Con riferimento all’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria promossa da Poste Italiane S.p.A. sulla totalità delle azioni ordinarie di Telecom Italia S.p.A., ammesse alle negoziazioni su Euronext Milan, ivi incluse le azioni proprie direttamente e/o indirettamente detenute, di volta in volta, da TIM, dedotte le azioni TIM già detenute dall’Offerente , come modificata in data 7 settembre 2026 con il Comunicato del 7 Settembre 2026 , Poste ha comunicato che, in data odierna, si è concluso il periodo di Riapertura dei Termini e rende noti i risultati provvisori della Riapertura dei Termini .
L’Opas è una operazione con cui un soggetto propone agli azionisti di una società quotata di consegnare i propri titoli ricevendo in cambio denaro, azioni, o una combinazione delle due cose. In questo caso, l’offerta di Poste Italiane era rivolta agli azionisti di Tim, storico operatore italiano delle telecomunicazioni.
Si ricorda che l’Offerta è stata modificata, ai sensi degli artt. 36 e 43 del Regolamento Emittenti, in data 7 settembre 2026 mediante l’incremento del Corrispettivo con il riconoscimento di una componente aggiuntiva in denaro pari a Euro 0,30 per ciascuna azione TIM portata in adesione all’Offerta, nonché la rinuncia alla Condizione Soglia, come annunciato al mercato con comunicato stampa pubblicato in pari data (vedi “Comunicato del 7 Settembre 2026”).

Risultati provvisori della riapertura dei termini
Sulla base dei risultati provvisori comunicati dagli Intermediari Incaricati del coordinamento della raccolta delle adesioni, durante la riapertura dei termini conclusasi in data odierna, risultano portate in adesione all’Offerta n. 409.957.676 azioni TIM, pari a circa il 19,195% del capitale sociale, a circa il 24,025% delle Azioni Oggetto dell’Offerta (i.e., n. 1.706.361.829) e al 57,516% circa delle residue Azioni Oggetto dell’Offerta ad esito del Periodo di Adesione (i.e., n. 712.765.507).
Poste Italiane non ha acquistato azioni TIM al di fuori dell’Offerta nel periodo intercorrente tra la Data del Documento di Offerta e la data odierna. Tenuto conto delle 993.596.322 azioni TIM, pari a circa il 46,523% del capitale sociale di TIM, già portate in adesione all’offerta durante il periodo di adesione, delle 429.363.990 azioni TIM già detenute da Poste Italiane (pari a circa il 20,104% del capitale sociale di TIM) e costituenti la partecipazione Poste e delle . 409.957.676 azioni TIM portate in adesione durante la riapertura dei termini (pari a circa il 19,195% del capitale sociale di TIM), ove i risultati provvisori della riapertura dei termini venissero confermati, Poste Italiane verrà a detenere complessivamente n. 1.832.917.988 azioni TIM, pari a circa l’85,822% del capitale sociale di TIM.
hI risultati definitivi della riapertura dei termini saranno resi noti nel Comunicato sui Risultati Definitivi della Riapertura dei Termini, che sarà diffuso a cura dell’Offerente entro le ore 7:29 (ora italiana) del 1° ottobre 2026, ai sensi dell’art. 41, comma 6, del Regolamento Emittenti.

La reazione di Piazza Affari: i titoli Poste e Tim in chiusura
In parallelo alla chiusura della riapertura dei termini dell’offerta, a Piazza Affari si è registrato un andamento contrastato per i due titoli coinvolti. Alla chiusura della seduta odierna di Borsa, il titolo Poste Italiane ha terminato gli scambi a 25,82 euro, con un rialzo dello 0,43% rispetto alla seduta precedente, mentre il titolo Tim ha chiuso a 7,241 euro, in calo del 2,69%.
Queste variazioni di prezzo riflettono le normali dinamiche di mercato in presenza di un’operazione straordinaria: una volta definito l’esito di un’offerta pubblica, il titolo oggetto dell’Opas tende spesso ad allinearsi al nuovo scenario proprietario, mentre il titolo dell’offerente incorpora le aspettative degli investitori sull’impatto dell’operazione. Poste Italiane a seguito del raggiungimento di circa l’85,82% di Tim, consolida dunque la propria posizione nel capitale della principale società italiana delle telecomunicazioni, in un passaggio che il mercato seguirà con attenzione anche nelle prossime sedute.

Pur avendo oltrepassato di parecchio la condizione soglia del 66,67% che aveva posto in precedenza l’azienda, successivamente eliminato, e nonostante l’accelerazione rispetto a ieri (quando Poste era ferma al 75,6%), Poste Italiane manca seppur di poco sfiorando 90%, soglia che avrebbe permesso all’azionista che ha raggiunto una soglia elevata del capitale di acquistare in via coattiva le azioni residue degli azionisti di minoranza e procedere a un veloce delisting. Adesso si aprono vari scenari se si vuole centrare in fretta l’obiettivo del delisting. Poste Italiane potrebbe comprare azioni sul mercato oppure potrebbe fondere Tim con un’altra controllata, ad esempio Poste Mobile, e dovrebbe liquidare cash gli azionisti che non hanno aderito all’Opas.

“Un campione nazionale”
Una certezza è che Tim è tornata sotto il controllo pubblico. Questo perché il Mef (Ministero dell’Economia e delle Finanze) detiene, in modo diretto e tramite Cassa Depositi e Prestiti, oltre il 50,1% del neo gruppo combinato. Lo scopo finale è lo stesso annunciato a marzo: la nascita di un “campione nazionale” nei settori di logistica, servizi finanziari, telecomunicazioni e servizi digitali. Investimenti nella digitalizzazione, posizioni di leadership su data center e infrastrutture cloud, 150 mila dipendenti.Tornando all’Opas, nei giorni scorsi, Matteo Del Fante, l’ad di Poste Italiane, aveva ribadito la fiducia di arrivare “a una percentuale ampiamente di controllo per avviare le attività di integrazione delle due aziende”.
Il direttore generale del gruppo, Giuseppe Lasco, rimarcava come questa “è e rimarrà un’operazione storica per il nostro Paese“. Opinione condivisa pienamente dal management di Tim, che aveva aderito all’offerta. E che ha incassato quasi 36 miliardi tra cash e azioni. La quota più grossa è andata all’ attuale Ad di Tim, Pietro Labriola, che portando in adesione quasi 1,7 milioni di azioni Tim detenute, ha ottenuto in cambio 3,3 milioni di euro e quasi 369 mila azioni di Poste Italiane.





