Scoppia il Di Pietro-gate all’interno della maggioranza di governo. C’è aria tesa alla vigilia del voto dei nuovi membri del Csm- Consiglio superiore della magistratura previsto per domani alla Camera dei Deputati. Antonio Tajani avvisa in maniera molto chiara gli alleati di Fratelli d’Italia: “Forza Italia non voterà mai e poi mai” l’ex capo del pool di Mani Pulite come membro laico a Palazzo dei Marescialli. Un vero e proprio veto: “Noi non voteremo mai Antonio Di Pietro al Csm” dice in modo molto chiaro in chiaro Tajani.
Una vera e proprio “scomunica” per l’ex pm Di Pietro che per quindici anni e più, con la toga e senza la toga, si è scontrato giorno e notte contro Silvio Berlusconi. Di Pietro stamattina si aggirava alla Camera con il suo solito sorriso sornione ma anche provocante: “Sorpresa!”. Preannunciando la nuova discesa in campo, membro laico del Consiglio superiore, incassando un occhiolino benevolo dal partito di Giorgia Meloni e dal suo plenipotenziario Giovanni Donzelli intercettato dai giornalisti del quotidiano la Repubblica a pranzo con l’ex leader dell’Italia dei valori proprio nella bouvette di Montecitorio.

Sono mesi che le distanze politiche tra l’ex fustigatore del Cavaliere e la destra al governo sono diminuite a seguito del suo impegno quasi da sponsor (perdente) di Di Pietro per il “Sì” al referendum della separazione delle carriere di giudici e pm, conclusosi con una sconfitta della maggioranza. Adesso in scena l’ultimo atto delle nomine a rischio di FdI pronta a piazzarlo nel parlamento della giustizia italiana, con una poltrona nell’organo di autogoverno. Ma Antonio Tajani alza le barricate di Forza Italia e batte i pugni : “Non lo voteremo mai”.

Secondo fonti più attendibili TaJani avrebbe già avvisato al telefono i capigruppo di Camera e Senato Enrico Costa e Stefania Craxi : guai a chi apre anche solo mezzo spiraglio. “Piuttosto votiamo con le opposizioni” . Confermando un’antichissima rivalità che separa i forzisti dall’ex pm molisano . Per la generazione di politici cresciuta al seguito del “Cavaliere” di Arcore, Di Pietro non è un semplice avversario, ma l’ uomo che mentre Berlusconi presiedeva nel novembre del 1994, il vertice Onu a Napoli contro la criminalità organizzata, gli fece recapitare un invito a comparire del Pool di Milano.
Lo stesso Di Pietro a cui il Cavaliere pochi mesi prima con uno dei suoi colpi ad effetto aveva offerto un ministero, sentendosi recapitare un secco rifiuto. Poi gli anni di piazze, invettive, scontri tv, Di Pietro bandiera dell’antiberlusconismo militante. E ora il gran rifiuto restituito a freddo. Candidarlo al Csm? “Mai“.





