La rottamazione-quinquies si estende agli enti locali. Fra quindici giorni, si aprirà il termine per l’invio delle domande per multe stradali, Tari, bollo auto, Imu e altre pendenze non pagate. . Ma la misura non è automatica. Bisogna verificare se l’amministrazione ha scelto di aderire e per quali “debiti”. Ecco che cosa sapere se si vuole valutare questa opzione. La rottamazione-quinquies apre la porta a tutti i debiti – tributari e non – affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. La scelta è stata effettuata con lo scopo di recuperare i crediti giacenti (pari a 41,97 miliardi di euro a fine 2024), anche se parte di questi vengono ormai dati per irrecuperabili, non essendo andati a buon fine pignoramenti e ipoteche.
Le date da ricordare e come presentare la domanda
Per fare domanda, ci saranno due mesi di tempo: dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Entro il 15 ottobre saranno disponibili, nell’area riservata del sito di Agenzia entrate-Riscossione, i dati per individuare i carichi pendenti ammissibili. La richiesta di rottamazione potrà essere fatta solo in via telematica sul sito dell’Agenzia. Che dovrà confermare se accolta entro il 28 febbraio 2027.
La “sanatoria” non è automatica per tutti gli enti locali, in quanto può essere fatta solo negli enti territoriali che hanno scelto di aderire. I “debiti” sanabili sono esclusivamente quelli pendenti ed affidati dagli Enti all’ Agenzia delle Entrate-Riscossione. Restano esclusi dalla rottamazione, i tributi locali gestiti con riscossione diretta dagli enti o affidati per la riscossione coattiva a concessionari privati. Per questi, le amministrazioni territoriali possono sempre introdurre una definizione agevolata autonoma, secondo le modalità decise da ciascuno. Secondo la norma, possono rientrare i carichi affidati dalle amministrazioni territoriali ad Agenzia delle Entrate-Riscossione nel periodo tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Come verificare chi ha aderito fra Regioni
L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato l’elenco di Regioni, Comuni ed enti locali aderenti (consultabile online sul sito). Si tratta di 1.481 amministrazioni che hanno deciso di estendere la sanatoria nazionale, accettando la definizione agevolata per i rispettivi debiti “locali” ovvero per le entrate non incassate e affidate agli agenti della riscossione (AdeR).
Per le Regioni, hanno optato di accettare la rottamazione del bollo auto (una delle tasse più evase, insieme alla Tari) queste regioni: Umbria, Lazio, Campania, Basilicata e Puglia. Umbria e Puglia In particolare, hanno limitato la definizione agevolata esclusivamente a questi carichi della tassa automobilistica.
L’elenco riporta molte province e grandi città lungo la penisola fra cui Roma, Napoli, Palermo e Bari. Manca, invece, Milano, mentre a Torino, ha aderito la Città metropolitana ma non il Comune. Tradotto: potranno chiedere la rottamazione solo i residenti nei 312 Comuni dell’area territoriale della ex Provincia (e non chi vive nel capoluogo).
Quali debiti sono ammessi e quali esclusi
Possono essere regolarizzati tributi regionali come il bollo auto solo nelle cinque Regioni già indicate. Per il resto, può essere rottamato qualsiasi carico come tributi comunali (Tari, Imu) ma anche multe stradali, canoni e tariffe per asili nido, rette, mense scolastiche, trasporti e scuolabus. Unica esclusione: i “debiti” pendenti a seguito di prununce di condanna della Corte dei conti.
Cosa non si paga e che cosa sì paga
La definizione agevolata consente di pagare solo capitale e spese di una cartella mentre sono stralciate le sanzioni tributarie e gli interessi. Per le multe e le altre sanzioni amministrative non tributarie resta dovuta la sanzione principale: si eliminano interessi e aggio. Qui, è bene verificare l’entità effettiva della definizione agevolata. In caso di sanzione originaria molto elevata, il beneficio sulle somme aggiuntive (nel frattempo maturate sul debito) potrebbe essere ristretto.
Unica soluzione o fino a 54 rate bimestrali
Spetta al contribuente scegliere la modalità di pagamento. Dovrà farlo già nella domanda iniziale di adesione, indicando se preferisce mettersi in regola in un’unica soluzione o dilazionare. In quest’ultimo caso, potrà scegliere fino a un massimo di 54 rate, una ogni due mesi, di pari ammontare. Ma il primo (o unico) versamento andrà necessariamente fatto entro il 31 marzo 2027.
Il resto della somma potrà essere rateizzato fino a 9 anni. Ma la singola rata non potrà essere inferiore a 100 euro. In caso di rateazione, inoltre, è prevista l’applicazione degli interessi nella misura del 3% annuo a decorrere dal 1° aprile 2027. Le scadenze delle rate successive alla prima, per il 2027, sono fissate al 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Per gli anni successivi, al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.
I rischi se si salta una rata
Alla Rottamazione-quinquies degli enti locali si applicano le stesse regole previste da quella generale. La disciplina prevede che, in caso di pagamento rateale, la definizione diventi inefficace se si omettono o si pagano in misura insufficiente due rate, anche non consecutive. Dunque, non si perde immediatamente l’agevolazione, se si salta una sola rata intermedia. Per decadere dal beneficio, servono almeno due rate inevase oppure non versare l’ultima rata.
Ma in caso di versamento in una unica soluzione o per l’ultima rata da saldare, è ammessa una tolleranza di cinque giorni. Che cosa succede, se si perde il beneficio? I versamenti effettuati sono considerati a titolo di acconto sulle somme complessivamente dovute ma riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero dei carichi “agevolati”. Si avviano anche nuove procedure cautelari o esecutive, nonché con la prosecuzione delle eventuali già avviate in precedenza. I “debiti” non sono più rateizzabili.

Cartelle e fermi amministrativi: cosa accade dopo la domanda
L’adesione consente di bloccare qualsiasi azione di recupero coatto: sui debiti inseriti nella rottamazione, non vengono avviate nuove procedure cautelari o esecutive. E se una procedura esecutiva era già in corso, si ferma finché la definizione è pendente. Inoltre, sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza relativi ai carichi inseriti. Diverso il caso del fermo amministrativo, per esempio sull’auto: se era stato iscritto non si cancella né sospende alla domanda di adesione. Resta in essere e bisogna attivarsi per ottenerne la cancellazione.
Come effettuare il pagamento
I metodi di solito ammessi da Agenzia delle entrate-Riscossione (ma è sempre bene verificare) sono i canali telematici di banche, Poste Italiane e altri PSP aderenti a PagoPA, il servizio “Paga online” sul sito di AdeR e sull’app Equiclick, ricevitorie e tabaccai.







