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4 Novembre 2026 09:53

Caso Garlasco, la difesa di Sempio si prepara all’udienza preliminare tra Consulta e possibili perizie

I legali chiederanno "di investire la Consulta" su quella che è un'anomalia: se si può processare Sempio quando per lo Stato italiano esiste già un colpevole

“La Procura di Pavia, valutati anche gli atti da ultimo depositati dalla difesa dell’indagato, ha richiesto in data odierna il rinvio a giudizio di Andrea Sempio davanti al Tribunale di Pavia”. Lo ha comunicato in una nota il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone. La richiesta di processo avanzata dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, non spaventa la difesa e gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti studiano già le prime mosse in vista dell’udienza preliminare, che con molta probabilità inizierà solo nel 2027. Ma prima che nell’aula a porte chiuse le parti possano confrontarsi sulle prove, a partire da quella scientifica del Dna maschile sulle unghie della vittima, la difesa porrà una questione procedurale: la difesa chiederà “di investire la Consulta” su quella che è un’inedita anomalia: se si può processare Sempio quando per lo Stato italiano esiste già il colpevole del delitto del 13 agosto 2007, ossia Alberto Stasi, ancora in attesa di revisione, con il rischio di creare, a usare le parole dei legali “un mostro giuridico”.

l’ avvocato Angela Taccia ed il suo ex Andrea Sempio

Capo d’imputazione

Il capo d’imputazione nei confronti del trentottenne Andrea Sempio ricalca, interamente, la chiusura indagine: Sempio è accusato di aver ucciso Chiara Poggi con crudeltà “per il numero e l’entità delle ferite inferte, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto” e per motivi abietti, “riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. Sarà un giudice per le indagini preliminari a dover decidere se mandare Sempio a processo, non solo sulla base degli elementi raccolti dai pm guidati dal procuratore capo Fabio Napoleone, ma anche su eventuali ulteriori approfondimenti, come la richiesta di perizia – che potrebbe essere avanzata dallo stesso giudice – sull’impronta 33, l’orma della mano trovata sulla scala della cantina della villetta di via Pascoli a Garlasco che per chi indaga è dell’imputato e che invece per la difesa non è attribuibile.

Il procuratore capo Napoleone riporta il capo d’imputazione identico a quello della chiusura delle indagini. “Dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra – si legge nell’imputazione – a seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la parte offesa provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana e in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi. A seguito di ciò, spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso. Con l’aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto. Con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.

“Se andiamo avanti parallelamente” con il processo a Sempio e con la richiesta di revisione di Stasi “potrebbe crearsi un altro mostro giuridico, un grande problema di contrasto di giudicati”, ha detto l’avvocata Taccia, intervistata da Bruno Vespa a ‘Cinque Minuti’ su Rai 1. “Siamo assolutamente pronti a fronteggiare questa imputazione a partire dalle questioni processuali per passare alle richieste di prova e infine al merito”, afferma l’avvocato Liborio Cataliotti che assieme ad Angela Taccia difende Sempio. “La richiesta di rinvio a giudizio era attesa e l’imputazione conforme rispetto alle nostre previsione – prosegue il legale in un messaggio video – sia per ciò che concerne la ricostruzione della dinamica del fatto che, del resto, la Bpa degli inquirenti e la stessa consulenza medico legale avevano tratteggiato nei termini dell’imputazione, sia per quanto concerne l’impostazione giuridico-penale perché le stesse aggravanti già erano state contestate nell’avviso di fine indagine“.

Andrea Sempio

I legali di Stasi, “indagine seria e penetrante”

“La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Sempio segna un passaggio decisivo di un’indagine seria e penetrante, effettuata per la prima volta dalla Procura della Repubblica di Pavia a 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, nonchè l’unico epilogo possibile a fronte del grave quadro investigativo emerso”, fanno sapere, in una nota, gli avvocati Antonio De Rensis e Giada Bocellari che assistono Alberto Stasi.

“Nonostante i continui e inutili tentativi di delegittimazione se non finanche di scherno, perpetrati ai danni di tutti coloro che in qualche modo hanno fortemente voluto far luce su una vicenda da sempre ricca di dubbi e anomalie – prosegue la nota – gli elementi di prova scientifici, dichiarativi, intercettivi e documentali acquisiti, secondo la Procura di Pavia, riscrivono totalmente la storia dell’omicidio di Garlasco”.

