E’ una sospetta overdose all’interno di una struttura di riabilitazione a Los Angeles l’elemento centrale su cui stanno lavorando gli investigatori della polizia di Santa Monica (California) per chiarire la scomparsa di Presley Gerber, il modello 27enne figlio della supermodel Cindy Crawford e dell’imprenditore Rande Gerber. Il giovane è stato trovato senza vita domenica mattina. Gli inquirenti hanno confermato che al momento non ci sono segni di violenza o di terzi coinvolti, mentre l’ufficio del medico legale sta completando gli esami tossicologici per accertare le cause esatte del decesso.
Presley Gerber, nato a Beverly Hills nel 1999, aveva iniziato a fare il modello da adolescente nonostante il successo giovanissimo nella moda — con sfilate e campagne per marchi internazionali come Burberry, Celine, Tommy Hilfiger e Moschino — Presley aveva rivelato la difficoltà nel gestire la pressione della visibilità pubblica. .

La dipendenza
Negli ultimi anni, Presley Gerber aveva parlato apertamente delle sue fragilità, trasformando la sua battaglia personale in un impegno sociale con l’iniziativa Mental Health Mondays. In un video sui social aveva raccontato senza filtri l’uso di farmaci con ricetta, tra cui antidepressivi e ansiolitici per contrastare gli attacchi di panico, spiegando di aver attraversato un periodo segnato da gravi lutti e momenti di forte sofferenza emotiva. A marzo aveva condiviso un video e una riflessione sulla terapia con ibogaina, una sostanza psichedelica che aveva scelto di sperimentare per affrontare i suoi problemi di dipendenza.
Presley Gerber non nascondeva la paura di sottoporsi al trattamento e, allo stesso tempo, voleva intraprendere un percorso che sperava potesse rappresentare una svolta. “Prima della dose di ibogaina – un momento di calma prima che tutto cambiasse“, aveva scritto all’inizio del messaggio pubblicato a marzo. “Ero assolutamente terrorizzato e sapevo che lo sarei stato di nuovo, se mai avessi dovuto affrontare qualcosa del genere (è meglio non entrare nelle situazioni in cui ti cacci per arrivare a quel punto, ma a volte la vita va così)”.
Ed aveva aggiunto: “I miei mantra erano “ama te stesso” e “deve essere l’ultima volta”. Per questo motivo, lasciar andare il controllo non è stato facile, ma mi sono fidato del fatto che ci fosse qualcosa di più grande di me a guidare tutto. Sapevo perché ero lì. Ho affrontato ciò da cui stavo scappando e, da qualche parte, in mezzo a tutto questo, ho iniziato a ritrovare la strada verso me stesso. Vedremo… Prego che sia l’ultima volta che devo tornare qui. La prossima volta vorrei poter scegliere io“, scriveva, ringraziando poi “la squadra incredibile, premurosa, gentile e fuori di testa” che lo aveva seguito. “Aiuta molto. E lì mi sono fatto anche degli amici davvero forti”. A commentare il post era stata la madre Cindy Crawford: “Sei un guerriero! Hai attraversato il fuoco per ritrovare te stesso! Sono così orgogliosa di te“.
Il ricordo della sorella Kaia
La famiglia ha chiesto il rispetto della privacy per affrontare un dolore devastante. Mesi fa, in occasione del suo 27° compleanno, la madre Cindy Crawford gli aveva scritto sui social un messaggio d’amore: “Sono orgogliosa dell’uomo che sei diventato, ma per me sarai sempre il mio bambino”. Recentemente, anche la sorella Kaia Gerber aveva affrontato il tema della dipendenza del fratello in un’intervista, descrivendo la forza e la sincerità con cui Presley mostrava la propria vulnerabilità in famiglia: “Mio fratello è stato un maestro nel mostrarsi umano con tutti noi”.
La dipendenza di Presley aveva segnato profondamente anche la sua famiglia. In una recente intervista con Vogue, Kaia Gerber aveva parlato apertamente della lunga battaglia del fratello contro la droga: “Quando succede una cosa del genere in una famiglia, in qualche modo tutto viene livellato”, aveva raccontato Kaia. La modella e attrice aveva spiegato di essersi identificata per questo come «la figlia facile da gestire», e aveva evitato di chiedere aiuto perché aveva la sensazione che per i genitori fosse già troppo avere «due figli che avevano bisogno»: «I miei genitori, per gran parte della nostra vita, sono stati molto, molto riservati e non condividevano nulla, e ora abbiamo questo insegnante assoluto, mio fratello, che dice: “Sarò molto umano davanti a tutti”. C’è un limite a quanto puoi nascondere al mondo. E cercare di mettere un coperchio su qualcosa fa sentire la persona come se ti vergognassi di lei».
Tra i tanti messaggi di cordoglio dal mondo della moda e dello spettacolo, anche quello di Paris Hilton, che ha ricordato il giovane modello come “un’anima dolce, sensibile e genuina”.






