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4 Febbraio 2026 12:41

Askatasuna a Torino, arresti domiciliari per il presunto aggressore del poliziotto

Èstato messo ai domiciliari il 22enne originario della provincia di Grosseto arrestato dalla Digos perché sospettato di avere preso parte al pestaggio dell'agente del reparto mobile di Padova. Altri due uomini, che erano stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale, sono stati scarcerati con obbligo di firma

È stato posto ai domiciliari Angelo Francesco Simionato, 22enne, originario della provincia di Grosseto, arrestato dalla Digos perché sospettato di aver preso parte – lo scorso 31 gennaio a Torino dopo il corteo Pro Askatasuna – all’aggressione ai danni del poliziotto del reparto mobile di Padova Alessandro Calista. La decisione è stata presa dil gip del Tribunale del capoluogo piemontese Giovanni Giani, sciogliendo la riserva dopo l’udienza di convalida celebrata lunedì 2 febbraio, nwl corso della quale il giovane ha rilasciato dichiarazioni. In base a quel che si ricava dal dispositivo, ci sono comunque indizi a carico del 22enne rispetto al suo coinvolgimento nella giornata del 31 gennaio.


Scarcerati con obbligo di firma altri due arrestati

Sono invece state scarcerate con obbligo di firma per Pietro Desideri, 31 anni di Grosseto , e Matteo Campaner, 35 anni  di Grugliasco, in provincia di Torino, le altre due due persone fermate, ritenute coinvolte negli incidenti avvenuti a Torino. Si tratta di due uomini che erano stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. “Siamo contenti della decisione del giudice, anche se riteniamo di essere del tutto estranei agli incidenti. Per questo valuteremo la possibilità di ricorrere al tribunale del riesame”, ha dichiarato l’avvocato di uno dei due uomini, che resta indagato per resistenza e violenza pubblico ufficiale. All’udienza di convalida, oltre ad aver negato qualsiasi coinvolgimento in azioni contro le forze dell’ordine, l’uomo si era detto “inorridito” dall’aggressione al poliziotto Alessandro Calista.

In sostanza i tre escono tutti dal carcere Lorusso e Cutugno, dov’erano entrati dopo le quasi due ore di guerriglia in corso Regina Margherita. Gli altri aggressori sono tuttora ignoti, ma si aspettano nuovi esiti dalla visione dei filmati girati durante gli scontri e dalle testimonianze de visu degli agenti schierati in servizio d’ordine pubblico. Gli investigatori della Digos della Questura di Torino, coordinati dai pm Chiara Molinari ed Emilio Gatti, stanno analizzando ore e ore di filmati, sia le telecamere di videosorveglianza sia le immagini amatoriali caricate sui social. L’obiettivo è dare un volto ai protagonisti degli scontri, anarchici e antagonisti, in arrivo da tutta Italia ma anche dalla Francia.

La Procura procede per devastazione

La Procura di Torino ha formalizzato l’apertura di un fascicolo per devastazione per gli scontri avvenuti in città. Al momento l’ipotesi di reato è a carico di ignoti. Per i singoli episodi elencati nell’informativa inviata dalla Digos ci sono state 24 iscrizioni nel registro degli indagati. In questo caso si parla di resistenza o violenza a pubblico ufficiale, travisamento, porto di armi improprie, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità giudiziaria. La devastazione, che è punita con il carcere da otto a quindici anni, è strettamente connessa allo sfacelo provocato dalle lunghe ore di guerriglia: arredi divelti, monopattini distrutti, una camionetta della polizia a fuoco, masserizie date alle fiamme. Per ripulire la zona, nel quartiere Vanchiglia, i tecnici dell’Amiat hanno dovuto usare una ruspa. Il sindaco, Stefano Lo Russo, ha quantificato danni per 164 mila euro.

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