Il vicesegretario di Stato Christopher Landau e Paolo Zampolli, inviato speciale per le partnership globali, si sono scontrati via email più volte nel corso di quest’ultimo anno . Lo rivelano delle email ottenute dal sito americano Politico, con le quali Landau avverte Zampolli che deve limitarsi a occuparsi di temi culturali. “Sono qui a ordinarti, ancora una volta, di cessare subito tutto il lavoro su qualsiasi questione che non sia direttamente collegata alla diplomazia culturale”, scriveva Landau a Zampolli lo scorso 14 novembre 2025 mettendo in copia per conoscenza altri 15 colleghi, aggiungendo: “Non hai alcuna autorità di entrare in ALCUNA questione di politica estera al di fuori della diplomazia culturale, inclusi i temi che hai citato”.
Landau, che fino a luglio ha supervisionato direttamente l’operato di Zampolli, non ha risposto alle richieste di commento di Politico. Un portavoce del Dipartimento di Stato ha dichiarato: “Il vice segretario Landau è concentrato nel garantire che il Dipartimento lavori in modo coeso per realizzare gli obiettivi di politica estera del presidente Trump e del segretario Rubio. Ciò include la supervisione degli inviati speciali”.
Landau ha ricoperto l’incarico di ambasciatore degli Stati Uniti in Messico durante la prima amministrazione Trump; in precedenza, dopo gli studi ad Harvard, ha lavorato come assistente legale (clerk) presso la Corte Suprema ed è stato socio di importanti studi legali.

Landau afferma in una delle sue mail che Zampolli sembra “avere intenzione di continuare a condurre attività non autorizzate e possibilmente illegali su questioni commerciali ed economiche” minacciandolo di “azioni disciplinari e licenziamento”. Affermazioni alle quali Zampolli privo di qualsiasi esperienza diplomatica o di Stato, annovera fra i suoi meriti…di aver presentato a Trump negli anni Novanta la sua ultima ed attuale moglie Melania essendo stato nominato “inviato speciale” dal presidente USA, replica che sul suo incarico “solo il presidente può decidere” .
Landau ha scritto che Zampolli ha intrapreso “una condotta di insubordinazione”, aggiungendo di voler informare in merito il Presidential Personnel Office (Ufficio per il personale presidenziale) della Casa Bianca. Non è chiaro se abbia effettivamente proceduto a tale iniziativa.

Secondo Politico, Landau e Zampolli si sono scontrati lo scorso febbraio anche perché l’inviato era andato nei Balcani, dove aveva incontrato il capo del governo della Repubblica Srpska; anche Chris LaCivita e James Blair, due ex manager della campagna elettorale di Trump, che adesso cercano di aiutare i repubblicani nel midterm, sono stati criticati dai media Usa di recente per aver fatto consulenza elettorale al governo locale pro-russo.
Ma mentre LaCivita e Blair hanno ricevuto centinaia di migliaia di dollari, Zampolli dichiara di non avere ricevuto soldi e accusa Landau di avere rivelato a Politico le email a causa di quella visita. Sempre secondo Politico, Zampolli ha anche accusato Landau di essere la fonte di un articolo del New York Times che scrisse che l’inviato del presidente avrebbe chiesto all’Ice di deportare in Brasile la sua ex moglie Amanda Ungaro madre di un figlio in comune, , circostanza che Zampolli nega.
In una delle email, Landau ha precisato che, secondo quanto comunicato dall’amministrazione Trump al Congresso, l’“obiettivo principale” dell’incarico di Zampolli “è rappresentare gli Stati Uniti in occasione di eventi culturali a livello globale e instaurare partnership culturali su scala internazionale”.






