – si legge nella presentazione del volume – Come se non bastasse, la magistratura ha sempre detto di non voler fare politica, ma poi continua a utilizzare le correnti, in origine garanzia di pluralismo e indipendenza, per dettare le regole del gioco delle spartizioni e delle nomine“. Cinque anni fa Palamara ha svelato la storia segreta della magistratura e il gioco continuo tra affari e politica. Quello che è successo dopo dimostra che il Sistema esiste ed opera ancora più di prima.
Dopo il precedente dirompente libro-confessione “Il Sistema”, che ha venduto oltre 250.000 copie, Luca Palamara e Alessandro Sallusti raccontano una controstoria unica. “A cominciare dai protagonisti di questa battaglia senza esclusione di colpi che affilano le armi al Csm per contare e ricontare i possibili voti, cercare alleanze e gridare allo scandalo non appena qualcuno cerca di riformare lo status quo – si sottolinea ancora nella presentazione – Ancora una volta le rivelazioni sorprendenti e i nomi contenuti in queste pagine consentono di decifrare quanto sta accadendo dietro le quinte del sistema giudiziario, mettendo insieme tasselli che a prima vista non c’entrano l’uno con l’altro ma finiscono per comporre un unico disegno. Come quello della trinità laica che muove il sistema giudiziario italiano: un pubblico ministero, un capace ufficiale di polizia giudiziaria (colui che fa materialmente le indagini) e un giornalista amico di entrambi. Una triade che, se affiatata, complice e spregiudicata al punto giusto, è più potente del governo e indifferente a qualsiasi riforma della giustizia”





