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7 Gennaio 2026 21:52

Crans-Montana, ammissione degli svizzeri: “A Le Constellation nessun controllo antincendio negli ultimi 5 anni”

Gli inviati Rai aggrediti davanti al ristorante dei Moretti a Crans-Montana: "Erano in 10, abbiamo subito spintoni e minacce"

Dopo il tragico incendio cinque giorni del bar Le Constellation,Crans-Montana, in Svizzera, adibito a disco-club, che ha causato 40 morti e 116 feriti, l’ amministrazione comunale ha constatato “gravi mancanze” nei controlli di sicurezza periodici. Lo rende noto un comunicato in cui il Comune ha ammesso che, nonostante siano stati effettuati oltre 14.000 controlli antincendio nel solo 2025, è stato riscontrato un mancato controllo periodico dell’esercizio Le Constellation per il periodo 2020-2025. Le indagini sull’incendio, che hanno sconvolto la comunità locale, sono tuttora in corso per accertare le responsabilità.

Perché non arrestano i due titolari del Costellation

Jacques e Jessica Moretti sono indagati per omicidio colposo ma non sono stati arrestati. Il motivo, spiega la Procura è perché “i criteri per la custodia cautelare non sono attualmente soddisfatti. Attualmente non vi è alcun sospetto che gli imputati intendano eludere il procedimento penale o la pena prevista tramite la fuga. Gli altri criteri, ovvero il rischio di recidiva o collusione, non vengono presi in considerazione. L’indagine è in corso per accertare eventuali altre responsabilità penali“.

Di opposto parere Paolo Bernasconi, ex pubblico ministero a Lugano (Svizzera) che attualmente insegna Diritto penale dell’economia in diverse università svizzere. “In questa vicenda la giustizia mi pare si stia muovendo troppo lentamente. È vero che sono reati colposi, ma di fronte a un disastro di proporzioni colossali e a omissioni evidenti, avrei preso provvedimenti straordinari,”come l’arresto in carcere o i domiciliari. Mi sembra il minimo nei confronti delle vittime e delle loro famiglie” ha dichiarato al Corriere della Sera C’è un rischio di fuga, perché si tratta di due cittadini francesi che teoricamente potrebbero lasciare la Svizzera, e c’è un rischio di inquinamento probatorio in una cittadina piccola. Sarebbe anche nella prassi giudiziaria svizzera” e conclude “Mi sarei aspettato anche un gesto dalla politica come le dimissioni del Consiglio comunale e del responsabile cantonale della sicurezza. E poi che la Confederazione costituisse un fondo per i risarcimenti delle vittime, perché temo che la polizza del bar non potrà mai coprire i danni“.

“Nel 2015 il proprietario ha chiesto un permesso di costruzione per una veranda antistante l’ingresso e ha effettuato autonomamente lavori interni che non richiedevano autorizzazione“, si legge nella nota del Comune di Crans-Montana “Nel 2016, 2018 e 2019 sono stati affettuati controlli (comprese le norme antincendio) del bar Le Constellation, con richieste specifiche di modifiche per il rispetto di tali norme”, continua la nota del Comune. I rapporti indicavano un limite di capienza di 100 persone per i locali al piano terra e di 100 per il seminterrato.

Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Feraud ha ammesso che da cinque anni non venivano fatti controlli sul Costellation ed ha spiegato di essere in totale buona fede, perché ha scoperto la circostanza solo dopo aver visionato i documenti consegnati alla procura, ed ha anche spiegato che i tecnici comunali non avevano mai controllato la qualità dei materiali, come ad esempio la schiuma fonoassorbente, perché non sarebbe previsto dalla normativa.

Tutti identificati i 40 morti, ed i feriti, che sono 116, di cui 33 nel frattempo sono stati dimessi dagli ospedali. Sono questi gli attuali numeri del tragico rogo di Crans-Montana. Alla fine del 2025 il gestore aveva infatti presentato una richiesta d’ampliamento, che prevedeva di eliminare un’uscita laterale della veranda: un ampliamento che avrebbe potuto rendere ancora più gravi le conseguenze del rogo. E sembra che la pericolosità dei pannelli fonoassorbenti presenti sul soffitto fosse già nota da anni. Il Comune ha intanto ritirato ai gestori la licenza di esercizio per il loro secondo locale a Crans-Montana.

