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28 Gennaio 2026 16:40

A chi andrà l’eredità dello stilista Valentino ?

Il testamento dello stilista, sicuramente stabilisce quote e destinazioni del patrimonio, anche se parlare di lasciti miliardari è esagerato: Valentino non percepiva più dividendi del suo brand da tempo, mantenendo rendite patrimoniali elevate e altrettante consistenti spese per il suo tenore di vita.
di Luna Masi

Valentino Garavani è deceduto a 93 anni lo scorso 19 gennaio. Non ha discendenti né ascendenti diretti. La successione al suo patrimonio dovrebbe riguardare cinque persone  l’ ex modello americano Vernon Bruce Hoeksema (68 anni), compagno dello stilista. Giancarlo Giammetti (83 anni), socio storico di Valentino, ex compagno ed amico di una vita. Piero Villani (77 anni), nipote, figlio della sorella Wanda, ingegnere e presenza fondamentale nella gestione degli asset societari del gruppo. Il brasiliano Carlos Souza, storico collaboratore conosciuto a Rio de Janeiro nel 1973, con i due figli Sean e Anthony, entrambi quarantenni avuti dalla moglie Charlene Shorto de Ganay,  la Fondazione Valentino Giammetti, che in teoria dovrebbe svolgere finalità filantropiche al momento ignote. Non è invece chiaro e definito il grado di parentela con Oscar Garavani, indicato come “pronipote”.

Sean e Anthony Souza, i due “figliocci” eredi

Il fallimento VBH

Il 29 gennaio dello scorso anni la Sezione XIV del il Tribunale Fallimentare di Roma, ha dichiarato chiusa dopo 6 anni la procedura di fallimento segnato dalla distribuzione dell’attivo ai creditori di 550mila euro che ha dopo un accordo transattivo con il curatore fallimentare,. della Atelier Realm srl, una società che produceva borse di lusso a marchio VBH. lasciando a casa disoccupati una decina di dipendenti. VBH era un brand noto a livello internazionale le cui borse venivano sfoggiate da celebrità come Jennifer Lopez, Michelle Obama, Gwyneth Paltrow, Sarah Jessica Parker ed Uma Thurman, le cui foto campeggiavano nello showroom romano. Le borse, fatte realizzate nel laboratorio di Pontassieve (Firenze) con pellami pregiati come pitone e coccodrillo, sono ancora oggi in vendita online a prezzi che arrivano a 14 mila euro. Il designer e proprietario del marchio era l’ americano Vernon Bruce Hoeksema, compagno di Valentino Garavani e figura strategica anche sul piano manageriale fin dagli anni Novanta. Un fallimento che ha lasciato un passivo rilevante, appesantito anche dalla messa in liquidazione di un’altra società attiva nella gioielleria.

L’eredità di Valentino

Il testamento dello stilista, sicuramente stabilisce quote e destinazioni del patrimonio, anche se parlare di lasciti miliardari è esagerato: Valentino non percepiva più dividendi del suo brand da tempo, mantenendo rendite patrimoniali elevate e altrettante consistenti spese per il suo tenore di vita. Il vero rebus riguarda la liquidità. Sembrerebbe esserci un conto acceso a Londra presso Coutts & Company, storica private bank britannica, che notoriamente gestisce patrimoni di grandi dimensioni tra i quali anche quello della regina Elisabetta II.  Ma anche società finanziarie domiciliate in un’isola offshore della Manica. Valentino aveva bene organizzato il suo patrimonio “coprendolo” attraverso società estere, come ha documentato il Corriere della Sera, evidentemente per sfuggire alle tassazioni del Fisco italiano.

Uno dei punti strategici dell’impero economico di Valentino è a Milano in Corso Venezia a pochi passi da piazza San Babila dove ha sede la holding Liter, di cui l’ingegner Villani detiene qualche azione, a cui fanno capo due società. La prima, Madat, è quella a cui è intestato la villa romana in via Erode Attico, all’incrocio con via Appia Pignatelli, nella quale Valentino ha festeggiato il suo 90mo compleanno, immersa in un grande parco. La FVG, l’altra società sotto il “controllo” della Liter, è nata di recente con un’impostazione da immobiliare ma lo scopo è soprattutto quello di gestire “l’accademia ispirata allo stilista Valentino Garavani”; organizzare eventi, mostre, sfilate … gestione di bookstore, sulla moda, l’arte, la vita di Valentino ovvero di altri artisti o stilisti”; “la gestione di archivi di moda” di Valentino o altri artisti. È sostanzialmente la società operativa della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. 

