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30 Gennaio 2026 07:34

Giorgetti: “Sui dazi Trump detta le regole. L’Europa faccia mea culpa”

L'auspicio del ministro dell'Economia è che la Ue sia più flessibile sul Pnrr

Sui dazi è Donald Trump ad avere “deciso il terreno di gioco. Lo ha deciso e lo sta decidendo lui. D’altronde, oggettivamente il soggetto politico americano dimostra di essere una grande potenza, il soggetto politico europeo grande potenza ancora non lo è visto anche le differenti reazioni che si sono avute alle diverse capitali europee rispetto al preaccordo e all’accordo e al post accordo”. E’ questa l’analisi del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in video-collegamento con il Festival della Lega a Cervia.

Le regolamentazioni europee

“Anche le regolamentazioni approvate negli anni oggi vengono giudicate da coloro che le hanno approvate come una follia. Basti pensare a tutte le normative di transizione verde, in particolare quelle sull’auto che hanno distrutto l’industria europea, ha aggiunto Giorgetti.

“Si tratta ancora per escludere dei settori”

“Onestamente l’accordo politico sui dazi americani è un accordo politico come cornice, un accordo quadro come si potrebbe dire: ogni giorno un dettaglio dell’elemento viene disvelato e al momento attuale si tratta ancora per escludere settori, situazioni e alla fine, soltanto alla fine, si potrà fare un bilancio, soprattutto tarato sul nostro tipo di economia, l’economia italiana“, spiega ancora il ministro dell’Economia.

“Quindi non è banale se alcuni prodotti agricoli siano ricompresi o non siano ricompresi; non è banale come verranno trattati i prodotti farmaceutici. E ricordo che il settore della farmaceutica è il settore industriale di maggiore sviluppo in questo momento in Italia”. Secondo il ministro Giorgetti, “Trump ha giocato la sua partita di poker da abile giocatore e quindi una cosa è sicura: ha massimizzato gli interessi degli americani, dell’economia americana. E’ stato eletto con lo slogan America First e sta rispettando quello che è il mandato che gli elettori gli hanno dato. Ecco, la domanda è se l’Europa risponda esattamente agli interessi degli europei, dell’economia europea. Questo è un altro tipo di discorso sicuramente. L’Europa fa un po’ più di fatica, questo mi sembra abbastanza evidente”.

Risposte europee e flessibilità del Pnrr

“Sarebbe opportuno che anche l’Europa in qualche modo valuti delle risposte europee o comunque approcci con maggiore flessibilità agli strumenti come il Pnrr su cui noi stiamo facendo una riflessione: perché ricordo – conclude il ministro – che entro l’autunno ci sarà l’ultima revisione dell’attuale piano in cui noi faremo anche delle scelte, magari spostando le risorse esattamente dove c’è maggiore necessità e urgenza e auspichiamo che questo tipo di approccio flessibile l’Europa lo condivida, visto la situazione che stiamo oggettivamente vivendo”.

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