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5 Gennaio 2026 14:06

Il grande flop di Antonini travolge il basket ed il calcio a Trapani. A Tarano ricordano i suoi attacchi strumentali alla società di Giove.

Le società sportive dell'imprenditore romano sono in ginocchio: entrambi i due club penalizzati dalle rispettive federazioni.

La città di Trapani ricorda con un mix di rabbia ed amarezza quando le strade cittadine erano tappezzata di manifesti che ritraevano il romano Valerio Antonini, presidente e proprietario delle squadre cittadine di calcio e basket, in atteggiamento meditabondo, con lo slogan “Io ci credo e tu?”. quei manifesti erano dappertutto, per le strada, sulle facciate dello stadio, sugli autobus della città. I trapanesi avevano dato fiducia agli slogan dell’imprenditore romano, sceso in città per amore (la moglie Ambra è trapanese) con tanbti proclami rivelatisi delle “sole” (in romano “prese per i fondelli”).

Un bluff quello di Antonini confermato dalla rinuncia della squadra di basket Trapani Shark che presiedeva a sendere sul parquet di gioco per affrontare la gara di campionato contro la Virtus Bologna in programma oggi, rinuncia che ha fatto scattare autopmaticamente l’ennesima multa da 50mila euro e il nono punto di penalizzazione in classifica, che è anticipa in caso di secondo forfait, l’estromissione della squadra dal campionato di A1 di pallacanestro.

Basket e calcio legate allo stesso destino di un triste e squallido finale che nella pallacanestro è già iniziato alcune settimana fa allorquando Jasmin Repesa, il coach croato artefice del miracolo Trapani Shark ha lasciato la società, seguito dal capitano Alibegovic, e quindi da Allen. L’ultima cessione del giocatore Ford, e le trattative che riguardano la vendita dei giocatori Petruccelli, Eboua e Rossato, comprovano la grande fuga dalla città di Trapani.

Una situazione causata dalle pendenze Irpef e Iva ed il conseguente blocco ad operare acquisti sul mercato. Ma come dicevano nell’ antica Grecia ” Se Atene piange, Sparta non ride” , Infatti anche alla squadra di calcio del Trapani che all’ inizio del campionato di C (Lega Pro) è dovuta partire con ben 8 punti di penalizzazione, e che l’8 gennaio prossimo , giorno per il quale è attesa la sentenza del tribunale federale, potrebbe subirne altri 8 punti di penalizzazione. Proprio ieri è stato notificato un altro deferimento sempre per mancato versamento di Irpef e Iva, mancato pagamento degli stipendi, ed emolumenti versati da un conto diverso da quello della società calcistica. Antonini era stato colpito a fine 2025 dalla sanzione comminata dalla Federazione Italiano Basket dell’inibizione nella misura ritenuta congrua di due anni, fino al 30 dicembre 2027 ai sensi ed agli effetti dell’articolo 59 R.G.

La mania di grandezza di Antonini ed i suoi progetti di una tv nazionale

Sono ormai lontani e seppelliti i tempi in cui Antonini, che raccontava alle persone vicine il progetto di poter diventare un giorno il presidente della Lazio Calcio, era calato a Trapani rilevando la squadra di calcio che militava in serie D ed aveva riportato il basket in città acquistando il titolo dalla Stella Azzurra Roma per sostituire la Pallacanestro Trapani. Quelli erano i tempi della promozione nella serie C di calcio, e di quella in A1 di basket. Tempi con lo stadio sempre tutto esaurito, e del palazzetto che traboccava di amore dei trapanesi anche per la squadra di basket.

Antonini aveva iniziato ad investire in città diventando proprietario di Telesud, la storica emittente televisiva del Trapanese, comprando gli immobili per realizzare gli studi televisivi di quella che nei suoi progetti (o meglio sogni mai realizzati) doveva diventare una emittente nazionale, versando solo la caparra senza mai concretizzare l’acquisto. Televisione della quale oggi non esiste più nulla, con i macchinari pignorati e i 20 dipendenti, tra cui 9 giornalisti, rimasti a spasso senza lavoro.

Il futuro televisivo annunciato da Antonini dovrebbe essere una web tv che vuole chiamare T Sud dove la T è stilizzata con gli stessi Swarovski presenti nell’insegna del bar che il l’imprenditore romano ha aperto in pieno centro e che oggi è sempre più spesso desolatamente vuoto, al punto tale che c’è chi ne ipotizza a una imminente vendita.

il magistrato Gian Giacomo Ciaccio Montalto

Persino il palazzo dove abitava il magistrato Gian Giacomo Ciaccio Montalto assassinato dalla mafia,  che era stato annunciato come futura sede delle società di calcio e basket ed ospitare un museo della lotta alla mafia aperto alla città, è rimasto un progetto irrealizzabile a seguito della rivendita operata da Antonini dell’immobile che è ubicato di tronte al tribunale di Trapani dove si sono moltiplicati i decreti ingiuntivi di chi sostiene di vantare crediti nei confronti di Antonini perché l’imprenditore romano paga solo quando e chi vuole. Arriviamo ai nostri tempi, con dei crediti d’imposta acquistati da una società che poi in realtà era inadempiente.

Antonini nelle sue sempre più allucinanti dirette sui socialnetwork Facebook o X, ha scaricato ogni colpa al suo commercialista di fiducia, dicendo di essere stato ingannato. Una sterile giustificazione che stride con l’immagine dell’imprenditore che, grazie alla sua amicizia con Diego Maradona, trattava partite di cereali con i leader dell’America Latina e si vantava di aver fatto arrivare navi cariche di grano all’Iran così rompendo l’embargo.

