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15 Gennaio 2026 20:08

Caso Almasri: al vaglio ipotesi informativa dei ministri Nordio e Piantedosi alle Camere

È quanto si apprende da fonti parlamentari della maggioranza di governo

A riferire in Parlamento sulla vicenda Almasri potrebbero essere il Guardasigilli Carlo Nordio e il titolare del Viminale Matteo Piantedosi . L’ipotesi è che oggi, spiegano le stesse fonti, in occasione delle conferenze dei capigruppo di Camera e Senato (la prima fissata alle 13, e la seconda alle 15), il governo dovrebbe dare la disponibilità dei due ministri a svolgere l’informativa sulla vicenda che riguarda il comandante libico prima arrestato e poi rilasciato e ricondotto in Libia su un volo di Stato e sul quale pende un mandato di cattura internazionale da parte della Corte dell’Aja. Circolano altre voci provenienti da ambienti parlamentari di maggioranza, a svolgere l’informativa potrebbe essere il solo ministro della Giustizia Nordio.

Nel frattempo ieri Lam Magok Biel Ruei  presunta vittima e testimone delle torture del comandante della polizia giudiziaria libica Osama Almasri ha presentato una denuncia contro il governo italiano per “favoreggiamento” per “le condotte di Nordio, Piantedosi e Meloni” che, secondo il denunciante “hanno sottratto il torturatore libico alla giustizia”. aggiungendo “Io sono stato vittima e testimone di queste atrocità, orrori che ho già raccontato alla Corte penale internazionale ma il governo italiano mi ha reso vittima una seconda volta, vanificando la possibilità di ottenere giustizia sia per tutte le persone, come me, sopravvissute alle sue violenze, sia per coloro che ha ucciso sia per coloro che continueranno a subire torture e abusi per sua mano o sotto il suo comando”.

Osama Almasri

Nella denuncia di Lam Magok, ospite di una struttura di Baobab Experience, presentata a Roma tramite il proprio legale si sottolinea come “l’inerzia del ministro della Giustizia, il quale avrebbe potuto e dovuto chiedere la custodia cautelare del criminale ricercato dalla Corte penale internazionale, e il decreto di espulsione firmato dal ministro dell’Interno, con l’immediata predisposizione del volo di Stato per ricondurre il ricercato in Libia, hanno consentito ad Almasri di sottrarsi all’arresto e di ritornare impunemente nel suo Paese di origine, impedendo così la celebrazione del processo a suo carico”.

“Esiste un comunicato ufficiale della Corte penale internazionale del 22 gennaio 2025 che – secondo secondo il legale di Lam Magokdimostra che le autorità italiane erano state non solo opportunamente informate dell’operatività del mandato di arresto, ma anche coinvolte in una precedente attività di consultazione preventiva e coordinamento volta proprio a garantire l’adeguata ricezione della richiesta della Corte e la sua attuazione. In quello stesso comunicato si riporta inoltre che le autorità italiane hanno chiesto espressamente alla Corte penale internazionale di non commentare pubblicamente l’arresto di Almasri, dimostrando, quindi, di esserne a conoscenza”.

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