Il Consiglio comunale della nota località sciistica di Crans-Montana dichiara di “rammaricarsene profondamente” e di aver deciso di adottare misure immediate, come il divieto di utilizzo di dispositivi pirotecnici di qualsiasi tipo nei locali chiusi, su tutto il territorio comunale. Lo pubblica Rsi. Il Comune inoltre ha deciso di affidare un incarico ad un ufficio esterno specializzato per “effettuare senza indugio un controllo di tutti i 128 esercizi pubblici del comune, compresa la qualità dei materiali, nonostante la legge non lo preveda”, si legge nel testo. 

Il proprietario del locale, J. B., intendeva allargarsi ulteriormente: lo scorso 19 dicembre aveva depositato al Comune di Crans-Montana il progetto per l’ampliamento della veranda, che è stato rintracciato dala tv svizzera Rts, che prevede un aumento della superficie da 44 a 74 metri quadrati circa e la rimozione di un’uscita laterale. Della pianta è contatabile che l’entrata al bar del pianterreno è di un metro e mezzo appena e si apre verso l’interno e non l’esterno, contrariamente a quando impongono le normative locali vigenti.

Una donna e un uomo, ex dipendenti de Le Constellation , hanno rivelato all’emittente elvetica Bfm che nel 2023 l’unica uscita di sicurezza dell’interrato era seminascosta dentro un’area per fumatori e veniva chiusa a chiave per impedire ai ragazzi di entrare senza controllo ed uscire senza pagare, e dopo la tragedia un soccorritore ha detto che per aprirla l’ha dovuta forzare.

le immagini dell’aggressione ai giornalisti della RAI

L’aggressione ai giornalisti italiani a Crans-Montana

I giornalisti e gli operatori tv della RAI inviati dei programmi Uno Mattina News” e di “Storie Italiane sono stati minacciati e spintonati a Crans-Montana davanti a uno dei locali di proprietà dei coniugi Gessica e Jacques Moretti indagati a piede libero per omicidio colposo , che gestiscono il disco-bar Le Constellation. L’episodio è avvenuto ieri pomeriggio davanti al ristorante a due piani ‘Le vieux chalet‘, che in quel momento era chiuso. Era il giorno del dolore per i ragazzi morti che tornavano in Italia mentre qui a Crans-Montana sono rimaste le domande sulle varie responsabilità sulla tragedia .

I giornalisti della RAI sono davanti a uno dei locali dei coniugi Moretti, che al momento sono indagati, i quali gestiscono tre locali qui nella cittadina svizzera. Le troupe RAI , sono andati davanti al ristorante ed hanno soltanto inquadrato e ripreso un cartello che era sulla strada che diceva che il ristorante era chiuso.

A quel punto è arrivata una auto con musica rap ad altissimo volume, che li stava seguendo già da un po’. “Sono uscite tre persone – prosegue il racconto Domenico Marocchi, inviato di Uno Mattina Newsche hanno iniziato ad intimidirci ad insultarci, anche con insulti diretti a tutti gli italiani”. Gli aggressori parlavano con accento corso-francese, indossando felpe e cappucci e uno anche gli occhiali da sole, nonostante fosse già buio. “Stavano per andare via quando sono arrivate altre sette persone“, ha spiegato ancora Marocchi. Il giornalista ha visto uscire questi ultimi dal locale e ha riconosciuto tra loro gli autori di un’altra aggressione ai danni degli inviati del Blick, quotidiano svizzero in lingua tedesca che poco prima aveva pubblicato un video su X (ex-Twitter) per denunciare l’accaduto.

Anche una troupe di ‘Ore 14‘, la trasmissione su Rai 2 condotta da Milo Infante, è stata aggredita ieri a Crans-Montana mentre stava documentando i tragici fatti del Capodanno. “La giornalista Francesca Crimi informa una nota della trasmissione – era insieme al cameramen Marco Bonifacio quando una persona vicina ai proprietari di Le Constellation l’ha colpita con dell’acqua gelida. Erano circa le 17.30 e la temperatura esterna del luogo era di -10 gradi. L’uomo ha aperto una pompa dell’acqua che aveva in mano contro la giornalista bagnandola completamente“. Immediato il commento del conduttore Milo Infante: “Si tratta di un atto vergognoso e vigliacco che colpisce una collega mentre svolge il proprio lavoro

i coniugi indagati Gessica e Jacques Moretti, titolari de Le Constellation

Le intimidazioni del clan Moretti

Nel gruppo che ha minacciato i giornalisti, anche una donna e un uomo che si è tenuto più distante, riconosciuti dalle immagini video come i coniugi Moretti. I dieci aggressori “hanno circondato la nostra auto e hanno iniziato ad urlare. E’ arrivato uno spintone verso la nostra auto, siamo entrati tutti e quattro nella vettura e lì hanno iniziato a dare colpi sia all’auto che agli specchietti”. Gli inviati hanno sporto denuncia alle autorità elvetiche, spiegando l’accaduto, e stanno valutando se presentarla anche alle autorità italiane.