“Ferma la presunzione di innocenza e l’irrinunciabile diritto di difesa dell’imputato – ribadiscono i legali dell’unico condannato per l’omicidio di Chiara Poggi ,- si auspica che, incardinato ora il processo, le energie siano orientate alla difesa della posizione di quest’ultimo e non si cerchino percorsi alternativi, attaccando ancora una volta la persona di Alberto Stasi, come avvenuto di recente peraltro su aspetti che non trovano alcun fondamento né connessione con l’omicidio addebitato oggi a Sempio: ogni tentativo in tal senso, oltre ad essere inutile, troverà, d’ora in avanti, una ferma risposta da parte della difesa Stasi. In tale situazione e alla luce dei gravissimi fatti emersi (e di quelli non ancora emersi ma di cui la difesa Stasi è in possesso), si ritiene che l’unico atteggiamento possibile, verso la persona di Stasi, sia quello di una rispettosa attesa del giudizio di revisione. Sui tempi, per ora, anche per la delicatezza della fase, non si possono e non si vogliono dare indicazioni ma si può solo dire che ci saranno aggiornamenti tra non molto“.

I legali di Alberto Stasi, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stringono i tempi sulla richiesta di revisione, che potrebbe essere depositata a metà novembre. E sottolineano che il processo chiesto per Sempio “segna un passaggio decisivo di un’indagine seria, nonché l’unico epilogo possibile a fronte del grave quadro investigativo emerso». Nonostante “i continui e inutili tentativi di delegittimazione, se non finanche di scherno, perpetrati ai danni di tutti coloro che in qualche modo hanno fortemente voluto far luce su una vicenda da sempre ricca di dubbi e anomalie, gli elementi di prova acquisiti, secondo la Procura di Pavia, riscrivono totalmente la storia dell’omicidio di Garlasco“. E lanciano un messaggio chiaro alla difesa dell’ex commesso: “Non si cerchino percorsi alternativi, attaccando ancora una volta la persona di Alberto Stasi, come avvenuto di recente peraltro su aspetti che non trovano alcun fondamento, né connessione con l’omicidio”. Ogni “tentativo in tal senso oltre a essere inutile, troverà, d’ora in avanti, una ferma risposta da parte della difesa Stasi”.

Alberto Stasi

All’udienza preliminare la difesa di Sempio solleverà una questione costituzionale, se si possa cioè processare una persona, mentre un’altra sta scontando una condanna definitiva per lo stesso reato. “Sarà la prima eccezione che solleveremo”, ha detto Taccia, spiegando che l’intenzione è “prevenire un problema più grande che potrebbe presentarsi in futuro”. L’allungamento dei tempi nell’attesa di un’eventuale revisione non li spaventa. “Noi guardiamo più che al tempo, alla sostanza delle cose. Il punto è fare le cose per bene: c’è un Codice di procedura, noi seguiamo le regole e i ragionamenti tecnico-processuali-penalistici. Faremo le nostre scelte difensive e capiremo poi il da farsi”, ha detto l’avvocata. Per quanto riguarda la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Pavia, “non ci sorprende né per le tempistiche né per l’imputazione, rimasta quella della chiusura indagini”.

La difesa, ha aggiunto Taccia, “in questi mesi ha fornito vari indizi e prove secondo le quali Andrea Sempio assolutamente non è l’assassino di Chiara Poggi”, quindi, ha precisato, “sarà la Procura a dover dimostrare il contrario”.

L’ avvocato Angela Taccia ed Andrea Sempio

L’ avvocato Angela Taccia e Andrea Sempio hanno avuto una relazione, prima di diventare rispettivamente l’uno per l’altro avvocata difensiva e assistito. A raccogliere la confessione dietro le quinte di un programma mattutino di Canale 5 è stato Roberto Alessi, come racconta in prima persona sulle pagine di Il Giornale. Alessi ha incontrato l’avvocata di Sempio a margine della partecipazione a una trasmissione televisiva e avrebbe così colto l’opportunità per lasciarsi andare a una domanda che esula totalmente rispetto a quanto è di interesse per quanto concerne il mero fatto di cronaca ovvero l’omicidio di Chiara Poggi per il quale è stato richiesto il processo per Sempio.

“Sì, abbiamo avuto una storia” ha confermato Angela Taccia. La curiosità di Alessi non si è limitata però ad avere la conferma del rapporto sentimentale intercorso tra Taccia e Sempio, ma ha spinto il giornalista a domandare alla legale di Sempio se questa relazione fosse andata “al di là di un bacio”.

“Io le cose le faccio bene o non le faccio. Siamo stati insieme tre mesi nel 2014” ha spiegato l’avvocata, chiarendo così che la relazione tra i due si sarebbe interrotta più di dieci anni fa e che sarebbe avvenuta anche a sette anni di distanza rispetto all’omicidio di Chiara Poggi.

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