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9 Gennaio 2026 00:42

Crans Montana, Jessica Moretti sarebbe scappata dall’incendio rogo con la cassa del locale

Jacques e Jessica Maric Moretti sono noti a Crans-Montana come "i corsi", perché le loro radici si affondavano in profondità nell'isola della Corsica a nord della Sardegna. Ma il centro del loro business è proprio a Crans-Montana. Anne Jeanne Maric,

Jacques Moretti e sua moglie Jessica Maric Moretti,  i proprietari del locale “Le Constellation” in Svizzera a Crans-Montana, indagati dalla magistratura elvetica per il rogo della notte di Capodanno in cui hanno perso la vita 40 persone e 116 sono rimaste ferite, scrivevano un messaggio “Siamo vivi, ma è una catastrofe”   rivolto a un loro amico che chiedeva notizie subito dopo la tragedia. Jessica Maric Moretti si trovava all’interno de Le Constellation quando è scoppiato l’incendio rimanendo ustionata a un braccio, mentre suo marito Jacques Moretti si trovava in un altro locale.

“I Moretti? Curioso che proprio nei loro locali, dal 2019, non siano stati effettuati controlli sulla sicurezza” dice Philippe Nicolle, gestore del Monk’is Bar di Crans-Montana,il quale esibisce i tutti documenti con timbri e date delle verifiche. “Siamo iper-monitorati 140 visite all’anno per 128 tra bar e ristoranti: forse hanno saltato chi investiva di più” dice in maniera molto allusiva.

Lei fugge con la cassa del locale in mano

La sera di Capodanno, quando circa 400 ragazzi erano stipati dentro un locale con una sola via d’uscita, ci sono il figlio della donna, avuto dal primo matrimonio, e Jessica Moretti. Suo figlio era capo dello staff e dall’interno provava a sfondare i pannelli di plexiglass che intrappolavano i ragazzi all’interno della veranda ormai incandescente. Al momento della strage, i ragazzi intrappolati per saldare gli investimenti immobiliari,  fossero almeno 400 e che le telecamere fissate su due lampioni abbiano infine ripreso il crollo del discobar dei Moretti: il figlio più grande di Jessica, avuto dall’ex marito, cerca di rompere i vetri dell’ex terrazza mutata in veranda; la madre, che cresce oggi anche i due figli di 4 anni e pochi mesi concepiti con Jacques Moretti, ustionata a un braccio, immortalata mentre fuggiva tra le fiamme con la cassa del locale stretta nelle mani. I filmati sequestrati , compresi quelli delle telecamere interne, sono adesso all’esame della procuratrice cantonale di Sion Beatrice Pilloud: se emergesse che Jessica e suo figlio si siano davvero dileguati senza cercare di salvare decine di teenagers, attratti con l’esca delle scintillanti bottiglie free di vodka e champagne,  è inevitabile anche la contestazione di omissione di soccorso.

Chi sono i coniugi Moretti

Jacques e Jessica Maric Moretti sono noti a Crans-Montana come “i corsi“, perché le loro radici si affondavano in profondità nell’isola della Corsica a nord della Sardegna. Ma il centro del loro business è proprio a Crans-Montana. Anne Jeanne Maric, 40 anni,  corsa ma nata in Costa Azzurra, figlia di un vigile del fuoco di Cannes e nipote del presidente del comitato municipale degli incendi forestali , proviene da un matrimonio precedente finito male dal quale era nato un figlio. Nel curriculum di Jessica, la vocazione per gli affari: liceo ad Antibes, università internazionale nel principato di Monaco, master nel Sud del Galles e alla Business School di Montpellier. Il marito Jacques Moretti 47 anni originario di Ghisonaccia, paesino di pastori nel dipartimento dell’Alta Corsica coinvolto prima in un’indagine per sfruttamento della prostituzione, finendo in carcere nel 2005 nell’Alta Savoia anche per sequestro di persona e truffa. 

I due coniugi Moretti sono liberi. E oggi uno degli avvocati che rappresenta le famiglie delle vittime dice: “Per me, è un rischio aver lasciato i gestori del Costellation, i coniugi Moretti, in libertà. Immaginate cosa succederebbe per le vittime se queste persone lasciassero la Svizzera e non si potesse avere il processo che è dovuto ai genitori e alle famiglie delle vittime”. emittente televisiva svizzera Rts, l’ avvocato Sébastien Fanti, difensore di diverse vittime della tragedia di Capodanno a Crans-Montana.

