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5 Ottobre 2026 11:54

Come “avvelenare” il voto: la psicosi della matite cancellabili. Il Viminale: “Indelebili sulle schede”

I soliti grillini fannogirare messaggi di allarme girato sui social, in molti arrivano ai seggi armati di gomma per cancellare e verificano l'alterabilità del segno. Da Nord a Sud, denunce dei grillini che si moltiplicano generando interventi della Digos e sostituzione della cancelleria

Ultima arma anti-referendum. la psicosi delle matite cancellabili introdotto nella domenica del voto per il referendum sulla riforma costituzionale, causando proteste nei seggi da Nord a Sud , casse di lapis sostituite, inviti ad aprire gli occhi sulla possibilità di brogli e spiegazioni inascoltate. Nel pomeriggio, mentre la cronaca e la rete ribollono di segnalazioni, arriva la nota ufficiale del Ministero dell’ Interno : “Le matite cosiddette ‘copiative’ sono indelebili e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale. Le Prefetture possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti” precisa il ministero, precisando che si utilizzano matite prodotte da Faber-Castell “da almeno cinque anni“.

CdG viminaleIl Viminale in media ogni anno ne acquista un certo numero, basandosi sul fabbisogno storico, per rifornire i depositi ed essere in grado di rifornire le Prefetture man mano che manifestano il loro fabbisogno. Nello specifico, quest’anno il Viminale ha acquistato 130 mila matite dalla ditta LUCA srl – aggiudicataria del relativo appalto sul mercato elettronico – che, a sua volta, si rifornisce dalla Faber-Castell, direttamente in Germania. Di queste 130 mila, per esempio, quest’anno ne sono state distribuite circa 80 mila per il referendum costituzionale, mentre altre richieste, da parte delle Prefetture, sono state soddisfatte per il referendum sulle trivelle e in occasione delle elezioni amministrative”. A giudicare dal merito delle denunce, che segnalano tratti cancellabili o l’uso nei seggi di matite non copiative o più vecchie dei cinque anni indicati dall’Interno, la storia non finisce qui. Sopratutto se vincerà il SI.

Piovono denunce da Roma a Genova, da Napoli a Salerno, da Isernia a Catania. Sono proprio le prefetture siciliane del comune etneo e di Agrigento a intervenire invitando a “evitare inutili allarmismi” perché, qualunque sia il timore di irregolarità, “chiunque può assistere allo scrutinio subito dopo la chiusura dei seggi” e rendersi  personalmente conto della sua regolarità. In altri contesti gli organi competenti, forse presi in contropiede, preferiscono assecondare le richieste di sostituzione delle matite. Intanto la cronaca registra il diffondersi della psicosi, caso per caso, ultima strategia della tensione innescata dal M5S, che però quanto eleggeva i propri deputati e consiglieri non cerava alcun problema sulle stesse matite.

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