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3 Maggio 2024 11:23
3 Maggio 2024 11:23

Il figlio di Beppe Grillo verso il rinvio a giudizio per violenza sessuale di gruppo

L'accusa è di "violenza sessuale di gruppo" a carico del figlio di Grillo e dei suoi amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria, ai danni di una studentessa diciannovenne di origini scandinave difesa legalmente dall' Avv. Giulia Bongiorno.

di REDAZIONE CRONACHE

Il Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, ha chiuso le indagini e chiederà il rinvio a giudizio per Ciro Grillo (figlio di Beppe Grillo fondatore del M5S) , e dei suoi amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria. L’accusa è di “violenza sessuale di gruppo” ai danni di una studentessa diciannovenne di origini scandinave difesa legalmente dall’ Avv. Giulia Bongiorno. A questo punto la parola passa al Gup che dovrà decidere se rinviare a giudizio o archiviare il caso.

I fatti risalirebbero al 16 luglio 2019, quando la ragazza in vacanza in Costa Smeralda in Sardegna, aveva conosciuto i quella compagnia di ragazzi durante una serata al Billionaire, la discoteca per vip di Flavio Briatore. Al termine della serata il gruppo ha deciso di proseguire nella villa di proprietà del comico, al Pevero di Porto Cervo, in Costa Smeralda. Lì una delle due amiche si sarebbe addormentata. Ed è lì che le versioni cominciano a discordare.

Era il 26 luglio scorso quando i Carabinieri della stazione Moscova, a Milano, raccolgono la denuncia della studentessa scandinava che frequenta una scuola esclusiva di Milano,  racconta di essere stata violentata da Ciro Grillo, figlio di Beppe, e da altri tre amici genovesi: Francesco Corsiglia, Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta. La ragazza, sconvolta, è accompagna della madre. “Avevo bevuto molto, soprattutto vodka, ero ubriaca. A casa hanno continuato a farmi bere. A un certo punto uno di loro mi ha portato in una stanza, voleva fare sesso. Gli ho detto di no due volte, lui mi ha costretto. Poi sono arrivati gli altri e hanno abusato di me a turno“.

I quattro giovani vennero interrogati dal magistrato Laura Bassani, pubblico ministero della Procura di Tempio Pausania. Secondo i legali della difesa la modella era consenziente. I ragazzi non hanno negato il rapporto sessuale, ma si sono difesi ignobilmente sostenendo che la ragazza era consenziente e che quindi non ci sarebbe stata alcuna forma di violenza. Però a turno avevano filmato i propri rapporti sessuali con un comportamento che potrebbe rivelarsi decisivo nell’inchiesta. Ci sarebbe una supertestimone, un’amica della ragazza presente sia al Billionnaire sia nella villa di Grillo, anche se non avrebbe assistito personalmente alla presunta violenza sessuale.

Il sopralluogo degli inquirenti nella villa di Beppe Grillo in Sardegna

Ma gli inquirenti hanno fatto luce sulla vicenda esaminando anche i telefonini degli amici del figlio di Grillo sui quale è stata effettuata una perizia durata oltre 5 mesi, in cui avrebbero rinvenuto persino ripreso il rapporto sessuale oggetto dell’indagine.   La giurisprudenza sinora ha spesso considerato violenza sessuale anche solo il rapporto senza violenza fisica apparente con una donna ubriaca e quindi poco in grado di intendere e volere, e ancora di più questo è accaduto quando il rapporto sessuale è stato di gruppo con una donna sola.

Ciro Grillo è difeso dall’ avv. Enrico Grillo, mentre gli avvocati Ernesto Monteverde e Mariano Mameli difendono Edoardo Capitta, Romano Raimondo e Gennaro Velle difendono Francesco Corsiglia, Paolo Costa difende Vittorio Lauria.

Adesso tocca alla magistratura dover fare luce sull’intera vicenda, confidando nella loro indipendenza anche da eventuali pressioni che potrebbero arrivare dal Ministero di largo Arenula.

 

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