Il palazzetto dello sport del Comune di Trapani

L’anticamere della fine dei progetti di Antonini a Trapani

Ci sono due immagini che fotografano l’inizio della fine. Il primo problema per Antonini è legato alla concessione richiesta del palazzetto dello sport di proprietà comunale. L’imprenditore romano ne rivendica l’utilizzo rivendicando alcuni lavori pagati di tasca propria. Ma il Comune di Trapani si oppone perché la  società di basket Trapani Shark ha cambiato ragione sociale e quindi la delibera deve necessariamente essere ridiscussa.

Il secondo progetto finito nel libro dei sogni è quello di realizzare una cittadella dello sport con stadio, palazzetto, alberghi: un progetto futuristico rimasto che prevedeva un investimento compreso fra 85 e 95 milioni di euro, solo che il terreno prescelto il terreno è di proprietà del demanio e lì non si può costruire. Nei progetti mai realizzati da Antonini era previsto:uno stadio di calcio da 20.000 posti che avrebbe dovuto ospitare le partite casalinghe del Trapani Calcio; un palazzetto dello sport per la squadra di basket Trapani Shark; un’academy per i giovani talenti fra i 13 e i 18 anni; un albergo; un ristorante; un centro medico specializzato in medicina sportiva; campi da tennis; e addirittura un laghetto artificiale. Il progetto annunciato avrebbe dovuto essere finanziato da un consorzio di banche, investitori privati e dallo stesso presidente Antonini. Chiacchiere al vento e fumo negli occhi dei poveri tifosi e sportivi trapanesi !

Antonini ha fondato persino un movimento politico. Si chiama Futuro, in nome non proprio molto originale, così come non è originale lo slogan “Make Trapani Great Again“. La sua idea è quella di creare un’alternativa a chi amministra il Comune di Trapani e successivamente puntare alla Regione Sicilia . La stessa Regione presieduta da Renato Schifani che ha stanzato un contributo di 294mila euro alla società di calcio granata, nel cui board compare Roberto Schifani, guarda caso, figlio del governatore siciliano e avvocato di Antonini .

Una vicenda quella di Antonini che punisce la città di Trapani che aveva creduto inizialmente nei progetti annunciati che si sta lasciando dietro solo figuracce, delusioni e sogni svaniti . in scena una farsa che sarebbe limitante limitare solo all’aspetto sportivo.

Futuro infatti appartiene già al passato come racconta il settimanale L’ Espresso: “Altri impegni urgono in un gruppo che ha il suo quartier generale all’estero in una serie di società con ricavi intorno ai 300 milioni di euro. L’ex holding lussemburghese Quanton comm è stata ceduta nel febbraio 2024 e sostituita da un’altra finanziaria del Granducato, la QTrade house o Qth che commercia granaglie, soia e zucchero in venti paesi. Sul fronte del business sportivo l’altra lussemburghese Leold è stata rimpiazzata dalla T Holding che è controllata dalla Q caffè&cacao Ltd, con sede a Londra, e controlla a sua volta Sport Invest. Questa società con sede a Trapani nello scorso mese di luglio ha ampliato il suo oggetto sociale inserendo la progettazione e manutenzione di stadi, la ristorazione e l’organizzazione di eventi legati a impianti sportivi. Anche questo sviluppo, come il sogno politico, difficilmente si realizzerà ma la vicenda imprenditoriale di Antonini rimane immaginifica almeno quanto la sua capacità di stringere e rompere amicizie importanti. Direttore non esecutivo della Qth è il barone Benjamin Mancroft, 68 anni, membro della camera dei Lord del Regno Unito dal 1998 nelle file dei conservatori, appassionato di caccia alla volpe e molto attivo nelle ex colonie britanniche dell’Africa con una dozzina di altri incarichi.

Massimo Giove, ex presidente del Taranto, e Valerio Antonini, presidente del Trapani

La querelle con Massimo Giove (ex) presidente del Taranto Calcio

Il presidente del Trapani Valerio Antonini attraverso i propri profili social. aveva utilizzato lo scorso anno gravi espressioni per spiegare il momento che si sta vivendo in Serie C sostenendo che “Il Taranto sta falsando il campionato” passando ad attaccare Massimo Giove all’epoca dei fatti patron della squadra jonica, affermando: “Il suo ‘ex’ Presidente dovrebbe essere citato in giudizio da tutti noi Presidenti di Serie C per i danni creati rovinando un campionato intero, avendo cominciato la stagione consapevole che non sarebbe arrivao a Natale e mettendo in atto queste finte vendite societarie da prima repubblica

Antonini parlava sulla questione cessioni:Sarei curioso di sapere dove sono finiti i 500 mila euro della vendita di Antonini (suo omonimo giocatore ceduto da Giove al Catanzaro, ndr), e i 75 mila euro che ho pagato per Kanoute o quelli pagati dall’Avellino per Ferrara. Il presidente del Trapani aggiunge: “Spero che si apra una indagine seria anche per rispetto della Città di Taranto, una delle più importanti nel Mediterraneo per storia e futuro, che non meritava questa fine sportiva indecorosa”.

Ai nostri giorni, Antonini in realtà ha fatto ben peggio lui a Trapani rispetto alle accuse rivolte a Giove che era assolutamente libero e padrine di cedere dei giocatori per fare cassa . E’ proprio vero che il tempo è sempre galantuomo ed il miglior giudice. Qualcuno lo spieghi ad Antonini.


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