Romain Jordan, un altro legale che assiste diverse vittime, si dice “scioccato” che gli avvocati siano esclusi dalle audizioni. La procuratrice Pilloud replica che è “nell’interesse della rapidità del procedimento e per evitare fughe di notizie dato il carattere mediatico del dossier”. Per l’ avvocato Alain Macaluso, direttore del centro di diritto penale dell’Università di Losanna, questa modalità di condurre le indagini “è contraria al codice di procedura penale e molto probabilmente sono audizioni che dovranno essere completamente rifatte a causa di questo”.

Jacques e Jessica Maric Moretti

Il loro trasferimento a Crans-Montana e gli investimenti multimilionari

Dopo le nozze i coniugi Moretti decidono di trasferirsi e rifarsi una vita insieme, dividere tutto, con quattro società compartecipate daI due al 50%. Appaiono nel Canton Vallese nella svizzera-francese, nella primavera del 2011, e in pochi anni si fanno largo nella zona intorno al comprensorio sciistico di Crans-Montana. Aprono due ristoranti, un discobar e uno chalet. “Investimenti da oltre 15 milioni di franchi – spiegano all’agenzia Luxury Homesa cui sommare i costi per ristrutturazioni, arredi, cucine e servizi. Si sale ben oltre i 20: ampiamente finanziati dalle banche“. Mutui con rate mensili da capogiro, che non hanno però spaventato i Moretti. Ma si sa d’ altro canto che in Svizzera i soldi sporchi per la banche ed il governo elvetico non puzzano mai…!

La loro prima mossa fu quello di affittare Le Vieux Chalet, vetusto ristorante tipico a Lens, località asei chilometri dalla più glamour Crans-Montana. Offrono al vecchio proprietario di finanziare la ristrutturazione, per trasformarlo in una locanda chic con brace e fonduta. “Design cozy e live music”, il loto marchio di fabbrica: il ristorante Le Vieux funziona e proietta i gestori nell’alta società internazionale di chi, per la settimana bianca, arriva ad acquistare ville pagandole sino a 10 milioni di franchi. La rete sociale che frequentano im loro locali , è sapientemente distribuita tra politici e imprenditori, e viene definita “fitta”, e la vita mondana definita “brillante“: per i Moretti si sviluppano le occasioni riservate delle immobiliari, ma anche le porte del credito svizzero del Canton Ticino. “La gente in montagna non vuole più vivere – dice il ristoratore Ferenc Gabioud – I prezzi delle seconde case è esploso, quello dei locali crollato“.

il ristorante Le Vieux Chalet a Lens

Il primo ristorante di successo

La prima mossa è affittare il ristorante Le Vieux Chalet, nel cuore di Lens, localita a una manciata di chilometri da Crans. Lo rilevano e lo ristrutturano, trasformandolo in un locale chic di specialità corse, che presto diventa punto di riferimento per tutta quell’alta società svizzero-francese (ma anche italiana) che a Crans-Montana ci fa una o due settimane bianche. È a questo punto che i due, comprendendo che l’ingranaggio ha iniziato a girare, si rivolgono alle banche svizzere. Acquistano il ristorante Le Vieux Chalet e una villa poco distante, con vista sul Cervino. Di franchi ne spendono circa 5 milioni. Poi mettono gli occhi su Crans-Montana, per fare il definitivo salto di qualità.

Il “Constellation” e i locali alla moda

Il salto negli affari redditizzi arriva nel 2015, con il bar decrepito Le Constellation e la brasserie Le Petite Maison. Il metodo è lo stesso di Lens: si affitta offrendo cifre spropositate, si ristruttura rendendo il locale alla moda e perfetto per il nuovo turismo ricco di Crans-Montana. Poi si chiede un finanziamento e si procede all’acquisto, perché di affitto in affitto è difficile sopravvivere anche per “i corsi”. E così succede anche per il discobar della tragedia.

 I lavori all’interno – per stringere la scala, ampliare la veranda e guadagnare spazio per tavoli – servono per bilanciare l’affitto da 40mila franchi al mese. L’acquisto due anni fa – a 1,5 milioni – avviene a cifre completamente fuori mercato. E per rientrare, i coniugi sono costretti a risparmiare dove si può (e non si dovrebbe): la sicurezza e i controlli. 

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