Le esplosioni che hanno fatto tremare i palazzi, droni sugli edifici uno dei quali che ospitava truppe statunitensi è stato evacuato ieri. La tensione per la guerra in corso si avverte e gli aperitivi e le giornate in spiaggia a Dubai , che erano continuate durante i primi tempi dopo l’attacco Usa all’Iran, ormai sono deserte. Girano invece le foto di una Dubai deserta: dai lettini degli stabilimenti sul mare alle strade, dai centri commerciali agli hotel ai ristoranti. La paura droni è palpabile: due giorni fa due droni sono caduti vicino all’aeroporto, come riportato da Al Jazeera. Stamattina una densa colonna di fumo è visibile dell’Emirato, fanno sapere i giornalisti di France Presse che sono sul posto. Un corrispondente dell’agenzia di stampa francese ha raccontato di aver avvertito il suo edificio tremare ed udito una forte esplosione.
“Gli attacchi sono spaventosi, molte famiglie hanno deciso di andarsene” – ha dichiarato un residente di nazionalità afghano-tedesca al quotidiano inglese Daily Mail . Normalmente di venerdì il traffico sarebbe paralizzato e ristoranti e negozi sarebbero affollatissimi, ma ora Dubai appare un deserto. Le società di gestione di alcuni grandi hotel e resort hanno detto al personale che devono prendere le ferie retribuite ora perché non ci sono quasi più ospiti, quindi non c’è niente da fare.

Dubai che fine ad una settimana fa appariva come il paradiso (tax-free) per imprenditori e influencer ora è una città sorvegliata e bersagliata dai droni, dalla quale chi può scappa e chi decide di restare lo fa chiudendosi in casa per scrupolo. Sono lontane le immagini dei centri commerciali gremiti nei quali non era strano incontrare l’emiro Mohammed bin Rashid Al Maktum che stringeva mani e si faceva fotografare con i bambini.
Gli influencer che si sentivano “più sicuri a Dubai” che in patria adesso sono in silenzio: qualcuno ha scelto di “scomparire” momentaneamente dai social e si limita a postare post e stories riguardo il proprio lavoro. Anche perchè è di questi giorni la notizia dell’arresto di un cittadino britannico accusato di violazione delle leggi locali contro “la cyber-criminalità” accusato per aver filmato la caduta di missili lanciati dall’Iran nei giorni scorsi su Dubai in risposta agli attacchi di Usa e Israele.

La scorsa settimana Valentina Baldini, art advisor e moglie di Andrea Pirlo che negli Emirati Arabi allena l’Fc United di Dubai raccontava al Corriere della Sera che la sua giornata “scorre normalmente mentre in Italia qualcuno immagina scenari catastrofici che qui, semplicemente, non esistono nella forma in cui vengono raccontati”. venendo di fatto smentita dall’ evolversi della situazione.
Secondo Radha Stirling, amministratrice delegata di Detained in Dubai, una società che offre sostegno legale e avvocati a stranieri presi di mira dalla giustizia emiratina, sono almeno 20, stando ai dati in loro possesso, le persone di varia nazionalità incriminate dalle polizia di Dubai negli ultimi giorni per ragioni analoghe. Negli Emirati, come in altri Stati del Golfo (e come anche in Israele), vige il filtro di una censura militare sulle immagini che si possono o non possono registrare e pubblicare per documentare attacchi ed entità dei danni di guerra subiti.
Così gli influencer tacciono: qualcuno, come Asia Perre, documenta notti agitate con caccia in volo e qualche caduta di droni. “Ma gli obiettivi – rassicura – documentando le varie offerte di assistenza psicologica per chi dovesse avere ansia , non sono i civili, ma quasi sempre obiettivi strategici“. Le banche occidentali intanto hanno evacuato i dipendenti in seguito alle minacce della Repubblica islamica, secondo cui sarebbero i prossimi obiettivi dei loro attentati.





