Covid19, altre 5 regioni in zona arancione: Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria, Toscana

Covid19, altre 5 regioni in zona arancione: Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria, Toscana

Campania sotto i riflettori: oggi atteso cambio di colore. Deciso lockdown in Alto Adige . Rezza: “Situazione in peggioramento giustifica misure restrittive”. tecnici del ministero sono stati presenti presso la Regione Campania al fine di verificare la filiera della raccolta dati e verificare eventualmente se ci sono state falle e se queste nelle prossime ore possono essere “corrette”. Attesa nella notte la firma del ministro Speranza dopo Cts

di REDAZIONE POLITICA

A causa del peggioramento della curva del contagio, cinque regioni dalla zona “gialla” passano a quella “arancione“. Nel report di monitoraggio settimanale del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità si legge: “Tutte le Regioni sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane“.

Il bollettino di ieri 9 novembre registra 25.271 nuovi casi e 356 morti. Effettuati 147.725 tamponi. I nuovi contagi sono stati 32.616 (con 191.144 test), 331 i decessi. Altre 100 persone sono state ricoverate in terapia intensiva per un totale di 2.849 rivoveri. La regione con più casi resta la Lombardia (+4.777), seguita dalla Campania (+3.120), Piemonte (+2.876), Toscana (+2.244) e Veneto (2.223). Quella con minori contagi il Molise (+98).

A causa di questo allerta nella notte il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà un’ordinanza che sulla base dei dati elaborati dalla Cabina di regia prevede l’ingresso a partire da mercoledì 11 novembre nella zona “arancione” di nuove Regioni:  Abruzzo,  Basilicata,  Liguria, UmbriaToscana. Oggi potrebbe toccare anche alla Campania che al momento è una regione “osservata speciale“.

Iss: “Situazione molto grave, varie regioni in scenario 4”

Viene confermato un rapido peggioramento dell’epidemia in Italia. La maggior parte del territorio nazionale è compatibile con uno scenario 3 ma sono in aumento le Regioni in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4. Si conferma pertanto una situazione “complessivamente e diffusamente molto grave sull’intero territorio con criticità ormai evidenti in numerose Regioni“. E’ quanto evidenzia il monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute.

“Ritardo in ricezione dati consolidati da regioni”

“Si osserva complessivamente una criticità nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Ciò ha comportato in questa settimana un ritardo nella ricezione dei dati consolidati dalle Regioni per la settimana 26 ottobre – 1 novembre che al momento è il dato consolidato più recente disponibile. Di per sé, questo costituisce una ulteriore prova della generale criticità di resilienza diffusa su tutto il territorio nazionale e dovuta alla gravità della situazione epidemiologica. Come conseguenza questo può portare ad una sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza” si legge nel report dell’Iss relativo alla settimana dal 26 ottobre al 1 novembre 2020

L’indice di contagio Rt è pari a 1,72 calcolato sui casi sintomatici nel periodo 15-28 ottobre 2020, e si riscontrano valori medi di Rt superiori a 1,5, ritenuta la soglia di rischio, “nella maggior parte delle Regioni italiane e superiori a uno in tutte Regioni“.

“Situazione in peggioramento giustifica misure restrittive”

La situazione epidemiologica per quanto riguarda il Covid-19 continua a peggiorare con un Rt di 1,7. Abbiamo oltre 500 casi per 100mila abitanti e quasi tutte le Regioni italiane sono pesantemente colpite” ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, sottolineando “che si registra un aumento dei ricoveri soprattutto in terapia intensiva. Questa situazione – spiega – giustifica sia ulteriori provvedimenti più restrittivi soprattutto nelle regioni più colpite sia comportamenti prudenti da parte di tutti i cittadini“.

Alto Adige si prepara al lockdown, oggi la decisione

Questa mattina la giunta provinciale altoatesina ratificherà l’istituzione di un nuovo “lockdown” della durata di almeno tre settimane. Una decisione forte ma a questo punto inevitabile a seguito della preoccupante situazione sia dei contagi che dei ricoveri in ospedale. L’Alto Adige da mercoledì inizierà un lockdown molto simile a quello che c’era in vigore a marzo e aprile. Secondo l’ Agenas (Agenzia per i servizi sanitari regionali ), in Alto Adige nei reparti di medicina generale, malattie infettive e pneumologia la capienza di pazienti è pari al 99%. Ad oggi i pazienti Covid ricoverati nei sette ospedali presenti sul territorio altoatesino sono 320. A Bolzano la terapia intensiva ha raddoppiato la soglia limite del 30% essendo al 61% (41 i ricoverati). A proporre il lockdown sarà l’assessore alla sanità Thomas Widmann mentre il direttore generale della Asl altoatesina Florian Zerzer ha parlato di “situazione prossima al tracollo”.

Il ministero controlla la gestione dei dati della Regione Campania

Da quanto si apprende da fonti del Ministero della Salute per tutta la giornata di lunedì tecnici del ministero sono stati presenti presso la Regione Campania al fine di verificare la filiera della raccolta dati e verificare eventualmente se ci sono state falle e se queste nelle prossime ore possono essere “corrette” , fermo restando che la situazione volgerà in giornata per un cambio di colore, da “giallo” ad “arancione“.

Mentre scriviamo nella notte è in corso una riunione del Comitato Tecnico Scientifico a seguito del quale arriverà la firma di Speranza .

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