Per l’episodio è arrivata la condanna del ministro Tajani: «Due troupe della Rai sono state aggredite e minacciate ieri a Crans Montana. I giornalisti stavano lavorando per testimoniare al pubblico italiano i seguiti della sciagura che ha colpito mortalmente 6 nostri giovani e ha provocato molti feriti, anche particolarmente gravi. Ho chiesto alla nostra ambasciata in Svizzera di sensibilizzare le autorità sulla necessità di attenzione e sorveglianza“, ha spiegato il ministro degli Esteri italiano in un post su X (ex-Twitter). “Nel rispetto di ogni sensibilità, i giornalisti dovranno continuare ad operare liberamente. Il contesto di questa sciagura deve portarci a rispettare il dolore di tutti, ma in nessun modo deve permettere atti di violenza o intimidazione contro la stampa” ha aggiunto.

Parigi apre un’inchiesta penale. Le procure italiane inermi

A seguito dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, la procura di Parigi ha avviato “un’inchiesta ‘specchio’ (parallela) per accompagnare le famiglie francesi nelle indagini condotte dalle autorità svizzere“, ha spiegato la procuratrice della Repubblica di Parigi, Laure Beccuau. “Le autorità svizzere — ha precisato — restano competenti per indagare sullo svolgimento dei fatti e ricercare eventuali responsabilità“. L’obiettivo dell’inchiesta francese, ha aggiunto Beccuau, è di “consentire alle vittime francesi e alle loro famiglie di beneficiare di un interlocutore comune in Francia e di facilitare, se necessario, i loro scambi con le autorità svizzere“. Nessuna iniziativa dalle procure italiane, evidentemente troppo impegnate nella campagna referendaria per osteggiare la riforma della giustizia

Giampaolo Casella ed Alberto Zoli, dell’Ospedale Niguarda di Milano,

Rianimazione Niguarda, su decorso feriti Crans-Montana si naviga a vista

“In terapia intensiva abbiamo tre pazienti molto più critici di altri, ma le condizioni, pur nella loro gravità, sono stabili e riusciamo a mantenerli non in pericolo di vita immediatoe sul loro decorso “si naviga a vista e ogni giorno è un giorno guadagnato”. la dichiarazione di Giampaolo Casella, direttore Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale Niguarda di Milano, in un punto stampa sui feriti di Crans-Montana. “La quantità di ustione sarebbe più che sufficiente per essere preoccupati. Il combinato disposto di aver dovuto respirare fumi velenosi per un periodo molto lungo, insieme alle ustioni, moltiplica il problema. È un vero problema” ha spiegato, sottolineando che “oggi sono in corso degli interventi e andremo avanti tutto il pomeriggio e la sera”.

“Abbiamo 11 pazienti ricoverati. Alcuni più gravi, altri meno. Ma sicuramente 11 pazienti critici sui quali manteniamo ancora una prognosi riservata”. aggiunge Alberto Zoli, direttore generale del Niguarda, nel punto stampa sui feriti di Crans-Montana ricoverati nell’ospedale milanese. “Le loro condizioni variano da ustioni molto estese, anche al 70%, fino a ustioni molto meno estese ma con compromissioni delle funzioni vitali. Per questo sono tutti pazienti ancora in condizioni critiche ma che nelle prossime ore possono avere un’evoluzione speriamo positiva – ha aggiunto – Abbiamo ancora pazienti ricoverati in terapia intensiva, altri in semi intensiva o meno intensiva. Sicuramente stanno ricevendo tutte le cure del caso ma dobbiamo sottolineare ancora una volta che parliamo di grandi ustionati con compromissioni a volte di funzioni vitali come la respirazione. Dato che questo è il quadro, la prognosi rimane riservata“.

La Meloni in visita ai giovani ricoverati l Niguarda di Milano

Prima di recarsi a Parigi, dove è attesa al vertice della Coalizione dei Volenterosi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, ha fatto tappa a Milano per fare visita, all’Ospedale Niguarda, ad alcuni dei giovani rimasti feriti nella tragedia di Crans-Montana. La premier si è intrattenuta con i familiari dei ragazzi ricoverati, rinnovando a tutti la piena vicinanza e il sostegno del governo in questo momento di grande dolore. La Meloni ha voluto anche esprimere un personale ringraziamento ai medici e agli infermieri per l’impegno e la professionalità dimostrati nell’assistenza ai pazienti.

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