Le parole di Toto Wolff parlano molto del rapporto che il team principal Mercedes sta costruendo con il giovane pilota italiano Kimi Antonelli, nuovo campione del mondo di F1. Alla vigilia della gara in Messico, il manager austriaco ha voluto trasmettere al pilota un messaggio che andasse oltre i risultati e le prestazioni in pista, prendendo spunto da una riflessione ricevuta in passato da Lapo Elkann. Wolff ha infatti rivelato di aver ricordato ad Antonelli una frase che Elkann gli raccontò parlando del nonno Gianni Agnelli, ex presidente della Fiat, protagonista e simbolo dell’industria e dello sport italiani: la capacità di restare una persona importante e rilevante per tutta la vita. “Sapete cosa gli ho detto prima della gara? Lapo Elkann una volta mi disse, parlando di suo nonno, che era riuscito a rimanere una figura importante e rilevante per tutta la vita. E penso che sia una cosa bellissima da dire”, ha raccontato Wolff.

Un concetto che il numero uno della Mercedes ha trasformato in un incoraggiamento per il giovane pilota bolognese: l’obiettivo non è soltanto vincere gare o conquistare titoli, ma costruire una carriera lunga, solida e significativa. “Insieme dobbiamo cercare di fare in modo che tu rimanga un protagonista per tutta la vita”, ha spiegato Wolff, sottolineando la volontà di accompagnare Antonelli in un percorso che guardi al futuro ben oltre i successi immediati. Parole che confermano la grande fiducia riposta dalla Mercedes nel talento azzurro e che richiamano una visione rara nello sport moderno: non formare soltanto un campione, ma una figura destinata a lasciare il segno nel tempo.

Il manager austriaco racconta infatti di aver costruito attorno ad Antonelli una vera e propria rete di protezione. “Cerchiamo di evitarlo con una rete di protezione composta dai genitori, Riccardo Giacomo e Matteo Bobbi. Siamo un muro difficile da superare, a vent’anni si è ancora vulnerabili”. Una protezione necessaria anche per difenderlo dalle persone più stravaganti. “Dobbiamo difenderlo dagli squilibrati: un tizio in un bar voleva propormi una Miss Italia da presentargli”, racconta Wolff, citando uno degli episodi più curiosi della gestione del giovane pilota.
La Mercedes, però, non vuole costruire un personaggio artificiale. “Kimi è umile, ma allo stesso tempo ha un’aura particolare”, osserva Wolff, che ne paragona il talento a quello di Ayrton Senna e Lewis Hamilton invitando a non trasformarlo prematuramente in un idolo nazionale: “Ha tutto per vincere tanto, se resta il giovane umile di oggi. Ma deve ancora dimostrare molto, quindi dico soprattutto agli italiani: calma. Non vogliamo che lo portino alle stelle e chiamino eroe, poi magari dopo una stagione difficile si parli di un exploit isolato. Serve continuità e costruire qualcosa di solido”.

I doppi complimenti di Lapo Elkann
Lo stesso Lapo Elkann si è congratulato ieri con il nuovo campione del mondo: “Voglio complimentarmi con Kimi Antonelli. Ha scritto una pagina di storia dell’automobilismo italiano e mondiale ed è l’orgoglio di un’Italia giovane, coraggiosa e piena di talento. Un esempio di come con passione, determinazione e cuore i sogni possono diventare realtà. Antonelli ha mostrato, insieme alla sua famiglia, sensibilità, umiltà e gentilezza d’animo. Oltre al talento sportivo, sono queste le qualità umane che lo incoronano campione. Complimenti anche a Toto Wolff per aver creduto in Kimi fin dall’inizio“. Parole queste che devono aver dato da pensare noin poco a suo fratello John Elkann presidente della Ferrari.





