Due mesi fa il Ministero dei Trasporti, aveva approvato tutti i dispositivi e sistemi di rilevamento della velocità autorizzati sul territorio nazionale. Una super lista che fino alla scorsa estate non era mai esistita e in cui si trovano più di 3.800 autovelox. Questa mappatura dei dispositivi è il primo dei due provvedimenti voluti dal Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, mentre il secondo è la stesura del nuovo schema di decreto sui requisiti di omologazione degli autovelox. Lo schema di “decreto per l’omologazione del prototipo, la taratura e le verifiche periodiche di funzionalità dei dispositivi e sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità” è stato completato nei giorni scorsi ed è stato inviato dal ministero a Bruxelles per la necessaria verifica di compatibilità con le norme europee.
Il 28 novembre 2025 è stato pubblicato l’elenco ufficiale dei dispositivi e sistemi di rilevamento della velocità autorizzati sul territorio nazionale. La lista è consultabile pubblicamente sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a questo link (https://velox.mit.gov.it/dispositivi) e scorrendola si evince che i dispositivi attualmente censiti, dunque attivi, sul territorio nazionale sono 3.717. Fino a oggi non esisteva nessun elenco e la sua compilazione è stata decisa dall’articolo 1, commi 3 e 4, del decreto del Direttore Generale per la motorizzazione n. 367 del 29 settembre 2025.

La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale
In questo schema si trova l’elenco dei modelli di autovelox che saranno omologati automaticamente senza necessità di ulteriori prove tecniche o procedure amministrative: in tutto sono quindici. Un numero piuttosto esiguo, perché corrisponde a poco più di mille apparecchiature sulle 3.800 presenti nell’elenco di cui parlavamo. Questo migliaio di dispositivi sarà l’unico che potrà essere utilizzata dalla prossima primavera – il decreto dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale a maggio, visto che la consultazione pubblica termina il 4 maggio – mentre tutte le altre dovranno essere omologate secondo le nuove procedure tecniche. Tra gli strumenti che dovranno essere omologati nuovamente ci sono, gli autovelox delle serie precedenti alla 106, i Tutor più vecchi e tutti i Telelaser. In ogni caso l’omologazione, in alcuni frangenti, dovrebbe essere molto veloce.

Il problema delle multe
Nello schema di decreto si legge che “se il produttore è già in possesso di idonea documentazione, che dimostri il rispetto dei requisiti di taratura e i test di laboratorio previsti, può richiedere l’omologazione al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che si esprime nei successivi sessanta giorni adottando, in caso di verifica positiva, il relativo decreto di omologazione”.
In attesa di queste nuove omologazioni è molto probabile che la maggior parte delle Forze dell’Ordine continueranno a usare gli strumenti registrati nella banca dati ministeriale, basandosi sulle indicazioni del ministero dell’Interno secondo cui, in assenza di norme tecniche di omologazione, è sufficiente l’approvazione. Allo stesso tempo, i giudici di pace continueranno ad accogliere i ricorsi forti delle ordinanze con cui la Corte di cassazione ha più volte rimarcato che solo le apparecchiature “debitamente omologate” possono essere utilizzate per provare la violazione dei limiti di velocità.
Il “business” delle multe per i Comuni
A questo proposito, le associazione dei consumatori ricordano che gli apparecchi di rilevazione automatica della velocità solo nelle principali venti città italiane, hanno portato complessivamente nelle casse delle amministrazioni locali 203 milioni di euro nel triennio 2022-2024. Inoltre, oggi quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili, oltre a non essere omologato, è stato approvato prima del 2017, data che fa da spartiacque in tema di omologazione e possibile utilizzo degli apparecchi, con conseguente valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati.





