Il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Milano Roberto Pertile ha accolto il ricorso urgente presentato dai legali di Alfonso Signorini e, dopo l’udienza di venerdì scorso, con il deposito odierno della sua ordinanza. Il giudice Pertile ha ordinato a Corona “di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video)” che riguardano la vicenda di Signorini.
E’ stato vietato a Corona di “pubblicare, di diffondere o di condividere, con qualsiasi mezzo o strumento e su qualsiasi hosting provider, qualunque ulteriore video o contenuto di carattere diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o indirettamente, il diritto del ricorrente (Alfonso Signorini, ndr) alla reputazione, all’immagine e alla riservatezza“.
Corona dovrà anche depositare nella cancelleria del Tribunale entro due giorni tutti i dati, i documenti e le immagini che riguardano la “sfera privata” del conduttore del Grande Fratello e tutta la corrispondenza, a partire soprattutto dalle chat. Infine, il giudice ha condannato Corona al pagamento delle spese processuali (286 euro) e dei compenso professionali dei legali (9.000) e ha deciso che Fabrizio Corona dovrà pagare 2.000 euro al giorno ad Alfonso Signorini per ogni violazione delle disposizioni dell’ordinanza.
“Esprimiamo piena soddisfazione per il provvedimento con cui il Tribunale di Milano ha inibito ogni ulteriore diffusione, pubblicazione e condivisione di contenuti diffamatori e lesivi dell’onore, dell’immagine e della riservatezza del ricorrente“, hanno commentato i difensori di Alfonso Signorini, gli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, aggiungendo: “Il giudice ha ordinato l’immediata rimozione dei contenuti illeciti da ogni piattaforma, social network e servizio di hosting, nonché il divieto di qualsiasi futura ripubblicazione o divulgazione, diretta o indiretta, con qualunque mezzo”.

Per i difensori di Alfonso Signorini si tratta di “una decisione di particolare rilievo, che riafferma un principio fondamentale: la libertà di espressione non può mai trasformarsi in licenza di diffamare, né tantomeno in uno strumento di gogna mediatica, soprattutto quando la diffusione avviene in modo seriale e incontrollato attraverso il web e i social media. Il provvedimento riconosce con chiarezza che la tutela della dignità, della reputazione e della vita privata costituisce un limite invalicabile, anche – e soprattutto – nell’ecosistema digitale” e concludono: “Confidiamo che questa decisione rappresenti un segnale forte e chiaro: la rete non è una zona franca e chi diffonde contenuti falsi o lesivi risponde delle proprie condotte, anche in sede cautelare e con misure immediatamente efficaci“.
Secondo l’ avvocato Aiello (e noi condividiamo il suo pensiero) “Deve esser chiaro che non è possibile calpestare con disinvoltura e insolenza i diritti individuali delle persone. Non è permesso insultare e torturare sui social il prossimo; e non è possibile ricevere tutele per una pianificata e ramificata organizzazione votata alla diffamazione aggravata a scopi di lucro personale. Anche i Web Hosting, i grandi colossi della rete sempre pronti a macinare grandi ricavi, senza porsi problemi di etica e responsabilità sono moralmente concorrenti nell’illecito se non favoreggiatori“.

Cosa succede adesso
Fabrizio Corona aveva annunciato per lunedì 26 gennaio una puntata sulla storia di Mediaset. Ma non potrà farlo in quanto come documentato sopra all’ex re dei paparazzi è stato vietato di pubblicare, diffondere o condividere, con qualsiasi mezzo o strumento e su qualsiasi hosting provider, qualunque ulteriore video o contenuto di carattere diffamatorio o che comunque danneggi, direttamente o indire. Il giudice ha condannato Corona al pagamento delle spese processuali (286 euro) e del compenso professionale dei legali (9.000 euro). Se non dovesse essere rispettata la misura, che Corona dovrà versare 2.000 euro al giorno a Signorini per ogni violazione delle disposizioni dell’ordinanza.
Corona dovrà rispondere anche delle azioni penali intraprese nei suoi confronti da Alfonso Signorini e Mediaset.

La Consob sanziona Corona
I guai per Fabrizio Corona non finiscono qui. Infatti la Consob come riporta la delibera n. 23815 pubblicata sul sito dell’autorità, ha infatti disposto una sanzione amministrativa da 200mila euro nei suoi confronti per la violazione del Regolamento Ue sulle cripto-attività in relazione all’offerta al pubblico di “memecoin $Corona”. L’ Autorità di vigilanza ha rivolto a Corona anche un’ingiunzione ad astenersi dal ripetere la violazione. Inoltre Fabrizio Corona “non ha assunto un atteggiamento collaborativo, essendo al contrario rimasto inerte sia a seguito della ricezione del richiamo di attenzione, sia nel corso del presente procedimento non esercitando alcuna attività difensiva”. Il pagamento della sanzione amministrativa deve essere effettuato entro il termine di trenta giorni dalla notifica del provvedimento.






