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13 Febbraio 2026 12:07

Crans Montana, parla l’operaio che fece i lavori: “Chiesi di avere materiale ignifugo, mi risposero che era troppo caro”

L' incredibile testimonianza del tecnico che aveva segnalato le carenze del locale alla polizia poco dopo il rogo. Ma come al solito nessuno delle Autorità svizzere ha mai mosso un dito dopo la sua denuncia

Un testimone potenzialmente fondamentale che si era rivolto alla Polizia cantonale svizzera non è mai stato sentito. Lo scorso 3 gennaio Robert Borbiro ha contattato gli investigatori svizzeri riferendo loro di essere in possesso di informazioni importanti sul locale Le Constellation, incendiatosi la notte di Capodanno in un rogo che è costato la vita a 41 innocenti persone. che erano lì per divertirsi “Mi chiamo Robert Borbiro – scriveva alla Polizia via mail – ho realizzato l’arredamento per il signor e la signora Moretti per l’apertura del loro locale nel 2016… In fase di conferma dell’ordine, ho proposto l’opzione di rivestire tutto con schiuma ignifuga. Questa opzione è stata rifiutata dal cliente per motivi di budget“.

L’operaio, che ha partecipato ai lavori di ristrutturazione del disco-bar, ha anche parlato delle carenze relative alla sicurezza, rilevate durante una visita nel locale Le Constellation prima dell’apertura: “L’accesso dalla strada avviene solo tramite una piccola e stretta scala. Lo spazio era privo di un sistema di ventilazione chiuso. Sul retro della sala una piccola porta conduce a uno spazio aperto, ma questo non costituisce un’uscita di sicurezza conforme alle normative. Essendo stato responsabile operativo in Francia per una catena alberghiera dal 1991 al 1995, non capisco come la struttura abbia potuto ottenere un’autorizzazione all’esercizio. A mio parere, la struttura non avrebbe potuto soddisfare gli standard di sicurezza antincendio previsti dalla normativa francese. Sono a vostra completa disposizione per rispondere a qualsiasi ulteriore domanda”.

A rintracciare questa comunicazione ricevuta dalla Polizia cantonale svizzera è stato l’avvocato Sébastien Fanti, che assiste diverse famiglie delle vittime dell’incendio. Lo scorso 5 febbraio il legale ha scritto alla Procura di Sion, evidenziando e contestando la circostanza che la mail di Borbironon è inclusa nel fascicolo, il che è sorprendente. Il suo contenuto è davvero inedito, poiché proviene dalla persona che ha realizzato l’arredamento interno del locale “Le Constellation” nel 2015-2016“. Il sospetto dell’ avvocato Fanti è che non si tratti di una svista o di un errore: “Ci sono motivi legittimi per mettere in discussione la condotta della polizia municipale. Vi chiedo pertanto di indagare sulla questione senza indugio“. Ma c’è anche dell’altro. Borbiro avrebbe contattato anche successivamente la Polizia cantonale e avrebbe scritto a due ispettrici, ma non sarebbe mai stato convocato, almeno fino all’inizio di febbraio. “Nulla spiega perché queste email non siano incluse nel fascicolo, nonostante costituiscano prove chiaramente incriminanti, in grado di portare rapidamente a una condanna, contesta Fanti.

Altri legali, tra i quali l’avvocato Nina Fournier, sostengono invece che ci sia stata una riunione “segreta” il 6 gennaio, dopo il rogo tra i coniugi Jacques e Jessica Maric Moretti ed alcuni loro dipendenti. Il sospetto più che fondato e legittimo è che i gestori del Constellation abbiano condizionato ed influenzato i testimoni. “È nostro dovere informarvi che abbiamo appreso che i coniugi Moretti hanno contattato dipendenti attuali ed ex dipendenti del Constellation, del Senso e del Vieux Chalet, che sono riusciti a raggiungere. A quanto pare, hanno radunato coloro che erano disposti a partecipare a tale incontro mercoledì 7 gennaio 2026 alle 16 presso il locale Six Senses“, scrive l’avvocato Fournier. alla Procura di Sion il cui operato risulta sempre meno affidabile Ed aggiunge: “Ci è stato detto che tutte queste persone, che abbiano partecipato o meno all’insolito incontro, vivono nella paura, persino nell’angoscia, di essere coinvolte nella vicenda“. La circostanza della riunione, è stata chiaramente smentita dalla coppia durante l’interrogatorio: “I dipendenti si sono incontrati tra loro, noi non c’eravamo”, ha sostenuto Jacques Moretti. Ma resta sempre più difficile credergli.

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