Dopo la vendita della maison Valentino avvenuta nel 1998 per 500 miliardi di lire (l’equivalente ad attuali 260 milioni di euro) alla finanziaria HDP guidata all’epoca dal figlio di Cesare Romiti (lo “storico” amministratore delegato della FIAT braccio destro dell’ avvocato Gianni Agnelli) , lo stilista ed iul suo inseparabile socio Giancarlo Giammetti per oltre dieci anni hanno avuto residenza a Londra. In seguito almeno fino al 2021, Valentino Garavani risultava residente in Svizzera, presso il proprio chalet di Gstaad. Negli ultimi anni potrebbe esserci stato un rientro fiscale in Italia, nella villa romana, motivi per i quali la sua ultima residenza e la provenienza dei beni e capitali lasciati in eredità potrebbero incidere sulla procedura di successione per i beneficiari.

I beni più identificabili e tracciabili sono quelli immobiliari e materiali, che sembrerebbero intestati personalmente allo stilista: il Castello di Wideville, in Francia, acquistato nel 1995 ( vedi sopra l’atto di compravendita per un controvalore di circa 12 milioni di euro, oggi sicuramente superiore,. Il documento originario della compravendita del castello francese di Wideville, da parte dello stilista Valentino Garavani, è datato 2 gennaio 1995. Risale, quindi, a 31 anni fa. Come è possibile verificare nelle parti evidenziate, da una parte ci sono i venditori: Belle France e Laurin, i coniugi Setton. Nel secondo foglio, invece, si legge del compratore, ovvero la società olandese Lyppens, dentro alla quale c’è Valentino Garavani. Nel patrimonio riconducibile allo stilista una Villa a Roma sulla via Appia Pignatelli di oltre 30 stanze, come dicevamo sopra, scritta a bilancio per 1,6 milioni di euro, valore irreale e ridimensionato rispetto alle reali quotazioni di mercato.

Villa La Vagnola  a Cetona (Siena) in Toscana

Fra le proprietà immobiliari compare anche Villa La Vagnola  a Cetona (Siena) in Toscana, costruita nel 1750, una splendida residenza di 15 stanze che si estende su 1.600 mq di puro lusso: con pavimenti in cotto e marmo, soffitti dipinti, sala da biliardo, palestra e sauna, villa  risalente al 18esimo secolo che ospita un parco privato, un uliveto, giardini all’italiana progettati dall’architetto paesaggista Paolo Pejrone, un anfiteatro in pietra di 200 posti e una tomba etrusca del VII secolo a.C che nel 2019, che lo stilista Valentino voleva vendere conferendone mandato alla prestigiosa agenzia immobiliare Christie’s Real Estate. chiedendo 12 milioni di euro.

Nel 1968, lo stilista aveva acquistato villa La Cercola a Capri (sotto alcune foto) , in una zona centralissima di Capri, a metà strada tra l’Arco Naturale e Tragara: fu tra le prime residenze dell’isola ad avere una piscina e un campo da basket. diventata ben presto simbolo della sua vita mondana, per via dei numerosi ospiti che vi accolse nel corso degli anni. La residenza estiva è una delle più spettacolari di quelle appartenute allo stilista, tanto che egli stesso la scelse più volte come set fotografico per le sue collezioni di moda.

Il patrimonio dello stilista comprende uno chalet a Gstaad in Svizzera, una lussuosa casa ad Holland Park a Londra in Inghiterra , ed un attico con vista su Park Avenue a New York presso i quali sarebbero custoditi dipinti attribuiti a Picasso . Asset questi ultimi, importanti ma poco documentati.Per concludere, il TM Blue One, uno yacht di 46 metri costruito nel 1988 dal valore stimato è di 12,4 milioni di euro, secondo una perizia dello studio tecnico del comandante Alberto Bertacca, la cui gestione e mantenimento avevano un costo superiore ad un milione di euro l’anno sui conti della Seaboats, società interamente controllata da Valentino che ne gestisce il noleggio.


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