Leonardo Maria Del Vecchio il quarto figlio di Leonardo Del Vecchio (fondatore di Luxottica), attraverso la sua Lmdv Capital sta diventando a pieno titolo un editore su scala nazionale. Dopo l’acquisto alla fine dell’anno scorso di una quota minoranza pari al 30% de Il Giornale, ieri attraverso la sua società di investimento, il cda ha formalizzato “un’offerta vincolante per l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza in EN – Editoriale Nazionale“, come reso noto dal board di Monrif, la società presieduta da Andrea Monti Riffeser che ha quindi deliberato di procedere verso la formalizzazione dell’operazione.
Del Vecchio affiancato dall’ad Marco Talarico, ha confermato la sua offerta a pochi giorni dalla scadenza dell’esclusiva del 31 gennaio, per rilevare il polo editoriale posseduto dalla famiglia Monti Riffeser che controlla i quotidiani «Il Giorno», «La Nazione», «Il Resto del Carlino» e «Qn– Quotidiano Nazionale». Al momento nessun dettaglio è trafelato su investimenti e quote. La partecipazione che entrerà in portafoglio alla Lmdv Capital, attraverso la neo costituita società Lmdv Media, dovrebbe essere intorno all’ 80%.

Andrea Riffeser, presidente del gruppo Monrif, società che era stata delistata dalla Borsa, con un investimento equity di circa 15 milioni, ricopre anche la carica di presidente della Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali), riconfermato per il triennio 2023-2026., ha commentato l’operazione in corso: “Siamo felici e onorati di questo accordo con Leonardo Maria Del Vecchio, che rafforza il futuro di un’informazione libera e responsabile, oggi più che mai essenziale per la democrazia del nostro Paese”.
“Questa operazione rientra in un progetto industriale di lungo periodo — ha dichiarato ieri l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, — che riconosce all’editoria un ruolo centrale per il Paese“. Nel gruppo Lmdv Capital la squadra è pronta per costruire il progetto. “Crediamo nel valore dell’informazione di qualità e nell’autonomia delle redazioni” , ha aggiunto Del Vecchio “Il nostro impegno è investire con capitale paziente, mettendo tecnologia e competenze al servizio del lavoro giornalistico. Una volta completati i passaggi formali, intendiamo confrontarci con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso“.
Verificata l’ impossibilità di rilevare l’intero gruppo Gedi, Leonardo Maria Del Vecchio non ha perso tempo. All’inizio del 2025 il suo family office aveva d’altronde accantonato risorse destinate ad un investimento nell’editoria, con il progetto di guardare alla crescita. «La tecnologia e la valorizzazione dei marchi editoriali – aveva detto nella recente intervista al Corriere – possono fare da volano a un settore che deve guardare al futuro con un nuovo progetto che metta al centro le persone. Il mio impegno è quello di un imprenditore, con grande senso di responsabilità“.

I Cdr: vigiliare su passaggio di proprietà
“Tutela dei posti di lavoro, valorizzazione delle cronache sia nazionali che locali, investimenti nel giornalismo di qualità per rilanciare e tutelare testate storiche che quotidianamente garantiscono informazione in territori importanti come Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Liguria, Umbria e Lazio”. È quanto chiedono i giornalisti di Quotidiano nazionale, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Quotidiano.net in merito alla vendita della quota di maggioranza di Editoriale Nazionale a Lmdv.
Riunitisi ieri sera fino a tarda ora in assemblea, dopo la comunicazione dell’accordo, i comitati di redazione – fanno sapere in un documento firmato dal coordinamento dei Cdr del gruppo – hanno riportato alla redazione – oltre 300 colleghi tra articoli 1, 2, 12, 35, 36 e collaboratori – l’esito di un incontro avuto poche ore prima con l’editore Andrea Riffeser Monti, la direttrice Agnese Pini e i manager del Gruppo, dove era stato annunciato l’accoglimento dell’offerta vincolante per entrare in società.
“I Cdr, hanno ribadito all’editore che servono garanzie appunto sulla tutela dei posti di lavoro, sulla difesa delle buste paga (anche delle fasce più deboli, come gli articoli 2, 12 e i collaboratori) , sul radicamento sul territorio dei giornali – che hanno redazioni in tantissime città – sul rilancio delle cronache nazionali e dei siti internet che necessitano di investimenti in giornalisti e tecnicI”, si legge nel testo ripreso dalle agenzie,
“L’assemblea ha salutato con favore il passaggio di proprietà, proprio perché il Gruppo arriva da anni di ridimensionamento delle buste paga (attraverso gli ammortizzatori sociali), delle redazioni (con prepensionamenti e assunzioni non numericamente adeguate), e di riduzione dei compensi dei collaboratori fissi e dei corrispondenti: un mix letale che non ha scalfito la qualità dell’informazione offerta ai lettori solo grazie all’impegno straordinario dei giornalisti. Insomma, da troppo tempo mancano progetti seri e concreti per dare una prospettiva a un Gruppo storico, sia sulla carta sia sul digitale”.
“Per questo motivo – prosegue il documento – l’assemblea ha ribadito al Comitato di redazione la necessità di essere costantemente informata sulla trattativa, perché i punti da definire sono ancora molti.
I Cdr apprezzano le parole di Leonardo Maria Del Vecchio che ha assicurato che ci sarà, una volta ultimati i passaggi formali, un confronto con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso, rispondendo che sono comunque operazioni previste dalla normative e che quello che è mancato negli anni nel Gruppo è stato appunto una discussione costruttiva su come dare nuovo slancio alle testate; purtroppo l’unica parola d’ordine è stata quella dei tagli e dell’arretramento, una politica controproducente che si è sempre riversata negativamente solo sulle redazioni”.“Ora i Cdr vigileranno sui passaggi di proprietà insieme con gli altri sindacati perché mai come ora è necessario un cambio di passo per dare un futuro al Gruppo e ai giornalisti che ci lavorano”.






